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Discussione: La realtà Berlusconi

  1. #301
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Ecco, a me piacerebbe che il buon Silvio dicesse due paroline su cose come questa:

    Da: Il Sole 24 Ore, di oggi. Edizione online.

    FINANZA&MERCATI
    ILSOLE24ORE.COM > Notizie Finanza e Mercati ARCHIVIO
    Rischio derivati? A garanzia di quelli lombardi ci sono titoli di Lazio, Sicilia, Grecia, Telecom ed Enel
    di Morya Longo

    commenti - | | 17 Giugno 2009

    Se per ipotesi remota la Sicilia, il Lazio oppure Telecom Italia finissero in bancarotta, a pagarne le conseguenze sarebbe la Regione Lombardia. Altro che federalismo. Il sistema delle emissioni obbligazionarie delle Regioni, con derivati annessi, ha in realtà creato una gigantesca Catena di Sant'Antonio: il rischio di uno si trasmette a tutti.
    Dietro le quinte di un'emissione obbligazionaria effettuata dalla Lombardia nel 2002 con la consulenza di Ubs e Merrill Lynch, è accaduto proprio questo: per effetto di un fondo attraverso cui le due banche hanno investito i denari della Lombardia, i destini della Regione si sono infatti legati con un doppio nodo proprio a quelli della Sicilia e del Lazio. Ma anche a quelli di Telecom Italia, dell'Enel e della Repubblica greca. «Il Sole-24 Ore» è in grado di documentarlo. Carte alla mano. Ed è in grado di raccontare come le banche internazionali abbiano creato una rete che, attraverso i cosiddetti "sinking fund", lega tanti Enti locali italiani l'uno all'altro. La fotografia che emerge è quasi paradossale: una gigantesca ragnatela finanziaria ha riunito un'Italia che, per volontà politica, dovrebbe invece diventare sempre più federale. Una ragnatela costruita soprattutto nell'interesse delle stesse banche, che molto spesso hanno messo nel "sinking fund" di ogni Regione le obbligazioni che loro stesse avevano curato per altri Enti locali. Insomma: una girandola di bond, di commissioni e di operazioni finanziarie. Altro che federalismo: un Catena di Sant'Antonio.

    Il Pirellone-bond
    Per ripercorrere la storia di questa connection tra Nord e Sud basta seguire l'iter di una di queste emissioni obbligazionarie. È l'autunno del 2002 quando la Regione Lombardia, già guidata da Roberto Formigoni, emette un bond da un miliardo di dollari con scadenza nel lontano 2032. Ad aiutare il Pirellone ci sono Ubs e Merrill Lynch. La legge nel 2002 consente a un Ente locale di indebitarsi a così lunga scadenza, ma – per evitare di lasciare sulle spalle delle generazioni future l'onere di un così oneroso rimborso – impone che venga creato un cosiddetto piano di ammortamento. In pratica la Regione deve costruire un grosso "salvadanaio" dove mettere, nell'arco dei 30 anni, tutti i soldi necessari per far fronte al rimborso finale.
    Qui viene il primo punto. Il "salvadanaio" non lo crea la Regione investendo direttamente i soldi in titoli di Stato. Sarebbe troppo semplice. E, si potrebbe malignare, sarebbe poco remunerativo per le banche. No: il "salvadanaio" lo creano le banche stesse. Per questo la Lombardia ha stipulando due contratti derivati con le stesse Ubs e Merrill Lynch: la Regione si è impegnata a versare loro i soldi, secondo un piano di ammortamento prestabilito, e le due banche glieli restituiranno nel 2032. Già qui c'è una prima curiosità: il piano di ammortamento prevede che la Lombardia paghi quasi tutto nei primi anni. Già nel 2008, cioè sei anni dopo l'emissione obbligazionaria, la Regione aveva rimborsato più di metà del bond. E ad aprile 2017 – prevede il piano di ammortamento – la Lombardia avrà consegnato 934 milioni di euro alle banche, cioè il 90% dell'importo totale. Già questo fa storcere il naso a più di un addetto ai lavori: che senso ha indebitarsi a 30 anni, se poi in 15 anni si restituisce praticamente tutto l'importo alle banche? Dalla Regione spiegano però che quel piano di ammortamento serviva per replicare le scadenze dei mutui precedenti.

    Il «sinking fund»
    Ma il punto è soprattutto un altro. Ubs e Merrill Lynch tutti quei soldi versati dalla Lombardia con così largo anticipo li hanno messi in un fondo (chiamato sinking fund, cioè letteralmente «fondo che va a fondo») e li hanno investiti in varie obbligazioni. L'aspetto sorprendente è che il sinking fund ha una sorta di "doppia personalità": dato che deve garantire alla Regione solo la restituzione di un miliardo nel 2032, tutto il rendimento aggiuntivo lo incassano le banche. Insomma: il rischio che il fondo faccia investimenti sbagliati e che qualche bond vada in default è tutto della Lombardia, ma il guadagno è tutto di Ubs e Merrill Lynch. A pensarci bene, è un meccanismo geniale: le banche hanno rendimenti senza rischi (pur ricompensando la Regione nei prezzi dei derivati) mentre la Lombardia ha rischi senza rendimenti.
    «Il Sole 24 Ore», con documenti ufficiali alla mano, è in grado di provare che le due banche hanno messo nel sinking fund della Lombardia tanti titoli che loro stesse avevano emesso per conto di altre Regioni o società. Ubs nel 1998 aveva per esempio curato un'emissione obbligazionaria per conto della Regione Lazio: un bond trentennale per 250 milioni di euro. Ebbene: 80 milioni di euro di quel bond sono stati messi pochi anni dopo dalla stessa Ubs nel sinking fund della Regione Lombardia. Idem per la Sicilia. Nel 2000 la Regione aveva emesso un bond da oltre 2 miliardi di vecchie lire – con l'aiuto di Merrill Lynch – per finanziare «certi progetti infrastrutturali» e per coprire il disavanzo del 1999. E due anni dopo la stessa Merrill Lynch ha piazzato 45,5 milioni di quel bond nel sinking fund della Lombardia. Morale: senza neppure saperlo la Lombardia ha finanziato le infrastrutture siciliane e quelle del Lazio. Paradossi della finanza.
    E di esempi ce ne sono molti altri. Warburg Dillon Read (poi diventato Ubs) nel 2002 aveva per esempio aiutato la Grecia a indebitarsi per 200 milioni di euro. Ebbene: Ubs stessa ha messo 115 di quei 200 milioni nel sinking fund della Lombardia. Merrill Lynch ci ha invece piazzato 34 milioni di obbligazioni del Land del Baden-Wuerttemberg: operazione, anch'essa, curata dalla stessa Merrill Lynch nel 1993. Entrambe le banche hanno poi inserito nel fondo della Lombardia bond emessi da Telecom Italia di durata trentennale e titoli emessi dall'Enel. Queste fotografie risalgono a fine 2007, ma le fonti consultate dal «Sole-24 Ore» assicurano che nel frattempo poco è cambiato.
    Bene inteso: nessuna legge è stata violata. Il problema è però che l'operazione appare fatta più nell'interesse delle banche che in quello della Lombardia: l'impressione è che Ubs e Merrill Lynch abbiano usato il sinking fund come una sorta di "discarica" per titoli che forse non erano riuscite a vendere a investitori veri. Non ci sono prove, ma il sospetto è legittimo. Contattate, le due banche, non hanno però voluto commentare.

    Le altre Regioni
    La vicenda lombarda è simile a quella di altre Regioni. Fonti consultate dal «Sole-24 Ore» rivelano per esempio che nel sinking fund della Puglia – creato dalla stessa Merrill Lynch nel 2003 –, sono inseribili i bond di diversi Comuni italiani (per esempio Firenze), di alcune Province (per esempio Roma) e di varie Regioni (per esempio Lazio). Ma, sempre secondo indiscrezioni, dentro si trovavano anche i titoli di Telecom Italia, poi eliminati. «Il Sole 24 Ore» ha contattato l'assessore Michele Pelillo, ma le telefonate non hanno avuto ritorno. Anche il sinking fund della Liguria – riferiscono fonti bene informate – è pieno di bond di altri Enti locali. Insomma: senza che nessuno se ne accorgesse, tante banche hanno creato una rete inestricabile che ha legato i destini di Regioni, Province e Comuni. Se uno di questi Enti avesse problemi, le sue difficoltà si allargherebbero dunque a macchia d'olio in Italia. Se nessuno avesse problemi, invece, per le banche sarebbero lauti profitti.

    I dubbi degli esperti
    «Il Sole-24 Ore» – non potendo condividere le informazioni con Ubs e Merrill Lynch che si sono trincerate dietro un «no comment» – ha confrontato i documenti trovati con cinque diversi esperti: un banchiere e quattro consulenti. Tutti concordano nel dire che non ci sono particolari criticità e che nessuna legge sembra essere stata violata. Il condizionale è d'obbligo, perché sul bond della Lombardia sta indagando il Pm di Milano Alfredo Robledo e su quello della Puglia il Pm Francesco Bertone. Ma tutti concordano anche nel dire che in alcuni casi tanti principi di sana ed etica gestione finanziaria sono stati quantomeno "schivati". C'è per esempio il tema del conflitto di interessi: se le banche mettono nel sinking fund di una Regione i bond che loro stesse hanno emesso per altre Regioni (pur scegliendoli all'interno di un paniere concordato), è ragionevole domandarsi nell'interesse di chi abbiano fatto questa scelta. Per loro ci sono infatti triplici guadagni: quelli per le due emissioni e quelli del sinking fund. E per la Regione?
    C'è poi un rischio che alcuni definiscono «sistemico». È vero che gli Enti locali difficilmente vanno in default (anche se può capitare), ma è anche vero che se una Regione o un Comune dovesse avere problemi trascinerebbe nel baratro mezza Italia. Dalla Regione Lombardia spiegano che i titoli inseriti nel loro sinking fund sono tutti di elevato standing. Certo: però il rischio rimane. Non era meglio – dato che la Regione deve semplicemente garantire la salvaguardia del capitale e non speculare – investire solo in titoli di Stato europei? Insomma: l'impressione è che tutta questa operazione sia più razionale per le banche che per la Regione. Infine resta una domanda banale: perché mai li hanno chiamati (già nel 700) sinking fund, cioè letteralmente «fondi che vanno a fondo»? Una burla? Un caso? Oppure... un messaggio subliminale?

    [email protected]

    Certo, è più difficile commentare questa che non la notizia delle ragazzine nude alla villa in Sardegna. Ma dubito che le seconde ci costeranno quanto la prima....

    Buona vita

    Guglielmo
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  2. #302
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    willy, profondi i tuoi commenti, mi piacciono, però non sono d'accordo su quel che dici di palermo, non è tanto vero il fatto che hanno assunto un surplus di netturbini, il problema che hanno subappaltato praticamente tutto, spendendo di più per far mangiare amici e parenti, pratica diffusa tra gli organi di governo.

