Il termine che ho usato è chiaramente riferito a chi si serve di "parenti, amici e conoscenti" per ottenere vantaggi personali, e perciò non ha nessuna necessità di (e solitamente non si ritrova affatto a dover) espatriare e successivamente rimpatriare.
Non so come tu possa esserti sentita inclusa in tale categoria.
Stavo leggendo altre discussioni presenti in questo forum...e mi sono fermata un attimo a riflettere....dunque mi chiedo....ma che valga la pena dopo la laurea fare l'esame di stato? Chiedo un consiglio a voi......
Cioè nella prospettiva di partire, mi conviene perdermi nel circolo di tirocini ecc ecc per un titolo che non mi viene manco riconosciuto poi all'estero? Voi che dite?![]()
Io ho voluto farlo per levarmi il pensiero e non ridurmi a doverlo eventualmente sostenere più avanti nel tempo.
Tieni presente che con la nuova normativa europea bisogna essere iscritti a entrambi gli albi: nazionale e del paese in cui lavori (se europeo, non so se anche extraeuropeo).
Per cui: se vuoi essere psicologa anche in Italia dovrai fare l'eds e iscriverti all'albo italiano; se invece vuoi qualificarti solo in un altro Paese, allora non ti serve ma non so quanto potresti sfruttare la tua laurea italiana.
Io sono partito senza aver fatto EdS e la cosa non mi ha penalizzato. La differenza è che io non ho mai cercato di fare la conversione con la Bps/HPC ma ho preso la via della specializzazione (2 anni di CBT e uno di sistemica) qua in UK.
Dipende molto da che rotta vuoi prendere: se vuoi fare la "conversione" penso ti convenga fare l'eds.
Eh devo chiarirmi un pò le idee sulla strada da prendere infatti...Non ho ancora ben chiaro se mi convenga tentare quella della conversione oppure partire e cercare di specializzarmi direttamente li...Vorrei fare l'eds solo per sentirmi più tranquilla nel caso poi decidessi un giorno di tornare in Italia...sarebbe una bella rottura un giorno tornare e dovermi fare le 1000 ore di tirocinio...dall'altro punto di vista il pensiero di partire per farmi 500 ore di tirocinio li, tornare e farmene 500 qua...poi ripartire...ahhhhhhh....visto dal fondo della salita mi fa venir voglia di mandare a quel paese l'eds e seguire un percorso più lineare. Forse mi son fatta prendere dall'entusiasmo di partire e ora sono impaziente
Sfrutterò questo mese di agosto per darmi alla riflessione, visto che al tirocinio hanno pensato bene di andarsene in ferie e lasciare noi tirocinanti li in ambulatorio (a far niente dato che le visite sono sospese per tutto il mese
)....
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dal punto di vista lavorativo so di fare una cavolata a tornare. quest'anno ho lavorato in 2 gruppi madre-bambino ad indirizzo psicoanalitico e fatto ricerca al great ormond street hospital... per cui non posso proprio lamentarmi!
torno invece per la componente umana-relazionale: amicizie e stile di vita. sono stati anni intensi e spesso divertenti ma in cui ho l'impressione di avere costruito poco dal punto di vista umano, persone sono arrivate e poi andate via senza che legami stabili si stabilissero, senza profondità, mi è sembrato che qui tutto scorra un po' troppo in fretta per me. probabilmente sono stata sfortunata io ma questo è il mio vissuto. mi mancano piccole cose e non riesco ad immaginarmi qui a lungo termine.
spero di non trovarmi troppo spersa al ritorno e di non pentirmene tra un po' ma in questo momento penso che il ritorno sia la scelta giusta per me.
sono motivata e ce la metterò tutta a trovare qualcosa di soddisfacente in campo lavorativo e non solo!
buon viaggio a chi parte! e diamoci da fare per chi resta (o torna come me)!
old boy grazie mille,sei stato molto gentile!vi ammiro molto per il coraggio,io sono ancora molto spaventata dalla lingua (il tedesco, che non conosco affatto) e dal fatto di potermi trovare male e a fare qualcosa che non riguarda ciò per cui ho faticato tanto!qulcuno di voi mi saprebbe indicare passo per passo come fare per riconoscimento dei titoli, traduzioni, eventuali borse di studio, ecc .Grazie
Buon ritorno allora....Prima di tutto viene il benessere personale per cui è giusto fare ciò che ci si sente senza pensare sempre in maniera troppo rigida a cosa potrebbe essere più o meno vantaggioso materialmente parlando. L'insoddisfazione professionale che crea il disagio che spinge a partire, non è più forte del malessere che sorge quando ci si rende conto della superficialità di molti rapporti. Entrambi sono importanti nel momento in cui ci rendono insoddisfatti...in un momento può premere l'uno, in un secondo momento può subentrare l'altro. Anche tornare è una scelta coraggiosa come lo è stata quella di partire...è fondamentale sapersi ascoltare e agire per star meglio.E' vero che tornando in Italia non troverai certo una situazione rosea, però ti porti dietro un bel bagaglio di esperienza che potrà contribuire a farti trovare un posto anche qui. E chissà un giorno potresti decidere di ripartire e torneresti a Londra o altrove senza dover affrontare l'impatto traumatico di un nuovo paese!
