------------
------------
Ultima modifica di IT_Modeler : 27-05-2009 alle ore 10.12.00
psi_net
Giorgio Gaber è grande, ma qui è fuori contesto!
Chi ha mai detto che è perfetto??No, ma dico, questo sistema made in Usa avrà qualche falla o credi davvero che "loro sono ok, noi non siamo ok!"?!?
Sicuramente le tre evidenziate sono più presenti che da noi, dove i problemi (ad es. il lavoro o l'esperienza per trovare lavoro e l'assenza di selezione) non fanno altro che scaricare il problema del futuro delle professioni psicologiche sulla massa di laureati! Come fosse la carne tritata di un Big Mac...A leggere te sembra che altrove regna sovrano l'entusiasmo, la passione, la partecipazione, il rispetto tra le professioni e qui l'inferno, ma francamente non credo sia così.
Hai ragione (provando così ciò che ho scritto): <<E 'sti cazzi!!>>...teniamoci l'Italia cos'ì com'è, senza confrontarci con nessuno! Evviva l'Italia!! Evviva le discussioni e gli psicologi-modello che concludono al grido di:<<Sti cazzi!>>E 'sti cazzi!!
PS: Come mai è intervenuto un Moderatore solo per le "critiche piccanti" di Zuccherina??
Ultima modifica di IT_Modeler : 04-06-2009 alle ore 17.53.59
psi_net
Sono 40 pagine che cerco di confrontarmi, in verità...Hai ragione (provando così ciò che ho scritto): <<E 'sti cazzi!!>>...teniamoci l'Italia cos'ì com'è, senza confrontarci con nessuno! Evviva l'Italia!! Evviva le discussioni che si concludono al grido di:<<Sti cazzi!>>
Saluti,
ikaro
Bene, allora credo che sarebbe utile confrontarsi su queste differenze perchè avranno delle motivazioni e delle ricadute pratiche, non credi?
Ma tu sia finito a credere che la fondatezza scientifica di una teoria e di un intervento clinico sia pura speculazione, non so. E' chiaro che non è così, perchè lavorare con teorie che hanno fondamento aumenta l'efficacia dell'intervento. E poi cosa vuoi che sia una generica definizione da dizionario quando il discorso è tecnico e specialistico? O pensi che per i termini tecnici si tengano buone le definizioni del Devoto Oli o dello Zanichelli?
Ennesima non-risposta. Come viene giustificata la differenza di intervento a livello teorico? I presupposti metodolologici del counselling e della psicoterapia rogersiana sono i medesimi, e quindi come si spiega che agiscano diversamente?
Visto che dici questo sarebbe interessante anche qui capire cosa è per te la collusione, come si differenzia dal concetto psicoanalitico di collusione, perchè ciò che per te non è collusione, per uno psicoanalista lo è.
Allora si specifichi il modello e si discuta sulla sua fondatezza per dissipare o attenurare i dubbi. Mi pare che l'atteggiamento sia invece di altro segno: "non discuto con chi ha dubbi sul counselling". Ma perchè?
Saluti
gieko
Adesso il couselling psicologico agisce sulle problematiche intrapsichiche? Questa è nuova, quindi sarebbe la stessa cosa di un intervento psicoterapico o psicoanalitico. Il quale, sempre nella tua ottica, non lavora assolutamente sul contesto relazionale e sui sistemi di riferimento dell'utente.
Ma almeno sii coerente con quanto hai detto fino a poco fa... Non si capisce nemmeno perchè ti impegoli in queste strade evidenziando ancora di più la confusione che hai in testa...
gieko
Sinceramente non capisco bene cosa hai scritto. Se fossi così gentile da esporlo in maniera più approfondita...
Bisogna vedere quale è la tua teoria di riferimento e, a mio parere, valutare confrontandosi con altri vertici del sapere, se effettivamente l'adattamento è il fine terapeutico oppure se ci sono altre possibilità. Questa è la riflessione epistemologica a cui faccio riferimento.
Anche qui non capisco bene: perchè la riflessione su adattamento vs. cambiamento mantengono una differenza tra paziente e terapeuta? Non è nemmeno il mio modo di vedere le cose.
Saluti
gieko
Il counsellor psicologo dovrebbe capire quali sono le varie problematiche psicologiche della persona e fare...gli opportuni invii....non ho mai detto che fa psicoterapia.....con il termine "agisce" volevo ribadire il fatto che a differenza degli altri counsellor(sociali..educativi...) il suo campo di studio è quello delle problematiche psicologiche del soggetto!