  3. #303
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da TheDreamer23 Visualizza messaggio
    willy, profondi i tuoi commenti, mi piacciono, però non sono d'accordo su quel che dici di palermo, non è tanto vero il fatto che hanno assunto un surplus di netturbini, il problema che hanno subappaltato praticamente tutto, spendendo di più per far mangiare amici e parenti, pratica diffusa tra gli organi di governo.
    Ti ringrazio, ma non mi pare che la questione cambi di molto. Voglio dire, il Sindaco ha deciso di subappaltare, il sindaco deve trovare i soldi per pagare ciò che ha ordinato di fare. Ma pare semplice.
    Insomma, credo che anche tu, quando devi acquistare qualcosa, uno sguardo al portafoglio glie lo dai, prima. Non corri a chiedere aiuto alla mamma, dopo. No?

    Riprendo una dichiarazione di un dirigente dell'AMIA di palermo, comparsa su Kataweb (il link è alla copia cache, perché quella notizia è scomparsa molto rapidamente): amia palermo quarta puntata

    amia palermo quarta puntata

    4 giugno 2009 alle 22:04 — Autore: ingegnereAMIA — 0 commenti
    Oggi parliamo di sindacati all'interno di AMIA.
    Nella teoria sono delle organizzazioni democratiche a rappresentaznza dei lavoratori per tutelarne i diritti. Purtroppo in AMIA assumono un significato diverso e perverso, a tutela di poteri forti. Quello che vi racconto potrebbe sembrare surreale, ma putroppo la realtà spesso supera la fantasia. Vi faccio un esempio pratico: poniamo che un netturbino debba pulire una strada entro le sue 6 ore di attività ordinaria. Poniamo che l'azienda gli dia gli strumenti per farlo, sotto forma di tutta, scarpe, ramazze, contenitori, ecc. Immaginiamo che un gruppo di netturbini si organizzi per disfarsi di una parte di questi mezzi (magari comprati da poco) e se ne lamenti successivamente con l'azienda, sostenendo che senza di questi non può lavorare, pertanto sospende le attività finchè l'azienda non provvede a reintegrare l'attrezzatura. Naturalmente continuano ad essere pagati per le 6 ore di lavoro, anche se passate a leggere il giornale, mentre la spazzatura si accumula in strada. Ad un certo punto entra in gioco il sindacato, che prima si lamenta con l'azienda perchè ritarda a fornire l'attrezzatura mancante, e poi tratta con la stessa una soluzione geniale per risolvere il problema: Il premio di produttività. Si definisce quanto vale la pulizia della strada in termini di ore di straordinario, poniamo 20 ore (è solo un esempio), e si stabilisce che se la strada viene pulita, vengono riconosciute queste ore, indipendentemente da quelle effettivamente lavorate per compiere tale attività. Fatto l'accordo, il giorno dopo, il netturbino senza attrezzatura nuova ripulisce la strada nelle 6 ore ordinarie, dopo magari una settimana che non lavorava, ed ottiene i diritto alle 20 ore di straordinario.
    Fatto il lavoro, ritorna a leggere il giornale, perchè si ricomincia daccapo. Ora moltiplicate tutte queste ore di "straordinario" per migliaia di dipendenti che non lavorano nelle ore ordinarie, e capirete perchè il costo del personale di AMIA è cresciuto a dismisura negli ultimi anni mentre la qualità del servizio è caduta in picchiata. Immaginate anche che un dipendente di AMIA senza neanche un diploma porti a casa 2000 euro al mese lavorando mediamente 2 ore al giorno, e ditemi se non viene voglia di dire al proprio figlio di lasciare la facoltà di ingegneria ed andare subito ad iscriversi al circolo di Berlusconi, fecendo così "punteggio" per entrare in AMIA. Nel frattempo, a marzo 2009, la Procura ha aperto un'indagine sui netturbini fannulloni e ne sono scaturiti 20 avvisi di garanzia, dopo aver raccolto foto e filmati degli stessi colti in flagrante. Si spera solo che la Procura si renda conto che è marcio tutto il Sistema AMIA e Sindacati in primis, quindi questi 20 netturbini sono solo una piccolissima punta dell'icesberg.
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  4. #304
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da FranZinTheSky Visualizza messaggio
    allora, facciamo chiarezza:
    qualunque cosa negativa si dica di Silvio, è un ribaltamento della realtà operato sistematicamente dai comunisti. lui è sceso in campo.. e lo ha fatto per noi.. e questo è il ringraziamento!! vergogna! barboni comunisti!!!
    Io onestamente spero che la tua sia una raffinatissima forma di satira ( stile Cornacchione... ).
    Altrimenti, scusami se te lo dico, chiarezza l'avresti fatta, si, ma solo sul tuo modo di intendere la parola "democrazia"...
    -



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  5. #305
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Case in Abruzzo: d'accordo. Vediamo una paio di questioni:
    - L'Aquila va buttata giù e rifatta da zero o bisogna cercare di mantenere la struttura e l'aspetto di quella città?
    C'è un precedente: il terremoto dell'Umbria che ha fatto danni paragonabili, se non superiori, a quello abruzzese odierno. Lì si è riusciti ( NON C'ERA un governo Berlusconi: sarà un caso?.... ) a ricostruire in relativamente poco tempo i paesi danneggiati con la identica struttura urbanistica preesistente, anche se quelle popolazioni hanno dovuto dormire per qualche anno in prefabbricati ( sempre meglio delle tende... ).. Credo che sia quello il modello da copiare.
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    - I soldi per le operazioni di ricostruzione, li prendiamo dalle tasse o decidiamo che la guerra in Afghanistan gli americani se la fanno da soli, ché noi abbiamo altro cui pensare?
    I soldi per la ricostruzione ( e per tante altre cose... ) si sarebbero potuti avere se non si fossero smantellati i tanto odiati provvedimenti fiscali del precedente governo che avevano fatto uscire allo scoperto una parte non irrilevante della scandalosa evasione fiscale che da sempre affligge il nostro Paese....
    Segnati questa mia previsione: a luglio in occasione della prima autotassazione post-Governo Berlusconi ( a novembre gli acconti si sono pagati ancora con riferimento ai redditi 2007 )ci sarà UN TRACOLLO delle entrate fiscali, tracollo di gran lunga superiore agli effetti, che pur esistono, della crisi economica globale. Tracollo determinato dal fatto che l'evasione è ripartita alla grande: come può constatare chiunque abbia a che fare con lavoratori autonomi di ogni tipo...
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    - I soldi che la FIAT chiederà allo stato (sotto forma di aiuti allo sviluppo, di cassa integrazione e ammenicoli vari) glie li diamo per "salvare posti di lavoro" o li usiamo per costruire dove serve?
    La Fiat e l'indotto che vi gira intorno costiutisce una quota non indifferente del PIL Italiano: non è un caso se TUTTI i Paesi del mondo stanno cercando di creare reti di protezione intorno alle industrie automobilistiche. L'industria dell'auto è sicuramente un industria in crisi strutturale che non potrà mai più tornare ai livelli pre-crisi ( e meno male... ), ma farla crollare di botto sarebbe da irresponsabili: anche perchè le centinaia di migliaia di lavoratori che si trovassero improvvisamente disoccupati ricadrebbero, in qualche modo sulla collettività, non è che uno potrebbe far finta che mezzo milione di persone spariscano all'improvviso dalla faccia della terra...
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Immondizia a Palermo: d'accordo. Anche qui, un paio di questioncelle:
    - il numero di dipendenti dell'azienda della nettezza urbana di palermo basterebbe, se lavorassero davvero, a una città come Milano. Sinceramente, chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Se il Governatore Siciliano, li assume, li faccia lavorare, oppure li rimandi a casa. Non vedo che c'entri il Governo.
    Il Governo c'entra politicamente, visto che è espressione della stessa maggioranza ( anche con le stesse facce... ) che governa la città, la provincia e la regione.....
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Inceneritori a Napoli. Qui sono dell'idea di far funzionare la raccolta differenziata, installare sistemi Thor (come stanno facendo le industrie del centro-nord, vedi gruppo Buzzi-Unicem a Robilante (CN)) che non bruciano e non producono diossine, ma separano meccanicamente i rifiuti e costano molto meno degli inceneritori.
    Il problema è tagliare le mani al gruppo Impregilo, fiorente azienda appartenente alla GFEID (Grande Finanza e Industria Decotta), assiem alla suddetta FIAT. E mi pare che in questo governo nessuno abbia le palle per farlo... purtroppo
    Ma non si pone neanche il problema, altro che "avere le palle"... Quello che è scandaloso è il modo con cui il "caso" rifiuti a Napoli è stato trattato: a vedere i tg sembra che fosse tutta colpa del precedente governo e che sia bastato cambiare i partiti al potere per far magicamente sparire tonnellate di rifiuti dall'oggi al domani... Poff.. un colpo di bacchetta magica e via...

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Bavaglio all'informazione: non ce n'è bisogno. S'è già imbavagliata d sola tempo fa. Piuttosto, sarebbe opportuno chiedersi se questa, senza "bavaglio" e con Travaglio, sia informazione o cosa...
    Il giornalisti non sono esseri immacolati: esistono si dei giornalisti "eroi" che, nonostante tutto continuano a fare il loro dovere senza fare sconti a nessuno e correndo quotidianamente una montagna di rischi ( un nome su tutti: Milena Gabbanelli... ), ma non è agli "eroi" che dobbiamo e possiamo rivolgerci... L'UNICA garanzia di una corretta informazione è la presenza di una pluralità di voci: voci contrastanti, magari ciascuno, se proprio lo vuoi, asservito ad un potere diverso, ma CONTRASTANTI: è solo che dal contrasto tra le varie fonti di informazione che, attingendo a tutte, si può arrivare a capire cosa veramente succede... E' solo se un politico HA PAURA dell'informazione che ha, quanto meno, un minimo di pudore nell'esercizio del proprio potere... Una informazione sotto scacco ( come una magistratura sotto scacco... ) significherebbe semplicemente la morte della democrazia e la presenza NEI FATTI di un regime non più libero, anche se formalmente continuassimo periodicamente e felicemente ad andare a votare.
    Bada bene: non sto dicendo che i giornalisti antigovernativi ( quei pochissimi che ancora resistono... ), siano dei santi ed immuni da pecche: non mi interessa discutere di questo, a me interessa che ci sia CONTRASTO di interessi, che ci sia battaglia VERA e ad armi pari: una battaglia impari e a carte truccate, è PER DEFINIZIONE un danno per tutti noi, anche se, per pura ipotesi, la parte prevalente che controllasse tutto il potere fosse costituita da persone onestissime e integerrime...
    E il contrasto ad armi pari che è l'UNICA garanzia della democrazia, niente altro...

