il fatto che mi preoccupa è che questo modo di porsi viene proiettato anche nei confronti dell'utente.......stai zitto tu...io so tutto e tu non sai niente.....e questo può avere conseguenze gravi per l'utente medesimo.
ps:se la salute ha un'ampia accezione fisica psichica sociale......etc...allora tutti possiamo contribuire a migliorarla....ovviamente prima bisogna capire il problema...e la decodifica della domanda può avvenire ANCHE con strumenti psicologici!
Ragazzi ma ci stiamo perdendo? e chi tira fuori articoli di associazioni autoproclamate ordini o albi e chi rilancia su di esami in più o in meno all'università ecc....ed epistemologia....e pragmatismo........stoooooooooooppppppp
Sono gran paroloni all'italiana. C'è qualcuno di obiettivo? Magari sarà meno affascinate come affronto il problema io ma il succo è quello: la parola clinico "fa figo" e tutti se ne appropriano. Nella lingua italiana ha una forte valenza sanitaria. Quindi non voglio spiegazioni su filosofia clinica ecc. Basta per favore. Potete scrivere tutto ciò che vi pare e girare la frittata come volete. Ma è cosi, finchè non si ammettono queste cose potremmo arrivare a pagina 200 di questo forum. E dietro questo "fa figo" sono sbocciati centinaia di corsi di counselor ecc ecc. Lo sa chiunque lavori nel settore. Il fatto è che "non si dice" come nella politica italiana. La struttura è identica. Basta, smettiamola di usare paroloni per esprimere concetti che in realtà sono su un piano: di "scoperta personale" per chi segue i corsi ed economico per chi li fa. Non prendiamoci in giro, a Roma si dice : "che stamo a pettinà ebbambole?"
Possono contribuire a migliorare la salute chi ne ha le competenze, gli altri possono anche contribuire a peggiorarla.
Infatti la salute è ambito sanitario, e soprattutto per la salute mentale ci vuole una lunga e seria formazione. Poi se qualcuno fa abuso di professione sanitaria facendo un corsetto è altra cosa, prima o poi a qualcuno dovrà rendere conto, se non a se stesso.
Counselors, astrologi, chiromanti e maghi possono limitarsi a dire che lavorano per il benessere (se così fosse) ma non si occupano certo di salute.
Stiamo parlando in qualità di professionisti, no? Tanto più se spiego persino in che senso utilizzo il termine 'clinico', qual è il problema? Per il resto Luigi ha spiegato molto bene che cosa si intende per 'clinica'...Cmq tu intendi la clinica in un modo e sei libero di farlo, ma x me rimane il significato nel senso comune del termine
Saluti,
ikaro
Ma ci sei o ci fai? Il counselling, nell'accezione etimologica del termine clinica, è clinica, non solo fa clinica. Ma se non capisci neanche questo concetto elementare appunto, che parliamo a fare? E il bello che chiami in causa la filosofia nella tua formazione, e poi resti ferma al senso comune del termine dell'uomo della strada per cui 'clinica' = dottore o patologia, ma per favore...Per il discorso sulla clinica allora mi meraviglio dei tuoi colleghi..
Ci si sorprende se un filosofo vuol fare il filosofo clinico??
Se nell'accezione originale e comune significa stare con l'altro, non vedo problemi di sorta...
Cavolo e voi che avete fatto una dura lotta con i medici..bastava semplicemente spiegargli questo elementare concetto....
La professioni d'aiuto, secondo il tuo parere, visto l'esempio riportato, allora fanno tutte clinica??? Perchè suddividerle in branche sempre più articolate???
Mi dissocio...
Il counselling non fa clinica....
Saluti,
ikaro
PS Anche tu stai giocando a "Ti ho beccato!". Il problema è che giochi molto male, perchè i problemi nascono nel momento in cui queste professioni 'cliniche' non prevedono una formazione 'clinica' (e in particolare una formazione decisa su di di sè), questa richiede anni e anni e anni, non basta fare i corsetti e le simulate...
Ultima modifica di ikaro78 : 16-05-2009 alle ore 17.38.46
Allo stesso gioco, nella sua variante tragicomica "non ci becca manco per sbaglio!" (ikaro78, 2009), e il dramma è che non se ne rende nemmeno conto!!e tu a che gioco stai giocando?![]()
Ecco, questo intervento andrebbe incorniciato in carta di riso, questo è l'effetto di questi corsi di counselling e dell'applicazione selvaggia di concetti a quello che uno dice (in questo caso poi, l'AT si presta veramente a questo modo becero di esercitare la professione), se tanto mi dà tanto il 'cliente' che se ne va perchè ovviamente non sarà stato capito sarà nella posizione "Io sono ok, tu non sei ok", e buonanotte, ma non si insinua mai il dubbio che forse tanto torto non ha?!Ma smettiamola x favore...come ho detto in un post qui non si è considerati alla pari...
Voi state giocando al " Ti ho beccato" di E. Berne..e spero siate almeno consapevoli di questo...
E' sterile continuare a discutere con chi la pensa in questo modo e cerca sempre di cogliere l'altro in fallo solo per affermare la sua supremazia....
Continuate così cari psicologi..vedo che non siete neanche disponibili a un confronto perchè partite dal presupposto che quello che dice l'altro non va bene..
Per dirla con Berne "Io sono ok, tu non sei ok"..
Sapete, è un pò difficile uscire da questa posizione...soprattutto quando non vi è la volontà di farlo e quando non c'è autoconsapevolezza..
Tanti auguri a tutti gli psicologi che la pensano in questa maniera per il vostro lavoro (quanti di voi poi lavorano poi come tali???) e per i vs utenti o clienti o pazienti qualunque sia la definizione che più vi aggrada....!!!!
