ciao, non avevo dubbi sul fatto che il consenso servisse, ma se ciò non accade quale potrebbe essere l'accusa?
ciao, non avevo dubbi sul fatto che il consenso servisse, ma se ciò non accade quale potrebbe essere l'accusa?
Ho letto alcuni dei post sulla condanna ad un counselor per esercizio abusivo della professione di psicologo, a mio parere la sentenza è positiva per la nostra categoria perché ribadisce che solo psicologi o medici possono fare una diagnosi e che solo chi è psicoterapeuta o psichiatra può curare (praticare la psicoterapia).
Nella legge che regolamenta la professione di psicologo (legge 56/1989) non c'è scritto che lo svolgimento delle attività di counseling è riservato agli psicologi iscritti all'albo e per questa ragione trovano spazio counselor, psicopedagogisti clinici etc...
Per dirimere la questione è stato presentato un disegno di legge da due deputati della lega nord per modificare la 56/1989 che prevede di aggiungere il comma:
"Lo svolgimento delle attività indicate al comma 1 è riservato agli Psicologi iscritti all'Albo, di cui all’articolo 5”.
Non so se come questo possa risolvere il problema però mi sembra un passo verso una maggiore tutela della nostra professione.
Per quanto riguarda la "professione di counselor", mi pare importante far sapere che attualmente il counseling in Italia non è una professione regolamentata: lo Stato non indica cioé i requisiti minimi necessari per esercitarla. Non esiste alcuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio né tanto meno l'obbligo per il professionista di iscrizione ad un qualche albo professionale. In questo quadro normativo chiunque può definirsi counselor ed esercitare il counseling (anche mio nonno)!
Insomma questi counselor (e altre figure simili) si spacciano per professionisti della relazione di aiuto, ma ai fini legali sono dei signor nessuno. Vorrei chiedere ai visitatori del forum e ai moderatori se loro hanno informazioni diverse al riguardo, specificando leggi o altro che mi può essere sfuggito.
Grazie
Cristian
ma questo si sapeva, la diagnosi la può fare uno psicologo o uno psichiatra, ci mancherebbe altro.
Quello su cui si "discute" è l'attività di counseling che rasenta la psicoterapia (attività che può svolgere solo uno psicoterapeuta/psichiatra) e/o i colloqui di sostegno (attività, quest'ultima, che può fare lo psicologo, che perciò richiede una formazione quinquennale in psicologia + iscrizione all'albo)
Mmm, a scanso di equivoci sarebbe bene accompagnare la parola diagnosi dall'aggettivo "psicologica".
Chiunque infatti può fare diagnosi, visto che diagnosi significa "acquisire cognizione attraverso qualcosa".
Anche il mio gommista fa la diagnosi quando mette l'auto sul ponte e mi rifà l'assetto. Lo psicologo fa diagnosi psicologica. Lo psichiatra fa diagnosi medica. Ergo anche il counselor farà la sua brava diagnosi: ovvero cercherà di farsi un'idea di ciò che si trova di fronte.
Il fatto che tu abbia scritto che la diagnosi la fa lo psicologo e lo psichiatra mi inquieta molto, per varie ragioni: 1) non mi piace l'idea di essere accomunato agli psichiatri; 2) lo psicologo non può fare diagnosi medica in quanto è passibile di esercizio abusivo della professione medica.
L'esercizio abusivo mica vale solo per i counselor...
Voglio concludere con un auspicio: che culturalmente si riescano ad abbandonare piano piano i termini "anamnesi", "diagnosi", etc. perché fanno "tanto medico", che per me è una cosa non bella, visto che la medicalizzazione della psicologia è di una portata disastrosa per la categoria tutta.
Psicologi che scimmiottano i medici senza rendersi conto che, con la vigilanza dell'Ordine passata al Ministero della Salute, sono diventati una delle tante professioni satellite della medicina, come gli infermieri e i fisioterapisti.
