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  1. #991
    Partecipante Esperto
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    21-06-2005
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    toscana
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    490

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Non stavo parlando del possibile inganno o meno.

    Stavo parlando del protezionismo delle varie professioni in tempi di relativa disoccupazione. Io credo che i vari percorsi professionali vadano tutelati e protetti a prescindere dal fatto che ci sia inganno o meno. Punto.

  2. #992
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Putroppo.....le professioni pedo-psico-sociali sono delicate e non potranno mai raggiungere una tutela piena......non perchè siano sottovalutate.....anzi...sono estremamente complicate!
    Se riduciamo le professioni alla stregua dell'ingegnere o del fisico si rischia di far venir meno l'essenza di questo lavoro!

  3. #993
    Partecipante Esperto
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    21-06-2005
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Putroppo.....le professioni pedo-psico-sociali sono delicate e non potranno mai raggiungere una tutela piena......non perchè siano sottovalutate.....anzi...sono estremamente complicate!
    Se riduciamo le professioni alla stregua dell'ingegnere o del fisico si rischia di far venir meno l'essenza di questo lavoro!

    Io invece credo che le professioni d'aiuto siano sotovalutate. Poichè noi lavoriamo con la relazione e la parola tutti si credono capaci ( dal di fuori) di fare lo stesso ( richiamo qui il 3d chiacchiere con lo psicologo di qualche tempo fa).

    E invece non tutti sanno che dietro alle nostre 4 parole c'è tanto studio, tanta riflessione, e tanto lavoro su noi stessi....poichè a dare un consiglio sono tutti buoni, ma per individuare qual è la strada giusta da consigliare ci vuole tanta competenza. ( Quello che farei io in quella situazione e la cosa che sarebbe milgiore per me non necessariamente è quello che è meglio per la persona utente che abbiamo davanti)

  4. #994
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Putroppo.....le professioni pedo-psico-sociali sono delicate e non potranno mai raggiungere una tutela piena......non perchè siano sottovalutate.....anzi...sono estremamente complicate!
    Se riduciamo le professioni alla stregua dell'ingegnere o del fisico si rischia di far venir meno l'essenza di questo lavoro!

    Non concordo con questa visione romantico-filosofica delle materie umanistiche. La psicologia è una scienza e quindi può essere regolarizzata, manca la volontà. E non è riduzionismo paragonarla ad professioni tecniche.
    Ma è proprio questo giochetto della complessità che permette la nascita di sfumature utili a professioni parallele per insinuarsi

  5. #995
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Io penso che si può regolarizzare solo il processo di assunzione delle decisioni........cioè accoglienza....analisi della domanda....etc. etc.
    Le persone non sono macchine.......sono particolari e tutte diverse l'una dall'altra......non si può fare alcuna generalizzazione.....
    Non sono prodotti che escono dall'azienda perfettamente uguali(ammesso che sia corretto il termine perfezione!
    Quindi se vi sono nuovi modelli che possono contribuire al medesimo obiettivo(ossia il benessere della persona) ben vengano......l'importante è che non ci siano sovrapposizioni......e questo non avviene sempre come dite voi.....
    Quando gli essere umani diventeranno dei robot....forse se ne potrà parlare

  6. #996
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Io penso che si può regolarizzare solo il processo di assunzione delle decisioni........cioè accoglienza....analisi della domanda....etc. etc.
    Le persone non sono macchine.......sono particolari e tutte diverse l'una dall'altra......non si può fare alcuna generalizzazione.....
    Non sono prodotti che escono dall'azienda perfettamente uguali(ammesso che sia corretto il termine perfezione!
    Quindi se vi sono nuovi modelli che possono contribuire al medesimo obiettivo(ossia il benessere della persona) ben vengano......l'importante è che non ci siano sovrapposizioni......e questo non avviene sempre come dite voi.....
    Quando gli essere umani diventeranno dei robot....forse se ne potrà parlare
    bel salto da regolarizzazione una professione ai robot, come ben non sai, nei 100 anni scorsi ci sono stati già corsi e ricorsi storici sul tema. Non ricominciamo a perderci nel pur parlè e nei luoghi comuni altrimenti siamo sempre li.

