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  1. #616
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    mi spiace johnny ma non si tratta solo di empatia....altrim. non ci vorrebbero certo tre anni di studio....ma si tratta di veri e propri interventi mirati....l'empatia è solo un mezzo che può aiutare ma ci sono altre competenze in ballo...e queste si diversificano a seconda del tipo di professionista.......non sto certo escludendo la conoscenze psicologiche...anzi....infatti ritengo che tutte le professioni di aiuto le hanno....per poter fare un intervento professionale secondo la propria disciplina.....ad es. io utilizzerò le mie conoscenze psicologiche per fare l'assistente sociale, non certo lo psicologo, un altro le utilizzerà per fare il pedagogista e via dicendo........

  2. #617
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    mi spiace johnny ma non si tratta solo di empatia....altrim. non ci vorrebbero certo tre anni di studio....ma si tratta di veri e propri interventi mirati....l'empatia è solo un mezzo che può aiutare ma ci sono altre competenze in ballo...e queste si diversificano a seconda del tipo di professionista.........
    sono pefettamente d'accordo, ma a questo punto la domanda è: gli "interventi" sono "mirati" a cosa, esattamente? (esempi concreti) Perché se sono mirati, si rischia di sconfinare nella clinica. E' sempre qui che si va a finire.

    Per il resto, non sono d'accordo nel definire l'empatia un "mezzo", poiché mi risulta che l'empatia sia terapeutica di per sè. Ma ovviamente non è sufficiente solo l'empatia...deve far parte di un "impianto metodologico" (mi si passi il termine, tanto per rendere l'idea) più ampio, che utilizzi anche altre tecniche. Il rischio è che l'approccio rogersiano, a causa delle sue radici filosofiche più che empiriche, si presti ad essere utilizzato da chi non ne ha competenza...tanto per intenderci, non credo che un ragioniere abbia conmpetenze per fare counseling, anche se ha fatto il corsettino di 3 anni dopo il diploma.
    Ultima modifica di Johnny : 22-05-2009 alle ore 21.21.29

  3. #618
    Partecipante Figo
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    30-11-2008
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Infatti i corsi di counsellor dovrebbero essere consentiti ai soli laureati(alcuni)!
    Personalmente penso che l'empatia non sia terapeutica poichè serve per capire lo stato d'animo del soggetto...è uno strumento di cui farò uso anch'io per capire pienamente una situazione problematica....per poi agire!Non faccio terapia ma "la utilizzo ugualmente"!
    Ogni professionista ha la sua metodologia....può servirsi o meno della clinica(dipende anche dal problema)...
    Gli interventi possono avere un fine educativo, psicologico, sociale, fisiologico e via dicendo......
    I casi concreti li ho enunciati anche se così detti possono sembrare banali...forse a causa della poca esperienza...che mi impedisce di poterli arricchire con particolari adeguati!

  4. #619
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    --------------------------------------------------------------------------
    Ultima modifica di IT_Modeler : 23-05-2009 alle ore 10.52.54
    psi_net

  5. #620
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    a mio parere, l'approccio rogersiano, come in generale tutte le scuole del modello umanistico-esistenziale, si presta molto bene ad essere ibridato con il conseling perché da importanza alla relazione, all'empatia, al contatto umano...ma questo solo in apparenza
    Non si tratta di "ibridare" il Modello rogersiano "con Il Counseling"...non siamo noi ad avvicinare Rogers al Counseling, è lui che ne ha dato una definizione ben precisa (citata anche dal sottoscritto in questo 3d). E' lui che ci ha avvicinato al Counseling.

    perché in realtà, alla teoria di Rogers (così come tutti gli approcci fenomenologico-esisitenziali) sottende un modello teorico ben preciso che richiede conoscenze psicologiche approfondite e non è dunque sufficiente "mostrare empatia" come può sembrare all'occhio di un profano. Sarebbe troppo semplice
    Hai ragione! Infatti non si insegna questo nei Corsi di Counseling triennali ad approccio rogersiano, quella che hai descritto è una "teoria ingenua" dell'orientamento rogersiano, tipo autodidatta che acquista un testo di Rogers in libreria senza saperne nulla...non di uno che studia e pratica il Counseling.
    Il primo (quello del libro) rimarrà "profano" anche dopo averne letto.