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    legge elettorale fatta ad hoc: sai cosa me ne può importare... sinceramente, se la scelta è nel modo di trovarsi un padrone, non ho alcuna intenzione di scegliere.
    Termino con questa ultima tua frase perchè è il sunto vero di ciò che ci divide: tu, sostanzialmente, sostieni che a te questa ipotetica battaglia pro o contro Berlusconi non ti interessa più di tanto perchè, comunque, sempre di padroni si tratta e per te non cambia niente se comanda l'uno o comanda l'altro... Giusto?
    Bene: io mi sono sforzato di spiegare il mio punto di vista che, riassunto in poche parole è il seguente: ammettiamo pure che sia vero, che facciano tutti schifo allo stesso modo: io penso che ci sia chi fa più schifo degli altri e che ci sia ANCHE qualche brava persona lì in mezzo, ma lasciamo da parte questa mia convinzione: diamo per scontato che tu abbia ragione...
    Il punto è che COMUNQUE non può non starti a a cuore il fatto che si avvicini a grandi passi la prospettiva del potere concentrato nelle mani di uno solo ( ripeto: indipendentemente da CHI questi sia... ).
    Anche San Francesco o, per chi è laico, Albert Schweitzer, se detenesse DA SOLO TUTTO il potere diventerebbe, ai miei occhi, un pericolo: perchè, ripeto fino alla noia, è solo dal controllo reciproco, SOLO dalla compresenza di poteri equilibrati che può essere salvaguardata la nostra libertà, da niente altro....
    Lascio alla fine, poi, l'ultima considerazione che leggo tra le righe dei tuoi interventi: QUESTA democrazia e QUESTA libertà, in definitiva, non ti interessano più di tanto perchè, comunque, fondati su un sistema capitalistico oppressivo e che potrebbe essere combattuto solo col ritorno in auge del "filosofo di Treviri" ( a proposito, un OT: sono stato recentemente, di passaggio, proprio a Treviri, città che, oggi, paradosso della storia, è diventata una tipica cittadina tedesca turistica iper-capitalistica... Chiuso OT ).
    Io voglio sfatare quello che mi sembra un mito duro a morire: la dottrina del filosofo di Treviri è stata rifiutata dalla storia NON per mancanza di informazione, NON per qualche oscuro complotto, NON perchè le masse ignoranti non hanno saputo capire le sue grandi prospettive, ma, semplicemente e banalmente, perchè NON E' QUELLO che l'uomo medio vuole: punto. Può piacere o non piacere ma è un fatto.
    Allora se è vero ( e, credimi, è vero... ) che la società che tu auspichi è solo nella testa di pochi "illuminati" ( o presunti tali... ) e che mai e poi mai potrà attecchire nella maggioranza di una popolazione con la pura forza del convincimento, bisogna accettare la dura realtà e decidere se una situazione in cui alcune libertà "borghesi" sono COMUNQUE presenti è VERAMENTE equiparabile ad una dittatura più o meno dolce e più o meno democratica ( anche la dittatura della maggioranza è una forma di dittatura... ), oppure no.
    Non vorrei che, magari, ci fosse dietro il retro pensiero secondo il quale sarebbe auspicabile accettare il "tanto peggio tanto meglio " di infausta memoria, nella illusione che, in una situazione di "tanto peggio" quell'utopia, hai visto mai, potesse nuovamente attecchire....
    A te la scelta.
    Ultima modifica di doctor2009 : 17-06-2009 alle ore 19.04.26
    -



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  6. #306
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Io credo che dovranno passare molti anni prima che sia possibile fare uno studio VERO e realistico dei motivi che hanno portato milioni di Italiani ( non la maggioranza, come Berlusconi pretende di far credere: a conti fatti, non è più di un Italiano su 4 che lo vota e anche tra questi ci sono molti, ex AN per esempio, che lo fanno pur disprezzandolo alquanto... ) ad "innamorarsi" di quest'uomo.
    A mio parere occorre fare delle distinzioni:
    1) Ci sono molti Italiani che lo votano per ignavia, perchè glielo dice il prete, il marito, la cugina, l'assessore in cambio di un favore o, in certe zone, di 50 euro etc. etc. Non sono moltissimi ma ci sono: e, a naso anche se in modo non provabile, penso che siano di più rispetto a quelli che votano dall'altra parte per gli sessi motivi ( perchè, ovviamente, ce ne sono anche dall'altra parte, intendiamoci... );
    2) Ci sono molti Italiani che lo votano semplicemente e banalmente perchè riscontrano un interesse diretto o indiretto nella politica che lui fa: pensa, per esempio, alla lobby degli Avvocati, dei Commercialisti e di altri professionisti ( e anche tanti commercianti e industriali... ) che lo appoggiano, con percentuali bulgare, per motivi ben precisi e del tutto comprensibili: e su cui io, personalmente, nulla ho da ridire, ovviamente. E' del tutto giustificato e legittimo che si voti chi si ritiene possa meglio fare i propri interessi, giusti o sbagliati che siano.
    Questi cittadini sono, effettivamente milioni ( il famoso popolo delle partite IVA ), ma, percentualmente, non sarebbero, nell'ambito della massa elettorale, determinanti: non penso che il PDL tragga da lì più del 25-30% della sua forza elettorale.
    3) Ci sono, infine, milioni di altri cittadini ( la maggioranza... ) che lo votano, anche entusiasticamente, PUR NON TRAENDO alcun vantaggio CONCRETO diretto o indiretto ( anzi... ) dalla sua azione di governo.....
    Colpa grande nell'aver determinato questa adesione ideale così forte ce l'ha la sinistra: non quella di oggi ( che può solo suscitare un istinto di protezione... ), quanto quella di ieri, di 10-20 anni fa...
    La sinistra semplicemente non ha capito che controllando la TV si controllavano anche le coscienze delle persone: ha continuato a pensare che coloro che votavano Berlusconi fossero solo evasori fiscali, ladri e delinquenti vari..
    Salvo accorgersi amaramente che si tratta soprattutto di operai, pensionati e casalinghe, gente del tutto onesta e pulita...
    Gente che, dopo aver compreso benissimo per i fatti suoi che la situazione del nostro Paese andava di male in peggio per effetto della crisi economica che si trascina da decenni ( destinata, peraltro, ulteriormente a peggiorare per la complessa redistribuzione della ricchezza mondiale operata dalla globalizzazione e accelerata dalla presente crisi finanziaria ), hanno anche "percepito", questa volta grazie all'unico ( o quasi... ) strumento di conoscenza del mondo esterno in loro possesso ( la TV ) che la "colpa" di tutto ciò che andava male fosse della sinistra e che ad essa andassero ascritte tutte le responsabilità per l'oggettivo impoverimento che stavano subendo ( e che è processo ben lungi dall'essere concluso... ).
    Riassumendo: alla situazione di crisi economica in cui si dibatte da anni l'Italia, la sinistra ha reagito con analisi complesse, colte e, in parte, anche fondate: con proposte e con leggi intelligenti ( vedasi le famose lenzuolate di Bersani che, se fossero state applicate e non boicottate prima e cancellate poi, avrebbero prodotto nel tempo molti vantaggi per tutti... ); Berlusconi semplicemente dando la colpa di tutto ciò che va male alla sinistra stessa....
    E, grazie al suo potere mediatico, è riuscito a far passare questo semplice concetto nella testa di milioni di cittadini.... Che si sono "innamorati" di lui vedendo nella sua figura il "vendicatore" della gente comune contro lo "strapotere" dei politici di sinistra ( vedi come la Tv riesce a ribaltare la realtà?... ).
    E che, come tutti gli innamorati, non accettano MINIMAMENTE che qualcuno parli male dell'oggetto del loro amore: e che mai accetteranno di metterlo anche solo lontanamente in discussione: perchè facendolo metterebbero indirettamente in discussione se stessi, tutta la ( facile... ) visione del mondo che si sono costruiti ( meglio: che gli è stata costruita.. ) in questi anni...

    P.S. Voi siete psicologi: dovreste capirli anche meglio di me questi meccanismi...
    Nn so come fai ma hai un'analisi lucidissima della situazione, mi spiace solo
    che nn posso aggiungerti altra reputazione la devo dare prima un pò in giro, sei troppo nel giusto, che cazzo ci fai ancora in Italia?
    Per la cronaca la storia delle 50 euro è vera, così come le varie promesse fatte alla gente dai vari politici di turno, è vero anche quello che dici su particolari lobby professionali che traggono vantaggi dal votare Berlusconi, c'era una cosa su cui nn ero arrivata e su cui mi hai fatto riflettere tu, ovvero che ci fossero persone innamorate di Berlusconi, mamma la cosa fa davvero paura e purtroppo ha un triste fondo di verità....
    Io penso cmq che molta gente lo ammiri oltre che esserne innamorata, xkè in Italia c'è una cultura dominante che ha come oggetto il come fregare la gente, le persone ammirano soprattutto i furbi, gli uomini pieni di donne, quelli che sono pieni di soldi e la sua televisione che cosa fa in fondo se nn propagandare la cultura del disimpegno, dei soldi facili, delle donne oggetto.
    Io penso che quell'uomo rappresenti tutti i vizi dell'Italia, ne incarna perfettamente la cultura e la sua gente.
    Cmq stò messaggio è stato scritto di getto tipo presa di coscienza, mamma se c'hai ragione!

  7. #307
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    C'è un precedente: il terremoto dell'Umbria che ha fatto danni paragonabili, se non superiori, a quello abruzzese odierno. Lì si è riusciti ( NON C'ERA un governo Berlusconi: sarà un caso?.... ) a ricostruire in relativamente poco tempo i paesi danneggiati con la identica struttura urbanistica preesistente, anche se quelle popolazioni hanno dovuto dormire per qualche anno in prefabbricati ( sempre meglio delle tende... ).. Credo che sia quello il modello da copiare.
    Mi sembra una posizione ragionevole. E sono d'accordo con te.

