
Originalmente inviato da
monicadal
Ognuno è, per fortuna, libero di credere a ciò che vuole: dalle religioni varie alla magia, dalle sette pseudobuddiste agli extraterrestri, dai testimoni di Geova alla divinazione del futuro, dalla reincarnazione alla trasmissione del pensiero e nessuno può obbligare un altro a non credere a una cosa anche se questa risulta bislacca.
Ma la scienza è un'altra cosa. Si fonda su basi diverse.
La psicologia e anche le scienze umane per quanto con risultati forse meno "esatti" rispetto alle scienze naturali si fondano su assunti verificabili statisticamente.
Forse non si può escludere del tutto che alcuni fenomeni trascendentali saranno un giorno spiegabili attraverso le scoperte scientifiche ufficiali, ma fino a quel giorno li lascerei patrimonio della coscienza individuale e personale, ed eviterei di discuterli come se fossero regole scientifiche riconosciute dalle varie comunità scientifiche internazionali.
Detto questo, eviterei pure la diffusione di determinate credenze in ambiti pubblici e soprattutto con clienti che, nel momento della sofferenza, cercano una speranza, una strada e sono quindi facilmente vulnerabili.
Personalmente, come AS, se durante un colloquio o una relazione d'aiuto parlassi al mio utente/cliente di tarocchi, numerologia, ecc. magari l'utente gradirebbe anche, forse ci troverebbe del conforto ai suoi problemi, macontrasterei con i principi affermati dal mio codice deontologico e, credo, mi radierebbero dall'albo.
E' questa la differenza tra i counselor e i professionisti dell'aiuto. Noi abbiamo dei " confini" che ci sono imposti e oltre quei confini non andiamo, pena non poter esercitare la ns professione, il counselor può dire un pò quello che vuole, può fare quello che vuole, può dare il contentino al cliente prospettandogli soluzioni a volte fantasiose, a volte impossibili, a volte errate, senza incorrere in nessuna sanzione.