Posso chiederti che termini vorresti venissero utilizzati per definire le sofferenze e le storie di vita delle persone? Cioé in che modo e con quali termini "propri", la psicologia potrebbe essere più autonoma da uno "stampo" di tipo medico? Naturalmente parlo in generale, non all'interno di ogni singolo approccio che fornisce una griglia teorica ( ed operativa) di riferimento attraverso cui "leggere" ciò che accade ed é accaduto.
Inoltre, se la diagnosi ( che vuol dire "lettere attraverso"..) la fa anche il tuo gommista,- non é una battuta - perché la trovi inappropriata per la psicologia? O ciò é secondario al passaggio della stessa sotto il controllo del Ministero della Salute e delle volontà dell'AUPI? Vuoi dire che la psicologia secondo te, é stata declassata?
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Concordo con te Quattrostracci....
La parola diagnosi è inappropriata.....in quanto rimanda strettamente ad una concezione medica.....
In senso lato invece tutti possono fare diagnosi.....
Consiglierei di abbandonare il linguaggio medico per assumere un linguaggio specifico ed indipendente!
io ovviamente intendevo proprio la diagnosi psicologica (psicodiagnosi), cioè quella a cui fa riferimento il codice deontologico
comunque, secondo me, c'è una contraddizione in quello che dici: prima dici che "tutti possono fare diagnosi nel proprio settore, il gommista fa diagnosi, ecc..." e poi dici che lo psicologo dovrebbe "abbandonare il termine diagnosi".
Lo psicologo fa psicodiagnosi, non vedo cosa ci sia di sbagliato.
Semmai è il MODO di intendere questa diagnosi che può essere opinabile (cioè non bisogna etichettare le persone, ma puntare sulle potenzialità ,le risorse, ecc....)
il termine diagnosi storicamente è un termine di uso medico........
Se usiamo il termine nella sua accezione ampia.......non solo lo psicologo e lo psichiatra possono fare diagnosi ma anche altre figure.....quindi non è corretto dire questo!
Sì, diciamo che dovrebbe farsi un'idea anche di chi si trova di fronte. In ogni caso questa operazione non è priva di rischi, che almeno lo si riconosca...Ergo anche il counselor farà la sua brava diagnosi: ovvero cercherà di farsi un'idea di ciò che si trova di fronte.
Vorrei...
by QuattroStracci
Vorrei una psicologia capace di differenziare il suo lato clinico dal suo lato sperimentale
Vorrei una psicologia che cercasse di guadagnarsi l'autonomia che merita
Vorrei una psicologia capace di guadagnarsi la fiducia delle persone
Vorrei una psicologia capace di cogliere i mutamenti che la società mette in atto
Vorrei una psicologia capace di uscire allo scoperto, anziché nascondersi in quel rifugio comodo e quasi materno che è il corporativismo
Vorrei una psicologia capace di governare gli eventi, anziché essere perpetuamente governata da essi
Vorrei una psicologia capace di mettersi in discussione di fronte alla società tutta
Vorrei una psicologia che abbandonasse il "sono titolato per" (l'Ordine, il modello autorizzatorio) a favore del "sono capace di" (Associazioni di categoria, modello accreditatorio)
Vorrei una psicologia che col giudizio proprio ad ogni buon padre di famiglia comprendesse le scelte di maturità dei suoi figli (counselor, mediatori familiari, etc.) e li riaccogliesse sotto il suo tetto
Vorrei una psicologia capace di fare da collante a tutto il vasto mondo psicologico e non solo a quello dello psicologo
Vorrei una categoria che non si autogovernasse dall'interno, perché questo fa solo perdere fiducia verso gli psicologi
Vorrei una psicologia che comprendesse la differenza tra autorevolezza e autorità
Vorrei...
Quattrostracci potrei anche sbagliarmi ma dai l'impressione di essere un bravo psicologo!
...male che vada alla psicologia (e ai suoi figli, più o meno illegittimi) puoi sempre inventarti poeta! ;-)Vorrei...
by QuattroStracci