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    I soldi per la ricostruzione ( e per tante altre cose... ) si sarebbero potuti avere se non si fossero smantellati i tanto odiati provvedimenti fiscali del precedente governo che avevano fatto uscire allo scoperto una parte non irrilevante della scandalosa evasione fiscale che da sempre affligge il nostro Paese....
    Segnati questa mia previsione: a luglio in occasione della prima autotassazione post-Governo Berlusconi ( a novembre gli acconti si sono pagati ancora con riferimento ai redditi 2007 )ci sarà UN TRACOLLO delle entrate fiscali, tracollo di gran lunga superiore agli effetti, che pur esistono, della crisi economica globale. Tracollo determinato dal fatto che l'evasione è ripartita alla grande: come può constatare chiunque abbia a che fare con lavoratori autonomi di ogni tipo...
    Questa la vedo come una cosa più complessa. Sei uno che riflette e dice cose interessanti, anche se stiamo su posizioni politiche incompatibili, mi pare. La tua previsione è corretta, e non ho dubbi che così andranno le cose. Ti inviterei a riflettere sulla collocazione "di classe" (per così dire, dato che nemmeno io credo all'esistenza di classi sociali, nel senso marxiano del termine) dei lavoratori autonomi. Tradizionalmente, il centro-sinistra ha sempre visto queste figure come nemiche, avversarie, o comunque in contrapposizione ai lavoratori dipendenti. Evasori fiscali, approfittatori... Io penso sarebbe ora di fare meno di tutt'erba un fascio e guardare bene chi sono questi soggetti.
    Sei (o sarai) anche tu uno di loro. Un professionista. Fai un poco il conto della richiesta fiscale che grava (o graverà) su di te, e paragonala ai servizi ed agli aiuti di cui puoi (o potrai) disporre. Poi confronta la tua situazione con quella dell'industria, di quell'industria che non produce né innovazione né lavoro qualificato (vogliamo dire che Telecom e FIAT non producono né innovazione né lavoro qualificato?) ma che è sempre pronta a battere cassa, in mille svariati modi diversi.
    Io non credo che tra il panettiere della frazione dove abito e me, che lavoro come dipendente, ci sia grande differenza. Non lo vedo guidare una lamborghini e anche lui ha le sue belle difficoltà a pagare il mutuo. Insomma, preferisco il vecchio Lenin ("Analisi concreta della situazione concreta") alle facili dicotomie per le quali i buoni stanno sempre da una parte e i cattivi da un'altra.


    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    La Fiat e l'indotto che vi gira intorno costiutisce una quota non indifferente del PIL Italiano: non è un caso se TUTTI i Paesi del mondo stanno cercando di creare reti di protezione intorno alle industrie automobilistiche. L'industria dell'auto è sicuramente un industria in crisi strutturale che non potrà mai più tornare ai livelli pre-crisi ( e meno male... ), ma farla crollare di botto sarebbe da irresponsabili: anche perchè le centinaia di migliaia di lavoratori che si trovassero improvvisamente disoccupati ricadrebbero, in qualche modo sulla collettività, non è che uno potrebbe far finta che mezzo milione di persone spariscano all'improvviso dalla faccia della terra...
    Non sto parlando di fare crollare di botto (anche se non mi dispiacerebbe. Sarebbe molto costoso e pericoloso, ma i cambiamenti sostanziali si pagano, eccome se si pagano. Molto cari). Ma qui ci troviamo anche di fronte ad un'operazione politica, non solamente industriale. Attraverso l'accordo FIAT-GM l'amministrazione statunitense dispone di un nuovo strumento per influire sulla politica (interna ed estera) di quest'Italia e condizionare la destinazione dei fondi pubblici, distogliendoli dai settori che potrebbero rendere questo paese meno dipendente da Obama (per dirne una, il 90% della produzione di mais in Italia è ibrido; e i brevetti delle sementi appartengono a multinazionali statunitensi. Ma, naturalmente, noi siamo troppo puri per occuparci di biotecnologie. Lasciamo che se ne occupino altri).


    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Il Governo c'entra politicamente, visto che è espressione della stessa maggioranza ( anche con le stesse facce... ) che governa la città, la provincia e la regione.....

    Ma non si pone neanche il problema, altro che "avere le palle"... Quello che è scandaloso è il modo con cui il "caso" rifiuti a Napoli è stato trattato: a vedere i tg sembra che fosse tutta colpa del precedente governo e che sia bastato cambiare i partiti al potere per far magicamente sparire tonnellate di rifiuti dall'oggi al domani... Poff.. un colpo di bacchetta magica e via...
    E questo è l'aspetto della propaganda. Ogni governo l'ha usata. Da sempre. Alcuni sono più capaci, altri meno. Non so se ti ricordi D'Alema con il Kosovo, o con il bombardamento di Beograd. In quei casi, "esportavamo democrazia". O vogliamo discutere di mitici "tesoretti" bersaniani?
    Lo metto nel conto che la comunicazione politica si basi anche su una serie di bugie ripetute. Non vedo però alcuna capacità di "controinformazione" da parte della "sinistra".


    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Il giornalisti non sono esseri immacolati: esistono si dei giornalisti "eroi" che, nonostante tutto continuano a fare il loro dovere senza fare sconti a nessuno e correndo quotidianamente una montagna di rischi ( un nome su tutti: Milena Gabbanelli... ), ma non è agli "eroi" che dobbiamo e possiamo rivolgerci... L'UNICA garanzia di una corretta informazione è la presenza di una pluralità di voci: voci contrastanti, magari ciascuno, se proprio lo vuoi, asservito ad un potere diverso, ma CONTRASTANTI: è solo che dal contrasto tra le varie fonti di informazione che, attingendo a tutte, si può arrivare a capire cosa veramente succede... E' solo se un politico HA PAURA dell'informazione che ha, quanto meno, un minimo di pudore nell'esercizio del proprio potere... Una informazione sotto scacco ( come una magistratura sotto scacco... ) significherebbe semplicemente la morte della democrazia e la presenza NEI FATTI di un regime non più libero, anche se formalmente continuassimo periodicamente e felicemente ad andare a votare.
    Bada bene: non sto dicendo che i giornalisti antigovernativi ( quei pochissimi che ancora resistono... ), siano dei santi ed immuni da pecche: non mi interessa discutere di questo, a me interessa che ci sia CONTRASTO di interessi, che ci sia battaglia VERA e ad armi pari: una battaglia impari e a carte truccate, è PER DEFINIZIONE un danno per tutti noi, anche se, per pura ipotesi, la parte prevalente che controllasse tutto il potere fosse costituita da persone onestissime e integerrime...
    E il contrasto ad armi pari che è l'UNICA garanzia della democrazia, niente altro...
    Su questo ti rimando a quanto rispondo più avanti, perché la risposta a questa parte del tuo discorso è collegata e parte di quella.


    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Termino con questa ultima tua frase perchè è il sunto vero di ciò che ci divide: tu, sostanzialmente, sostieni che a te questa ipotetica battaglia pro o contro Berlusconi non ti interessa più di tanto perchè, comunque, sempre di padroni si tratta e per te non cambia niente se comanda l'uno o comanda l'altro... Giusto?
    Giusto. Ma sappi che so distinguere, e che non ritengo che tutte le vacche siano nere. Alcune sono più nere di altre.

    [QUOTE=doctor2009;2059428]Bene: io mi sono sforzato di spiegare il mio punto di vista che, riassunto in poche parole è il seguente: ammettiamo pure che sia vero, che facciano tutti schifo allo stesso modo: io penso che ci sia chi fa più schifo degli altri e che ci sia ANCHE qualche brava persona lì in mezzo, ma lasciamo da parte questa mia convinzione: diamo per scontato che tu abbia ragione...
    Il punto è che COMUNQUE non può non starti a a cuore il fatto che si avvicini a grandi passi la prospettiva del potere concentrato nelle mani di uno solo ( ripeto: indipendentemente da CHI questi sia... ).
    Anche San Francesco o, per chi è laico, Albert Schweitzer, se detenesse DA SOLO TUTTO il potere diventerebbe, ai miei occhi, un pericolo: perchè, ripeto fino alla noia, è solo dal controllo reciproco, SOLO dalla compresenza di poteri equilibrati che può essere salvaguardata la nostra libertà, da niente altro....[/quote+

    Qui sono io a non capire. Dal mio punto di vista il potere non è cosa che sipossa possedere. E' una relazione. Sociale ed economica. Non esiste "il potere". Esistono relazioni di potere. E il potere può venire esercitato se e solo se i dominati sono d'accordo nel rimanere tali.

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Lascio alla fine, poi, l'ultima considerazione che leggo tra le righe dei tuoi interventi: QUESTA democrazia e QUESTA libertà, in definitiva, non ti interessano più di tanto perchè, comunque, fondati su un sistema capitalistico oppressivo e che potrebbe essere combattuto solo col ritorno in auge del "filosofo di Treviri" ( a proposito, un OT: sono stato recentemente, di passaggio, proprio a Treviri, città che, oggi, paradosso della storia, è diventata una tipica cittadina tedesca turistica iper-capitalistica... Chiuso OT ).
    Io voglio sfatare quello che mi sembra un mito duro a morire: la dottrina del filosofo di Treviri è stata rifiutata dalla storia NON per mancanza di informazione, NON per qualche oscuro complotto, NON perchè le masse ignoranti non hanno saputo capire le sue grandi prospettive, ma, semplicemente e banalmente, perchè NON E' QUELLO che l'uomo medio vuole: punto. Può piacere o non piacere ma è un fatto.
    Allora se è vero ( e, credimi, è vero... ) che la società che tu auspichi è solo nella testa di pochi "illuminati" ( o presunti tali... ) e che mai e poi mai potrà attecchire nella maggioranza di una popolazione con la pura forza del convincimento, bisogna accettare la dura realtà e decidere se una situazione in cui alcune libertà "borghesi" sono COMUNQUE presenti è VERAMENTE equiparabile ad una dittatura più o meno dolce e più o meno democratica ( anche la dittatura della maggioranza è una forma di dittatura... ), oppure no.
    Rassicurati. Il pensiero di Marx è stato condannato semplicemente perché si era sbagliato. Non tanto perché qualcuno lo voleva o meno. Ma perché la sua analisi era un'analisi socioeconomica adatta al periodo storico in cui viveva (e che, peraltro, stava già finendo): quello del primo capitalismo anglosassone. Pensare di affrontare il XXI secolo con gli strumenti concettuali del XIX mi pare come andare a caccia di elefanti con le pistole ad acqua.
    Tuttavia, il metodo marxista, non andrebbe affatto sottovalutato, né accantonato. Ma ti rimando alla lettura del blog che cito spesso e del sito ad esso collegato. Non sono letture semplici, ma tu mi sembri ben attrezzato per comprenderle.
    Quanto al "meno peggio", ribalto l'accusa: sostenere una "sinistra" di questo genere perché "almeno non è Berlusconi", cos'è se non la politica del meno peggio? Quale differenza riscontri tra il pensiero di Bersani sul precariato e sul lavoro ed il pensiero di Maroni? E se si tratta di dire sì alla Goldman Sachs (di cui Prodi fu consigliere, peraltro), io non vedo grandi divisioni tra l'uno e l'altro schieramento.

