Quindi secondo te, lui porge le mani nel "tuo" spazio vitale? Ti dice nulla questo?
Prova a pensarci.
Quindi secondo te, lui porge le mani nel "tuo" spazio vitale? Ti dice nulla questo?
Prova a pensarci.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Vuole entrare in contatto con me? cioè nel mio personale, nei miei problemi....intendi questo?
ok...però in quel momento io penso a qualcosa di più....fisico?
Cara elisa, credo che tutto ciò che descrivi sia molto importante per te e quindi meriti di trovare lo spazio e la dimensione giusta di discussione che non può che essere quello della seduta.
Peraltro ricordo, soprattutto ai colleghi, che azzardare ipotesi dall'esterno è sempre molto arbitrario, e peraltro rientra nella discussione diretta di situazioni cliniche vietata dal regolamento.
Un saluto
gieko
Allora in questi casi, generalmente, si fa così: se ne parla con il terapeuta.
Vedrai che é molto più utile e non ti preoccupare, sono pensieri che possono venire a moltissime persone che fanno una psicoterapia.
La cosa più importante é se tu hai un buon rapporto di fiducia con questo psicoterapeuta e ti ci trovi bene, per quanto riguarda il modo di ed il riscontro che senti nell'affrontare i tuoi problemi.
Per affrontare anche questo, non esistono in realtà, molte soluzioni alternative al parlarne (appena ti senti pronta, ma anche cercando di farti un pò di coraggio); taciendo, il problema non si affronta, né tantomeno agendolo (anche se i tuoi dubbi, fantasie, desideri, sono tutti leggittimi all'interno di un percorso psicoterapeutico).
Stai facendo una terapia ad orientamento analitico?
Una terapia cognitiva?
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
La psicoterapeuta,mio tutor del tirocinio, abbraccia e bacia quasi tutti i suoi pazienti, quando se ne vanno lo fa sempre, li accompagna alla porta e li abbraccia o gli fa una carezza...e spesso li bacia!
Lei sa che molti colleghi non condividono, ma per lei non c'è nulla di male, hya 57 anni e una lunghissima esperienza!!!![]()
E tu pensi che sia utile questo comportamento? Quali ricadute pensi che possa avere dal punto di vista tecnico?
Saluti
gieko
"La via in su e in giù è unica e identica", Eraclito.
La mia opinione è che una volta constatato che lo psicologo o lo psicoterapeuta abbia una formazione professionale certificata, una conoscenza del metodo, la giusta esperienza,... sia decisamente arduo comprendere il significato di certe scelte che assumono un certo valore in relazione con il contesto in cui avvengono. Semmai sarebbe necessario provare a capire se lo psicologo o lo psicoterapeuta abbia una formazione professionale certificata, una conoscenza del metodo, la giusta esperienza,... Ma la questione diventa quantomeno prospettica...
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Qualcos'altro?...Scherzo ovviamente.
Mi vengono tuttavia in mente le condotte dei primi analisti. C'è chi ha detto scherzosamente di Freud che, dal punto di vista tecnico, era decisamente anti-freudiano!
D'altro canto anche Ferenczi non era proprio quello specchio 'opaco' che vagheggiava Freud...note sono anche le ''pecche'' junghiane. Insomma siamo ancora su di un territorio (anche se ampiamente sperimentato) per me traballante: ciò non significa che i tempi e le consapevolezze non siano cambiati; è necessario far tesoro di questo accumulo di esperienze controtransferali, storiche o meno, per una pratica clinica sempre ''degna''. Ovviamente è da tener presente lo sfondo teorico dal quale si opera.
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Davvero bell'inquadramento storico - però mi sembra manchi qualcuno all'appello - e, nell'ultima frase, hai toccato proprio il punto centrale senza considerare il quale molte discussioni in proposito, cadrebbero nel vuoto
E ricordiamoci che il 3d parte dalla domanda di una persona in terapia che si interroga circa qualcosa che lei percepisce in un certo modo.
Ultima modifica di RosadiMaggio : 09-07-2009 alle ore 19.08.13
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
io ti parlo da paziente no da esperta.
Secondo me dietro questi dubbi c' è qlc di piu di un semplice chiarimento forse stai passando nella fase transfer!!??
va cmq io ho fatto cosi quando mi sono accorta che mi piaceva il mio terapeuta ho posto la domanda propio come te one line e sentito vari pareri, poi non sapendo come riportargli la cosa ( e giusto che tu lo dica anche se molto imbarazzante)ho stampato la pagina e mi sono prensentata in seduta con essa chiedendo che la leggesse in silenzio, lui ha letto e da li ha affrontato la cosa ( abbiamo affrontato la cosa)adesso non ho piu timore e qls cosa ritengo vada detto la dico senza peli sulla lingua , lui apprezza e dice che sono molto brava !!![]()
Cara Elisa
come procede? Pensa che mi ha tanto appassionato il tuo caso che ho chiesto una opinione ad una delle mie didatte dell ' I.TE.R. la mia scuola di specializzazione sistemica.
La sua opinione in merito era che, qualsiasi possa essere il modello terapeutico utilizzato, il paziente avrebbe dovuto spiegare al terapeuta che in questo periodo era assalito da fantasie riguardo i movimenti fisici ,delle mani o altro ,che il terapeuta agiva in seduta e parlare con coraggio ,magari un pò per volta,di tutte le ricadute che queste fantasie stavano avendo nella relazione terapeutica.
Spero che nel frattempo tu abbia fatto qualcosa del genere.Fammi sapere.
Il mio terapeuta lo fa spesso. Una carezza quando mi riaccompagna alla porta. L'ultima volta mi ha dato un bacio sulla fronte.
Forse in un'altra situazione diverso tempo fa la cosa mi avrebbe messa in soggezione. Sicuramente mi avrebbe messa in soggezione se lo avesse fatto da subito. Ma non adesso che si e' stabilito un certo tipo di rapporto e che abbiamo "ragionato" insieme su alcune cose. L'ha fatto quando sapeva che la cosa non mi avrebbe messa in imbarazzo ne tanto meno infastidita. Se poi qualche terapeuta lo trova fuori luogo o addirittura dannoso () francamente a me non importa. Nel mio caso sicuramente dannoso e fuori luogo non lo e'. Il mio terapeuta ha 50 anni e anche lui un bel po' di esperienza sul groppone, e' la stessa carezza che potrebbe farmi mio padre. Io lo leggo come un gesto affettuoso, un modo che lui ha (oltre le parole) di dirmi "Sei stata brava!". Per me e' importante, so che ho davanti una persona che non e' distratta e che mi comprende in quei punti dove gli altri non prestano attenzione.
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Fuori luogo o dannoso...non lo so. A me pare straordinariamente strano e, se devo dirla tutta, quasi mi infastidisce tutto questo. La mia è solo una sensazione diretta ovviamente non prenderla come una sorta di giudizio o altro: non mi permetterei.
E mi fa pensare anche quel ''è la stessa carezza che potrebbe farmi mio padre''...e la leggerezza o spontaneità con cui sembri sostenere questa impressione. Niente di che dunque, ci tenevo solo a buttar giù la mia 'impressione'.
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi