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  1. #241
    Partecipante Figo
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    30-11-2008
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    per rosa di maggio:
    Rosa io credo che la mia risposta (quella che tu hai criticato) sia stata più che pertinente....se vai nuovamente lì potrai vedere che Johnny mi ha anticipato nella risposta dicendo più o meno le stesse cose...!!!!!!!

  2. #242
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sempre! In ogni caso non mi sembra un punto da poco, soprattutto in questa discussione intitolata "Critica alla psicoanalisi e alle psicoterapie", almeno per chi sostiene l'irriducibilità -o comunque i punti di discontinuità- tra le due prassi, che la Legge Ossicini -anche con la connvivenza di psicoanalisti, beninteso- confonde, mi riferisco in particolare alla cosiddetta "psicoterapia psicoanalitica", a mio avviso è una ambiguità non del tutto interrogata, in primis dai clinici stessi che vi si trovano implicati.

    Salute!
    ikaro

    Nel senso che tu li vedi come due momenti di uno stesso percorso nel quale capire quale direzione prendere e quando, nel momento in cui cambia la domanda?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #243
    Banned
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    21-03-2008
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84
    ''Avremo fatto molto se saremo riusciti a trasformare una infelicità nevrotica in una comune infelicità''...mi pare dicesse qualcosa del genere il buon Freud...
    Ma c'è un modo per distinguerle? comune infelicità ed infelicità nevrotica dico. E poi anche se fosse possibile tracciare una distinzione netta, per quale motivo una è preferibile all'altra?
    Secondo me scambiare un male con un altro non è detto che rappresenti una soluzione, bisognerebbe anche dimostrare che il secondo è un male minore.

    Un saluto

  4. #244
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    06-07-2004
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Ma c'è un modo per distinguerle? comune infelicità ed infelicità nevrotica dico. E poi anche se fosse possibile tracciare una distinzione netta, per quale motivo una è preferibile all'altra?
    Secondo me scambiare un male con un altro non è detto che rappresenti una soluzione, bisognerebbe anche dimostrare che il secondo è un male minore.
    Certamente, infatti quella frase andrebbe contestualizzata all'interno dell'opera freudiana, in particolare al "disagio della civiltà".

    Saluti,
    ikaro

  5. #245
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma c'è un modo per distinguerle? comune infelicità ed infelicità nevrotica dico. E poi anche se fosse possibile tracciare una distinzione netta, per quale motivo una è preferibile all'altra?

    Un saluto
    Certo, c'è. Sia ad un livello molto intuitivo per cui spesso il paziente si rende conto di essere, per così dire, ''esagerato'' (pensa a risposte quali ansia e panico) e sia ad un livello molto più generale legato alla struttura dell'occidentale. Ma di questo mi pare ti abbia già parlato abbondantemente: il ''disagio della civiltà'', come dice ikaro, è un esempio fra i più significativi che rileva il nichilismo alla base di chi crede che si possa liquidare con facilità la nostra più intima natura...che è lacerata, perchè contesa dall'ambivalenza in cui tutte le cose riposano. La ''libertà'' è il discrimine tra l'una e l'altra.

    Saluti,
    Luigi

  6. #246
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Vorrei , visto che questo 3d è la sede forse più adatta, riportare qui questo quesito. L'analista si prende cura della psiche, ma se il paziente, ad esempio soffre di insonnia, di aritmia, di gastrite, di poca voglia di fare l'amore.....e se questi disagi vengono manifestati nel setting, sicuramente lui/lei analista, ascolterà con rispetto, chiederà spiegazioni, ma poi anche se non lo dirà chiaro e tondo, farà capire che il suo compito si limita a prendersi cura solo del benessere psichico, senza tenere conto che il corpo è il palcoscenico di eventi psicologici inconsci o come dice lo scrittore P.Alterberg "la malattia è il grido dell'anima offesa".
    Ultima modifica di francesca63 : 15-05-2009 alle ore 07.31.31
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  7. #247
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Vorrei , visto che questo 3d è la sede forse più adatta, riportare qui questo quesito. L'analista si prende cura della psiche, ma se il paziente, ad esempio soffre di insonnia, di aritmia, di gastrite, di poca voglia di fare l'amore.....e se questi disagi vengono manifestati nel setting, sicuramente lui/lei analista, ascolterà con rispetto, chiederà spiegazioni, ma poi anche se non lo dirà chiaro e tondo, farà capire che il suo compito si limita a prendersi cura solo del benessere psichico, senza tenere conto che il corpo è il palcoscenico di eventi psicologici inconsci o come dice lo scrittore P.Alterberg "la malattia è il grido dell'anima offesa".
    Però non capisco bene, la voglia di fare l'amore ecc. ecc. torneranno dopo questi interventi sulla psiche? Sì o No?

