Ma queste richieste in genere comunque non vengono agite nemmeno al di fuori dell'analisi e magari proprio per questo si è andati in analisi, la cosa che mi chiedo è in base a che cosa poi si dovrebbe star meglio, magari una persona già ne era consapevole di tutto questo, non c'era bisogno di un analista.
Tu mi sembra che accenni ad una modifica dell'universo di valori dell'individuo (un ampliamento), ma ammesso che questo sia possibile (perché non è stato comunque spiegato in che modo poi dovrebbe essere modificata la struttura), siamo sicuri che una persona voglia modificarlo il suo universo di valori ampliandone il senso?
E se una persona stesse cercando invece proprio strumenti per creare
collusioni (come sono state chiamate qui anche da gieko) fuori e dentro l'analisi?
Quando anche l'analista gli ha fatto notare questo, non ha ancora risolto nulla. Come ho detto magari il paziente già ne era consapevole.
Insomma, e se la domanda di aiuto è legata alla volontà di riuscire a soddisfare quella struttura di valori e non a modificarla?
Poi se le richieste del paziente non dovrebbero essere mai agite o prese in considerazione come richieste, bisognerebbe già in partenza allora non prendere in carico un paziente che vuole venire in analisi. Se si deve non agire e non soddisfare le richieste del paziente, visto che potrebbero rappresentare una collusione con delle strutture patogene (strutture patogene secondo l'analista) bisognerebbe non avviarla proprio l'analisi, così non viene agita nemmeno la richiesta di avviare un'analisi

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Qualcosa che non quadra secondo me c'è... Così facendo non si può mai riuscire a capire cosa vuole ottenere e cosa sta chiedendo davvero il paziente all'analista... E questo è davvero molto discutibile.
Se
guarire per un analista significa modificare le richieste di aiuto stesse, visto che per lui potrebbero essere patogene, come si può riuscire a capire quali sono le richieste di aiuto?
Non aiutando un paziente lo si è aiutato?
Un saluto