  7. #997
    Partecipante Assiduo
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    12-04-2007
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Io penso che si può regolarizzare solo il processo di assunzione delle decisioni........cioè accoglienza....analisi della domanda....etc. etc.
    Le persone non sono macchine.......sono particolari e tutte diverse l'una dall'altra......non si può fare alcuna generalizzazione.....
    Non sono prodotti che escono dall'azienda perfettamente uguali(ammesso che sia corretto il termine perfezione!
    Quindi se vi sono nuovi modelli che possono contribuire al medesimo obiettivo(ossia il benessere della persona) ben vengano......l'importante è che non ci siano sovrapposizioni......e questo non avviene sempre come dite voi.....
    Quando gli essere umani diventeranno dei robot....forse se ne potrà parlare
    Ripropongo inoltre un intervento preso da "altrapsicologia" dove invece di tante chiacchiere e teoria ci da uno spaccato di cosa accade nella vita di tutti i giorni.


    Counselor: chi “strangolare”?
    giovedì 2 luglio 2009 - Redazione


    --------------------------------------------------------------------------------



    Pubblichiamo l'intervento, in una mail-list professionale, di un collega frastornato da certa "ingenua" protervia di neo-formati counselor.





    Un’impiegata (la chiamerò M) mi invita a pranzo alla sua mensa aziendale. Mi è stata presentata da amici comuni. Accetto l’invito per cortesia nei loro confronti, per curiosità, per modificare la routine lavorativa.



    Dunque M ha circa 50 anni, due figli ormai adolescenti, non credo sia laureata e ha un marito dirigente di altissimo livello. Non è una famiglia toccata dalla crisi economica, ma M sente il bisogno di nuovi stimoli visto che i figli sono ormai indipendenti.



    M sta per concludere un corso in counseling. Afferma: “ho fatto crescere due figli, credo di essere stata una buona madre, perché non posso fare anche io la terapeuta?” Siccome un terapeuta assume una funzione genitoriale lei si sente legittimata ad esserlo per il fatto che è madre. Durante l’incontro mi considera un collega alla pari (il suo stato mentale è: io e te siamo due operatori del disagio mentale, anche se io non me ne occupo). La cosa mi irrita e le lancio messaggi che sottolineano la nostra differenza: sono 30 anni che sono laureato, sarò pure uno psicologo non eccelso, ma ho la mia esperienza, le specializzazioni, le pubblicazioni.



    E’ presa dal sacro fuoco di guarire la gente: “non puoi immaginare –afferma- quanti colleghi io segua in questa azienda, qui c’è un grande malessere”. Intuisco che sono chiacchierate al bar o nei corridoi. Ad un certo punto mi dice: “scusa, ma perché sei stato così…… da averci messo tanti anni per arrivare al risultato a cui io sono arrivata in pochi anni?” Forse non trova la parola o forse non vuole ferirmi perché credo che questa sarebbe “coglione”. Confesso che ho sentito il desiderio di strangolarla, ma dal suo punto di vista non aveva tutti i torti. M mi ha voluto vedere perché vorrebbe proporre alla sua azienda, appena conseguito il diploma, un Centro counseling rivolto ai lavoratori e voleva confrontarsi “con un collega”, insomma vuole istituzionalizzare quello che fa ora.



    Le dico che il suo ruolo aziendale di impiegata (passato e presente) mal si concilia con l’intervento che lei ha in mente (però a ripensarci ora, quanti psicoterapeuti frequentano i loro pazienti fuori dal setting terapeutico?) e che la sua azienda forse può essere non interessata a prendersi cura del disagio dei lavoratori, ad esempio perché è funzionale al loro allontanamento o per la sua cultura organizzativa. Non la convinco. Mi dice che sono privo di ottimismo e rassegnato. Per lei esiste solo “chi sta male” e “chi guarisce”.



    Sento di nuovo il desiderio di prima, ma poi mi chiedo se non possa riuscire nel suo intento di farsi riconoscere il suo progetto, magari utilizzando le influenti amicizie del marito.



    Esco dall’azienda e penso che forse da strangolare sarebbero i colleghi psicologi che stanno formando tali figure professionali, che stanno supportando l’onnipotenza di alcuni, senza spirito etico, solo per sopravvivere economicamente (immagino la loro replica molto italiana: “tengo famiglia”). Alle prossime elezioni ordinistiche queste scuole faranno molte pressioni sui loro attuali ed ex allievi perché perduri questa situazione. E molti colleghi seguiranno le loro indicazioni di voto nella speranza di strappare qualche ora di docenza.



    Penso anche ai nostri committenti: già non hanno capito la differenza tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, psichiatra e ora li confondiamo con il counseling!



    Si, M ha ragione: sono privo di ottimismo e rassegnato.





