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  1. #241
    Partecipante Affezionato L'avatar di ninettas9
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    29-06-2009
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Grazie momypsic...anch'io guardo sul sito di psicologia2 visto che il nostro sembrerebbero averlo dimenticato!!! Sto leggendo un mare di progetti e inventandone altri...speriamo bene!!!!!!!!!!!!! Intanto in bocca al lupo a tutti e ci teniamo in contatto!!!

  2. #242
    Partecipante Affezionato
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    61

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Ciao a tutti!!! mi dareste il vostro parere su questo progetto? dato che mi vengono tanti dubbi e non so coe verificare l'esattezza del progetto. Naturalemnte lo sintetizzo...

    Titolo: Supporto ai caregiver dei paz con Alzheimer


    PREMESSA: L’Alzheimer, tutt’oggi, rappresenta la forma più comune di demenza interessando tra il
    50 e il 70% degli anziani affetti da deterioramento mentale ad esordio tardivo. (...) Con il tempo, l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Questo aspetto così invalidante può essere considerato come la caratteristica principale di questa forma di demenza. Perciò, l’assistenza a una persona demente può diventare un compito difficile e impegnativo, poiché non si danno risposte facili alle difficoltà da affrontare, né regole fisse da seguire, che funzionino in ogni situazione. Ogni paziente è diverso e, in aggiunta, sono differenti i contesti familiari, socioculturali ed economici in cui la malattia si cala. (...)Di solito, all’interno della famiglia, uno dei componenti si assume il ruolo di caregiver principale, al quale è deputata l’organizzazione dell’assistenza e al quale spetta la responsabilità delle decisioni più importanti. Spessoil caregiver si trova a dover gestire il demente all’improvviso e senza possedere la preparazione tecnico-scentifica specifica. (..)
    I disturbi comportamentali dell’ammalato si sono dimostrati essere una delle maggiori cause di stress per i caregiver , nei quali suscitano sentimenti contraddittori di collera, colpa ed eccessivo coinvolgimento, peggiorando assai la qualità dell’assistenza.(..) il caregiver sperimenta su se stesso disturbi depressivi, senso di inadeguatezza rispetto al compito di cui è investito, ansia per il presente e soprattutto per il futuro. IN base allosservazione fatte si è pensato di sviluppare un progetto mirato a migliorere la qualità della vita dei caregiver dei paz con Alzheimer.

    TARGET: Il progetto si rivolge a tutti i caregiver dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e farà parte dei servizi offerti dalla “Associazione Alzheimer”.

    MODELO TEORICO DI RIFERIMENTO:
    Al fine di valutare e migliorare la qualità della vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer prenderemo come modello di riferimento il modello biopsicosociale e quindi considerando al salute come benessere complessivo della persona nel suo contesto sociale e ambientale.
    Il modello «bio-psico-sociale» riesce a cogliere la natura dinamica e reciproca delle interazioni dell'individuo nel proprio ambiente, superando la prospettiva causa-effetto, considerando per la prima volta in modo olistico, l'aspetto medico-biologico, quello psicologico e quello socio-ambientale.

    OBIETTIVO GENERALE: Migliorare la Qualità della Vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer. Quindi anche le cure e la vita degli anziani dementi.

    OBETTIVI SPECIFICI:
    • Aumentare le conoscenze tecnico-scentifiche specifiche dei pazienti con morbo di Alzheiemer, con particolare riferimento ai disturbi cognitivi e comportamentali.
    • Favorire le conoscenze su centri specializzati (ospedali, associazioni, centri di riabilitazione neuropsicologica, centri diurni ecc.) per la cura e l’assistenza dell’Alzheimer tramite lo sviluppo di una rete sociale.
    • Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress che comporta lassistere un malato di Alzheimer aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
    • Sostenere la famiglia nel complesso lavoro di ristrutturazione del “sistema famiglia”

    FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI:
    METODOLOGIA: il progetto, della durata di due anni, si divide in due fasi e prevede la costituzione di gruppi composti dai familiari dei pazienti.

    FASE 1: FORMAZIONE E EDUCAZIONE
    In questa fase un’equipe di medici neurologi e neuropsicologi condurrà interventi di formazione sulla patologia e nello specifico: che cos’è l’Alzheimer, i sintomi tipici, come si caratterizza il percorso della patologia, quali sono le fasi tipiche, le prime perdite funzionali, i tipici deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Verranno date ache informazioni sui possibili programmi di riabilitazione nuropsicologica per favorire il rallentamento dell’evoluzione clinica, con riferimento alle seguenti tecniche : ROT, TED, terapia della reminescenza, attività motoria, musicoterapica, terapia occupazionale, menemotecniche . Inoltre verranno date informazioni sui servizi presenti sul territorio che possono prendere in carico, anche se temporaneamente il malato, riducendo così il carico assistenziale (lavoro di rete). Gli incontri avverranno una volta al mese per 7 mesi per 2 h ciascuno.

