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Discussione: lavorare all'estero

  1. #1231
    Partecipante Affezionato
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    18-11-2004
    Residenza
    Londra
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    78

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    Prima di tutto bravissima per il colloquio, sembra proprio che tu ci sia andata molto molto vicino. Che non devi mollare è direi ovvio dato che le occasioni ci sono e prima o poi verrà anche il tuo momento.

    Il mio primo colloquio era stato un disastro totale, pensavo che con la laurea di 5 anni avrebbero dovuto stendermi il tappeto rosso........... quanto mi sbagliavo (ha ragione Oldboy: altro che titoli!)!
    Il secondo pensavo fosse andato bene ed invece delusione e poi finalmente il terzo.............

    Poi, una volta che sei "dentro" scalare a gradi più alti diventa più semplice.

    In bocca al lupo!
    Grazie Axamer (e grazie per gli incoraggiamenti a tutti..I do appreciate it )

    ho trovato lavoro come project worker con persone con disturbi dell'apprendimento (non HNS)
    Tra i lavori a cui mi ero candidata questo era quello che mi entusiasmava meno, ad essere sincera, ma devo accettare per una serie di motivi. Primo tra tutti: money!!!! a settembre finisco il master e finiscono anche i soldi della borsa di studio, e non ho come molti in quetso forum nessun assegno dall'italia. e poi ho pensato che sarebbe meglio cominciare a fare esperienza lavorativa un po' piu' 'concreta'....

    la prossima settimana comuqnue vado a fare il colloquio per l'nhs (quello della presentazione powerpoint per intenderci) e comunque continuero' a candidarmi per lavori come ha o sw per poi salire di livello.

    e' dura ma ce la si fa

    una domanda se non ti dispiace: tu cosa stai facendo? e come hai cominciato?

    (grazie anche ad antonella.
    qualcuno, non ricordo chi, ha detto che 'the experience is what you get when you don't get what you want')
    bene, io non ho ancora ottenuto cio' che voglio. di esperienza ne sto facendo e prima o poi ce la faro'. ce la faremo tutti.

    In bocca al lupo. e che crepi na' volta per tutte! eheheh

  2. #1232
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da alessiavr Visualizza messaggio
    Intanto grazie mille Old Boy Mi avevano detto infatti che i tempi per convenzionare sarebbero stati piuttosto lunghi...partendo ora a contattare docenti ho messo in conto più o meno un annetto buono di santa pazienza...che dici? Secondo te i tempi saranno anche più lunghi?
    (...)
    Non sono un esperto di convenzioni quindi non saprei dirlo (anche se avrei molte volgarità da dire a proposito di una convenzione relativa al master che sto finendo ).
    Per vari motivi (non solo universitari) ho invece avuto a che fare più volte con la burocrazia nazionale e in base ai miei trascorsi direi che prima ti muovi e meglio è.
    E soprattutto cerca di capire bene cosa vogliono altrimenti potresti ritrovarti ad andare e tornare più volte (in aereo!!!) tra le due segreterie a causa dei malintesi e del materiale mancante e delle firme chirografe necessarie. Credo che ti converrà valutare bene questa cosa.

  3. #1233
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da indira Visualizza messaggio
    Grazie Axamer (e grazie per gli incoraggiamenti a tutti..I do appreciate it )

    ho trovato lavoro come project worker con persone con disturbi dell'apprendimento (non HNS)
    Congratulazioni! Vorrei essere al tuo posto!
    Citazione Originalmente inviato da indira
    Tra i lavori a cui mi ero candidata questo era quello che mi entusiasmava meno, ad essere sincera, ma devo accettare per una serie di motivi. Primo tra tutti: money!!!! a settembre finisco il master e finiscono anche i soldi della borsa di studio, e non ho come molti in quetso forum nessun assegno dall'italia. e poi ho pensato che sarebbe meglio cominciare a fare esperienza lavorativa un po' piu' 'concreta'....
    Considerati i tempi che corrono e la difficoltà a trovare, tientelo per un po', no?