    Messaggio firmato


    Allego questa lettera presa dal sito altrapsicologia sperando che possa essere spunto per un dibattito costruttivo

  8. #998
    Partecipante Figo
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Non intendo la regolarizzazione formale delle professioni.....quella esiste già........col codice, albo, laurea, etc.....
    parlo della impossibilità di ridurre le discipline che si occupano di relazioni alle stesse categorizzazioni delle altre scienze.........non bisogna vedere tutto ciò come un punto di debolezza....al contrario bisogna valorizzare tutto questo fino a farlo diventare un punto di forza!

  9. #999
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Non intendo la regolarizzazione formale delle professioni.....quella esiste già........col codice, albo, laurea, etc.....
    parlo della impossibilità di ridurre le discipline che si occupano di relazioni alle stesse categorizzazioni delle altre scienze.........non bisogna vedere tutto ciò come un punto di debolezza....al contrario bisogna valorizzare tutto questo fino a farlo diventare un punto di forza!
    ripeto: molto romantico. Ricordo questi discorsi quando ero matricola

  10. #1000
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    Non intendo la regolarizzazione formale delle professioni.....quella esiste già........col codice, albo, laurea, etc.....
    parlo della impossibilità di ridurre le discipline che si occupano di relazioni alle stesse categorizzazioni delle altre scienze.........non bisogna vedere tutto ciò come un punto di debolezza....al contrario bisogna valorizzare tutto questo fino a farlo diventare un punto di forza!
    Credo che la scarsa popolarità di cui risente in nostro settore ( x zuccherina) sia dovuta proprio al pressapochismo usato spesso in passato ( ma ahimè da alcuni anche al presente) all'interno dei servizi sociali.

    Finchè non si useranno dei modelli teorici precisi e sistematici, finchè non ci saranno basi scientifiche al nostro operare, finchè gli operatori sociali si baseranno più sul loro "sentire" personale piuttosto che sulle evidenze scientifiche e sperimentali gli assitenti sociali rimarranno sempre dei " dilettanti" dell'aiuto.

    Questo è un mio parere personale - che forse- può adattarsi anche alla psicologia-

    Solo quando si è superesperti dopo anni di lavoro ci si può scostare leggermente dalle evidenze scinetifiche e mettere un pò di " nostro" nel lavoro con le persone.

    Scusate l'O.T. ma per ricollegarmi al counseling solo con anni di studi e centinaia di ore di tirocinio si possono acquisire conoscenze scientifiche abbastanza approfondite dal lavorare nell'aiuto
    Ultima modifica di monicadal : 14-07-2009 alle ore 17.30.59

  11. #1001
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Io credo che la questione counseling debba essere vista da una prospettiva diversa: counseling dovrebbe significare consulenza e in effetti qualsiasi persona abbia un talento o semplicemente sappia vendere un talento ha la possibilità di divenire counselor. Il termine poi certamente ha assunto un certo significato anche in relazione a discipline come la psicologia ma in effetti anche un massaggiatore può definirsi un counselor del benessere perchè chiunque offra un servizio di consulenza diviene counselor. Perciò il nome è assolutamente abusato: è semplicemente permesso; non c'è una definizione di counselor come è invece per lo psicologo. Abbiamo ottenuto un riconoscimento come professionisti ma la definizione ha pure perciò creato un limite (la definizione) oltre il quale vi è un universo di competenze (chiamato counseling) che quindi non sono psicologiche.
    Non so dire se è giusto/sbagliato, bello/brutto ma certamente questo è lo stato di fatto.
    Ultima modifica di Saoshyant : 17-07-2009 alle ore 08.15.20
    You find great teacher when you find yourself
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  12. #1002
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Questo è un mio parere personale - che - forse - può adattarsi anche alla psicologia-

    Solo quando si è superesperti dopo anni di lavoro ci si può scostare leggermente dalle evidenze scinetifiche e mettere un pò di nostro nel lavoro con le persone.

    Scusate l'O.T. ma per ricollegarmi al counseling solo con anni di studi e centinaia di ore di tirocinio si possono acquisire conoscenze scientifiche abbastanza approfondite dal lavorare nell'aiuto
    Cara Monica,

    torno per quotare in pieno ciò che hai scritto sopra, soprattutto quello che ho evidenziato in neretto e...toglierei sicuramente il "forse", anzi lo sostituirei con "sicuramente può adattarsi alla Psicologia".
    E, aggiungo, citando un Tuo post precedente che la conoscenza "del modellamento PNL e modello rogersiano" non sono indispensabili per apprendere il Counseling...no, no certamente, ma sono molto utili se si vuole diventare dei professionisti, cioè raggiungere quel livello che "solo anni di studi e centinaia di ore di pratica possono dare" (cito il Tuo post immediatamente sopra).
    Gli anni non devono, secondo me, fermarsi a quelli della Laurea, se ci riferisce a un livello professionale. Altrimenti, come tante volte scritto da me (e non solo da me) si ricade in una sorta di cialtronismo di "alto livello", perchè messo in atto da chi è laureato, ma "analfabeta" del campo in cui vuole sperimentarsi...anche il Counseling ha una sua "cultura grammaticale", suoi modelli precisi.
    Ogni modello può essere utile e anche l'integrazione di più modelli può esserlo...per poi, alla fine...essere più se stessi.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 24-07-2009 alle ore 18.51.56
    psi_net