  8. #248
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Vorrei , visto che questo 3d è la sede forse più adatta, riportare qui questo quesito. L'analista si prende cura della psiche, ma se il paziente, ad esempio soffre di insonnia, di aritmia, di gastrite, di poca voglia di fare l'amore.....e se questi disagi vengono manifestati nel setting, sicuramente lui/lei analista, ascolterà con rispetto, chiederà spiegazioni, ma poi anche se non lo dirà chiaro e tondo, farà capire che il suo compito si limita a prendersi cura solo del benessere psichico, senza tenere conto che il corpo è il palcoscenico di eventi psicologici inconsci o come dice lo scrittore P.Alterberg "la malattia è il grido dell'anima offesa".
    Ma come, cara francesca, proprio tu che mi crei una discussione sui legami psiche-corpo ti poni in un'ottica di scissione così profonda? Non ci è ancora tutto chiaro circa i rapporti tra questi due livelli di organizzazione degli esseri viventi, tuttavia è ormai assodato che essi rappresentano "interfaccia" differenti del medesimo soggetto e come tali sono collegati (con ogni probabilità secondo un numero di legami talmente complessi che rendono tutt'altro che lineare il rapporto). La psicoanalisi, come altri orientamenti che da tempo sottolineano il rapporto di interazione tra questi aspetti, può - anche se non sempre a causa dei motivi di cui sopra - influire anche su "malattie somatiche" o, quanto meno sulle componenti psichiche delle stesse.
    Comunque non vedo perchè un analista non "dirà chiaro e tondo" che, in caso di problemi di tipo medico, è necessario andare in ospedale!

    Saluti
    gieko

  9. #249
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ma come, cara francesca, proprio tu che mi crei una discussione sui legami psiche-corpo ti poni in un'ottica di scissione così profonda? Non ci è ancora tutto chiaro circa i rapporti tra questi due livelli di organizzazione degli esseri viventi, tuttavia è ormai assodato che essi rappresentano "interfaccia" differenti del medesimo soggetto e come tali sono collegati (con ogni probabilità secondo un numero di legami talmente complessi che rendono tutt'altro che lineare il rapporto). La psicoanalisi, come altri orientamenti che da tempo sottolineano il rapporto di interazione tra questi aspetti, può - anche se non sempre a causa dei motivi di cui sopra - influire anche su "malattie somatiche" o, quanto meno sulle componenti psichiche delle stesse.
    Comunque non vedo perchè un analista non "dirà chiaro e tondo" che, in caso di problemi di tipo medico, è necessario andare in ospedale!