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Non vorrei che, magari, ci fosse dietro il retro pensiero secondo il quale sarebbe auspicabile accettare il "tanto peggio tanto meglio " di infausta memoria, nella illusione che, in una situazione di "tanto peggio" quell'utopia, hai visto mai, potesse nuovamente attecchire....
    A te la scelta.
    Nessun tanto peggio. Tanto, il peggio lo vedremo, se le previsioni degli economisti del LEAP2020 sono corrette (e, finora, da due anni a questa parte le hanno azzeccate tutte): Informazione Scorretta: Tre onde anomale convergenti, GEAB 36 parte I

    Buona vita e a risentirci. E' raro poter trovare su queste pagine una capacità di discussione simile alla tua.

    Guglielmo
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  8. #308
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Mi sembra una posizione ragionevole. E sono d'accordo con te.



    Questa la vedo come una cosa più complessa. Sei uno che riflette e dice cose interessanti, anche se stiamo su posizioni politiche incompatibili, mi pare. La tua previsione è corretta, e non ho dubbi che così andranno le cose. Ti inviterei a riflettere sulla collocazione "di classe" (per così dire, dato che nemmeno io credo all'esistenza di classi sociali, nel senso marxiano del termine) dei lavoratori autonomi. Tradizionalmente, il centro-sinistra ha sempre visto queste figure come nemiche, avversarie, o comunque in contrapposizione ai lavoratori dipendenti. Evasori fiscali, approfittatori... Io penso sarebbe ora di fare meno di tutt'erba un fascio e guardare bene chi sono questi soggetti.
    Sei (o sarai) anche tu uno di loro. Un professionista. Fai un poco il conto della richiesta fiscale che grava (o graverà) su di te, e paragonala ai servizi ed agli aiuti di cui puoi (o potrai) disporre. Poi confronta la tua situazione con quella dell'industria, di quell'industria che non produce né innovazione né lavoro qualificato (vogliamo dire che Telecom e FIAT non producono né innovazione né lavoro qualificato?) ma che è sempre pronta a battere cassa, in mille svariati modi diversi.
    Io non credo che tra il panettiere della frazione dove abito e me, che lavoro come dipendente, ci sia grande differenza. Non lo vedo guidare una lamborghini e anche lui ha le sue belle difficoltà a pagare il mutuo. Insomma, preferisco il vecchio Lenin ("Analisi concreta della situazione concreta") alle facili dicotomie per le quali i buoni stanno sempre da una parte e i cattivi da un'altra.
    Io SONO un professionista, ho 40 anni e sono un medico convenzionato col SSN. Come tale non posso, anche volendo, sottrarre neanche un centesimo al fisco che, infatti, si mangia, tra una cosa e l'altra ( mettendoci dentro anche i contributi previdenziali obbligatori... ), la metà del mio reddito lordo. Con le mie tasse, però, io supplisco anche a quelle che NON pagano decine e decine di categorie professionali e non( una fra tutti: gli avvocati.. E ne parlo con cognizione di causa visto che la mia compagna è un avvocato e conosco l'ambiente dei suoi colleghi... ): una folla di persone che considerano la fattura un optional da richiedere a parte. Naturalmente non mi nascondo il fatto che la stragrande maggioranza dell'evasione ( meglio: elusione... ) fiscale sia imputabile alle grandi industrie: ed infatti i provvedimenti di Prodi-Visco-Bersani-Padoa Schioppa ( aboliti dal presente governo come primissima azione... ) colpivano abbastanza decisamente molti meccanismi di elusione fiscale: forse non a sufficienza, ma era la prima volta che ci si provava a mia memoria....
    Io ragiono in questi termini, forse esemplificando troppo, ma fino ad un certo punto: chi non paga le tasse ruba I MIEI SOLDI: e lo fa due volte, anzitutto perchè non ho nessuna speranza che, con un tasso di evasione così alto si possa mai ridurre il carico fiscale e poi perchè uno Stato cronicamente al verde ridurrà sempre più i servizi ai cittadini ( e, quindi, indirettamente anche a me.. ). Il tutto fermo restando tutti gli addebiti possibili e immaginabili ad una classe politica inetta, ladra e incompetente ( che però non è venuta da Marte e che dai cittadini Italiani è stata scelta, da molti anche con entusiasmo... ): anche i migliori politici di questo mondo nulla potrebbero fare se prima non si riporta l'evasione fiscale italiana ( doppia o tripla rispetto agli altri Paesi Occidentali... ) a condizioni "fisiologiche", correggendo quella che, forse, è la stortura principale del nostro Paese.



    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Non sto parlando di fare crollare di botto (anche se non mi dispiacerebbe. Sarebbe molto costoso e pericoloso, ma i cambiamenti sostanziali si pagano, eccome se si pagano. Molto cari). Ma qui ci troviamo anche di fronte ad un'operazione politica, non solamente industriale. Attraverso l'accordo FIAT-GM l'amministrazione statunitense dispone di un nuovo strumento per influire sulla politica (interna ed estera) di quest'Italia e condizionare la destinazione dei fondi pubblici, distogliendoli dai settori che potrebbero rendere questo paese meno dipendente da Obama (per dirne una, il 90% della produzione di mais in Italia è ibrido; e i brevetti delle sementi appartengono a multinazionali statunitensi. Ma, naturalmente, noi siamo troppo puri per occuparci di biotecnologie. Lasciamo che se ne occupino altri).
    All'amministrazione statunitense dell'Italia non importa un fico secco, non mi fare anche tu il solito Italiano che pensa che il suo Paese-orticello sia l'ombelico del mondo...
    Noi contavamo qualcosa ( in termini di posizione strategica... ) quando c'era la guerra fredda, adesso il nostro ruolo sullo scacchiere internazionale dal punto di vista geopolitico ed economico è pari a quello di una caccola...
    L'accordo Fiat- Chrysler ( non Fiat-GM ) è servito al presidente Obama solo per evitare o almeno rinviare di qualche anno il crollo ( forse inevitabile alla lunga... ) del terzo grande costruttore di auto del Paese, crollo che, in questa fase di profonda crisi finanziaria, probabilmente, si sarebbe trascinato dietro, per forza di inerzia, anche quello degli altri due... Con costi economici e politici insostenibili per gli USA. La Fiat è stata scelta come partner perchè è stata sostanzialmente l'unica a farsi avanti: non penso proprio ci fosse alcun retropensiero sul fatto che, in questo modo, l'Amministrazione USA "dispone di un nuovo strumento per influire sulla politica italiana": non perchè sarebbe moralmente condannabile, ma semplicemente perchè non gliene frega nulla o quasi... Se poi l'Amministrazione USA fosse così interessata a cercare di "influire sulla destinazione" dei 4 spiccioli dei fondi pubblici italiani, allora vorrebbe proprio dire che sono alla bancarotta definitiva...


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    E questo è l'aspetto della propaganda. Ogni governo l'ha usata. Da sempre. Alcuni sono più capaci, altri meno. Non so se ti ricordi D'Alema con il Kosovo, o con il bombardamento di Beograd. In quei casi, "esportavamo democrazia". O vogliamo discutere di mitici "tesoretti" bersaniani?
    Lo metto nel conto che la comunicazione politica si basi anche su una serie di bugie ripetute. Non vedo però alcuna capacità di "controinformazione" da parte della "sinistra".
    D'accordo ( in parte... ) sul D'Alema di quegli anni, non lo sono affatto sui "tesoretti" di Visco ( Bersani non c'entra nulla... ). Nel 2006 e nel 2007 c'è stato EFFETTIVAMENTE un surplus di entrate nelle casse dello Stato ( determinato proprio da quei provvedimenti anti-evasione e anti-elusione di cui parlavo prima ) che, se non ricordo male qualcuno aveva quantificato nell'ordine di 20 miliardi di euro l'anno....
    Quali sono stati gli errori DI COMUNICAZIONE del precedente governo? Semplice:
    - Chiamarli "tesoretti": una specie di harakiri comunicativa;
    - L'eccessiva prudenza nel quantificarli in sede di previsione al punto di non essere in grado di gestirli adeguatamente in anticipo e con la conseguenza di disperderli in mille rivoli
    - L'incapacità di evidenziare i miglioramenti nella finanza pubblica di quegli anni rapportata ai disastri degli anni precedenti e di quelli successivi ( ci stiamo avviando verso il 6.1% di rapporto deficit/PIL e verso un debito monstre del 120% del PIL );
    - L'incapacità di far capire alla gente che questi numeri non sono manie di economisti con la testa tra le nuvole, ma sono la base che determina, poi, le scelte CONCRETE del governo, quelle che interessano DIRETTAMENTE le tasche e il futuro dei cittadini
    Se, insomma, c'è qualcosa da addebitare al centro sinistra è proprio una assoluta incapacità di fare NON propaganda, ma quanto meno di evidenziare le sia pur poche cose buone che erano riusciti a fare, facendosi peraltro inopinatamente accollare la responsabilità di tutto ciò che non va nel nostro Paese.


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio



    Qui sono io a non capire. Dal mio punto di vista il potere non è cosa che sipossa possedere. E' una relazione. Sociale ed economica. Non esiste "il potere". Esistono relazioni di potere. E il potere può venire esercitato se e solo se i dominati sono d'accordo nel rimanere tali.
    Qui ci sarebbe da fare un discorso filosofico, prenderla alla larga, parlare di Aristotele, del Contratto sociale di Rousseau e non la finiremmo più...
    In generale, le Società organizzate sono strutture che gli uomini si sono date per perseguire, almeno in teoria, il bene comune. Le forme storiche che tali strutture hanno assunto nel corso dei secoli sono le più svariate: in TUTTE, però, chi più chi meno, è sempre stato insito il concetto di "potere", di delega, cioè, della maggioranza delle persone, di parte della propria libertà individuale ad una o più persone.
    La società ideale, fatta di Eguali, è solo l'argomento dell' "Utopia" di Tommaso Moro, libro del 1500: ma nella realtà pratica MAI è stata realizzata, e ho serissimi dubbi che mai lo sarà: per motivi filosofici e ( fammelo dire a me che NON sono psicologo... ) psicologici.
    Di fatto, finora, ogni volta che ci si è provato ( le varie rivoluzioni... ) si è arrivati alla fine, paradosso della storia, ad una società in cui TUTTO il potere andava a finire nelle mani di un solo uomo.
    Io, personalmente, preferisco una società in cui le "deleghe" del potere siano CHIARE ed evidenti: e, soprattutto, legate a ferree regole di controllo tra poteri bilanciati e NON LEGATI ( anzi: meglio se in contrasto... ) tra di loro.


