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  1. #466
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Specializzazioni universitarie » Valutazione psicologica e consulenza (counseling) Informazioni generali
    [. [/I]Lo specialista saprà valutare e diagnosticare quadri e contrasti patologici in un'ottica evolutivo-dinamica della persona e dei suoi bisogni mediante test psicometrici, interviste e questionari e saprà analizzare risultati delle valutazioni mediante tecniche statistiche descrittive e inferenziali utilizzando le tecnologie informatiche. Lo specialista dovra' altresì essere in grado di intervenire sulle diverse fasce di età, a livello individuale, di gruppo e istituzionale, e su problemi connessi alla soddisfazione dei bisogni psicologici dai più basilari (relazioni umane di base, sessualità, sicurezza ai più complessi (p. es.: autorealizzazione), con particolare riguardo a interventi di orientamento scolastico e professionale.
    __________________________________________________ _______________
    _

    Dato che questo é un file della sezione riservata agli psicologi laureati, (tra i quali, esistono anche psicologi dell'educazione, come laurea quinquennale e in psicologia sociale, ma é un particolare) abilitati ed iscritti all'Albo Professionale, che vogliono frequentare una Scuola universitaria che prepari al Counseling nei diversi settori di competenza, legalmente riconosciuta, poiché richiede una preparazione base specifica, ne allego solo una parte introduttiva, tralasciando il programma quinquennale richiesto per diventare specialisti in Counselling, proprio per non incorrere in pericolosi equivoci, circa varie diagnosi di vari "disagi e malesseri indefiniti "di cui si parla molto senza parlarne realmente qui, da chi li nomina come fossero qualcosa su cui si può "parlare" per poi "sorvolare" . Come fate, quando, come ha provato ripetutamente ikaro, vi viene fatta la domanda di esplicitare i fatti, al di là di singole parole.

    Vediamo cosa si può proiettare in modo tanto plateale, come state facendo, oltre altri meccanismi particolari, che voi due state mettendo in atto, in modo tipico.
    Rosa,

    solitamente condivido i Tuoi interventi, ma questa volta, purtroppo, non riesco a capire il Tuo ultimo. O lo capisco solo in parte.
    Sono stato tra i primi a partecipare a questo 3d, aperto da una collega (laureata in Psicologia) che stava frequentando un Corso di Counseling all'estero.
    Già dopo qualche pag. abbiamo chiarito (o ci è sembrato di averlo fatto) il senso del termine "clinico", che non può essere applicato alla presa in carico (uso un termine più ampio possibile) di qualsiasi disagio e io feci alcuni esempi della Consulenza aziendale, che certamente non può dirsi intervento "clinico".
    Ora si torna sul termine "clinico", dopo 30 pagg.! C'è qualcosa che non va...mi sa.
    Io credo nel valore di tutto il percorso formativo: dall'Università ai Corsi post-lauream. Svalutare tutti i corsi post-lauream, come è stato fatto spesso nelle pagg. precedenti, mi lascia a dir poco perplesso. Per quanto riguarda quello che citi è un Corso di specializzazione riservato a Psicologi ed è un Corso per Specialisti di valutazione e Counseling, quindi, giustamente si richiedono competenze di "diagnosi", per esempio, che sono coerenti con tale specializzazione.
    Diverso è il curriculum delle materie incluse nel Programma di un Corso di Counseling generico, che, secondo me, sarebbe utile anche a Psicologi, tant'è che nel corso che ho frequentato ce n'erano tre in aula e non avevano sbagliato aula.
    Di esempi di counseling in azione, ne abbiamo citati parecchi e io stesso ho stesso ne ho fatti e Q/stracci ha anche definito molto bene i diversi casi di richiesta al Counselor e il caso di invio allo Psicoterapeuta.
    Fatto sta che sono proprio gli psicoterapeuti che gestiscono le scuole di Counseling!
    Secondo me il rischio della discussione era proprio la "sfida a squadre" che puntualmente si è ripresentata (due perfette di fronte), dimenticando stranamente alcuni aspetti.
    Io mi permetto di citare i fatti ("i fatti" che sono stato il primo a richiamare, rimproverato, però, perchè avevo citato Carl Rogers...quasi assente, non a caso, da questi interventi) e ne cito un'altro ancora, più recente: ho conosciuto telefonicamente una persona-non laureata in Psicologia, che si dichiarava "coach", cioè in qualche modo mio collega - in realtà ci separa una distanza siderale - e mi dice che ha conseguito il diploma di Coach in dieci gg.(!!) e aveva alle spalle anche un Corso di ipnosi regressiva...e, quando gli ho posto il problema etico, lui mi ha risposto: "Ma quando hai ormai instaurato un rapporto con un cliente, mica puoi interrompere, perchè hai sconfinato nella psicoterapia"!!
    Allora, a proposito di fatti: io mi preoccuperei di questi casi, più che di coloro che hanno frequentato il Corso di Counseling triennale e, magari, (ma sarebbe importante renderlo obbligatorio x tutti i Counselor) hanno assolto anche al loro "percorso personale".
    Il problema del Counseling (vero) mi sa che, ormai, è stato superato da quello del Coaching (falso)!