    Saluti
    Caro Gieko, quello che vorrei qui esprimere è proprio la scarsa attenzione che gli psicoterapeuti in genere attribuiscono a questa coniunctio corpo-psiche e dunque ai disturbi somatici dei pazienti, considerandoli solo complicazioni ulteriori della terapia, di cui assicurano la scomparsa col procedere della cura. Ma purtroppo anche se si sta meglio, se la terapia funziona, alcuni sintomi specie se cronicizzati, restano.
    Parliamo di insonnia: il riferimento simbolico dato da Rudiger Dalke, specializzato in medicina naturale e psicoterapia che ha contribuito in modo fondamentale alla diffusione delle conoscenze relative alla dimensione psicosomatica delle malattie e al loro significato come linguaggio dell'anima, attiene alla paura di perdere il controllo, paura di andare nell'ignoto, scarsa fiducia nel polo femminile, uso esagerato della razionalità maschile,eccessiva energia vitale (sangue) nel cervello, che perciò non riesce a trovare pace, e invece scarsa attenzione al risveglio emotivo e spirituale:
    questa è una sorta di "diagnosi" del perchè nasce l'insonnia, nel senso che
    il nostro corpo è costretto a intervenire con un allarme solo quando la
    nostra consapevolezza di un conflitto interiore è carente... per uscire
    dall'insonnia dunque occorre rendersi coscienti del bisogno emotivo negato,
    lasciar fluire le emozioni durante il giorno,riconciliandosi con il proprio lato oscuro e con l'imperfezione, in modo da abbandonare il perfezionismo e "svegliarsi" alla propria vita emotiva espirituale, alla meditazione, alla ricerca di nuovi stimoli..
    L'afflusso esagerato di energia nel cervello corrisponde ad un uso
    eccessivo del ragionamento, una sorta di forzatura, evidentemente si avverte
    il peso notevole di dover "governare" troppi ambiti, sia personali che
    familiari, dimenticando così le funzioni del lato destro del cervello che
    sono legate al divertimento, alla percezione delle emozioni, al vivere solo
    "qui e ora", alla spensieratezza, alle novità...
    In sostanza, il corpo ti avvisa, che stai conducendo una vita tutta di obblighi, che bisognerebbe quantomeno diminuirli, se non eliminarli... e che questo non è salutare...
    però la struttura psichica con cui ci hanno cresciuto spesso contrasta con
    la nostra libertà di movimento e di nuove esperienze, noi andiamo avanti
    imperterriti a occuparci di risolvere i problemi di tutti gli altri tranne
    che i nostri... dunque non ci si può meravigliare che il corpo, saggio e
    perfetto com'è, continui altrettanto pervicacemente a farci sapere ogni
    giorno che stiamo facendo qualcosa contro noi stessi, e lo farà ad oltranza,
    perchè non si può certo rassegnare...
    Battiato canta giustamente "Non servono tranquillanti o terapie, ci vuole un'altra vita.."
    Lo so che sembra impossibile realizzare "un'altra vita", ma chi è in analisi vorrebbe almeno riuscire a tollerare, gestire, convivere con una normale nevrosi asintomatica.
    Come placare la mente, che lavora troppo e male, succhiando una marea di energia e facendoci deviare dalla salute...
    Chi oggigiorno non è oberato dalla responsabilità?.. non dobbiamo stupirci se poi il corpo dia costanti segnali di malfunzionamento.
    I sintomi sono un allarme, e finchè non si fa qualcosa per riconoscerne le componenti psiche, il conflitto e modificare il meccanismo, quello continua a suonare!
    Prova a rispondere tu che sei un esperto alla domanda di Charlie che non capisce bene, se la voglia di fare l'amore ecc. ecc. torneranno dopo questi interventi sulla psiche, e alla mia domanda: l'insonnia, dopo anni di terapia, non dovrebbe scomparire, senza andare in un centro per la cura delle malattie del sonno?
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 15-05-2009 alle ore 20.09.56
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #250
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    Come placare la mente, che lavora troppo e male, succhiando una marea di energia e facendoci deviare dalla salute...
    l'insonnia, dopo anni di terapia, non dovrebbe scomparire, senza andare in un centro per la cura delle malattie del sonno?
    Ciao
    Eh...ma ''scomparire'' è un termine grande francesca...tanto grande. La mia piccola esperienza mi dice che con una analisi si ingaggia una lotta e che il senso di essa, in fin dei conti, è ''combattere''. Tu ne sei consapevole: si denota dopotutto da come tratti il problema dei 'contrari', delle ''contraddizioni'' in generale. Questo 'combattere' (insieme...cum) è ciò che destruttura le formazioni sintomatiche, che possono essere di infiniti tipi; anche palesemente somatiche. Ma noi cosa ne sappiamo in fondo? Hai parlato di ''coniunctio''...ma di questa coniunctio cosa ne possiamo sapere? Potremmo intuire, interpretare, lavorare...questa ''attività'' contraddistingue un campo ''dinamico''. Ma, come disse Jung, le cose e le malattie ''ci accadono''...sarebbe sciocco credere che ''scegliamo'' tutto noi (anche inconsciamente...). Perciò, dato che non possiamo ''sapere'' (questo è il senso dell'inconscio junghiano se vogliamo), ci portiamo fin dove possiamo sopportare la sofferenza:...un centro per le malattie del sonno andrebbe preso in considerazione, nella fattispecie, quando sentiamo di scontrarci con un limite insormontabile...dopotutto, non tutte le analisi danno gli effetti ''sperati'': tutto da guadagnare, dico io, ma una psicoterapia arriva fin dove può arrivare.