    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Rassicurati. Il pensiero di Marx è stato condannato semplicemente perché si era sbagliato. Non tanto perché qualcuno lo voleva o meno. Ma perché la sua analisi era un'analisi socioeconomica adatta al periodo storico in cui viveva (e che, peraltro, stava già finendo): quello del primo capitalismo anglosassone. Pensare di affrontare il XXI secolo con gli strumenti concettuali del XIX mi pare come andare a caccia di elefanti con le pistole ad acqua.
    Tuttavia, il metodo marxista, non andrebbe affatto sottovalutato, né accantonato. Ma ti rimando alla lettura del blog che cito spesso e del sito ad esso collegato. Non sono letture semplici, ma tu mi sembri ben attrezzato per comprenderle.
    Quanto al "meno peggio", ribalto l'accusa: sostenere una "sinistra" di questo genere perché "almeno non è Berlusconi", cos'è se non la politica del meno peggio? Quale differenza riscontri tra il pensiero di Bersani sul precariato e sul lavoro ed il pensiero di Maroni? E se si tratta di dire sì alla Goldman Sachs (di cui Prodi fu consigliere, peraltro), io non vedo grandi divisioni tra l'uno e l'altro schieramento.
    Io, l'ho scritto più volte, sono e mi sento un liberale ( NON un liberista: c'è una PROFONDA differenza tra i due concetti.. ). Non demonizzo affatto il capitalismo ma solo per un criterio utilitaristico: ritengo sia, nonostante tutto, ancora il sistema economico più efficace e in grado di auto-riformarsi. Anche se non è IL sistema definitivo che, per definizione, non esiste: il capitalismo è una creazione umana e come tutto ciò che l'uomo fa, ha avuto un inizio, uno sviluppo e avrà una fine. Solo: al momento non vedo un sistema in grado di sostituirlo... Arriverà sicuramente, ma non so quando...
    La differenza tra i due tipi di capitalismo che, almeno in teoria ( la pratica, purtroppo, si scontra con le miserie umane.. ) viene propugnato dai due schieramenti mi sembra evidente...
    Il capitalismo propugnato dall'attuale maggioranza ha una serie di pecche per me assolutamente inaccettabili:
    - La difesa dei monopoli e l'ostacolo a tutte le norme che favoriscano la concorrenza. Il capitalismo, almeno il capitalismo moderno SI FONDA sulla libera concorrenza: i monopoli stanno al capitalismo come la dittatura sta alla democrazia.
    - Il rifiuto del concetto stesso di un controllo "terzo" ( il controllo di legalità... ): il capitalismo dei "furbi" e prepotenti non è capitalismo, è l'anarchia legalizzata, la legge della giungla... Una cosa che ripugna ad un vero liberale...
    - La contemporanea invadenza dello Stato che non si limita a promulgare regole, possibilmente giuste, e a farle rispettare, ma entra, spesso a gamba tesa, nella competizione economica da protagonista ( per definizione invincibile... ) e non da spettatore.

    Detto questo, mi ripeto per l'ennesima volta: io non voglio AFFATTO difendere la sinistra ( peraltro non sono mai stato di sinistra nel senso "classico" del termine... ) contro la destra... Mi interessa, però, un confronto ad armi pari, mi interessa che ci sia un controllo forte e "terzo" da parte di ALTRI poteri autonomi, il controllo di legalità e quello dell'informazione.
    Per essere più chiari: se andasse al potere la sinistra, sottomettesse al suo potere la giustizia, zittisse le voci di dissenso e controllasse tutti i media, io mi schiererei IMMEDIATAMENTE con la destra, chiunque fosse a rappresentarla....
    Non dò, insomma, la mia fiducia agli UOMINI; ma ad un sistema di pesi e contrappesi: che, unico dal mio punto di vista, può permettere un vantaggioso ( per i cittadini... ) governo della cosa pubblica.





    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Buona vita e a risentirci. E' raro poter trovare su queste pagine una capacità di discussione simile alla tua.

    Guglielmo
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  9. #309
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    In tutto ciò non ho compreso cosa garantisce che un Governo alternativo a quello attuale farebbe meglio dell'attuale.

    Può darsi sia un mio limite.

  10. #310
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    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    In tutto ciò non ho compreso cosa garantisce che un Governo alternativo a quello attuale farebbe meglio dell'attuale.

    Può darsi sia un mio limite.
    Allora: provo a spiegarti io ( sperando di riuscirci... ) in parole brevi qual è il mio pensiero....
    Io non voglio affatto convincerti che "un Governo alternativo a quello attuale farebbe meglio dell'attuale"...
    Devo dire, in tutta onestà, chi di questo, però, sono convinto: penso, anzi, per dirla tutta, che QUALUNQUE governo, pure fatto mettendo insieme gli assessori di Roccacannuccia, farebbe meglio dell'attuale: e potrei spiegartene nel dettaglio i motivi...
    Ma non è questo l'oggetto del mio discorso, NON E' di questo che voglio convincerti ( anche perchè, probabilmente, non ci riuscirei mai... ).
    Il punto centrale è che l'UNICA garanzia possibile che questo governo, o un altro qualunque, faccia al meglio il suo dovere ( quello, per intenderci, per cui paghiamo i loro lauti stipendi e le loro strabordanti spese... ) è che abbia, per usare un linguaggio aulico, "il pepe sul posteriore"...
    Che sia, cioè, controllato, duramente controllato, da poteri terzi ( magistratura, libera stampa... ) e che l'Opposizione al governo abbia GLI STESSI mezzi di accesso alla pubblica opinione e possa convenientemente esercitare la sua IMPORTANTISSIMA funzione: perchè, vedi, i Governi ci sono dappertutto, anche nelle dittature... E' l'esistenza di una Opposizione forte, potente e che abbia i mezzi PRATICI per riuscire a farsi sentire, che distingue una democrazia, non altro... E' la separazione e l'indipendenza reciproca tra i vari poteri ( esecutivo, legislativo, giudiziario ) che caratterizza una democrazia, non altro...
    E' l'esistenza di una informazione libera, NON CONTROLLATA dal Governo, che distingue una democrazia, non altro....
    E' la possibilità di confrontarsi ad armi pari di fronte alla pubblica opinione che distingue una democrazia, non altro...
    Tutto questo, per i mille motivi su cui anche troppo lungamente mi sono soffermato nei miei precedenti post ( a cui ti richiamo... ), in Italia non c'è, o c'è meno che in altri Paesi: e, comunque, rischia gravemente di scomparire.
    E la democrazia, vedi, è una di quelle tipiche cose della cui esistenza e della cui esigenza irrinunciabile ci si accorge solo quando viene a mancare....


    Per rispondere, infine, DIRETTAMENTE alla tua domanda: è il mantenimento della possibilità che ce ne possa essere uno veramente alternativo ( se vuoi poi ti spiego cosa intendo per VERAMENTE alternativo... ) che garantisce che questo o un qualunque altro governo, lavori bene....
    -



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  11. #311
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Allora: provo a spiegarti io ( sperando di riuscirci... ) in parole brevi qual è il mio pensiero....
    Io non voglio affatto convincerti che "un Governo alternativo a quello attuale farebbe meglio dell'attuale"...
    Devo dire, in tutta onestà, chi di questo, però, sono convinto: penso, anzi, per dirla tutta, che QUALUNQUE governo, pure fatto mettendo insieme gli assessori di Roccacannuccia, farebbe meglio dell'attuale: e potrei spiegartene nel dettaglio i motivi...
    Ma non è questo l'oggetto del mio discorso, NON E' di questo che voglio convincerti ( anche perchè, probabilmente, non ci riuscirei mai... ).
    Il punto centrale è che l'UNICA garanzia possibile che questo governo, o un altro qualunque, faccia al meglio il suo dovere ( quello, per intenderci, per cui paghiamo i loro lauti stipendi e le loro strabordanti spese... ) è che abbia, per usare un linguaggio aulico, "il pepe sul posteriore"...
    Che sia, cioè, controllato, duramente controllato, da poteri terzi ( magistratura, libera stampa... ) e che l'Opposizione al governo abbia GLI STESSI mezzi di accesso alla pubblica opinione e possa convenientemente esercitare la sua IMPORTANTISSIMA funzione: perchè, vedi, i Governi ci sono dappertutto, anche nelle dittature... E' l'esistenza di una Opposizione forte, potente e che abbia i mezzi PRATICI per riuscire a farsi sentire, che distingue una democrazia, non altro... E' la separazione e l'indipendenza reciproca tra i vari poteri ( esecutivo, legislativo, giudiziario ) che caratterizza una democrazia, non altro...
    E' l'esistenza di una informazione libera, NON CONTROLLATA dal Governo, che distingue una democrazia, non altro....
    E' la possibilità di confrontarsi ad armi pari di fronte alla pubblica opinione che distingue una democrazia, non altro...
    Tutto questo, per i mille motivi su cui anche troppo lungamente mi sono soffermato nei miei precedenti post ( a cui ti richiamo... ), in Italia non c'è, o c'è meno che in altri Paesi: e, comunque, rischia gravemente di scomparire.
    E la democrazia, vedi, è una di quelle tipiche cose della cui esistenza e della cui esigenza irrinunciabile ci si accorge solo quando viene a mancare....


    Per rispondere, infine, DIRETTAMENTE alla tua domanda: è il mantenimento della possibilità che ce ne possa essere uno veramente alternativo ( se vuoi poi ti spiego cosa intendo per VERAMENTE alternativo... ) che garantisce che questo o un qualunque altro governo, lavori bene....
    mamma mia, c'hai ancora ragione!

  12. #312
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    ...All'amministrazione statunitense dell'Italia non importa un fico secco, non mi fare anche tu il solito Italiano che pensa che il suo Paese-orticello sia l'ombelico del mondo...
    Noi contavamo qualcosa ( in termini di posizione strategica... ) quando c'era la guerra fredda, adesso il nostro ruolo sullo scacchiere internazionale dal punto di vista geopolitico ed economico è pari a quello di una caccola...
    L'accordo Fiat- Chrysler ( non Fiat-GM ) è servito al presidente Obama solo per evitare o almeno rinviare di qualche anno il crollo ( forse inevitabile alla lunga... ) del terzo grande costruttore di auto del Paese, crollo che, in questa fase di profonda crisi finanziaria, probabilmente, si sarebbe trascinato dietro, per forza di inerzia, anche quello degli altri due... Con costi economici e politici insostenibili per gli USA. La Fiat è stata scelta come partner perchè è stata sostanzialmente l'unica a farsi avanti: non penso proprio ci fosse alcun retropensiero sul fatto che, in questo modo, l'Amministrazione USA "dispone di un nuovo strumento per influire sulla politica italiana": non perchè sarebbe moralmente condannabile, ma semplicemente perchè non gliene frega nulla o quasi... Se poi l'Amministrazione USA fosse così interessata a cercare di "influire sulla destinazione" dei 4 spiccioli dei fondi pubblici italiani, allora vorrebbe proprio dire che sono alla bancarotta definitiva...
    Su questo non sono d'accordo. Non perché pensi che l'Italia, come nazione, sonti qualche cosa. Ma perché la collocazione geopoplitica dell'Italia è tale che non è possibile non tenerne conto. Di fronte ad uno stato di Israele da difendere a tutti i costi, di fronte alla necessità di controllare il bacino del Mediterraneo e i paesi arabi del Golfo, l'Italia è una portaerei perfetta, e sempre disponibile. Lo è stata per l'attacco proditorio alla Serbia, lo sarà per l'Iran, se e quando verrò ritenuto necessario.
    Oltre alla collocazione geopolitica, alcune imprese di quest'Italia non sono esattamente dei nani a livello internazionale. Sto pensando ad ENI e FINMECCANICA. Mi dirai che la FIAT è messa come loro? Guarda che, a differenza della FIAT, queste imprese producono beni strategici, non beni di consumo. Vendere 50000 automobili non cambia un paese. Vendere 10 piattaforme petrolifere di estrazione si.