    Ciao a tutti,
    Ultima modifica di IT_Modeler : 18-05-2009 alle ore 01.38.42
    psi_net

  2. #467
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Rosa,

    solitamente condivido i Tuoi interventi, ma questa volta, purtroppo, non riesco a capire il Tuo ultimo. O lo capisco solo in parte.
    Sono stato tra i primi a partecipare a questo 3d, aperto da una collega (laureata in Psicologia) che stava frequentando un Corso di Counseling all'estero.
    Già dopo qualche pag. abbiamo chiarito (o ci è sembrato di averlo fatto) il senso del termine "clinico", che non può essere applicato alla presa in carico (uso un termine più ampio possibile) di qualsiasi disagio e io feci alcuni esempi della Consulenza aziendale, che certamente non può dirsi intervento "clinico".
    Ora si torna sul termine "clinico", dopo 30 pagg.! C'è qualcosa che non va...mi sa.
    Io credo nel valore di tutto il percorso formativo: dall'Università ai Corsi post-lauream. Svalutare tutti i corsi post-lauream, come è stato fatto spesso nelle pagg. precedenti, mi lascia a dir poco perplesso. Per quanto riguarda quello che citi è un Corso di specializzazione riservato a Psicologi ed è un Corso per Specialisti di valutazione e Counseling, quindi, giustamente si richiedono competenze di "diagnosi", per esempio, che sono coerenti con tale specializzazione.
    Diverso è il curriculum delle materie incluse nel Programma di un Corso di Counseling generico, che, secondo me, sarebbe utile anche a Psicologi, tant'è che nel corso che ho frequentato ce n'erano tre in aula e non avevano sbagliato aula.
    Di esempi di counseling in azione, ne abbiamo citati parecchi e io stesso ho stesso ne ho fatti e Q/stracci ha anche definito molto bene i diversi casi di richiesta al Counselor e il caso di invio allo Psicoterapeuta.
    Fatto sta che sono proprio gli psicoterapeuti che gestiscono le scuole di Counseling!
    Secondo me il rischio della discussione era proprio la "sfida a squadre" che puntualmente si è ripresentata (due perfette di fronte), dimenticando stranamente alcuni aspetti.
    Io mi permetto di citare i fatti ("i fatti" che sono stato il primo a richiamare, rimproverato, però, perchè avevo citato Carl Rogers...quasi assente, non a caso, da questi interventi) e ne cito un'altro ancora, più recente: ho conosciuto telefonicamente una persona-non laureata in Psicologia, che si dichiarava "coach", cioè in qualche modo mio collega - in realtà ci separa una distanza siderale - e mi dice che ha conseguito il diploma di Coach in dieci gg.(!!) e aveva alle spalle anche un Corso di ipnosi regressiva...e, quando gli ho posto il problema etico, lui mi ha risposto: "Ma quando hai ormai instaurato un rapporto con un cliente, mica puoi interrompere, perchè hai sconfinato nella psicoterapia"!!
    Allora, a proposito di fatti: io mi preoccuperei di questi casi, più che di coloro che hanno frequentato il Corso di Counseling triennale e, magari, (ma sarebbe importante renderlo obbligatorio x tutti i Counselor) hanno assolto anche al loro "percorso personale".
    Il problema del Counseling (vero) mi sa che, ormai, è stato superato da quello del Coaching (falso)!