  4. #1234
    Partecipante Affezionato L'avatar di alessiavr
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    30-05-2008
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da francesco84 Visualizza messaggio
    La mia esperienza è un po' particolare.Ho fatto Psicologia a Cesena,un 3+2 (specialistica in Neuropsicologia).Ho fatto anche un'esperienza di ricerca di 4 mesi a Toronto per l'elaborazione della tesi specialistica l'anno scorso e poi 6 mesi di tirocinio professionalizzante alla Northwestern di Chicago in un laboratorio di Neuroscienze, da cui sono tornato a metà luglio di quest'anno. E ora mi ritrovo qui, nell'attesa che il BPS riconosca i miei titoli... a fare il tifo per chi prova a trovare lavoro nell'UK, a dispiacermi (per pura immedesimazione) per chi di voi ha avuto delle sconfitte..

    Al momento sto facendo del volontariato presso una RSA (dove stanno degli anziani) e presso il dipartimento di psichiatria della mia città (Lamezia Terme, Calabria)... Ho voglia di trovare lavoro nell'ambito della clinica, neuropsicologia inclusa, e quindi cerco di riempire delle lacune che ho in questa area, visto che la mia esperienza fino ad ora è puramente sperimentale (purtroppo ci ho messo un po' a capire che la ricerca non mi appassiona quanto la clinica).

    A metà settembre partirò per l'Inghilterra, con l'unico problema di non sapere dove andare di preciso e cosa fare. Intanto sto facendo ricerche di lavoro sul sito della NHS sperando di trovare qualcosa per cui sia "suitable"...

    Per ora mi sono introdotto, solo per salutare tutti e sentirmi parte di questo gruppo oltre che "osservatore"! Se avete bisogno di informazioni, per quello che posso fare, vi risponderò volentieri.

    Francesco
    Ciao Francesco,
    beh direi che sei già a buon punto. Ne hai fatta di esperienza all'estero, sicuramente sarà un punto a tuo favore quando arriverai in Inghilterra. Ti chiederò sicuramente informazioni dato che anche tu sei appassionato di neuropsicologia
    In bocca al lupo

  5. #1235
    Partecipante Affezionato L'avatar di alessiavr
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    Non sono un esperto di convenzioni quindi non saprei dirlo (anche se avrei molte volgarità da dire a proposito di una convenzione relativa al master che sto finendo ).
    Per vari motivi (non solo universitari) ho invece avuto a che fare più volte con la burocrazia nazionale e in base ai miei trascorsi direi che prima ti muovi e meglio è.
    E soprattutto cerca di capire bene cosa vogliono altrimenti potresti ritrovarti ad andare e tornare più volte (in aereo!!!) tra le due segreterie a causa dei malintesi e del materiale mancante e delle firme chirografe necessarie. Credo che ti converrà valutare bene questa cosa.
    ecco questo sarà un bel problema...spero di non dover fare la pendolare Italia-UK per un anno

  6. #1236

    Riferimento: lavorare all'estero

    Ciao a tutti,mi sto abilitando per l'esercizio della professione di psicologo e sto pensando di trasferirmi prossimamente in Germania o in Austria ma non ho idea di come fare per il riconoscimento dei titoli e per trovare un lavoretto inerente ai miei studi.vi sarei grata se mi aiutaste dandomi qualche informazione utile perchè sono davvero disorientata.e poi volevo chiedervi una cosa:ma con tutte le difficoltà di trovare un lavoro all'estero,cosa vi spinge ad andar via?credete davvero che nonostante tutto si più facile che in Italia?