    ...


    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    ...Io, l'ho scritto più volte, sono e mi sento un liberale ( NON un liberista: c'è una PROFONDA differenza tra i due concetti.. ). Non demonizzo affatto il capitalismo ma solo per un criterio utilitaristico: ritengo sia, nonostante tutto, ancora il sistema economico più efficace e in grado di auto-riformarsi. Anche se non è IL sistema definitivo che, per definizione, non esiste: il capitalismo è una creazione umana e come tutto ciò che l'uomo fa, ha avuto un inizio, uno sviluppo e avrà una fine. Solo: al momento non vedo un sistema in grado di sostituirlo... Arriverà sicuramente, ma non so quando...
    La differenza tra i due tipi di capitalismo che, almeno in teoria ( la pratica, purtroppo, si scontra con le miserie umane.. ) viene propugnato dai due schieramenti mi sembra evidente...
    Il capitalismo propugnato dall'attuale maggioranza ha una serie di pecche per me assolutamente inaccettabili:
    - La difesa dei monopoli e l'ostacolo a tutte le norme che favoriscano la concorrenza. Il capitalismo, almeno il capitalismo moderno SI FONDA sulla libera concorrenza: i monopoli stanno al capitalismo come la dittatura sta alla democrazia.
    - Il rifiuto del concetto stesso di un controllo "terzo" ( il controllo di legalità... ): il capitalismo dei "furbi" e prepotenti non è capitalismo, è l'anarchia legalizzata, la legge della giungla... Una cosa che ripugna ad un vero liberale...
    - La contemporanea invadenza dello Stato che non si limita a promulgare regole, possibilmente giuste, e a farle rispettare, ma entra, spesso a gamba tesa, nella competizione economica da protagonista ( per definizione invincibile... ) e non da spettatore.

    Detto questo, mi ripeto per l'ennesima volta: io non voglio AFFATTO difendere la sinistra ( peraltro non sono mai stato di sinistra nel senso "classico" del termine... ) contro la destra... Mi interessa, però, un confronto ad armi pari, mi interessa che ci sia un controllo forte e "terzo" da parte di ALTRI poteri autonomi, il controllo di legalità e quello dell'informazione.
    Per essere più chiari: se andasse al potere la sinistra, sottomettesse al suo potere la giustizia, zittisse le voci di dissenso e controllasse tutti i media, io mi schiererei IMMEDIATAMENTE con la destra, chiunque fosse a rappresentarla....
    Non dò, insomma, la mia fiducia agli UOMINI; ma ad un sistema di pesi e contrappesi: che, unico dal mio punto di vista, può permettere un vantaggioso ( per i cittadini... ) governo della cosa pubblica.
    E qui perdi un pochetto della mia stima. Sinceramente: ancora siamo alle favole sul libero mercato e la concorrenza perfetta? Dopo che Amartya Sen si è guadagnato il Premio Nobel per l'Economia proprio dimostrando che la concorrenza perfetta e la "legge della domanda e dell'offerta" sono dei falsi storici? E sì che ne è passato di tempo dalla dimostrazione, fatta dall'illustre Condorcet e ripresa poi da matematici moderni, che la democrazia, come la intendi tu, è semplicemente impossibile...

    Siamo meno ideologici, per favore. Il capitalismo non ha un dover essere. Ha un unico obiettivo: massimizzare i profitti complessivi e minimizzare i costi (non solamente sul piano finanziario, od economico; anche su quello politico e militare, il che crea interessanti contraddizioni all'interno delle varie formazioni capitalistiche sulla scena mondiale e all'interno dell'Italia...). Non ha leggi, etiche o morali. (nota bene: la mia avversione a questo sistema non è dovuta a ragionamenti etici...).

    La finanza è una delle forme del capitalismo. Ha le sue leggi interne e le sue regole e i suoi obiettivi, che possono anche essere molto diversi dagli obiettivi dell'industria o della politica.

    La lezione di Marx stava proprio in questo: nel non confondere l'ideologia (intesa come "falsa coscienza", come visione del mondo presa a prestito dalle dichiarazioni altrui) con la realtà delle cose. Inutile appellarsi ad un capitalismo utopico, che non è mai esistito e mai esisterà. Ti poni sullo stesso piano dei figuri di Rifondazione, con il loro gridare a gram voce che il comunismo non era quello sovietico. Il comunismo, così come storicamente si è realizzato, era quello societico. Coi suoi gulag e i suoi Stalin. E il capitalismo, così come storicamente realizzatosi, è quello dei massacri di Dresda, delle bombe su Hiroshima e Nagasaki, della condanna a morte di Ken Saro Wiwa, del massacro della Serbia, del sostegno finanziario USA alle "rivoluzioni arancione" in molti paesi (Ira per ultimo) e del dominio del denaro. Illudersi che esista un capitalismo differente è la cosa peggiore si possa fare.
    O credi che, se in Italia, dal 1945 ad oggi (quindi in piena "democrazia"; un sistema nel quale "il potere appartiene al popolo") sono morti sotto le pallottole della polizia di Stato e dei militari più persone di quante ne abbiano assassinate i "terroristi" delle BR in tutta la loro stupida attività, questo sia da ascrivere all'imperfetta applicazione delle regole capitalistiche?

    Buona vita

    Guglielmo
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  13. #313
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    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Il punto centrale è che l'UNICA garanzia possibile che questo governo, o un altro qualunque, faccia al meglio il suo dovere ( quello, per intenderci, per cui paghiamo i loro lauti stipendi e le loro strabordanti spese... ) è che abbia, per usare un linguaggio aulico, "il pepe sul posteriore"...
    Che sia, cioè, controllato, duramente controllato, da poteri terzi ( magistratura, libera stampa... ) e che l'Opposizione al governo abbia GLI STESSI mezzi di accesso alla pubblica opinione e possa convenientemente esercitare la sua IMPORTANTISSIMA funzione: perchè, vedi, i Governi ci sono dappertutto, anche nelle dittature... E' l'esistenza di una Opposizione forte, potente e che abbia i mezzi PRATICI per riuscire a farsi sentire, che distingue una democrazia, non altro... E' la separazione e l'indipendenza reciproca tra i vari poteri ( esecutivo, legislativo, giudiziario ) che caratterizza una democrazia, non altro...
    E' l'esistenza di una informazione libera, NON CONTROLLATA dal Governo, che distingue una democrazia, non altro....
    E' la possibilità di confrontarsi ad armi pari di fronte alla pubblica opinione che distingue una democrazia, non altro...
    Tutto questo, per i mille motivi su cui anche troppo lungamente mi sono soffermato nei miei precedenti post ( a cui ti richiamo... ), in Italia non c'è, o c'è meno che in altri Paesi: e, comunque, rischia gravemente di scomparire.
    E la democrazia, vedi, è una di quelle tipiche cose della cui esistenza e della cui esigenza irrinunciabile ci si accorge solo quando viene a mancare....


    Per rispondere, infine, DIRETTAMENTE alla tua domanda: è il mantenimento della possibilità che ce ne possa essere uno veramente alternativo ( se vuoi poi ti spiego cosa intendo per VERAMENTE alternativo... ) che garantisce che questo o un qualunque altro governo, lavori bene....
    Ma la democrazia è a rischio perchè l'opposizione non è messa nelle condizioni di esercitare i propri compiti o perchè l'opposizione (in quanto tale, con funzione di critica e di controproposta su temi veri, di politica sociale, di economia) DI FATTO NON ESISTE ?

    Io penso che la forza di un'opposizione stia nella sua capacità di essere rappresentativa (del resto il richiamo alla democrazia è proprio questo) e non di ricevere dal Governo in carica gli spazi politici per esercitare il dissenso (...mi sembrerebbe una pretesa contraddittoria).

    Quanto al sistema dei c.d. contrappesi (Presidente della Repubbica, Corte Costituzionale, Magistratura, aggiungo il quarto potere : la stampa) non mi pare che siano svuotate delle loro funzioni.

    Da non votante, e quindi non elettore disinteressato, mi pare invece che troppo sovente esercitino le proprie funzioni sostituendosi, di fatto, a quell'opposizione politica colpevolmente contumace.

  14. #314
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Su questo non sono d'accordo. Non perché pensi che l'Italia, come nazione, sonti qualche cosa. Ma perché la collocazione geopoplitica dell'Italia è tale che non è possibile non tenerne conto. Di fronte ad uno stato di Israele da difendere a tutti i costi, di fronte alla necessità di controllare il bacino del Mediterraneo e i paesi arabi del Golfo, l'Italia è una portaerei perfetta, e sempre disponibile. Lo è stata per l'attacco proditorio alla Serbia, lo sarà per l'Iran, se e quando verrò ritenuto necessario.
    Oltre alla collocazione geopolitica, alcune imprese di quest'Italia non sono esattamente dei nani a livello internazionale. Sto pensando ad ENI e FINMECCANICA. Mi dirai che la FIAT è messa come loro? Guarda che, a differenza della FIAT, queste imprese producono beni strategici, non beni di consumo. Vendere 50000 automobili non cambia un paese. Vendere 10 piattaforme petrolifere di estrazione si.



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    E qui perdi un pochetto della mia stima. Sinceramente: ancora siamo alle favole sul libero mercato e la concorrenza perfetta? Dopo che Amartya Sen si è guadagnato il Premio Nobel per l'Economia proprio dimostrando che la concorrenza perfetta e la "legge della domanda e dell'offerta" sono dei falsi storici? E sì che ne è passato di tempo dalla dimostrazione, fatta dall'illustre Condorcet e ripresa poi da matematici moderni, che la democrazia, come la intendi tu, è semplicemente impossibile...

    Siamo meno ideologici, per favore. Il capitalismo non ha un dover essere. Ha un unico obiettivo: massimizzare i profitti complessivi e minimizzare i costi (non solamente sul piano finanziario, od economico; anche su quello politico e militare, il che crea interessanti contraddizioni all'interno delle varie formazioni capitalistiche sulla scena mondiale e all'interno dell'Italia...). Non ha leggi, etiche o morali. (nota bene: la mia avversione a questo sistema non è dovuta a ragionamenti etici...).