    Ciao a tutti,
    Ciao, Carl Rogers, personalmente, che sai che io conosco, anche come fondatore del concetto di Counseling (insieme a Fritz Perls e V. Satir, nell'ambito della T. F.) , da altri thread, non l'ho citato di proposito, al fine di capire se sarebbe venuto fuori.


    Il problema é che quando si parla, come é stato fatto nelle pagine precedenti, di disagio e malessere della persona, che molto spesso si manifesta in età evolutiva con problemi scolastici o nei rapporti con coetanei, bisogni su cui il Counseling può agire, ai fini di attivare le risorse, comprendere le motivazioni, siamo nell'ambito clinico, nell'accezione ampia del termine, utilizzato anche in casi di persone con disagi temporanei, dovuti a passaggi di vita, quali un lutto, una perdita del lavoro, la carenza strutturale, difficoltà scolastiche e molto altro, dovuto ad es., all'appartenenza a varie sottocategorie sociali. In tal senso, si colloca anche l'orientamento verso i servizi presenti sul territorio. Questi concetti, qui sintetizzati, sono nati, più di 20 anni fa, nell'ambito della Psicologia di Comunità che per prima, propose il concetto di Rete Sociale, nelle Facoltà di Psicologia, cercando di "allargare" gli orizzonti anche per sopperire ad alcune eventualità che si andavano prospettando in seguito alla promulgazione della Legge Basaglia. Poi, questi concetti, propri della psicologia di Comunità e della psicologia sociale, ed in particolar modo quello di Rete Sociale, sono stati distorti e parcellizzati, facendosi forti di alcune lacune proprie di questa Rete, (non compresa dalla Stato italiano nella sua definizione e necessità di esserci nell'ambito di un servizio integrato psichiatrico - psicologico multilivello - familiare e sociale che non stanziò tutti i fondi necessari nè i servizi in previsione, perché preso da altre "questioni") per creare corsi , sottocorsi - in base a richieste di mercato, anche da docenti, cosa che io ho già criticato ed altrettanto ha fatto Nico in un suo precedente intervento -ognuno focalizzato su un ambito diverso e singolo oppure molto generico, in base a leggi di mercato, perdendo di vista il concetto unitario della Psicologia di Comunità e Rete Sociale ed il fatto che il disagio ed il malessere sono sia conseguenze della sofferenza psichica, tanto individuale che "familiare", che ha grosso peso anche sulle possibilità sociali dell'individuo e, spesso, lo pone in condizioni di povertà anche economiche - un livello del disagio, appunto -che a loro volta, influiscono sull'ulteriore sviluppo di sofferenza, oltre a difficoltà di relazioni e di orientamento sul territorio verso servizi variamente dislocati. A volte, le condizioni di vita, ruolo sociale, ceto economico, possono essere con - causa della sofferenza stessa, anche questo, é un concetto ben noto.
    Quando il disagio personale (dato che in queste pagine é di questo che si é parlato, senza mai definirlo, da parte di alcune persone) é temporaneo, esso richiede, essendo sia potenzialmente un fatto superabile con un buon sostegno sia un prodomo di qualcosa di più importante e, spesso, molto serio, se non lo si comprende ed interviene per tempo in modi appropriati, la capacità di discriminare tra questi due fattori a fini preventivi, dato che da tempo, é entrato anche nell'ottica della psicologia italiana il concetto di Prevenzione e di Promozione del Benessere Psicologico (OMS); il punto é che bisogna saper discriminare appunto - poiché siamo di fronte a persone e non ad aziende in questo caso, dove la consulenza può svolgersi con altre modalità e focus "su" (essendo la prospettiva differente) per elaborare strategie possibili di soluzione - tra i diversi tipi di disagio cui ci troviamo di fronte e per far ciò, ci vogliono strumenti sia personali sia culturali - formativi adeguati.


    Infatti, l'unica Scuola in Counseling riconosciuta con presa d'atto del Ministero della Salute, é quella di Obiettivo Psicologia, oltre a quella che ho citato io.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 18-05-2009 alle ore 07.03.40
    Gaia

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  3. #468
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Ciao, Carl Rogers, personalmente, che sai che io conosco, anche come fondatore del concetto di Counseling (insieme a Fritz Perls e V. Satir, nell'ambito della T. F.) , da altri thread, non l'ho citato di proposito, al fine di capire se sarebbe venuto fuori.