    Secondo me, puoi decidere di "rifiutare" le etichette diagnostiche, ma solo DOPO averle studiate per bene, quindi lo puoi fare consapevolmente, e non perché non le conosci...altrimenti c'è il rischio di non vedere la realtà per come è. ----Questo vale anche per l'empatia: posso decidere di usare un approccio che valorizza l'empatia, ma lo scelgo consapevolmente dopo aver studiato anche tutti gli altri metodi
    La prima parte del periodo non c'entra con la seconda, almeno io non ne vedo il nesso: il concetto è stato stra-dichiarato...abbiamo capito, secondo alcuni, bisogna saper fare diagnosi per fare il Counselor, OK è un modo di vedere, di concepire il Counseling innestandolo nella psicoterapia senza soluzione di continuità, cosa che non è, almeno in Italia e non può essere, a parte alcuni cialtroni di cui abbiamo parlato, che cioè, non hanno capito ciò che hanno insegnato loro (psicologi e psicoterapeuti). O fanno finta di non aver capito.
    La seconda è proprio ciò che si insegna in un Corso di Counseling integrato: certo che puoi usarlo solo dopo averlo conosciuto (non potrebbe essere il contrario!), ma dopo averlo studiato e sperimentato nei suoi diversi aspetti compresi quelli personali. C'è chi si trova bene con l'empatia, ma c'è anche chi ama la provocazione della Gestalt...pensa un po' due estremi agli antipodi!
    E questo, stavolta sì, è paragonabile con ciò che acquisice lo psicoterapeuta: sceglie un metodo a volte in modo flessibile, altre in modo molto meno flessibile.
    Se ne accorge, se è in grado, chi capita di fronte a lui...ce ne sono molti che invece di implementare un approccio integrato, applicano solo un metodo, il loro metodo con inflessibilità (il contrario della flessibilità).
    A me il Counseling, e soprattutto quello integrato, mi ha insegnato la flessibilità (lo diceva lo stesso Rogers, oops...è meglio conoscere un Modello senza citarlo).
    Ultima modifica di IT_Modeler : 23-05-2009 alle ore 00.40.11
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  6. #621
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Hai ragione! Infatti non si insegna questo nei Corsi di Counseling triennali ad approccio rogersiano, quella che hai descritto è una "teoria ingenua" dell'orientamento rogersiano, tipo autodidatta che acquista un testo di Rogers in libreria senza saperne nulla...non di uno che studia e pratica il Counseling.
    Il primo (quello del libro) rimarrà "profano" anche dopo averne letto.

    infatti l'impressione è che nel senso comune si tenda a sottovalutre il conseling: siccome "non si scava in profondità" può far sembrare che non si tratti di un intervento importante.
    Il fatto stesso che si parli di "cliente" e non di paziente può indurre queste idee (quando invece sappiamo che il termine "cliente" è stato introdotto da Rogers proprio per sottolineare l'aspetto paritario tra counselor e colui che vi si rivolge, a differenza del paziente che si trova in una posizione asimmetrica....questo però non significa che il cliente non è portatore di una sofferenza, anche se per definizione il counseling si occupa del disagio subclinico)



    Zuccherina Personalmente penso che l'empatia non sia terapeutica poichè serve per capire lo stato d'animo del soggetto...è uno strumento di cui farò uso anch'io per capire pienamente una situazione problematica....per poi agire!Non faccio terapia ma "la utilizzo ugualmente"!
    personalmente sei libera di pensare ciò che vuoi, ma di fatto, a partitre da Kohut (Psicologia del Sè) l'empatia è considerata una fattore terapeutico.
    Difatti è menzionata tra i fattori terapeutici aspecifici (quelli comuni a tutte le psicoterapie indipendentemente dall'approccio).
    In altre parole, per il paziente sentirsi compreso in modo empatico e sapere che il terapeuta vede le cose dal suo punto di vista è di per sé terapeutico.

    Rogers la riteneva uno dei 3 fattori terapeutici della Terapia centrata sulla persona (insieme alla "accettazione positiva incondizionata" e alla "congruenza")
    Ultima modifica di Johnny : 23-05-2009 alle ore 10.48.58

  7. #622
    Partecipante Figo
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    Scusa Johnny se è veramente come dici...allora tutte le professioni di aiuto sono terapeutiche poichè hanno come elemento centrale proprio quello dell'empatia!!!

  8. #623
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Scusa Johnny se è veramente come dici...allora tutte le professioni di aiuto sono terapeutiche poichè hanno come elemento centrale proprio quello dell'empatia!!!
    no, non ho detto questo. Ho solo precisato che l'empatia non è un "mezzo", ma ha aspetti terapeutici di per sé
    Ultima modifica di Johnny : 23-05-2009 alle ore 11.32.17

  9. #624
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    no, non ho detto questo. Ho solo precisato che l'empatia non è un "mezzo", ma ha aspetti terapeutici di per sé
    Johnny, tu vuoi dire che a partire dai contributi dello psicologo del sè[B] Heinz [/B]Kouth, che in effetti prese spunto anche dai teorici più puri del Modello delle Relazioni Oggettuali, quali soprattutto, Ronald Fairbairn - primo A. a dare in effetti, importanza al contesto come fattore reale nella strutturazione psichica e, quindi anticipatore della cosidetta Personologia, per molti studiosi del suo particolare pensiero - l'empatia é considerata uno dei cosidetti Fattori comuni aspecifici, di fondamentale importanza all'interno di ogni processo di psicoterapia, indipendentemente dall'orientamento del terapeuta, ad es., analitico, cognitivo, ecc, giusto?
    Gaia