    La finanza è una delle forme del capitalismo. Ha le sue leggi interne e le sue regole e i suoi obiettivi, che possono anche essere molto diversi dagli obiettivi dell'industria o della politica.

    La lezione di Marx stava proprio in questo: nel non confondere l'ideologia (intesa come "falsa coscienza", come visione del mondo presa a prestito dalle dichiarazioni altrui) con la realtà delle cose. Inutile appellarsi ad un capitalismo utopico, che non è mai esistito e mai esisterà. Ti poni sullo stesso piano dei figuri di Rifondazione, con il loro gridare a gram voce che il comunismo non era quello sovietico. Il comunismo, così come storicamente si è realizzato, era quello societico. Coi suoi gulag e i suoi Stalin. E il capitalismo, così come storicamente realizzatosi, è quello dei massacri di Dresda, delle bombe su Hiroshima e Nagasaki, della condanna a morte di Ken Saro Wiwa, del massacro della Serbia, del sostegno finanziario USA alle "rivoluzioni arancione" in molti paesi (Ira per ultimo) e del dominio del denaro. Illudersi che esista un capitalismo differente è la cosa peggiore si possa fare.
    O credi che, se in Italia, dal 1945 ad oggi (quindi in piena "democrazia"; un sistema nel quale "il potere appartiene al popolo") sono morti sotto le pallottole della polizia di Stato e dei militari più persone di quante ne abbiano assassinate i "terroristi" delle BR in tutta la loro stupida attività, questo sia da ascrivere all'imperfetta applicazione delle regole capitalistiche?

    Buona vita

    Guglielmo
    Una premessa: stiamo scivolando, con tutta evidenza, decisamente OT e continuando così rischieremmo di imbarcarci in una discussione infinita sui massimi sistemi che, oltre ad esulare completamente rispetto all'argomento del thread ( la figura del nostro amato Premier... ), probabilmente non interesserebbe molta gente oltre a me e te...
    Prima di ritornare in topic, però, ti spetta una breve replica: che sarà, però, molto generale e, spero mi perdonerai, anche piuttosto generica: giusto per precisare meglio il mio pensiero che, forse, non sono riuscito ad esprimere con sufficiente chiarezza su alcuni punti...
    Benedetto Croce diceva che fino all’età di 18 anni tutti scrivono poesie. Dai 18 in poi rimangono a scriverle solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Parafrasandolo, si potrebbe dire che fino ai 20 anni tutti si innamorano di una ideologia ( anche se questo, forse, era più vero quando eravamo ragazzi noi... ): quelli che continuano dopo sono solo i rivoluzionari e gli imbecilli.
    Siccome non mi sento nè mi sono mai sentito un rivoluzionario, per non correre il rischio di passare per un imbecille, mi sono sempre tenuto alla larga da tutto ciò che puzzava di ideologia o, comunque, di adesione fideistica ad una "idea" salvifica dell'umanità, di qualunque tipo e colore essa potesse essere.
    Mi ha colpito molto, perciò, la tua implicita "accusa" ( in termini dialettici, ovviamente... ) di apologia del capitalismo e di adesione ideologica ad esso.
    La mia opinione sul capitalismo ( che, ti invito a rileggermi, riassumevo letteralmente con le parole: "non lo demonizzo" ) è di tipo puramente utilitaristico: di fronte alle due altre grandi alternative del XX secolo, la teoria economica marxista e quella che potremmo definire l'economia di stato di tipo nazional-socialista, pare a me che il capitalismo nelle sue varianti ( anglosassone, renano e scandinavo ) sia il "meno peggio"...
    So bene che a te il termine "meno peggio" fa venire l'orticaria...
    Ma scegliere un basso profilo e un sistema di compromesso non è detto che sia SEMPRE un difetto... Anzi, in una società complessa dove la lotta, anche feroce, tra interessi contrastanti è la norma, forse il "meno peggio" può rappresentare un punto di equilibrio che eviti le tragedie a cui SEMPRE, nel corso della storia, la ricerca del BENE più o meno assoluto, ha sempre portato..
    Quello appena trascorso è stato indubbiamente un secolo di tragedie immani: tu ascrivi al capitalismo la responsabilità della bomba di Hiroshima e da altri consimili crimini... E io non ho difficoltà a darti ragione... Credo non potrai smentirmi se ti faccio notare che, ragionando con lo stesso metro, anche comunismo e nazional socialismo hanno avuto le loro belle responsabilità....
    Il capitalismo ha mille difetti e mille pecche: è ben lungi da essere un sistema perfetto ( che, ripeto, non esiste per definizione... ). Ho già scritto che non è eterno e che, prima o poi, finirà, sarà sostituito da qualcosa d'altro...
    Solo:
    a) Al momento, non vedo all'orizzonte un sostituto in grado di prenderne il posto. Anche l'attuale grave crisi finanziaria, vedrai, non porterà, come molti pensano, alla sua definitiva archiviazione: ci sarà, sicuramente, un profondo ( e, al momento, non perfettamente prevedibile... ) rimescolamento dei rapporti di forza internazionali, ma sempre nell'ambito del capitalismo si rimarrà. Almeno nel prevedibile futuro, a mio parere.
    b) Non è affatto detto che la morte del capitalismo ( magari in coincidenza con il declino degli USA, cosa che, mi sembra, tu auspichi fortemente... ) sarà seguita da un'età dell'oro per l'Umanità, con ricchezza e benessere finalmente diffusi equanimemente in tutto il mondo... La storia non è che proceda sempre in modo lineare, ineluttabilmente proiettata verso il progresso e la felicità dell'Uomo: quando, per esempio, si estinse l'Impero Romano, il mondo non trasse gran beneficio dalla fine delle nequizie e nefandezze proprie di quel regime nè i popoli ebbero a beneficiare per la liberazione dal giogo dell'esercito imperiale.... Ci fu l'avvento del Medio Evo, e per secoli, TUTTO, nel mondo, tornò indietro, ci furono sofferenze e tragedie anche peggiori di quelle che avevano contrassegnato la dominazione romana...
    Non è affatto detto che sorte simile non ci aspetti alla fine dell'era capitalistica ( quando ci sarà... ).


    P.S. La mia stima nei tuoi confronti rimane immutata anche se, come era già palese prima, peraltro..., su molti punti non la pensiamo allo stesso modo....
    -



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  15. #315
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    Riferimento: La realtà Berlusconi

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Ma la democrazia è a rischio perchè l'opposizione non è messa nelle condizioni di esercitare i propri compiti o perchè l'opposizione (in quanto tale, con funzione di critica e di controproposta su temi veri, di politica sociale, di economia) DI FATTO NON ESISTE ?
    E come potrebbe mai esistere ( o, meglio: essere percepita come esistente... ) un'opposizione quando, sistematicamente, le sue proposte vengono o oscurate del tutto, o presentate dai media in modo ambiguo o parziale?....
    L'ho detto più volte fino alla nausea, non so più come ripeterlo: la politica E' la televisione, perchè SOLO ciò che capita lì ha valore... Se non va in televisione, anche la proposta politica più intelligente del mondo, semplicemente NON ESISTE: punto.
    Tu ( e milioni di persone come te... ) ti sei fatto l'idea che l'Opposizione sia inconsistente, come dici tu, NON per tue esperienze personali o per diretta conoscenza della realtà, ma PER CIO' che hai visto, o NON hai visto, in televisione!!!!!
    Bada bene: la differenza tra lo spazio dato all'Opposizione e alla maggioranza NON E' solo quantitativo ( e già qui ci troviamo di fronte ad una schiacciante prevalenza della maggioranza, addirittura strabordante in certi media nazionali ), ma anche, e soprattutto, qualitativo.
    Rifletti un attimo come sono strutturati i TG: non capita MAI che un dichiarazione di un esponente dell'Opposizione non venga IMMEDIATAMENTE seguita da una di un esponente della maggioranza che si occupa di smentirla e, spesso, di ridicolizzarla in modo piuttosto greve.... MAI!
    E mai che succeda, invece, il contrario: che una affermazione di un esponente della maggioranza venga immediatamente seguita da una smentita di uno dell'Opposizione.
    Tralascio i messaggi subliminali di cui, guardando con attenzione, sono PIENI i vari TG ( gli esponenti della maggioranza presentati sempre in mezzo alla folla festante, con riprese video ideali e audio perfettamente intelligibile: quelli dell'opposizione in riunioni di partito tristi e fredde, con luci messe male, angolazioni di ripresa sbagliate e audio con l'effetto rimbombo per dare la sensazione di vuoto: fateci caso, in una grossa percentuale di casi è così... ).

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Io penso che la forza di un'opposizione stia nella sua capacità di essere rappresentativa (del resto il richiamo alla democrazia è proprio questo) e non di ricevere dal Governo in carica gli spazi politici per esercitare il dissenso (...mi sembrerebbe una pretesa contraddittoria).
    Peccato che in tutti i Paesi democratici sia ESATTAMENTE così: la parità di accesso alla comunicazione politica nei Paesi Occidentali non ha nessun bisogno di una legge sulla par condicio ( peraltro vergognosamente ignorata, bistrattata e ridicolizzata continuamente da Berlusconi in primis... ): è nei fatti, è un caposaldo della democrazia.
    La gigantesca anomalia italiana ( una sola persona che detiene quasi tutti i mezzi di comunicazione privati e che, per di più, diventato leader politico controlla la quasi totalità di quelli pubblici... ) è una cosa a cui abbiamo incredibilmente fatto l'abitudine, ma è IL NOCCIOLO del motivo per cui in Italia non c'è una competizione politica ad armi pari: e, quindi, i vari risultati elettorali sono meno legittimi che in altri Paesi democratici.

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio

    Quanto al sistema dei c.d. contrappesi (Presidente della Repubbica, Corte Costituzionale, Magistratura, aggiungo il quarto potere : la stampa) non mi pare che siano svuotate delle loro funzioni.
    Il Presidente della repubblica ha pochissimo potere e, peraltro, essendo in una posizione delicatissima, non lo applica quasi mai: auspica, fa dichiarazioni di buona volontà e niente di più; la Corte Costituzionale è perennemente sottoposta a fortissime pressioni... E negli ultimi anni è stata fortemente modificata nella sua composizione...
    La stampa libera è ridotta al lumicino.. E, comunque, ribadisco per l'ennesima volta, NON INDIRIZZA il voto di nessuno... Chi spende 1 euro e fa la fatica di andare in edicola a comprarsi un quotidiano lo fa, quasi sempre, per leggere cose di cui E' GIA' convinto... La materia del contendere è sempre la stessa: la TV, l'unica vera forma di indirizzo e controllo delle coscienze oltre che delle opinioni di milioni di persone.
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