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Discussione: lavorare all'estero

  1. #1276
    Partecipante Affezionato L'avatar di Miyu
    Data registrazione
    27-06-2002
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    roma
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    100

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    In genere si è a buon punto se:
    1) [BASE di tutto il discorso, senza la quale anche le migliori intenzioni diventano aria fritta] si conosce la lingua a livello advanced (per l'Inglese: è indispensabile almeno uno IELTS 7 o superiore);
    2) si conosce la cultura locale in modo consistente;
    3) si conosce la mentalità degli ambienti di lavoro (che nei Paesi nordici è molto diversa da quella mediterranea);
    4) si sa come scrivere un CV secondo lo stile locale (anche questo molto diverso dal nostro).
    Grazie mille Old! Per i punti 2, 3 e 4 non ho problemi, dello IELTS invece non avevo mai sentito parlare e mi stò informano ora, almeno è un punto da cui cominciare!!! Basta poco per sollevare il velo del disfattismo e far ricominciare a girare la ruota!
    EVERY TIME I RISE I SEE YOU FALLEN
    CAN'T YOU FIND ME SPACE INSIDE YOUR BLEEDING HEART??

    me stessa e l'inconscio

  2. #1277
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    14-09-2006
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    Oxford, UK
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    33

    Riferimento: lavorare all'estero

    ciao a tutti

    da poco ho ripreso a seguire il forum e vedo che tanta gente si è o è in procinto di lasciare la bella Italy....

    ho voluto scrivere per rendere testimonianza del fatto che, se anche spesso lasciare il nostro paese per qualcosa che non si sa se avrà successo può fare tanta fifina , con la forza di volontà e un poco di culo (scusate il francesismo), le cose possono andare bene.

    le mie tracce si erano perse a quando ancora lavoravo come support worker a londra...da agosto ho iniziato come low intensity ad oxford ( che è altro modo per chiamare il PCMHW, per intenderci quello che fa Antonella, by the way: CIAO ANTO!!..COME VANNO LE VACANZA ???).

    per riassumere la mia carriera da immigrata, ho iniziato come cameriera poi, su prezioso consiglio di Axamer e Anto che mi hano aiutato parecchio (grazie gente!!!...ci sono due santi in più in paradiso!!), ho fatto il salto e sono entrata a lavorare come support worker per questa compagnia privata. bella esperienza, da tutti i punti di vista e mi ritengo fortunata perchè, da che mi diceva Antonella, lei invece non ha imparato un granchè allora. certo, come lavoro è tosto, sopratutto psicologicamente, e la cosa era resa più difficile perchè la mia era una compagnia privata, dove i diritti dei lavoratori e spesso dei pazienti vanno in secondo se non in terzo piano.
    ho fatto sto lavoro per 1 anno e 5 mesi, poi ho deciso di tentare il passo successivo.

    ho presentato application per low intensity anche all'isola di wight, anche se poi ho rifiutato il colloquio....non mi ci vedevo proprio in un isola...rischioso, ma ho pensato che se anche mi avessere preso, alla fine sarei stata io quella da curare.

    per farla breve, ho tentato a londra, ma ho fatto un casino con la domanda, e alla fine mi hanno presa ad oxford. ho iniziato il lavoro 2 settimane fa. è un altra cosa, inutile dirlo.

    ancora sono sotto training...ma tra almeno un mese o poco meno dovrei iniziare lavorare nel vero senso della parola. il 14 d sett inizia il corso all'università di reading che la cara NHS pagerà per me.

    ecco, non dico tutto questo per vantarmi, ma per infondere un poco di ottimismo a chi, partendo può chiedere a se stessa " e se fallisco!!..ke faccio? torno con la coda tra le gambe??".
    qui in uk ci sono le stesse probabilita di avere successo che tornano in Italia e non combianre un piffero. lo so perchè l'ho provato sulla mia pelle. ero già da un anno in uk, pi per una serie di cose sono tornata in Italia, e pensando che Roma, essendo grande, mi avrebbe offerto più possibilità del mio paesello di provincia.....beh...lettere di presentazione con CV a manetta , telafonate, fax..un botto di soldi, e l'unica cosa che ero riucita a trovare era u posto come educatore in una casa famiglia per malatimentali, dove se tutto andava bene, mi avrebbero pagato ogni 2-3 mesi....e mi dovevo pagar la stanza più tutti el cose varie. per arrotondare ho fatto la comessa e l'educatore in un centro estivo....ma che vita era???...

    qui in sue anni mi sono già fatta una bella gavetta, pagata anche se non profumatamente, ho fatto la volontaria per una charity a londra che mi ah fatto curriculum, e ora sono qui.