    FASE 2: FASE DI SOSTEGNO AI CAREGIVER.
    Tale fase prevede la formazione di
    Gruppi di auto-aiuto: Il gruppo si incontrerà settimanalmente e per 2 ore. Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.

    COUSSELING DI GRUPPO: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.

    COUSELLING PSICOLOGICO INDIVIDUALE: Tale servizio è una possibilità per quelle persone che sentono di avere bisogno anche di un percorso individualizzato. Tale servizio prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
    Qualora sarà necessario è prevista una psicoterapia individuale.

    COSTI: per i costi si rimanda al tariffario dei rispettivi albi professionali.
    Dipendenti Associazione Alzheimer : autofinanziamento 100%.
    Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento Associazione Alzheimer !00%.
    Produzione materiale informativo (poster, volantini): 500 euro

    RISORSE UMANE : 2 neurologi, 2 neuropsicologi per la fase di formazione ed educazione. 2 psicologi per l’avvio dei gruppi di auto-aiuto per l’attività consulenziale. 1 psicoterapeuta ne caso di psicoterapie individuali.

    VERIFICA: si prevedono verifiche sia durante lo svolgimento del programma a cadenze trimestrali verranno somministarti questionari ad hoc sull’analisi della qualità della vita dei caregiver e questionari che vadano ad indagare le componenti psicologiche e biologiche dei caregiver. Questi questionati verranno somministrati anche a fine progetto. A sei mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.


    COSA NE PENSATE?? ASPETTO I VOSTRI PARERI!!! BUONO STUDIO

  3. #243
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    18-02-2005
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    fra la 3 prova el'orale potrebbe pèassare 1 settimana come un mese!cmq arrivati all'orale..non devi studiare proprio nulla....sono solo le leggi, il codice deontologico.....bastano 3 gg di studio!..se si arriva all'orale...il peggio è passato..te lo assicuro!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
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  4. #244
    Partecipante
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    01-05-2009
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Grazie mille!!

  5. #245
    Partecipante
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    i risultati della II commisione per l'ammissione alla terza prova sono usciti sul sito di Psicologia 2 alla voce archivio delle News nella stessa pagina dove sono usciti i primi

  6. #246
    Partecipante Affezionato L'avatar di kittina82
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Ciao!!! sono usciti i risultati per la seconda commissione.....a me è andata bene!!! cmq i non ammessi sono circa 30 su 200...vi allego il file..in bocca al lupo...

  7. #247
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ciao a tutti!!!!io dovro fare l'esame di stato a novembre e mi sto a preparare i temi, pero volevo sapere da voi ke avete fatto la prima prova quali punti bisognava sviluppare rispetto a quelli ke sono usciti gli anni passatiossia:
    a)i linemaneti generali della teoria e gli autori significativi
    b)i principi costrutti e variabili presi in considerazione
    c) le metodologie di indagine
    d)i risvolti applicativi
    oppure sono usciti i seguinti punti?:
    a)i linemaneti generali della teoria e gli autori significativi
    b)i principi costrutti e variabili presi in considerazione
    c) un contesto al quale la teoria scelta puo essere applicat, o un fenomeno ke la teoria scelta è in grado di spiegare
    grazie mille fatemi sapere presto
    i

  8. #248

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    solo 30 euro per psicologi e medici...e i prof raccomandano di nn andare oltre...la scuole in genere hanno pochi soldi per i progetti...( e per al cronaca: a me hanno dato molto meno nella realtà!)...
    i modelli teorciic n0n vanno approfonditi...solo citati..le uniche cose da approfndire sn le attività!
    Ciao Memole, quindi non devo spiegare perchè scelgo quel modello teorico nè in cosa consiste??? cioè, dico solo metodologia: ricerca intervento partecipante entro un modello di psicologia di comunità e modello dell'apprendimento sociale di Bandura nella formazione tra pari?
    E lo stesso vale per la metodologia?
    Se davvero fosse così le cose sarebbero molto semplificate perchè io sto perdendo una vita specialmente a scrivere introduzioni e modelli teorici.... che poi oltretutto non ricorderò mai!
    Fatemi sapere!
    Ah, un'altra domanda importante... ma accando al progetto aziendale (ospedale, azienda..) esce sempre anche quello scolastico (come per la seconda commissione)? Io quelli aziendali non li sto filando proprio... ora mi sono impantanata sulla psicologia dell'emergenza....
    grazie ragazze! ciaoooo

  9. #249
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ANNIELADYcon parole diverse, le due tracce, chiedono le stesse cose..da anni....