  7. #1237
    Partecipante Affezionato L'avatar di alessiavr
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da donatelly Visualizza messaggio
    e poi volevo chiedervi una cosa:ma con tutte le difficoltà di trovare un lavoro all'estero,cosa vi spinge ad andar via?credete davvero che nonostante tutto si più facile che in Italia?
    Mi dispiace io non so nulla su Germania e Austria
    Per quanto riguarda la tua domanda, la mio opinione è che non c'è un posto dove le cose siano più semplici. Non è una scelta che uno fa per cercare la strada più semplice, ma una scelta che uno fa per vedere concretizzata la propria professione.Anzi, forse ritengo che andare via sia la strada più dura perchè ci si trova ad affrontare non solo un percorso di formazione e crescita professionale (cosa che uno cercherebbe di fare anche in Italia), ma anche l'impatto con un nuovo paese, la lontananza della famiglia e dei propri punti di riferimento...per non parlare della lingua.In italia però studi studi studi all'infinito....tirocini 300 ore di qua, tirocini 500 ore di la. Se sei fortunato ti propongono un contratto a progetto....e se proprio proprio sei tra i più fortunati il contratto a rinnovo annuale...e intanto passano gli anni, e servono sempre più titoli...perchè c'è l'esame di stato...ma per poter avere una minima speranza in qualche concorso pubblico devi avere la scuola di specializzazione..e avanti studiamo..per cosa poi..per passare non so quanti anni a tentare concorsi pubblici spesso pilotati e ad aver investito in una crescita professionale accompagnata da rinunce di vario genere....ci saranno anche i pochi fortunati e sicuramente bravi che sono riusciti poi a realizzarsi anche qui...ma per molti il destino è quello di aver investito tanto oserei dire per niente, se non per cultura personale. A questo punto, se una persona ha la voglia di mettersi in gioco e le condizioni di vita (sposato/figli ecc) le permettono di farlo, perchè non fare questo percorso formativo in un paese dove con sacrificio e buona volontà chiunque lo voglia un pò alla volta può diventare ciò che vuole. La mia non vuole essere una critica per chi invece decide di seguire la propria strada qui.Ci si trova spesso di fronte ad un bivio...o da una parte o dall'altra....ciascuna strada ha dei pro e dei contro.

  8. #1238
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: lavorare all'estero

    sono daccordo con alessia.
    andare via non significa cercare la strada piu facile, anzi e' proprio il contrario. si tratta di cercare la cosa seria, concreta, cosi' come dovrebbe essere dappertutto e in italia (dove non lo e').

    con sacrificio e tenacia in inghilterra (non so altrove) ci riesci, puoi realizzare i tuoi sogni, piccoli passi alla volta, ma ce la fai (e se non ce la fai non e' perche' non hai lo zio assessore)

    e' difficile ma alla fine i risultati pagano la fatica. e se anche non dovessi riuscire a realizzare il tuo sogno, 'accontentarsi' qui in inghilterra e' sempre meglio che 'accontentarsi in Italia. Ti faccio un esempio: ho lavorato come educatrice per parecchio tempo in una comunita' per minori. Nessuna distinzione tra bambini con disturbi dell'apprendimento, bambini con disturbi della personalita', bambini con varie disabilita' sociali. tutti insieme nella stessa baracca. e questo sai cosa significa? che non c'era, e non c'e' ahime', un servizio individualizzato, in grado di aiutare le persone, identificandone i bisogni. Un gran macello. l'importante e' che il comune paghi alla fine.
    Non mi dilungo sul discorso servizio alla persona (che e' cmq la cosa piu importante), ma molto egoisticamente faccio notare che io lavoravo anche 48 ore a settimana (mattina, pom e notte) + reperibilita' non retribuita (mi chiamavano nel bel mezzo della notte e dovevo correre e poi fare il turno di mattina l'indomani), il tutto con un contratto a progetto di 800 euro. Niente malattie, niente certezze, niente ferie (o meglio si, quando si poteva ma non pagate ovviamente).
    ora io forse sono stata sfortunata ma credo che la situazione nelle altre comunita' non sia molto diversa.
    Qui a londra ho lavorato come educatrice. un centro solo per bambini con disturbi della condotta. lavoro di squadra, efficienza al 100%. guadagnavo quasi il doppio e la reperibilita' (quanod serviva) veniva pagata profumatamente. ferie e malattie.