    Saluti,
    Luigi

  11. #251
    Banned
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ma come, cara francesca, proprio tu che mi crei una discussione sui legami psiche-corpo ti poni in un'ottica di scissione così profonda? Non ci è ancora tutto chiaro circa i rapporti tra questi due livelli di organizzazione degli esseri viventi, tuttavia è ormai assodato che essi rappresentano "interfaccia" differenti del medesimo soggetto e come tali sono collegati (con ogni probabilità secondo un numero di legami talmente complessi che rendono tutt'altro che lineare il rapporto). La psicoanalisi, come altri orientamenti che da tempo sottolineano il rapporto di interazione tra questi aspetti, può - anche se non sempre a causa dei motivi di cui sopra - influire anche su "malattie somatiche" o, quanto meno sulle componenti psichiche delle stesse.
    Comunque non vedo perchè un analista non "dirà chiaro e tondo" che, in caso di problemi di tipo medico, è necessario andare in ospedale!
    Il guaio è che spesso i problemi sono di tipo esistenziale e non medico...
    E spesso un analista non lo dice chiaro e tondo che nemmeno lui possiede rimedi per questi. Ad esempio anche il non aver voglia di far l'amore può essere legato al fatto che i nostri partner non ci attraggono abbastanza o sono poco abili e così via, o viceversa che siamo noi ad essere poco attraenti e ricevendo di continuo messaggi negativi di rifiuto, la voglia magari poi ci passa.
    Francesca ha citato giustamente Battiato "Non servono tranquillanti o terapie, ci vuole un'altra vita..".
    Quindi una "cura" di questo tipo deve poter incidere sull'esistenza di una persona, fino a che permangono certi problemi di cui non si dispone di alcuna soluzione soddisfacente si continuerà a non stare bene.

    Un saluto a tutti

  12. #252
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Scusa char_lie, ma che credi? La psicoanalisi influisce sull'esistenza della persona, proprio perchè lavora a livello della struttura. Lo sto dicendo da innumerevoli post, ma sembra che, per qualche motivo, tutto ciò venga ostinatamente ignorato. Se magari spieghi il perchè...
    Per rispondere alla tua domanda di prima, quindi, tra i vari effetti della trasformazione strutturale è compreso anche il fatto che difficoltà sessuali e relazionali a livello psichico (quali quelle dei tuoi esempi) sono psicoanaliticamente trattabili.

    Saluti
    gieko

  13. #253
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da francesca63 Visualizza messaggio
    l'insonnia, dopo anni di terapia, non dovrebbe scomparire, senza andare in un centro per la cura delle malattie del sonno?
    Provo a rispondere. L'insonnia, come qualsiasi altro sintomo, rappresenta un aspetto dell'organizzazione, della strutturazione del paziente che, per quanto possa apparire paradossale, ha una funzione e, fintanto che la mantiene, necessita di permanere. Anche nella teoria che citi (che non condivido personalmente) l'insonnia ha delle motivazioni per instaurarsi e mantenersi all'interno della vita del soggetto. Lavorando su queste, se la teoria ha fondamenta sufficientemente solide, cioè se interpreta correttamente la funzionalità del sintomo, quest'ultimo può perdere di utilità a favore di una struttura maggiormente funzionale.
    Il problema è che ci sono alcuni sintomi che sono talmente radicati e fondanti la struttura del soggetto, costituendone lo "scheletro", i "pilastri portanti", che divengono parte fondamentale dei nuclei identitari. Si può fare qualsiasi esempio, ma il primo che mi viene in mente è quello della convizione delirante dello psicotico, il quale dice ad esempio "io sono Dio". E' avvenuta una strutturazione estremamente profonda e rigida in base alla quale questa persona può vivere: al di là dell'"essere Dio" c'è infatti il non esistere, ipotesi che non può ovviamente essere presa in considerazione. Il contrasto fondamentale tra "esistere" e "non esistere" tipico della psicosi è il "terreno" su cui è stato costruito l'"edificio" di quella persona. Il lavoro analitico permette di poter modificare la struttura e trovare nuovi terreni, ma non è cosa semplice e, a volte, è estremamente difficoltosa.