    clixclixio avevo scritto solo il nome del modello e basta!escono sempre !caso clinico, di sviluppo, aziendale esperimentale....e si può scegliere fra questi indipendentemente dall'indirizzo di appartenenza!


    sigur:


    PREMESSA: L’Alzheimer, tutt’oggi, rappresenta la forma più comune di demenza interessando tra il
    50 e il 70% degli anziani affetti da deterioramento mentale ad esordio tardivo. (...) Con il tempo, l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Questo aspetto così invalidante può essere considerato come la caratteristica principale di questa forma di demenza. Perciò, l’assistenza a una persona demente può diventare un compito difficile e impegnativo, poiché non si danno risposte facili alle difficoltà da affrontare, né regole fisse da seguire, che funzionino in ogni situazione. Ogni paziente è diverso e, in aggiunta, sono differenti i contesti familiari, socioculturali ed economici in cui la malattia si cala. (...)Di solito, all’interno della famiglia, uno dei componenti si assume il ruolo di caregiver principale, al quale è deputata l’organizzazione dell’assistenza e al quale spetta la responsabilità delle decisioni più importanti. Spessoil caregiver si trova a dover gestire il demente all’improvviso e senza possedere la preparazione tecnico-scentifica specifica. (..)
    I disturbi comportamentali dell’ammalato si sono dimostrati essere una delle maggiori cause di stress per i caregiver , nei quali suscitano sentimenti contraddittori di collera, colpa ed eccessivo coinvolgimento, peggiorando assai la qualità dell’assistenza.(..) il caregiver sperimenta su se stesso disturbi depressivi, senso di inadeguatezza rispetto al compito di cui è investito, ansia per il presente e soprattutto per il futuro. IN base allosservazione fatte si è pensato di sviluppare un progetto mirato a migliorere la qualità della vita dei caregiver dei paz con Alzheimer. I0 ACC0RCEREI UN P0' QUEST APRTE INIZIALE....

    TARGET: Il progetto si rivolge a tutti i caregiver dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e farà parte dei servizi offerti dalla “Associazione Alzheimer”. (SCRIVI UN NUMER0.....

    MODELO TEORICO DI RIFERIMENTO:
    Al fine di valutare e migliorare la qualità della vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer prenderemo come modello di riferimento il modello biopsicosociale e quindi considerando al salute come benessere complessivo della persona nel suo contesto sociale e ambientale.
    Il modello «bio-psico-sociale» riesce a cogliere la natura dinamica e reciproca delle interazioni dell'individuo nel proprio ambiente, superando la prospettiva causa-effetto, considerando per la prima volta in modo olistico, l'aspetto medico-biologico, quello psicologico e quello socio-ambientale.(LASCEREI S0L0 M0DELL0 BI0SPIC0S0CIALE ...)
    OBIETTIVO GENERALE: Migliorare la Qualità della Vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer. Quindi anche le cure e la vita degli anziani dementi.

    OBETTIVI SPECIFICI:
    • Aumentare le conoscenze tecnico-scentifiche specifiche dei pazienti con morbo di Alzheiemer, con particolare riferimento ai disturbi cognitivi e comportamentali.
    • Favorire le conoscenze su centri specializzati (ospedali, associazioni, centri di riabilitazione neuropsicologica, centri diurni ecc.) per la cura e l’assistenza dell’Alzheimer tramite lo sviluppo di una rete sociale.
    • Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress che comporta lassistere un malato di Alzheimer aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
    • Sostenere la famiglia nel complesso lavoro di ristrutturazione del “sistema famiglia”

    FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI:
    METODOLOGIA: il progetto, della durata di due anni, si divide in due fasi e prevede la costituzione di gruppi composti dai familiari dei pazienti.

    FASE 1: FORMAZIONE E EDUCAZIONE
    In questa fase un’equipe di medici neurologi e neuropsicologi condurrà interventi di formazione sulla patologia e nello specifico: che cos’è l’Alzheimer, i sintomi tipici, come si caratterizza il percorso della patologia, quali sono le fasi tipiche, le prime perdite funzionali, i tipici deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Verranno date ache informazioni sui possibili programmi di riabilitazione nuropsicologica per favorire il rallentamento dell’evoluzione clinica, con riferimento alle seguenti tecniche : ROT, TED, terapia della reminescenza, attività motoria, musicoterapica, terapia occupazionale, menemotecniche . Inoltre verranno date informazioni sui servizi presenti sul territorio che possono prendere in carico, anche se temporaneamente il malato, riducendo così il carico assistenziale (lavoro di rete). Gli incontri avverranno una volta al mese per 7 mesi per 2 h ciascuno.

    FASE 2: FASE DI SOSTEGNO AI CAREGIVER.
    Tale fase prevede la formazione di
    Gruppi di auto-aiuto: Il gruppo si incontrerà settimanalmente e per 2 ore. Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.