    insomma, non ci diciamo cavolate!!..è dura dover lasciare la famiglia, gli amici o magari anche il patner...ma alla fine tutto questo paga!!...il giovo decisamente vale la candela. per cui no vi scoraggiate. da qualche avevo letto il discorso dell'età: qui non gliene frega a nessuno della tua età, se sei nero, giallo, bello o brutto...conta se sei capace di lavorare e produrre...e tutte le esperienze lavorative, anche quella di call centre ti viene valuata.

    l'inghilterra ha molti difetti, molti che poi scopri quando sei qui, e che non immagini dai film o dalla tv...ma ha il grande pregio di essere di mentalità aperta...magari tutto l'alcohol che si fanno in una giornata può a volte renderli patetici, e spesso il loro cibo non sarà del tutto sano...e rischi di avere il colore della carta dopo parecchio tempo, ma come ho detto sopra, il gioco vale la candela.

    in bocca al lupo a chi arriva nella terra del fish&chips

  3. #1278

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    ciao a tutti

    ho voluto scrivere per rendere testimonianza del fatto che, se anche spesso lasciare il nostro paese per qualcosa che non si sa se avrà successo può fare tanta fifina , con la forza di volontà e un poco di culo (scusate il francesismo), le cose possono andare bene.
    Ciao Mony,

    grazie anche a te per averci reso partecipe del tuo percorso. Sono testimonianze come le tue che mi/ci aiutano a sperare e a trovare quel coraggio per lasciare il tetto sicuro di mamma e papà per avventurarsi negli UK. Anch'io lascerò presto l'Italia per l'Inghilterra. Al momento sto cercando lavoro via internet come support worker nel sito della NHS sperando che mi diano una risposta. Ma forse sarebbe meglio andare direttamente sul posto e cercare lavoro personalmente. Non so... Speriam bene.

    Grazie di nuovo,
    Francesco

  4. #1279
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: lavorare all'estero

    ciao francesco,

    volevo dare un consiglio a te a tutti quelli che possono esserne interessati.
    ovviamente essere 'sul posto' aiuta maggiormente, ma se vuoi puoi provare a contattare una societa' di cui forse avrete tutti gia' sentito parlare: Bupa.
    Parlo di alvori come support worker (non so se abbiano altri job roles da offrire)
    Assume personale in Italia per lavori da svolgere in diversi paesi d'europa, tra cui l'inghilterra.
    I colloqui si svolgono o in italia o in inghilterra, per quanto ne so io.....
    non e' una informazione accuratissima, me ne rendo conto, ma semplicemente un punto da cui cominciare.

    Io conosco questa organizazione perche quasi per gioco, pur vivendo gia a londra, ho inviato un curriculum e mi hanno contattato.
    le prospettive erano molto molto positive ma non potevo lavorare quando mi sono candidata (lo so, un po stupidina io ma volevo vedere cosa succedeva ehehe)

    magari fai una ricerca su google...
    poi quando arrivi qui in inghilterra cominci la vera ricerca.

    x mony:
    sono daccordo con te, la mia esperienza e' piuttosto simile anche se ci devi metetre un master che finisce questo settembre e che quindi mi ha permesso di ottenere una qualifica uk ma non esperienza lavorativa (nel frattempo ho fatto tanto volontariato e sai bene quanto sia importante qui...). Ho fatto il colloquio per low intensity ma non l'ho superato, ci riprovero' l'anno prossimo. adesso comincio a lavorare come support worker e vediamo cosa succede.

    In bocca al lupo a tutti ragazzi.
    memento audere semper!

  5. #1280
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: lavorare all'estero

    ciao a tutti ragazzi,
    indira non avevo mai sentito parlare di questa BUPA. ora vado a spulciarmi il sito internet preziosissima. grazie.

    Mony ciao felice di sapere che tutto procede. ogni tanto qualche buona notizia fa bene riceverla '

    io nel frattempo ho stoppato tutto, ancora devo far autenticare i documenti e mandarli alla BPS. ormai se ne riparla a settembre. ho scoperto che per l'autenticazione basta andare in tribunale con qualcune marche da bollo e altri moduli e fare giuramento, il tutto a costo minimo. ecco qui la trafila

    TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA- Ufficio Atti Notori Perizie e Traduzioni

  6. #1281

    Riferimento: lavorare all'estero

    Indira,
    grazie mille per il consiglio su BUPA. Ora gli dò un'occhiata.

    Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli all'estero... Avete mai sentito parlare di Diploma Supplement? A quanto pare il Ministero dell'Istruzione un paio di anni fa, se non erro, ha deliberato che tutte le università Italiane devono fornire agli studenti che lo richiedono tale diploma che consta di due parti: una parte in Italiano e una seconda parte con intera traduzione in inglese contenente la descrizione del titolo di studi conseguito, l'elenco degli esami con voti e il voto finale complessivo. Io l'ho richiesto alla mia Università (Bologna) e me lo hanno fatto avere dopo un bel po' (tre mesi circa).

    Per maggiori informazioni cercate su google: diploma supplement + miur

    Francesco

  7. #1282
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: lavorare all'estero

    ottimo, non ne conoscevo neppure l'esistenza...lo richiedo subito alla mia università...

    guardate questo sito Che cos'è

    anche qui europass-italia.it

  8. #1283
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da francesco84 Visualizza messaggio
    Indira,
    grazie mille per il consiglio su BUPA. Ora gli dò un'occhiata.

    Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli all'estero... Avete mai sentito parlare di Diploma Supplement? A quanto pare il Ministero dell'Istruzione un paio di anni fa, se non erro, ha deliberato che tutte le università Italiane devono fornire agli studenti che lo richiedono tale diploma che consta di due parti: una parte in Italiano e una seconda parte con intera traduzione in inglese contenente la descrizione del titolo di studi conseguito, l'elenco degli esami con voti e il voto finale complessivo. Io l'ho richiesto alla mia Università (Bologna) e me lo hanno fatto avere dopo un bel po' (tre mesi circa).

    Per maggiori informazioni cercate su google: diploma supplement + miur

    Francesco

    io ne avevo sentito prlare de sto diploma supplement e mi ero informata quando cercavo il modo per tradurre tutti i fogli al minimo costo...se ricordo bene mi dissere che era valido solo per quelli del nuovo ordamento poichè il sistema dei crediti era simile all'estero. 'na rosicata!!..beh..alla fine io non ho sborsato una lira....una mia amica americana che parlava l'italiano meglio di me mi ha tradotto tutto (santa donna!),,tramite l'ambasciat inglese ho cercato un solicitor inglese che lavorasse a roma, l'ho contattato e lei, molto gentile mi ha spiegato che LE MARCHE DA BOLLO NON SERVONO...sono solo soldi sprecati perchè il uk gli inglesi pensano che siano semplici francobolli ma più psichedelici.....

    per Indira: dai tranky!!!...almeno ora sai come funziona l'interview per LI, ti servirà per quando ne farai un altra. io ringrazio tanto Anto ed Axamer perchè mi hanno dato delle dritte favolose. e poi, un esperienza come support worker, se anche a volte estremamente pesante (io cmq mi sono divertita, ho trovato sempre un bel team ed i pazienti erano davvero dei personaggi!!) qui è valuata molto ai fini della domanda....oggi ha iniziato una altra LI nel mio ufficio, e parlando indovina: inglese e dopo una laurea in psicologia ha fatto la support worker....da che ho capito quasi tutti (inglesi e non) nel mio ufficio sono passati sotto quella porta. è un bel trampolino di lancio. forza e coraggio!!!

    in bocca al lupus a todos xx



    ps: mai sentita di questa BUPA, ma confesso anche che ho cercato altrove...cmq io sono molto dubbiosa quando si fanno le cose dall'Italia...non per luogo comune, ma le peggio soleall'inizio le ho preso da italiani che dall'Italia 'comunicava' con l'inghilterra, o che già erano qui...per ora ne conto 3, e tutte sono state economicamente salate!!!..per cui state sempre attenti!!!..magari fate una telefonata dall'italia alla sede di Londra o dovunque sia, anche solo per farvi confermare che la sede in Italia non è fasulla!!..

  9. #1284
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: lavorare all'estero

    mony io ho contattato la stessa tua solicitor che però si rifiuta di autenticarmi documenti che non ha tradotto lei
    quindi avendo tradotto tutto da sola e col mio insegnante di inglese non mi resta che la strada del tribunale -.-'

    per il diploma supplemento io invece non ne sapevo nulla, oggi ho scritto alla mia università, essendo io NO forse ho qualche speranza, io ho letto sul dreceto legge che dal 2005 dovrebbero darlo in automatico insieme al diploma di laurea ma ovviamente come tutte le cose in Italia non se ne sente manco parlare...
    anyway spero saranno obbligati a rilasciarmelo, anche se a saperlo mi sarei risparmiata tante ore e fatica per tradurmi tutto da me -.-'

