Si in effetti anzicchè DPTS meglio mettere disturbo d'ansia generalizzato. E' più preciso. In effetti era un pò esagerato mettere DPTS, ma non mi era venuto in mente ansia generalizzato.
Si in effetti anzicchè DPTS meglio mettere disturbo d'ansia generalizzato. E' più preciso. In effetti era un pò esagerato mettere DPTS, ma non mi era venuto in mente ansia generalizzato.
Propongo un altro caso. Il tempo stringe, più ci alleniamo e meglio è.
Pietro è un uomo di 32 anni che si presenta al colloquio con lo psicologo clinico di un Centro di Salute Mentale in uno stato di profonda ed evidente sofferenza psicologica. Il colloquio inizia con un lungo silenzio nel quale Pietro dimostra nervosismo e imbarazzo. Con difficoltà e su sollecitazione dello psicologo, Pietro comincia a raccontare la sua storia partendo da come sta e da ciò che l'ha portato a chiedere aiuto. Il paziente descrive che da quasi due mesi non riesce a provare alcun interesse per tutto quello che, fino ad ora di fatto, rappresentava la sua vita. Pietro riferisce di avere un rapporto affettivo abbastanza soddisfacente anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più dalla sua partner e si ritaglia spazi di solitudine per evitare che lei possa rendersi conto di quanto sia cambiato, non vuole che lei scopra la sua inquietudine e il suo disagio. D'altra parte la mattina fa fatica ad alzarsi e ad essere puntuale ai suoi impegni. Pietro sostiene che anche nel lavoro, (è un impiegato amministrativo in una grande multinazionale) le cose vanno molto male perché non riesce ad affermarsi e ad avere avanzamenti, né a dimostrare quanto vale agli altri. Inoltre sono anche compromessi i rapporti con i colleghi i quali non lo tengono in considerazione. Confida che avrebbe voluto laurearsi ma per una serie di motivi ha dovuto accontentarsi di un lavoro qualsiasi. Eppure, dice, non è sempre stato così, infatti Pietro riferisce che a volte gli capita di essere per lunghi periodi pieno d'energia, "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti coinvolgo gli altri e riesco a diventare un capo; poi però all'improvviso tutto cambia, forse perché la vita spesso è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi sempre più triste e penso che non ne vale la pena". Pietro descrive alcuni episodi significativi della sua vita a sostegno della sua convinzione dell'inutilità di impegnarsi in quanto la vita è sempre piena di sorprese negative. Per quel che riguarda la famiglia d'origine Pietro riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto che cerca di vedere il meno possibile, è una donna sempre indignata che trova sempre un motivo per rimproverarlo. Ha perso il padre da piccolo e di lui ricorda poco. Alla fine della seduta Pietro sottolinea che non aveva alcuna intenzione di fare una consultazione psicologica in quanto non crede di avere un grave problema, né pensa che il suo malessere passeggero anche se pesante possa essere risolto, "ognuno ha i suoi affanni e la vita non risparmia nessuno". Un suo amico d'infanzia però l'ha convinto ad andare dallo psicologo avendo riconosciuto in lui la stessa angoscia che lo tormentava in passato e per la quale aveva richiesto l'intervento di uno psicologo.
Da una prima lettura del caso emerge come il paziente introietti molto tutto ciò che gli accade attorno, minimizzando ogni semplice gesto. Secondo me si potrebbe parlare di un disturbo depressivo, ma bisognerebbe indagare su molte aree, come il rapporto con la famiglia d'origine, con la società. Si potrebbe proporre la somministrazione dell' MMPI e BDI per rilevare i tratti depressivi e una terapia di tipo cognitivo-comportamentale. Questo è ciò che mi viene all'istante, ditemi voi a cosa avete pensato
Io ipotizzerei un disturbo evitante di personalità (scarsi rapporti con i colleghi, paura di parlare con la fidanzata, problemi con la madre sin dall'infanzia, svalutazione di sè), con sintomi depressivi correlati. Come diagnosi differenziale invece proporrei un disturbo dell'umore, e in particolare sembrerebbe più che depressione un disturbo bipolare (gli capita di essere per lunghi periodi pieno d'energia, "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti coinvolgo gli altri e riesco a diventare un capo; poi però all'improvviso tutto cambia). In altrenativa solo depressione.
