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  1. #16
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: La lettera dei corleonesi a berlusconi

    è interessante notare che Mangano se ne va da Arcore alla fine degli anni ì70 e questa lettera risale ai primi anni '80 (è una coincidenza o ci sarà qualche collegamento?

  2. #17

    E' ufficiale: La calligrafia e' di bernardo provenzano

    E' ora è sicuro: LA CALLIGRAFIA DELLA LETTERA INVIATA "ALL'ONOREVOLE BERLUSCONI", nella quale vi è una minaccia, nel caso in cui il Cavaliere non avesse reso disponibile una delle reti televisive di proprieta’, E' DI BERNARDO PROVENZANO.
    Lo ha detto l'altra mattina al processo d'appello di Marcello Dell'Utri (CONDANNATO A 9 ANNI IN PRIMO GRADO PER COLLUSIONE MAFIOSA) Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino.
    In questo messaggio si fa anche riferimento ad un aiuto elettorale che Bernardo Provenzano avrebbe dato al premier. Massimo Ciancimino non si ricorda la data di quel messaggio, ma si ricorda che era decisamente piu’ lungo rispetto a quello trovato che, in realta’, e’ strappato a meta’.
    Inoltre il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ha detto ad un giornale inglese ( l'Idependent) testuali parole: " Non solo credo che sia possibile che Berlusconi sia entrato in politica per questa ragione, credo sia probabile".
    'La mossa (dell'ingresso in politica di Berlusconi) - scrive il giornale - e' spesso attribuita ai timori che politici di sinistra potessero nazionalizzare il suo impero televisivo. Ma le nuove rivelazioni delle minacce della Mafia fanno emergere altre ragioni: la protezione e la sicurezza offerte a chi ricopre alte cariche'.
    Nell'articolo si legge che, alla domanda, delle motivazioni dietro l'interesse di Cosa nostra per un canale televisivo, Ingroia ha affermato: " CREDO CHE VOLESSERO UN CANALE CHE SCREDITASSE I MAGISTRATI E LE LORO INDAGINI".

    Ecco ora dei trafiletti molto interessanti della SENTENZA DI CONDANNA A 9 ANNI DI RECLUSIONE PER CONCORSO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA DI MARCELLO DELL'UTRI (braccio destro di Berlusconi, uno dei padri fondanti di Forza Italia e attuale senatore della Repubblica italiana nel PDL) DELL'11 DICEMBRE 2004:


    " …il percorso di adesione dei mafiosi al nuovo partito (n.d.r. Forza Italia) era stato graduale e solo dopo un periodo di discussioni e dibattiti, Provenzano aveva deciso in tal senso, era “uscito allo scoperto”, in quanto aveva ricevuto “garanzie”.

    "Da quel momento (…) il boss corleonese (n.d.r. Provenzano) aveva iniziato a sponsorizzare il partito di Forza Italia all’interno di Cosa Nostra, invitando i suoi componenti a votarvi ed, evidentemente, convincendo anche la fazione legata a Bagarella, il quale, infatti, nello stesso torno di tempo di fine 1993, aveva deciso di abbandonare al suo destino il progetto sicilianista di Sicilia Libera."

    "fin dal ‘94 “vi è prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi politici e la mafia si era vieppiù orientata a votare Forza Italia”



    "…si cominciava a parlare della discesa in campo di un personaggio molto importante..eh..che allora, in modo particolare in Sicilia..cioè si parla..intendo riferirmi al nome..si faceva di Berlusconi..queste notizie in modo particolare, diciamo che venivano portate all’interno di Cosa Nostra, diciamo che per un periodo è stato motivo di incontri, di dibattiti all’interno di Cosa Nostra, di valutazioni molto, ma molto attente. Cioè tutte le persone che avevano sentore, notizie di questo movimento che stava per nascere, venivano trasmessi ed arrivavano come le ho detto, dentro Cosa Nostra. Queste in modo particolare di Provenzano se ne cercavano l’affidabilità .
    (dichiarazioni del pentito Giuffrè, ex braccio destro di Bernardo Provenzano)

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