    Quando il disagio personale (dato che in queste pagine é di questo che si é parlato, senza mai definirlo, da parte di alcune persone) é temporaneo, esso richiede, essendo sia potenzialmente un fatto superabile con un buon sostegno sia un prodomo di qualcosa di più importante e, spesso, molto serio, se non lo si comprende ed interviene per tempo in modi appropriati, la capacità di discriminare tra questi due fattori a fini preventivi, dato che da tempo, é entrato anche nell'ottica della psicologia italiana il concetto di Prevenzione e di Promozione del Benessere Psicologico (OMS); il punto é che bisogna saper discriminare appunto - poiché siamo di fronte a persone e non ad aziende in questo caso, dove la consulenza può svolgersi con altre modalità e focus "su" (essendo la prospettiva differente) per elaborare strategie possibili di soluzione - tra i diversi tipi di disagio cui ci troviamo di fronte e per far ciò, ci vogliono strumenti sia personali sia culturali - formativi adeguati.


    Infatti, l'unica Scuola in Counseling riconosciuta con presa d'atto del Ministero della Salute, é quella di Obiettivo Psicologia, oltre a quella che ho citato io.

    Ciao
    Rosa,

    Obiettivo Psicologia ha la sua scuola di Counseling ben venga e ben venga anche la sua autorizzazione da parte del Ministero della Salute...secondo me la cosa più interessante è che OB.Psy. ha creato un Corso di Counseling per soli Psicologi, riconoscendo implicitamente che esiste la necessità(!)
    Anche a me nella scuola che ho fatto (tra l'altro fondata da chi ha "importato" la Psicologia di Comunità in Italia) mi hanno insegnato ciò che hai detto: che, cioè, serva solo in casi di disagio temporaneo e lavorando sulle Risorse della persona. Se, questo disagio sia "prodromo", cioè segnale anticipatore di qualcosa di più importante (intendi in senso negativo, ho capito bene?), questo non sono in grado di valutarlo, però so valutare, come già detto in occasione del distinguo (tra intervento di C. possibile e no) di Q/stracci, se davanti a me c'è una persona con obiettivi o possibilità di formularli oppure non è in grado neppure di formulare obiettivi, tanta è la sofferenza e la conseguente confusione, così, infatti mi sono regolato (fatti) come abbiamo descritto nei casi di invio e come mi è capitato con una persona mandatami con le parole "ha bisogno di coaching alla motivazione", l'ho inviato a una psicoterapeuta, OK? OK.
    Io ho proposto un altro "fiume in pena" che ha superato, ormai, la questione della formazione dei Corsi di Counseling ed è il Coaching e i Corsi di Coaching che non sono neppure tenuti da scuole di Psicoterapia e psicologi e psicoterapeuti, ma da sedicenti coach o "life coach" o "business coach" (questi ultimi dovrebbero lavorare o aver lavorato in azienda).
    A proposito di aziende: le aziende sono fatte di persone e io lavoro da venti anni con quelle persone che sono persone umane, appunto, come tutte le altre e con disagi molto simili a quelle che incontriamo fuori (dalle aziende)...lavoro con loro, in realtà l'entità azienda non l'ho mai incontrata: ho conosciuto direttori del personale, dirigenti, lavoratori (colletti blu o meno) e organizzazioni in cui lavorano.
    Ora mi sto dedicando di più al Counseling individuale e la mia esperienza in azienda sta risultando molto utile, ma anche tutta la formazione acquisita che è stata parecchia, soprattutto negli ultimi 12 anni.
    Senza tutto ciò che ho fatto (e che sono in questo modo, oggi) non sarebbe stato.
    psi_net