    Saluti
    gieko

  14. #254
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Il problema è che ci sono alcuni sintomi che sono talmente radicati e fondanti la struttura del soggetto, costituendone lo "scheletro", i "pilastri portanti", che divengono parte fondamentale dei nuclei identitari.

    Saluti
    Eccellente. Mi trovi perfettamente d'accordo. Anche sul discorso ''psicotico''...che andrebbe però approfondito, credo, in altra sede.

    Saluti,
    Luigi

  15. #255
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Provo a rispondere. L'insonnia, come qualsiasi altro sintomo, rappresenta un aspetto dell'organizzazione, della strutturazione del paziente che, per quanto possa apparire paradossale, ha una funzione e, fintanto che la mantiene, necessita di permanere. Anche nella teoria che citi (che non condivido personalmente) l'insonnia ha delle motivazioni per instaurarsi e mantenersi all'interno della vita del soggetto. Lavorando su queste, se la teoria ha fondamenta sufficientemente solide, cioè se interpreta correttamente la funzionalità del sintomo, quest'ultimo può perdere di utilità a favore di una struttura maggiormente funzionale.
    Il problema è che ci sono alcuni sintomi che sono talmente radicati e fondanti la struttura del soggetto, costituendone lo "scheletro", i "pilastri portanti", che divengono parte fondamentale dei nuclei identitari. Si può fare qualsiasi esempio, ma il primo che mi viene in mente è quello della convizione delirante dello psicotico, il quale dice ad esempio "io sono Dio". E' avvenuta una strutturazione estremamente profonda e rigida in base alla quale questa persona può vivere: al di là dell'"essere Dio" c'è infatti il non esistere, ipotesi che non può ovviamente essere presa in considerazione. Il contrasto fondamentale tra "esistere" e "non esistere" tipico della psicosi è il "terreno" su cui è stato costruito l'"edificio" di quella persona. Il lavoro analitico permette di poter modificare la struttura e trovare nuovi terreni, ma non è cosa semplice e, a volte, è estremamente difficoltosa.

    Saluti
    Chi si rivolge ad un analista lo fa sicuramente perchè soffre. Questa considerazione mi conduce ad una riflessione: quale sarebbe la percezione della psiche se non si avvertisse un solo disagio?
    La sofferenza è come una spinta verso un processo di chiarificazione, verso l'esigenza di intraprendere un'avventura esistenziale che possa soddisfare il fondamentale bisogno umano di autoconoscenza e di dialogo interiore.
    Forse, Gieko tu ha ragione, forse il paziente si rifiuta inconsapevolmente di andare oltre un certo limite, di abbattere certi pilastri...resiste per ristabilire un "equilibrio" del corpo ormai troppo consolidato e divenuto nucleo identitario. L'analista viene visto come colui che aggredisce la tua fortezza. Ma è un comportamento incoerente e masochistico: perchè un individuo che vuole indagare il proprio inconscio per recuperare il suo totale benessere, poi rimane intrappolato in dipendenze alquanto invalidanti, anche se nel complesso, con la terapia, la qualità della vita migliora notevolmente?
    Perchè alcuni nuclei, per quanto causa di malessere, vengono difesi e custoditi tenacemente? "QUIETA NON MOVERE"?
    Ultima modifica di francesca63 : 16-05-2009 alle ore 17.59.22
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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