Proporrei come test MMPI, Hamilton per l'ansia. Terapia supportiva e poi espressiva. Si potrebbe consigliare una terapia psicodinamica per indagare i rapporti familiare e reintegrare l'Io disgregato. Anche una terapia farmacologica sarebbe consigliabile, ma in caso inviare allo psichiatra.
Per poter formulare delle ipotesi interpretative ed un piano adeguato di intervento, ritengo sarebbe utile raccogliere ulteriori informazioni. Proporrei quindi alla paziente alcuni colloqui, al fine di istaurare una buona alleanza terapeutica, considerando soprattutto che al primo colloquio il paz non si presenta per una sua motivazione intrinseca, ma sotto suggeriemtno di un amico.
non a caso il paziente inizia a parlare sotto suggeriemto del terapeuta che lo inviata a raccontare di se.
Accenna immediatamente ad uno stato di profondo sofferenza che gli impedisce di avere interesse per tutto cio che fa. Questo calo dell’umore è inoltre accompagnato da un senso di vergogna nei confronti della moglia, e ad una profonda svalutazione di se rispetto al lavoro.
In realta occupa un posto di rilevanza è questo non dovrebbe indurlo ad un senso di bassa autostima.
Il suo umore depresso, le difficoltà lavorative, e il suo disinteresse al mondo esterno e a se, posson indurci ad ipotizzare uno stato depressivo, anche se la durata dei sintomi potrebbero falsificare la nostra ipotesi.
Infatti anche durante la vita adolescenziale e nei periodi successivi, il paziente è sempre stato accompaganato da questo tono dell’uomore, non portandolo adirittura a raggiungere i suoi obiettivi “ la Laurea”
Nei colloqui accenna inoltre a periodi in cui si sente un vulcano e periodi no. Tipoco sintomo di un distrurbo depressivo bipolare.
Indaghere a quali periodi fa riferimento, quando il suo umore ritienne fosse piu acceso e quando no.
Indaherei soprattutto sul rapporto con la madre, con quale ritiene di non essere in buoni rapporti. A cosa è dovuta questa rabbia? L’accusa forse per la perdita del padre?
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Inizio ad essere stanca…. Cmq disturbo bipolare…………
Si, come pensavo io, disturbo bipolare. Lo metterei infatti al primo posto invece che l'evitante. Io sbaglio perchè scrivo a caso, senza fare caso che la prima diagnosi che metto è la più rilevante.
ma non credo... o prima o dopo non fa differenza
Ciao a tutte,
ho già inserito questo messaggio ma non lo vedo non so se ieri ero così fusa che ho sbagliato posto... provo a rimetterlo. Ieri ero alla scuola di specializzazione e parlando con altre colleghe mi hanno detto che con la commissione che abbiamo meglio evitare test proiettivi, allora ho pensato di focalizzarmi su MMPI-2 e CBA-2(anche questo è 2 vero?). qualcuna ha le scale o info sull'MMPI-2? grazie
Ciao, il tuo messaggio era già apparso ieri sera. Cmq l'MMPI è un test ad ampio spettro, è molto completo e va benissimo anche nell'orientamento cognitivo-comportamentale. Se guardi sopra, laura ti aveva già dato spiegazioni a riguardo, praticamente è costituito da due scale, quella di base, che ci permette di definire i tratti caratteriali dei pazienti e quella supplementare, che nello specifico ci da notizie sulla depressione, ansia e altri disturbi.