  4. #469
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Anche a me nella scuola che ho fatto (tra l'altro fondata da chi ha "importato" la Psicologia di Comunità in Italia) mi hanno insegnato ciò che hai detto: che, cioè, serva solo in casi di disagio temporaneo e lavorando sulle Risorse della persona. Se, questo disagio sia "prodromo", cioè segnale anticipatore di qualcosa di più importante (intendi in senso negativo, ho capito bene?), questo non sono in grado di valutarlo, però so valutare, come già detto in occasione del distinguo (tra intervento di C. possibile e no) di Q/stracci, se davanti a me c'è una persona con obiettivi o possibilità di formularli oppure non è in grado neppure di formulare obiettivi, tanta è la sofferenza e la conseguente confusione, così, infatti mi sono regolato (fatti) come abbiamo descritto nei casi di invio e come mi è capitato con una persona mandatami con le parole "ha bisogno di coaching alla motivazione", l'ho inviato a una psicoterapeuta, OK? OK.
    Caro IT_Modeler, rimango convinto della tua preparazione e della serietà con cui immagino che tu lavori. Tralascio volutamente la questione della formazione perchè se n'è discusso abbondantemente. Personalmente mi preme soprattutto la teoria alla base dell'intervento di counselling.
    Le parole che hai scritto mi portano a chiedere ancora una volta: come è possibile giustificare il distinguo tra "disagio temporaneo" e "disagio strutturale"? I criteri adottati mi paiono insufficienti, tanto più che tu stesso ammetti che è difficilmente comprensibile se si tratti di prodromi o meno. Parimenti il criterio della "presenza di risorse" cui ti richiami appare dal punto di vista teorico fragile.
    In ciò risiede, secondo il mio modesto parere, la debolezza epistemica del counselling e del sostegno psicologico.
    Spero si possa riprendere la discussione a questo livello, sempre che interessi.

    Saluti
    gieko

  5. #470
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Ciao gieko, sembra a questo riguardo che resti molto difficile comprendere che le risorse vanno considerate sempre in relazione alla globalità della persona, in particolare se in presenza di prodomi che non si sanno distinguere, facendo magari un lavoro che porta la persona ad irriggidire determinati aspetti critici della sua personalità e rendendola poi più vulnerabile; la debolezza é talmente evidente che purtroppo, c'é chi non la vede. E non é certo l'unica prospettiva da cui la si può guardare.

    Rispetto alle aziende, so bene che sono formate da persone, infatti ho parlato di strategie di risoluzione attuate mettendo il "focus su" ad es., non a caso, riferendomi ad es., vari rapporti interpersonali al loro interno; allo lo sviluppo di competenza manageriali, attraverso varie tappe e luoghi di training, diverse calibrature dell'intervento sull'azienda ed i suoi componenti a vari livelli, sulla comunicazione efficace all'interno della leadership nelle sue diverse tipologie (e qui si che il coach ha grossa presa, purtroppo, senza ci siano molto spesso le competenze basilari) e tra leadership e "lavoratori" dell'azienda, lo sviluppo delle risorse e molto altro; mi sembrava scontato che le aziende fossero "abitate" e gestite da persone tra cui moltissimi lavoratori,( spesso anche costoro, con seri problemi personali, aggravati da fenomeni che intervengono nel luogo di lavoro o da questi, talvolta scatenati in casi di presenza di certe aree di vulnerabilità e di gravi stress ) colletti bianchi, blu o altro che siano, con tutti i problemi di gestione, passaggi, cambiamenti, evoluzioni, regressioni, ripotenziamento interazieandali, gruppali e personali soggettivi che ciò può comportare. In tale campo, non dubito delle tue competenze essendo il tuo da tempo, né della tua personale serietà in generale, tanto che stavi frequentando psicologia, in Italia, pur avendo già un titolo in PNL (dove il coach si insinua purtroppo facilmente in modo improprio, soprattutto in ambito aziendale, costituendo per le persone serie e preparate, un serio problema).