  13. #1003
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio


    E, aggiungo, citando un Tuo post precedente che la conoscenza "del modellamento PNL e modello rogersiano" non sono indispensabili per apprendere il Counseling...no, no certamente, ma sono molto utili se si vuole diventare dei professionisti, cioè raggiungere quel livello che "solo anni di studi e centinaia di ore di pratica possono dare" (cito il Tuo post immediatamente sopra).

    Ogni modello può essere utile e anche l'integrazione di più modelli può esserlo...per poi, alla fine...essere più se stessi.
    Ogni modello può essere utile. Ma poichè non è possibile specializzarsi e studiare tutti i modelli in circolazione credo che ognuno dovrebbe trovare l'indirizzo che è più congeniale alla sua personalità e al suo modo di lavorare e di relazionarsi con l'utenza. Ho conosciuto degli elementi del modello rogersiano attraverso un corso professionale ( una formatrice era psicologa e aveva addirittura a suo tempo seguito alcune lezioni di Rogers in persona) e devo dire che per quanto mi riguarda trovo più congeniale e utile approfondire il modello sistemico/relazionale.
    I modelli sono solo strumenti attraverso i quali il professionista espreme se stesso e la propria sensibilità.

    Qualsiasi modello si usi può arrivare allo scopo del cambiamento.
    E' come se uno facesse un viaggio, può prendere mezzi diversi ( treno, auto, etc .) ma la destinazione rimane la stessa.

    Ovviamente ognuno usa il mezzo che gli è più congeniale, ma non il il mezzo cioè l'approccio che produce il cambiamento bensì la relazione.

    PEr questo può essere utile conoscere diversi approcci e usarli ma non indispensabile. ( almeno per la mia esperienza)
    Ultima modifica di monicadal : 25-07-2009 alle ore 10.20.13

  14. #1004
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Ogni modello può essere utile. Ma poichè non è possibile specializzarsi e studiare tutti i modelli in circolazione credo che ognuno dovrebbe trovare l'indirizzo che è più congeniale alla sua personalità e al suo modo di lavorare e di relazionarsi con l'utenza. Ho conosciuto degli elementi del modello rogersiano attraverso un corso professionale ( una formatrice era psicologa e aveva addirittura a suo tempo seguito alcune lezioni di Rogers in persona) e devo dire che per quanto mi riguarda trovo più congeniale e utile approfondire il modello sistemico/relazionale.
    I modelli sono solo strumenti attraverso i quali il professionista espreme se stesso e la propria sensibilità.

    Qualsiasi modello si usi può arrivare allo scopo del cambiamento.
    E' come se uno facesse un viaggio, può prendere mezzi diversi ( treno, auto, etc .) ma la destinazione rimane la stessa.

    Ovviamente ognuno usa il mezzo che gli è più congeniale, ma non il il mezzo cioè l'approccio che produce il cambiamento bensì la relazione.

    PEr questo può essere utile conoscere diversi approcci e usarli ma non indispensabile. ( almeno per la mia esperienza)
    Sì Monica,

    Ti quoto anche stavolta, ma non "in toto".
    Secondo me, l'utilità dell'apprendimento del <<mezzo>> (definizione Tua) è che questo può, se ben utilizzato, cambiare la qualità della <<relazione>>.
    E, inoltre, rilevante x il cliente sarà la qualità e il grado del cambiamento: saper riconoscere i gradi del cambiamento e le fasi del cambiamento è importante allora x il Counselor.
    Infine (ma non ultima osservazione): la profonda convinzione e percezione che "al volante" (virgolettato di parole mie) c'è stato il protagonista del cambiamento. Con un "punto di riferimento", al suo fianco (il virgolettato è una citazione di un mio cliente).
    Magari aver studiato con Rogers, in persona! Sai che modellamento sarebbe stato possibile!
    Ma se hai studiato con allievi diretti di Rogers, già è stata una fortuna.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 25-07-2009 alle ore 18.34.08
    psi_net

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