Ho un caso clinico da proporvi:
Enrico, (anni 37) chiede un appuntamento ad uno psicologo di un servizio pubblico per adulti. Al primo colloquio Enrico descrive uno stato di acuta sofferenza che lo sta attanagliando da qualche mese e che di giorno e di notte non lo lascia mai, impedendogli anche il riposo. Ha un buon lavoro impiegatizio. È sposato da 17 anni con Laura, sua coetanea. Il matrimonio è stato allietato dalla nascita di due figlie adesso adolescenti, anzi, Enrico e Laura si sono sposati molto giovani proprio a causa del concepimento della prima figlia, Margherita. Enrico stava frequentando il biennio di ingegneria ed era in pari con gli esami; ma in seguito al matrimonio ha trovato un posto da geometra in Comune e ha rinunciato ai suoi studi universitari. Elena, la seconda figlia è nata a distanza di un anno e mezzo e la moglie si è dedicata a tempo pieno all'accudimento delle figlie, che sembrano essere cresciute abbastanza bene. "In questi anni il mio primo pensiero è sempre stato per la mia famiglia, per mia moglie e per le bambine. Adesso loro stanno crescendo, la domenica si rifiutano di venire in montagna con noi, hanno i loro amici, mi sembra che non abbiano più bisogno di noi, di me. Mia moglie Laura, ha avviato, da circa due anni, con buon successo, insieme ad una sua amica, un negozio di abbigliamento per bambini. Laura ha raggiunto la sua indipendenza economica, anzi, attualmente il suo contributo finanziario alla famiglia è più consistente del mio. In alcuni momenti ho l'impressione di non aver vissuto la mia vita, di non essere riuscito a costruire qualcosa di importante con le mie mani. Perfino le mie figlie mi sembrano un merito soprattutto di Laura. Mi sembra di aver perso anche l'interesse verso mia moglie, che pure da qualche tempo si cura molto di più e comunque è sempre stata una donna affettuosa e piena di attrattive. Mio padre è mancato un anno e mezzo fa, dopo una lunga malattia invalidante. Al funerale ero così impietrito che non sono riuscito a piangere.
Ciao ragazze, grazi e mille..vi faccio altre 2 domande e scusate ma il panico avanza..le scale di base sono le 6 di validità, le 10 cliniche e le 15 di contenuto? inoltre quelle supplementari (che non mi è chiaro se sono 6 o 15) vanno sempre somministrate o si possono scegliere? Per il CBA non ho trovato le scale secondarie..voi le avete?GRAZIE ANCORA
In sintesi: approfondirei: vita matrimoniale, rapporto con la moglie e le figlei, indagherei sulla sua famiglia d’origine, soffermandomi sulla morte del padre.
Diagnosi : disturbo dell’umore quale non saprei di preciso
Terapia: supportava per un processo di integrazione dell’io ad orientamento psicodinamico
Test: mmpi hemilton,
come diagnosi differenziale non saprei… tu che dici?
forse episodio depressivo maggiore, visto che dice che si tratta di una sofferenza che lo attanaglia e non lo lascia in pace
Ciao, in effetti questo caso mi lascia un pò perplessa in quanto non ci sono sintomi che spiccano. Io ipotizzerei un disturbo dell'umore in particolare depressione maggiore anche se è importante fare una attenta analisi del sintomo per capire se vi siano tutti i criteri diagnostici (domanda:la diagnosi è depressione maggiore non si può scrivere solo depressione o sintomi depressivi giusto? perchè io ho letto solo il Falabella e mi viene il dubbio che sul DSM ci siano anche alti disturbi depressivi unipolari). Mi riesce difficile pensare ad una diagnosi differenziale io direi disturbo d'ansia generalizzata (che può compromettere sonno e umore e potrebbero esserci delle velate preoccupazioni per il futuro legate alla sua funzione nella famiglia).
Proporrei quindi una aproffondita analisi del sintomo, relazioni passate e attuali con moglie figli e colleghi, analisi del tema della separazione (morte del padre, figli che crescono..). Per ulteriori conferme proporrei uso dell'MMPI-II (per analisi personalità , comprensione gravità del disturbo e per la presenza di scale che valutano depressione, sintomi depressivi e ansiosi) e del CBA utile per una anamnesi generale,per valutare più attentamente ansia di tratto e di stato, sintomi depressivi.
Che dite? altre idee per la diagnosi differenziale?
PS: qui ho buttato lì, ma all'esame utilizzerò sempre condizionale e forma ipersonale
dato che cmq non abbiamo indicazione chiari della durata del disturbo opterei sul sicuroper una diagnosi di disturbo depressivo non altrimenti specificato