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  10. #625
    Johnny
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Johnny, tu vuoi dire che a partire dai contributi dello psicologo del sè[B] Heinz [/B]Kouth, che in effetti prese spunto anche dai teorici più puri del Modello delle Relazioni Oggettuali, quali soprattutto, Ronald Fairbairn - primo A. a dare in effetti, importanza al contesto come fattore reale nella strutturazione psichica e, quindi anticipatore della cosidetta Personologia, per molti studiosi del suo particolare pensiero - l'empatia é considerata uno dei cosidetti Fattori comuni aspecifici, di fondamentale importanza all'interno di ogni processo di psicoterapia, indipendentemente dall'orientamento del terapeuta, ad es., analitico, cognitivo, ecc, giusto?
    si cioè, è quello che ho detto, non capisco perché ci siano tutti questi fraintendimenti, abbiamo scoperto l'acqua calda...mi pare di aver detto un'ovvietà

  11. #626
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    infatti l'impressione è che nel senso comune si tenda a sottovalutre il conseling: siccome "non si scava in profondità" può far sembrare che non si tratti di un intervento importante.
    Appunto: nel senso comune e non nel senso del Counselor professionale.
    Hai ragione, è un intervento importante, pur non essendo psicoterapeutico.

    Il fatto stesso che si parli di "cliente" e non di paziente può indurre queste idee (quando invece sappiamo che il termine "cliente" è stato introdotto da Rogers proprio per sottolineare l'aspetto paritario tra counselor e colui che vi si rivolge, a differenza del paziente che si trova in una posizione asimmetrica....questo però non significa che il cliente non è portatore di una sofferenza
    Abbiamo già discusso all'inizio di questo 3d della differenza tra "sofferenza" e "disagio". Quindi evito di ripetere almeno 3 pagg. di scambi.
    E' proprio dall'inizio del 3d che ho voluto usare il termine "cliente", perchè di solito i Counselor-scimmottatori dei terapeuti (oltre a non conoscere Carl Rogers), utilizzano il termine "paziente" (es.:"i miei pazienti", ecc.). Proprio per convincersi ancor più di essere degli psicoterapeuti (di serie B, in tutti i sensi).

    anche se per definizione il counseling si occupa del disagio subclinico
    Che intendi per "disagio subclinico"? Sul dizionario medico (questo ho trovato sul web) c'è scritto: <<Si dice della malattia che non provoca sintomi o perché è molto lieve o perché si trova in una fase non ancora conclamata>>
    Non mi sembra che il Counseling si occupi di questo, se a <<malattia>> sostituiamo patologia.

    Rogers riteneva l'empatia uno dei 3 fattori terapeutici della Terapia centrata sulla persona (insieme alla "accettazione positiva incondizionata" e alla "congruenza")
    Io, da parte mia, darei peso anche a quest'ultima, ma non meno importante, la congruenza, di cui si parla così poco...come mai??
    Eppure ci sono Modelli, come Virginia Satir, che ne hanno mostrato l'enorme validità ed efficacia.
    Apprezzo molto le radici teoriche psicodinamiche, ma esistono anche i Modelli in carne e ossa.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 23-05-2009 alle ore 14.04.57
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  12. #627
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    Volevo chiarire un punto: il termine paziente è utilizzato SOLO in ambito medico...pertanto gli altri professionisti che non siano medici DOVREBBERO usare il termine più corretto di utente o cliente!

  13. #628
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    mi pare di aver detto un'ovvietà
    Da parte mia il ricorrere al concetto di empatia sta diventando fin troppo un'ovvietà, con conseguenze importanti. Dopo gli entusiasmi kohutiani e rogersiani degli anni '60-'70, sull'empatia come fattore terapeutico si è molto discusso e all'interno delle teorie contemporanee non è più visto in tal senso. D'altronde il modello del deficit è superato.

    Saluti
    gieko

  14. #629
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Volevo chiarire un punto: il termine paziente è utilizzato SOLO in ambito medico...pertanto gli altri professionisti che non siano medici DOVREBBERO usare il termine più corretto di utente o cliente!
    La psicoterapia (così come la psicologia clinica) è una specializzazione sanitaria. Pertanto gli specialisti in psicoterapia chiamano la loro utenza ''pazienti''. Come sai, tale specialità è riservata a medici e psicologi con conseguente utilizzo di una terminologia siffatta da tali figure professionali.

    Saluti,
    Luigi

  15. #630
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Da parte mia il ricorrere al concetto di empatia sta diventando fin troppo un'ovvietà, con conseguenze importanti. Dopo gli entusiasmi kohutiani e rogersiani degli anni '60-'70, sull'empatia come fattore terapeutico si è molto discusso e all'interno delle teorie contemporanee non è più visto in tal senso. D'altronde il modello del deficit è superato.

    Saluti
    Scusa gieko, mi sembrerebbe che tu voglia, giustamente, affermare che insieme ad altri strumenti più specifici, anche terapeuti di altri orientamenti dalla psicologia del Sè e dal modello del deficit, la utilizzano, anche al fine della integrazione dei propri ed altrui vissuti, pur non parlando direttamente come fattore primario, in quanto essa é comunque basilare, anche ai fini della cosidetta reverie del terapeuta e relative capacità e possibiltà che essa offre per aiutare il paziente ed il processo terapeutico. Ti vorrei chiedere se volevi intendere qualcosa di simile ed anche il suo risvolto "negativo". E se anche in tal senso essa, non é appunto affatto un'ovvietà.

    Grazie

    Ciao
    Gaia

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