Per quanto mi riguarda ci sono due accezioni del termine co-costruzione. La prima rimanda ai processi inconsci di creazione del campo, ovvero l'instaurarsi dei fenomeni collusivi propri sia dell'analizzando che dell'analista. La seconda accezione riamanda invece alla modalità interpretativa delle dinamiche del campo, caratterizzata dalla non saturazione da parte dell'analista e dal ruolo attivo nella costruzione di significato da parte di entrambi gli attori.
Alle altre due domande non riesco a dare altro se non una risposta positiva: agente di cambiamento strutturale è l'interpretazione (che va molto al di là del verbale, è anche interpret-azione) e conduce fuori dall'impasse. Sono però curioso di sentire cosa ne pensi tu.
Saluti








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