Care amiche e colleghe, vi capita che quando dite che siete psicologhe dell'età evolutiva le mamme mi assaltino di domande, descrivendo un comportamento del filgio e insistendo affinché, in base ad un unico elemento, diate un "verdetto" definitivo? Come riuscite a non colludere con questa richiesta e gestire la loro frustrazione di non aver avuto la sentenza pronta, senza perdere la loro fiducia?
Infatti, penso siano abituate al modello di relazione medico-paziente, come quella del pediatra, e automaticamente la estendono a quella di psicologo-persona. Che però, non è altrettanto direttivo, visto che si cerca, soprattutto nei confronti di genitori, di attivare le loro risorse, di non sparare risposte in modo compiaciuto e direttivo, pretendendo di sapere già tutto sul loro figlio. Eppure a volte è difficile, sono sfidanti e dicono "se non mi dici che problema ha mio figlio, allora vuol dire che non sei psicologa!". Il tutto, anche dopo che avete scambiato 2 chiacchiere sul tempo mentre eravate al parco a portare a spasso il chihuahua...
Che ne dite?
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ti fai del male spiegando per l'ennesima volta che psicologo non vuol dire medium, mago o guru!

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