Adesso potrete continuare a menarvela da soli!!
Fatevi le domande e datevi delle risposte..tanto lo sapete fare benissimo e non avete bisogno di un contradditorio...
Saluti,
ikaro
Anche qui non scherziamo, forse bisognerebbe spiegare alla nostra Zuccherina che è proprio per evitare proiezioni sull'utente che a noi si rivolge che è opportuna una formazione clinica personale su di sè, questi meccanismi sono inconsci quindi agiscono al di là della coscienza, insomma non è questione di buona volontà o di quanti corsi hai fatto. Qui non si tratta di proiezione, si tratta di una fisiologica idiosincrasia alle cavolate!!il fatto che mi preoccupa è che questo modo di porsi viene proiettato anche nei confronti dell'utente.......stai zitto tu...io so tutto e tu non sai niente.....e questo può avere conseguenze gravi per l'utente medesimo.![]()
Specializzazioni universitarie » Valutazione psicologica e consulenza (counseling) Informazioni generali
Le Scuole di specializzazione di area psicologica afferiscono alle facoltà di psicologia; l'accesso è consentito ai laureati
della classe 58/S (Laurea specialistica in psicologia) e ai laureati in psicologia dell'ordinamento previgente al decreto ministeriale n. 509/1999.
Per ciascuna tipologia di Scuola, in coerenza con l'ordinamento di cui al decreto 24 luglio 2006, l'organismo accademico responsabile del corso specifichera' il profilo professionale dello specialista, le sue competenze in psicoterapia e precisera' gli obiettivi formativi ed i relativi percorsi didattici funzionali al conseguimento delle necessarie conoscenze culturali ed abilita' professionali.
Gli obiettivi formativi e i percorsi didattici sono identificati da attività formative indispensabili per conseguire il titolo. Le attività sono a loro volta suddivise in ambiti omogenei di conoscenze e competenze professionali identificate da settori scientifico disciplinari.
Lo specialista in Valutazione psicologica e consulenza (counselling) deve aver maturato conoscenze teoriche, scientifiche e professionali nel campo della valutazione psicologica in particolare mediante test psicologici e comportamentali e della consulenza (counselling), in riferimento sia a disordini cognitivi ed emotivo-motivazionali sia a caratteristiche «normali» della personalità, con applicazioni alla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, e alla risoluzione di stati di disagio psichico con strumenti psicoterapici. Lo specialista saprà valutare e diagnosticare quadri e contrasti patologici in un'ottica evolutivo-dinamica della persona e dei suoi bisogni mediante test psicometrici, interviste e questionari e saprà analizzare risultati delle valutazioni mediante tecniche statistiche descrittive e inferenziali utilizzando le tecnologie informatiche. Lo specialista dovra' altresì essere in grado di intervenire sulle diverse fasce di età, a livello individuale, di gruppo e istituzionale, e su problemi connessi alla soddisfazione dei bisogni psicologici dai più basilari (relazioni umane di base, sessualità, sicurezza ai più complessi (p. es.: autorealizzazione), con particolare riguardo a interventi di orientamento scolastico e professionale.
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Dato che questo é un file della sezione riservata agli psicologi laureati, (tra i quali, esistono anche psicologi dell'educazione, come laurea quinquennale e in psicologia sociale, ma é un particolare) abilitati ed iscritti all'Albo Professionale, che vogliono frequentare una Scuola universitaria che prepari al Counseling nei diversi settori di competenza, legalmente riconosciuta, poiché richiede una preparazione base specifica, ne allego solo una parte introduttiva, tralasciando il programma quinquennale richiesto per diventare specialisti in Counselling, comprensivo di conoscenze molto articolate, su livelli multipli dell'organizzazione sia personale, dinamica, cognitiva ecc., che contestuale, insieme alla organizzazione sociale dei diversi settori, dei diversi ed ampiamente articolati piani di intervento, comprensivi di ulteriori studi sociali in termini sia organizzativi che dinamici, e scientifici approfonditi in modo mirato alla prevenzione, intervento e gestione dello stesso con tutto ciò che esso comporta, anche in termini di preparazione in materie fondamentali, già intriseche al piano di studio in psicologia come Neurobiologia, Pichiatria, psicofarmacologia; anche per riconoscere eventuali effetti collaterali di farmaci e sostanze a fini diagnostici, ( farmaci e sostanze che possono avere influenza sul comportamento sociale e relative conseguenze) anche se questo lo fa già lo psicologo, proprio per non incorrere in pericolosi equivoci, circa varie diagnosi di vari "disagi e malesseri indefiniti "di cui si parla molto senza parlarne realmente qui, da chi li nomina come fossero qualcosa su cui si può "parlare" per poi "sorvolare" . Come fate, quando, come ha provato ripetutamente ikaro, vi viene fatta la domanda di esplicitare i fatti, al di là di singole parole.
Vediamo cosa si può proiettare in modo tanto plateale, come state facendo, oltre altri meccanismi particolari, che voi due state mettendo in atto, in modo tipico.
Sperando di farvi cosa gradita, date le pregresse assunzioni, prese di posizioni, emblematicità; spero ora vi sia più chiaro.
Ultima modifica di RosadiMaggio : 17-05-2009 alle ore 06.39.02
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Scusate, ma in che città sarebbe la scuola di specializzazione in counseling per psicologi laureati?
Non mi pareva che in Italia ne esistessero, almeno non relative alla professione di counselor nella sua più nota accezione.
Non vorrei che si trattasse del solito misunderstanding sulla definizione di "counseling"...
Sarei davvero interessata a saperne di più.
Grazie
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