L'affettività è contemplata nel mio orientamento, e in maniera molto approfondita, direi.
Sposterei la discussione sul piano tecnico perchè altrimenti si parla di situazioni singole e ci si perde... Anche se non sei psicologa potresti esserti fatta un'idea del perchè l'accudimento del terapeuta provocherebbe dei cambiamenti. Se ti va di condividere le tue riflessioni...
Quanto alla complicazione... Noi esseri umani siamo complessi, la semplicità applicata a noi stessi è fuorviante.
Saluti








Rispondi citando
, che spero possano suscitare l'interesse degli esperti che sicuramente troveranno le argomentazioni adeguate a contestarlo.
, che sono sinonimo di vita!"
Una metateoria è necessaria per dare ordine al caos: un secolo di psicoanalisi ha insegnato quanto sia difficile ordinare 'una volta per tutte' questa faccenda della ''umanità'' (se vogliamo chiamarla così). Sono invero anche stanco perchè si credono cose sostanzialmente false: se togliamo di mezzo un pò di melassa ('accudimento' nel senso che si evince in queste pagine) e usiamo ad esempio la parola ''accoglimento'' le cose cambiano non poco! Quale analista non ''accoglie''? L'analisi della domanda è infatti un punto essenziale della clinica psicodinamica. Forse sbaglio ma per me l'''umanità'' non è una qualità dell'analista, ma la qualità dell'uomo che sta dietro all'analista, quindi uno sfondo che mi pare sia imprescindibile ad un livello strettamente etico prima che professionale. Ancora un punto: ho letto velocemente la testimonianza riportata ma una domanda mi sorge spontanea...sembra si evinca una immagine di paziente quasi distorta (se tutti i pazienti fossero così!): mi chiedo dunque se le cose cambierebbero con i lamenti di una isterica, o con i sistemi deliranti, con un narcisista...o pensiamo che con questo tipo di quadri verrà ancora a salvarci la tanto osannata ''umanità''? Ho un pò di dubbi insomma, tutto qui.