    Però il problema clinico permane così come l'incapacità di molti di coglierlo, inventando per "gestirlo", termini fantasiosi oppure un nuovo vestito da mettere sopra lo stesso corpo; il problema molto serio é che però da tale vestito cucito addosso per "forza" senza che lui lo sappia, il Cliente spesso, può riportare conseguenze serie, come tu stesso dici in modo "diretto", forse involontariamente, non sapendo riconoscere i punti di discrimine fondamentali a fini preventivi ed altro, e non conoscendo il rapporto clinico tra prodomi e risorse, fatto che può avere sul cliente, se non gli va bene, perché ad es., non é stato diversamente orientato ma captato, serie conseguenze, se non c'é alla base una solida preparazione clinica. Se e quando si utilizza il termine disagio, malessere, sofferenza, salute, risorse, bisogna conoscere ciò di cui si sta parlando, anche nelle reciproche interazioni evidenti ed implicite.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 18-05-2009 alle ore 12.51.48
    Gaia

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  6. #471
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Io trovo ottimo che ci siano corsi di counselling riservati solo agli psicologi, ma questo non esclude che anche altri professionisti possano farlo e soprattutto con un taglio diverso.

    Il credere in se stessi, ma dubitando continuamente di quelle verità che riteniamo di possedere o di aver raggiunto, è forse l'atteggiamento che ogni scienziato dovrebbe assumere nei confronti del proprio ricercare e dei proprio interagire con gli altri. (Carl Rogers)

  7. #472
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Che tipo di taglio, ad esempio? Lo chiedo a te che sei più direttamente interessata all'argomento, rispetto ad altre persone.
    Se ti riferisci a quello eucativo, che mi sembra il tuo campo, mi potresti fare un esempio concreto, anche se in sintesi?

    Grazie
    Ciao
    Gaia

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  8. #473
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Che tipo di taglio, ad esempio? Lo chiedo a te che sei più direttamente interessata all'argomento, rispetto ad altre persone.
    Se ti riferisci a quello eucativo, che mi sembra il tuo campo, mi potresti fare un esempio concreto, anche se in sintesi?

    Grazie
    Ciao
    anche io ho bisogno di risposte più esaustive, perchè coperte da tante parole che fanno solo un pò fumo negli occhi, mi sembra sempre di vedere delle garndi somiglianze con la professione di psicologo.

  9. #474
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    non c'è alcuna somiglianza.....le parole che si utilizzano in un discorso tipo...psicologia...psichico psicoqualcosa non vogliono automaticamente dire che si sta parlando della professione di psicologo......è come se parlando di contabilità si stesse parlando di dottore commercialista.....
    ripeto: psicologia e professione di psicologo non sono la stessa cosa!

  10. #475
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Anche questo è stato detto + volte.
    Per es. vai a indagare il qui ed ora del cliente e quindi le sue difficoltà reali rispetto a un determinato ambito..che so si era giò portato l'es. dello studente in difficoltà sulla scelta universitaria.
    Chiedi a lui perchè h difficoltà e chiedi a lui cosa concretamente lo spaventa.
    Il tutto è molto razionale, non vi è niente di irrazionale o inconscio..questo non fa parte dell'ambito del conselling.
    Il cliente quando eplicita già trova una propria risposta alle sue domande.

    Ho visto che nel vostro è prevista la diagnosi, l'uso di test..
    Strumenti del tutto estranei al counselling propriamente detto...
    Come avevo detto e mi sembra che questo vs master lo espliciti, il counselling psicologico è una via di mezzo prima della psicoterapia.
    Gli strumenti relativi alle tecniche di comunicazione poi sono gli stessi che utilizzano gli altri consellor..
    Noi agiamo solo con quelli.
    Ultima modifica di rosablu77 : 18-05-2009 alle ore 13.59.47

    Il credere in se stessi, ma dubitando continuamente di quelle verità che riteniamo di possedere o di aver raggiunto, è forse l'atteggiamento che ogni scienziato dovrebbe assumere nei confronti del proprio ricercare e dei proprio interagire con gli altri. (Carl Rogers)

  11. #476
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Anche questo è stato detto + volte.
    Per es. vai a indagare il qui ed ora del cliente e quindi le sue difficoltà reali rispetto a un determinato ambito..che so si era giò portato l'es. dello studente in difficoltà sulla scelta universitaria.
    Chiedi a lui perchè h difficoltà e chiedi a lui cosa concretamente lo spaventa.
    Il tutto è molto razionale, non vi è niente di irrazionale o inconscio..questo non fa parte dell'ambito del conselling.
    Il cliente quando eplicita già trova una propria risposta alle sue domande.
    Questo è, secondo me il punto critico che non è chiaro. Come è possibile stabilire se la "difficoltà", se ciò che "spaventa" l'ipotetico studente non ha a che fare con aspetti strutturali? Sembra che nel counselling ci si imponga di considerare solo l'aspetto superficiale del problema (salvo quando non è attinente alla psicopatologia in maniera eclatante), ma su quali basi metodologiche non è dato sapere. Ne conseguono non pochi dubbi su questi approcci che, come il sostegno psicologico, non trattano la difficoltà portata dall'utenza in maniera approfondita e globale.