Un problema educativo, nel momento in cui è esperito come problema e indirizzato ad un professionista, è di per sè una problematica psicologica, direi per definizione!Il counsellor psicologo dovrebbe capire quali sono le varie problematiche psicologiche della persona e fare...gli opportuni invii....non ho mai detto che fa psicoterapia.....con il termine "agisce" volevo ribadire il fatto che a differenza degli altri counsellor(sociali..educativi...) il suo campo di studio è quello delle problematiche psicologiche del soggetto!
Ossequi,
ikaro
Effettivamente trovo anche io che Zuccherina faccia un pò di confusione.
Ma la perdono....è una collega giovane entusiasta del lavoro che ha scelto, e spesso è animata da una giovanile irruenza anche se le manca moltissimo l' esperienza pratica.
Io credo di capire quello che lei intende (mi permetto di interpretare il suo punto di vista perchè spesso interagiamo sul nostro forum di servizio sociale)
Se il counselling si occupa anche della relazione dell'utente con i suoi sistemi di riferimento ( famiglia ma anche ambiente sociale, ambiente lavorativo ecc.) allora è sicuramente di competenza anche di noi assistenti sociali.
Io non so di preciso qual è il significato di "counselling psicologico" o la differenza di questo dal "counselling" di altro tipo. (nè in fondo mi interessa sapere quello che fanno gli altri professionisti nel loro lavoro quotidiano)
Ma so che il counselling è una delle cose che noi assitenti sociali facciamo ogni giorno nei servizi pubblici (vi potrei citare decine di esempi di interventi reali sui miei utenti che si possono annoverare nel counselling)
E credo che nel momento che decidessi di darmi alla libera professione e di aprire un mio studio privato come assistente sociale potrei fare lo stesso.
Come ho già detto in un altra risposta spesso le professioni sociali hanno degli ambiti e delle competenze che si sovrappongono.
Ad esempio ci sono laureati in psicologia che fanno progetti sociali o fanno programmazione sul territorio collaborando persino ai piani di zona, competenze primarie dell'assistente sociale specialista.
Personalmente farei come per la mediazione familiare, alla quale possono accedere sia avvocati che assitenti sociali che psicologi o educatori(i quali non avendo una forta formazione giuridica forte come abbiamo noi, faticheranno non poco a entrare nei meandri del diritto di famiglia).
Anche per i corsi di counselling limiterei l'accesso ai laureati di quelle 3-4 facoltà che già si occupano di relazione d'aiuto escludendo tutte le varie facoltà umanistiche e pure coloro che sono già diplomati.
![]()
Scusate ma mi sembra assurda questa guerra tra professioni che spesso ( almeno nei servizi pubblici) lavorano a stretto contatto tra di loro, con gli stessi utenti, sugli stessi problemi.
E' quello che diciamo anche noi: ogni professionista fa consulenza, anche l'idraulico ed anche l'avvocato, ma l'idea che sia nata una nuova libera professione della relazione d'aiuto apre comunque alcuni interrogativi, soprattutto sulla formazione di queste 'nuove' figure professionali, non possiamo liquidarla come mera questione corporativa.Ma so che il counselling è una delle cose che noi assitenti sociali facciamo ogni giorno nei servizi pubblici (vi potrei citare decine di esempi di interventi reali sui miei utenti che si possono annoverare nel counselling)
E credo che nel momento che decidessi di darmi alla libera professione e di aprire un mio studio privato come assistente sociale potrei fare lo stesso.
Ultima modifica di ikaro78 : 27-05-2009 alle ore 12.23.26
Che dire: errare è umano, perseverare è diabolico, se poi lo si fa per 46 pagine (considerando solo questo thread, perchè ce ne sono altri)...
Diamole il premio di persona più fraintesa dell'anno, ma solo il secondo: il primo va a Silvio Berlusconi di diritto.
Quanto al resto siamo d'accordo. Però mi chiedo, con ikaro, che bisogno c'è di creare una categoria ex-novo che vorrebbe assumere uno statuto autonomo.
Saluti
gieko
Se gentilmente spiegate anche a me su cosa sarei confusa......potrebbe essere molto costruttivo.
Non c'è da capire chissà che cosa:
Ho sempre detto che non ammetto counsellor diplomati ma solo laureati in materie umanistiche....poichè ritengo che sia una specializzazione per migliorare ulteriormente le competenze che a livello legale già esistono!
Non mi sento di criticare il counselling psicologico così come altri tipi di counselling(che vengono criticati dagli psicologi in questo forum)!
Ho spiegato con degli esempi le varie differenze tra i vari tipi di counsellor......
Ho ribadito che il counselling (anche quello psicologico) non è psicoterapia...
Più chiaro di così....non so![]()
Il problema è tutto quello che sta dietro a ciò che dici, ovvero le tue argomentazioni. Solo per citare l'ultima, sostieni contemporaneamente che il counselling psicologico lavori a livello "intrapsichico" ma non sia psicoterapia.