In bocca al lupo
E grazie ancora dei preziosi consigli che mi hai dato
Come molta gente, di cui il primo tra tutti sono stato io, stai sottovalutando l'aspetto fondamentale dell'intera faccenda: la lingua.
Quando sarai laggiù e sentirai uscire da quelle bocche suoni assolutamente incomprensibili, ti renderai conto che di fatto non potrai neanche regalare caramelle ai bambini. Altro che psicologia e relative pratiche burocratiche!
Per cui, se ci tieni a trasferirti in un altro Paese, metti in conto almeno due o tre anni durante i quali non saprai parlare la lingua al livello richiesto, e di conseguenza non potrai accedere a occupazioni professionali di una certa importanza (e lo psicologo è al massimo livello per quanto riguarda la comprensione linguistica, modi di dire, sottintesi, doppi sensi e sfumature compresi).
Dopodiché, contatta il locale Ordine professionale e ti informeranno sulle norme vigenti in quel Paese. Ciao.
Quello che ha detto TheOldBoy non fa una piega. Lo psicologo lavora sulle e con le parole e per arrivare a comprendere (e produrre) le sfumature di una lingua occorre un livello avanzato. Questo purtroppo richiede tanto tempo e tanta tanta pratica soprattutto se si parte da zero.Originalmente inviato da TheOldBoy
Ti capisco anche se per fortuna non per esperienza personale. Ho moglie e una bimba e la Casa (nel senso di home) è dove siamo noi tre. Abbiamo una buona vita sociale che è stata costruita molto attorno ad altre coppie con bambini piccoli, cosa che ti da un maggiore senso di stabilità ed appartenenza (abbiam persino comprato casa!).Originalmente inviato da chiaralia
Se fossi venuto qua da solo sarebbe stata molto più dura: da quello che vedo gli inglesi non sono molto stanziali e vuoi per la carriera vuoi per avventura tendono a muoversi spesso. Una specie di "fuori uno avanti il prossimo" che a lungo andare potrebbe logorare parecchio.
Che dire......buon ritorno ed un grandissimo in bocca al lupo
Ho trovato l'email della psicologa. Sperando che sia ancora valida te lo mando in PM. CiaoOriginalmente inviato da alessiavr
PS: Grazie ad TheOldBOy....finalmente riesco a quotare + di un messaggio in una risposta!![]()
Ciao Indira!!!!
ho letto queste tue righe e mi sembrava di leggere la mia storia.........!
almeno fino al pezzo in cui si parla dell'inghilterra!!!!!!
perchè solo ora io e il mio fidanzato (che ad ottobre sarà...mio marito) )
abbiamo deciso di partire,,,,a gennaio , alla volta di cambridge!!!!
e lì, almeno all'inizio, spero di trovare un lavoro ,andrà benissimo da educatrice, e di poter scrivere qiello che scrivi tu..che trasmette entusiamo, serenità e convinzione di aver fatto la scelta giusta!!!!
ora ovviamente sono nel panico totale per ciò che mi accadrà i primi mesi.....!!!le domande che mi frullano in testa sono: ce la farò? ci riuscirò?....spero di si!!!
intanto mi aiuta sapere che qualcuno come te ce l'ha fatta!!!!..dopo aver avuto il coraggio di provare a rischiare!!!!!![]()
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anna =0)
Ciao Indira!!!!
ho letto queste tue righe e mi sembrava di leggere la mia storia.........!
almeno fino al pezzo in cui si parla dell'inghilterra!!!!!!
perchè solo ora io e il mio fidanzato (che ad ottobre sarà...mio marito) )
abbiamo deciso di partire,,,,a gennaio , alla volta di cambridge!!!!
e lì, almeno all'inizio, spero di trovare un lavoro ,andrà benissimo da educatrice, e di poter scrivere qiello che scrivi tu..che trasmette entusiamo, serenità e convinzione di aver fatto la scelta giusta!!!!
ora ovviamente sono nel panico totale per ciò che mi accadrà i primi mesi.....!!!le domande che mi frullano in testa sono: ce la farò? ci riuscirò?....spero di si!!!
intanto mi aiuta sapere che qualcuno come te ce l'ha fatta!!!!..dopo aver avuto il coraggio di provare a rischiare!!!!!
anna =0)