    ci sarebbe da raccontare e da far 'drop the jaw' ma mi fermo qui.
    ognuno scelga al propria strada. io dopo l'esame di stato ho deciso di provare (al diavolo la specializzazione...) e ora sono felice, e rifarei la stessa scelta. ho imparato tante tante cose di cui in italia non si sente nemmeno parlare.

    sperando di non aver offeso coloro che restano in italia (non e' mia intenzione, ripeto ognuno e' libero di fare cio' che vuole e tutti abbiamo bisogni ed esigenze diverse), auguro a tutti di nuovo un grosso in bocca al lupo.

  9. #1239

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da indira Visualizza messaggio
    sono daccordo con alessia.
    andare via non significa cercare la strada piu facile, anzi e' proprio il contrario. si tratta di cercare la cosa seria, concreta, cosi' come dovrebbe essere dappertutto e in italia (dove non lo e').

    con sacrificio e tenacia in inghilterra (non so altrove) ci riesci, puoi realizzare i tuoi sogni, piccoli passi alla volta, ma ce la fai (e se non ce la fai non e' perche' non hai lo zio assessore)

    e' difficile ma alla fine i risultati pagano la fatica. e se anche non dovessi riuscire a realizzare il tuo sogno, 'accontentarsi' qui in inghilterra e' sempre meglio che 'accontentarsi in Italia. Ti faccio un esempio: ho lavorato come educatrice per parecchio tempo in una comunita' per minori. Nessuna distinzione tra bambini con disturbi dell'apprendimento, bambini con disturbi della personalita', bambini con varie disabilita' sociali. tutti insieme nella stessa baracca. e questo sai cosa significa? che non c'era, e non c'e' ahime', un servizio individualizzato, in grado di aiutare le persone, identificandone i bisogni. Un gran macello. l'importante e' che il comune paghi alla fine.
    Non mi dilungo sul discorso servizio alla persona (che e' cmq la cosa piu importante), ma molto egoisticamente faccio notare che io lavoravo anche 48 ore a settimana (mattina, pom e notte) + reperibilita' non retribuita (mi chiamavano nel bel mezzo della notte e dovevo correre e poi fare il turno di mattina l'indomani), il tutto con un contratto a progetto di 800 euro. Niente malattie, niente certezze, niente ferie (o meglio si, quando si poteva ma non pagate ovviamente).
    ora io forse sono stata sfortunata ma credo che la situazione nelle altre comunita' non sia molto diversa.
    Qui a londra ho lavorato come educatrice. un centro solo per bambini con disturbi della condotta. lavoro di squadra, efficienza al 100%. guadagnavo quasi il doppio e la reperibilita' (quanod serviva) veniva pagata profumatamente. ferie e malattie.

    ci sarebbe da raccontare e da far 'drop the jaw' ma mi fermo qui.
    ognuno scelga al propria strada. io dopo l'esame di stato ho deciso di provare (al diavolo la specializzazione...) e ora sono felice, e rifarei la stessa scelta. ho imparato tante tante cose di cui in italia non si sente nemmeno parlare.

    sperando di non aver offeso coloro che restano in italia (non e' mia intenzione, ripeto ognuno e' libero di fare cio' che vuole e tutti abbiamo bisogni ed esigenze diverse), auguro a tutti di nuovo un grosso in bocca al lupo.

    Ecco perché mi piace questo forum. Se questi non sono messaggi di speranza non saprei come definirli. Grazie Indira per la tua testimonianza! Concordo a pieno con quello che hai detto e spero che la tua vita affettiva (vedi il tuo status che dice: in love) procederà a gonfie vele! :p

  10. #1240
    Axamer Ibk
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da indira Visualizza messaggio

    ci sarebbe da raccontare e da far 'drop the jaw' ma mi fermo qui.
    in italia non si sente nemmeno parlare.
    concordo con tutto il tuo intervento ma quoto solo questo perchè l'espressione "mi fa cadere le mascelle" mi piace un casino.