    Saluti
    gieko

  12. #477
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Questo è, secondo me il punto critico che non è chiaro. Come è possibile stabilire se la "difficoltà", se ciò che "spaventa" l'ipotetico studente non ha a che fare con aspetti strutturali? Sembra che nel counselling ci si imponga di considerare solo l'aspetto superficiale del problema (salvo quando non è attinente alla psicopatologia in maniera eclatante), ma su quali basi metodologiche non è dato sapere. Ne conseguono non pochi dubbi su questi approcci che, come il sostegno psicologico, non trattano la difficoltà portata dall'utenza in maniera approfondita e globale.

    Saluti
    gieko hai ragione ma attento,okkio che ci andiamo ad infognare nel solito discorso,dopo non ne usciamo più. Il discorso è sempre semplice. Il counsellor non è una figura necessaria nella relatà italiana, che inoltre rischia spesso di sconfinare in altre professioni. Più semplice di cosi.

  13. #478
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    ma per favore.....!!!!
    L'utente capisce quando il suo problema è "strutturale"(non intendo che sa qual'è il problema)e necessita l'intervento di uno psicologo e quando è un problema che non ha a che fare con la struttura e si orienta diversamente!!!Quindi è lui in primis a decidere cosa è meglio per lui tranne se ci troviamo di fronte una persona incapace di intendere e di volere che è stata "costretta" a rivolgersi ad un determ. professionista.
    Ps: Altri professionisti fanno diagnosi che sia diagnosi educativa..sociale o psicosociale.......la differenza non sta nel diagnosticare psicopatologie.....ma nel diagnosticare ad es. lo stato dei rapporti familiari.....i loro complessi intrecci.....le esperienze precedenti ed attuare un intervento personalizzato(l'intervento ha bisogno, per essere tale, di una precedente diagnosi)!

  14. #479
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Peterpan1977 Visualizza messaggio
    gieko hai ragione ma attento,okkio che ci andiamo ad infognare nel solito discorso,dopo non ne usciamo più. Il discorso è sempre semplice. Il counsellor non è una figura necessaria nella relatà italiana, che inoltre rischia spesso di sconfinare in altre professioni. Più semplice di cosi.
    Il mio intento è proprio l'opposto, uscire dalle pastoie dello scontro professionale per entrare nel merito della specificità del couselling, discutendo di quelli che sono dei problemi per la statuto autonomo o meno della disciplina.
    In altre parole, vorrei capire come viene giustificata la necessità del counselling da parte dei sostenitori, anzichè saltare alla diretta conclusione che sia inutile.
    gieko

  15. #480
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    ma per favore.....!!!!
    L'utente capisce quando il suo problema è "strutturale"(non intendo che sa qual'è il problema)e necessita l'intervento di uno psicologo e quando è un problema che non ha a che fare con la struttura e si orienta diversamente!!!Quindi è lui in primis a decidere cosa è meglio per lui tranne se ci troviamo di fronte una persona incapace di intendere e di volere che è stata "costretta" a rivolgersi ad un determ. professionista.
    Suppongo che tanta sicurezza nell'affermare quanto sopra provenga da un'approfondita conoscenza del concetto di struttura e da un'ampia esperienza clinica in materia...
    Prova a rispondere alla domanda che ho fatto allora, visto che sei così addentro il discorso.

    Ma forse la questione non è così scontata, se counsellor esperti come IT_Modeler parlano - molto onestamente, e di questo gli va dato atto - della difficoltà di inquadramento delle problematiche portate dall'utenza.

    Probabilmente siamo noi ad essere a corto di conoscenze che ci potrai sicuramente fornire con piglio saldo e ben fondato.

    Aspettiamo quindi, sperando non sia Godot
    Ultima modifica di gieko : 18-05-2009 alle ore 15.28.11
    gieko

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