  10. #1285
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    Riferimento: lavorare all'estero

    già mi ricordo che me lo avevi detto...azz...non so perchè...forse nel mio caso lei si basava sul fatto che non ero io che li avevo tradotti ma una di madre lingua inglese....è l'unica spiegazione che posso trovare.

    prova cmq a vedere per sto diploma supplement....anche io mi ricordo che ti veniva dato in automatico, se lo chiedevi, con il diploma....lor si...cmq sono tenuti

  11. #1286
    Partecipante L'avatar di mony_loves_dogs
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    già mi ricordo che me lo avevi detto...azz...non so perchè...forse nel mio caso lei si basava sul fatto che non ero io che li avevo tradotti ma una di madre lingua inglese....è l'unica spiegazione che posso trovare.

    prova cmq a vedere per sto diploma supplement....anche io mi ricordo che ti veniva dato in automatico, se lo chiedevi, con il diploma....lor si...cmq sono tenuti
    opsssss...un dito non mi ha funzionato bene è ha premuto il tasto invio per sbaglio......cmq si, dicevo che l'uny te lo dovrebbe rilasciare e non mi vorrei sbagliare, ma anche gratuitamente.....in bocca al lupo!!

  12. #1287
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: lavorare all'estero

    grazie carissima, crepi il lupo li ho contattati oggi, appena riapriranno le segreterie speriamo mi rispondano '
    a settembre poi mi sbatterò in tribunale per autenticare i titoli, sperando che al di là del valore delle marche da bollo, gli vada bene come autenticazione - ma credo di si...
    ad ogni modo le ho detto che la traduzione è stata fatta da un madrelingua inglese ma purtroppo mi ha ribadito che se non traduce lei non firma...e che devo fà pazienza, al limite cercherò qualcun altro
    grazie e un abbraccio

  13. #1288
    Partecipante L'avatar di VerumA1884
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Miyu Visualizza messaggio
    a tre anni dalla laurea senza riuscire a farci un emerito piffero stò seriamente valutando l'idea di andar via,visto che l'unica cosa che mi lega al mio paese ed alla sua capitale è la scuola di specializzazione che stò facendo (il mio hobby costoso) ma da dove comincio a pianificare la fuga verso un paese anglofono, freddo e meritocratico? Ho letto che diversi di voi lo hanno fatto, mi date un imput? (85 pagine di thread sono un pò dispersive)
    Grazie!!!
    Cara Miyu ti quoto per due motivi:
    1. fuga verso i paesi anglofoni
    2. i placebo

    Anch'io mi sto informando per capire SE la mia laurea varrebbe in UK e se si quanto.. purtroppo è un pò complicato, tutti quelli a cui ho chiesto nella mia università mi dicono una cosa diversa..

    Sarebbe un aiuto almeno capire come è organizzato il lavoro di psicologo in UK e quali sono le possibilità effettive per un neolaureato che si sposta.. ad esempio la laurea triennale vale? posso fare la specialistica in UK?

    Qualche anima pia può darci una dritta?

  14. #1289
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da VerumA1884 Visualizza messaggio
    Cara Miyu ti quoto per due motivi:
    1. fuga verso i paesi anglofoni
    2. i placebo

    Anch'io mi sto informando per capire SE la mia laurea varrebbe in UK e se si quanto.. purtroppo è un pò complicato, tutti quelli a cui ho chiesto nella mia università mi dicono una cosa diversa..

    Sarebbe un aiuto almeno capire come è organizzato il lavoro di psicologo in UK e quali sono le possibilità effettive per un neolaureato che si sposta.. ad esempio la laurea triennale vale? posso fare la specialistica in UK?

    Qualche anima pia può darci una dritta?
    Per informazioni sulla validità devi rivolgerti al www.naric.org.uk o (meno probabile) all'università che sceglierai.
    Tieni presente che in UK ci sono anche università "libere" che però non sono accreditate; di più non so.
    Per informazioni sulla professione, le pagine di questo thread sono ricchissime di informazioni. Ciao.

  15. #1290
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da mony_loves_dogs Visualizza messaggio
    (...) ho cercato un solicitor inglese che lavorasse a roma, l'ho contattato e lei, molto gentile mi ha spiegato che LE MARCHE DA BOLLO NON SERVONO...sono solo soldi sprecati perchè il uk gli inglesi pensano che siano semplici francobolli ma più psichedelici.....
    (...)
    Per nostra disgrazia, all'Agenzia delle Entrate le marche da bollo servono eccome... e il non usarle potrebbe comportare la presunzione di evasione fiscale, oltre che di eventuali irregolarità nella documentazione.
    L'unico modo per non usarle è farsi fare le traduzioni all'estero, dove però il costo del servizio è maggiore.

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