    Cavolate a parte penso che se si è convinti (molto dipende anche dalle situazioni personali: mia moglie che ho conosciuto nel lontano 1998 è inglese e quindi devo ammettere che per me è stato molto più facile!), dall'Italia meglio andarsene al più presto per evitare di perdere tempo e denaro.

    Meglio rischiare dove almeno le possibilità si possono trovare. Poi può andare bene o male ma almeno c'è la possibilità di giocarsela che è una sensazione moooooooooooolto empowering!

    3 anni fa mi dicevano: "Che coraggio che hai ad andartene!". Col senno di poi il coraggio/follia sarebbe ritornare in Italia adesso...altro che partire!
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 01-08-2009 alle ore 20.28.33

  11. #1241
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da donatelly Visualizza messaggio
    Ciao a tutti,mi sto abilitando per l'esercizio della professione di psicologo e sto pensando di trasferirmi prossimamente in Germania o in Austria ma non ho idea di come fare per il riconoscimento dei titoli e per trovare un lavoretto inerente ai miei studi.vi sarei grata se mi aiutaste dandomi qualche informazione utile perchè sono davvero disorientata.e poi volevo chiedervi una cosa:ma con tutte le difficoltà di trovare un lavoro all'estero,cosa vi spinge ad andar via?credete davvero che nonostante tutto si più facile che in Italia?
    Per la Germania guarda a pag. 9 e 27.

  12. #1242
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    18-11-2004
    Residenza
    Londra
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    78

    Riferimento: lavorare all'estero

    ahahah e' vero axamer! ci vuole coraggio a tornare ora in italia.

    concordo anche sull'importanza di situazioni personali 'agevolanti'.....io (e cosi risponddo anche a francesco 84) ho conosciuto la persona che mi fa definire il mio mood 'in love' e mi sono trasferita, ma qui ci ero gia' stata e volevo tornarci....

    a parte quello, ripeto che e' importante tutto cio' che ci gira attorno, ma e' anche vero che molte persone (ed io ne conosco tante) non lo lasciano il belpaese, pur avendone la possibilita'.


    ciao a tutti e 'giocatevela' ;-)

  13. #1243
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da alessiavr Visualizza messaggio
    (...) In italia però studi studi studi all'infinito....tirocini 300 ore di qua, tirocini 500 ore di la. Se sei fortunato ti propongono un contratto a progetto....e se proprio proprio sei tra i più fortunati il contratto a rinnovo annuale...e intanto passano gli anni, e servono sempre più titoli...perchè c'è l'esame di stato...ma per poter avere una minima speranza in qualche concorso pubblico devi avere la scuola di specializzazione..e avanti studiamo..per cosa poi..per passare non so quanti anni a tentare concorsi pubblici spesso pilotati e ad aver investito in una crescita professionale accompagnata da rinunce di vario genere....ci saranno anche i pochi fortunati e sicuramente bravi che sono riusciti poi a realizzarsi anche qui...ma per molti il destino è quello di aver investito tanto oserei dire per niente, se non per cultura personale. A questo punto, se una persona ha la voglia di mettersi in gioco e le condizioni di vita (sposato/figli ecc) le permettono di farlo, perchè non fare questo percorso formativo in un paese dove con sacrificio e buona volontà chiunque lo voglia un pò alla volta può diventare ciò che vuole. (...)
    Very good, I agree!

  14. #1244
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    (...) dall'Italia meglio andarsene al più presto per evitare di perdere tempo e denaro.
    (...) il coraggio/follia sarebbe ritornare in Italia adesso...altro che partire!
    Quotazione assoluta! (il discorso però non vale per i vari pseudomafiosi, che in Italia ci sguazzano e stanno benone)

  15. #1245
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: lavorare all'estero

    dopo 3 anni a londra... coraggio e pazzia... tra 10 giorni torno in italia (e non faccio parte della categoria pseudomafiosi).
    buon viaggio a chi invece parte!

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