In 47 pagine ti è stato fatto rilevare innumerevoli volte, ma non hai battuto ciglio.
Più chiaro di così... non so.
gieko
Già tentato di fare per 45 pagg. di "balletto" e..ormai per me la discussione si è chiusa.
Stessa strategia adottata per l'introduzione del termine "epistemologia", ora ripetura con il termine "teoresi"----<<ma mica avrai creduto..io non intendevo assolutamente con questo significato, non è certo ciò che sta scritto sul vocabolario...>>.E poi cosa vuoi che sia una generica definizione da dizionario quando il discorso è tecnico e specialistico? O pensi che per i termini tecnici si tengano buone le definizioni del Devoto Oli o dello Zanichelli?
Tentativo di dare per scontata l'uguaglianza tra Counseling e psicoterapia.I presupposti metodolologici del counselling e della psicoterapia rogersiana sono i medesimi, e quindi come si spiega che agiscano diversamente?
Già risposto precedentemente.
Può darsi, ma, come Ti ha già fatto notare Q/Stracci, anche per me il Modello psicoanalitico non è l'unico riferimento nè teorico, nè metodologico e men che meno operativo.perchè ciò che per te non è collusione, per uno psicoanalista lo è.
Sono probabilmente Tuoi dubbi quelli della "fondatezza scientifica", non miei, come non lo erano per C. Rogers. Mentre ho già detto che i dubbi vanno sfruttati per apprendere e ho anche spiegato il perchè e non per dimostrare che un modello teorico/operativo e, quindi, la professione, in Italia non devono esistere.Allora si specifichi il modello e si discuta sulla sua fondatezza per dissipare o attenurare i dubbi.
No, Gieko. Non discuto con chi vuole parlare di un Modello (con esattezza quello da me citato è stato quello rogersiano) che, per sua ammissione, non conosce, perchè in questo modo mancano le premesse. OK? Molte persone su questo 3D hanno tentato di irridere qualche intervenuto e i Suoi interventi, perchè neppure laureato in Psicologia...e si è tentato di dimostrare il principio, puntando il mirino su qualsiasi errore commesso dal punto di vista teorico. Se questo è un buon metodo di discussione, allora dev'essere valido anche per chi ammette apertamente di "non conoscere un Modello (di Counseling)" e vuole discuterne nei dettagli, anzi a maggior ragione.Mi pare che l'atteggiamento sia invece di altro segno: "non discuto con chi ha dubbi sul counselling".
Poi, Gieko, non mi va di discutere con chi grida e si intromette volgarmente, mentre rispondo a una collega, che mi fa una domanda precisa...quello, forse, è invece un tentativo di discussione paritaria?
Certo, cercando lo scontro e la provocazione, tipo stadio e tifoserie contrapposte(!) Meraviglioso.
Paritario rispetto a ciò che conosce lui: al "suo" metodo.
Mi dispiace Gieko, non mi sembra questo nè il modo, nè i criteri e neppure i toni per proseguire una discussione che si voleva portare su livelli speculativi molto alti (i Tuoi c.d. epistemologici), ma che è caduta in basso, per quanto mi riguarda.
Grazie cmq a Te, a Gaia, Guglielmo e Q/Stracci per il tempo dedicato,
E in bocca al lupo a tutti i colleghi Counselor.
Ultima modifica di IT_Modeler : 27-05-2009 alle ore 14.30.00
psi_net
Uno psicoanalista diventa tale dopo circa 10 anni di duro lavoro, fatto di scuola di specializzazione, psicoanalisi personale di almeno 5 anni (4 sedute settimanali) e psicoanalisi didatta di almeno altri 5 anni (anche qui 4 sedute settimanali o almeno 3). La selezione è estremamente dura. Penso ci sia differenza con un master di 2 anni. Ciò non toglie che magari tu sei meglio di 15 psicoanalisti messi insieme, ma diamo a Cesare qul che è di Cesare.
La situazione da noi inoltre non ha nulla a che vedere con l'inghilterra. Qua ci sono persone con laurea triennale e con indirizzi che non sono neanche di psicologia che fanno un corso privato di un anno che gli attesta di essere COUNSULER e pretendono di mettersi al livello di uno psicoterapeuta che ha anni di formazione, teoria e tecnica neanche minimamente paragonabili a quelli di un tizio che vuole risparmiare un po' di tempo con dei giochetti tipici italiani. Vediamo di fare le persone serie.
...e così, guardando l’altro, l’uomo vedeva sé stesso, e odiava...
(da LA VIA, IL VIAGGIO E LE LACRIME PERSE)