    COUSSELING DI GRUPPO: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.

    COUSELLING PSICOLOGICO INDIVIDUALE: Tale servizio è una possibilità per quelle persone che sentono di avere bisogno anche di un percorso individualizzato. Tale servizio prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
    Qualora sarà necessario è prevista una psicoterapia individuale.

    COSTI: per i costi si rimanda al tariffario dei rispettivi albi professionali.QUEST0 N0N L0 V0GLI0N0.....SCRIVI UN C0ST0 0RARI0 MEDI0, E TIENITI BASS0.... TIP0 30 EUR0 X MEDICI E PSIC0L0GI, 20 PER EDUCAT0RI.....
    Dipendenti Associazione Alzheimer : autofinanziamento 100%.
    Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento Associazione Alzheimer !00%.
    Produzione materiale informativo (poster, volantini): 500 euro

    RISORSE UMANE : 2 neurologi, 2 neuropsicologi per la fase di formazione ed educazione. 2 psicologi per l’avvio dei gruppi di auto-aiuto per l’attività consulenziale. 1 psicoterapeuta ne caso di psicoterapie individuali.

    VERIFICA: si prevedono verifiche sia durante lo svolgimento del programma a cadenze trimestrali verranno somministarti questionari ad hoc sull’analisi della qualità della vita dei caregiver e questionari che vadano ad indagare le componenti psicologiche e biologiche dei caregiver. Questi questionati verranno somministrati anche a fine progetto. A sei mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.


    PS.UNA PRECISAZI0NE...I0 VI ST0 AIUTAND0 PERCHE' CAPISC0 IL CA0S T0TALE MA..S0N0 UNA STUDENTESSA (ANZI EX) C0ME V0I..N0N PRENDETE PER LEGGE CI0' CHE VI DIC0!!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  10. #250
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da kittina82 Visualizza messaggio
    Ciao!!! sono usciti i risultati per la seconda commissione.....a me è andata bene!!! .
    C0NPLIMENTI...
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #251
    Bambi82
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da sigur8110 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti!!! mi dareste il vostro parere su questo progetto? dato che mi vengono tanti dubbi e non so coe verificare l'esattezza del progetto. Naturalemnte lo sintetizzo...

    Titolo: Supporto ai caregiver dei paz con Alzheimer


    PREMESSA: L’Alzheimer, tutt’oggi, rappresenta la forma più comune di demenza interessando tra il
    50 e il 70% degli anziani affetti da deterioramento mentale ad esordio tardivo. (...) Con il tempo, l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Questo aspetto così invalidante può essere considerato come la caratteristica principale di questa forma di demenza. Perciò, l’assistenza a una persona demente può diventare un compito difficile e impegnativo, poiché non si danno risposte facili alle difficoltà da affrontare, né regole fisse da seguire, che funzionino in ogni situazione. Ogni paziente è diverso e, in aggiunta, sono differenti i contesti familiari, socioculturali ed economici in cui la malattia si cala. (...)Di solito, all’interno della famiglia, uno dei componenti si assume il ruolo di caregiver principale, al quale è deputata l’organizzazione dell’assistenza e al quale spetta la responsabilità delle decisioni più importanti. Spessoil caregiver si trova a dover gestire il demente all’improvviso e senza possedere la preparazione tecnico-scentifica specifica. (..)
    I disturbi comportamentali dell’ammalato si sono dimostrati essere una delle maggiori cause di stress per i caregiver , nei quali suscitano sentimenti contraddittori di collera, colpa ed eccessivo coinvolgimento, peggiorando assai la qualità dell’assistenza.(..) il caregiver sperimenta su se stesso disturbi depressivi, senso di inadeguatezza rispetto al compito di cui è investito, ansia per il presente e soprattutto per il futuro. IN base allosservazione fatte si è pensato di sviluppare un progetto mirato a migliorere la qualità della vita dei caregiver dei paz con Alzheimer.

    TARGET: Il progetto si rivolge a tutti i caregiver dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e farà parte dei servizi offerti dalla “Associazione Alzheimer”.

    MODELO TEORICO DI RIFERIMENTO:
    Al fine di valutare e migliorare la qualità della vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer prenderemo come modello di riferimento il modello biopsicosociale e quindi considerando al salute come benessere complessivo della persona nel suo contesto sociale e ambientale.
    Il modello «bio-psico-sociale» riesce a cogliere la natura dinamica e reciproca delle interazioni dell'individuo nel proprio ambiente, superando la prospettiva causa-effetto, considerando per la prima volta in modo olistico, l'aspetto medico-biologico, quello psicologico e quello socio-ambientale.

    OBIETTIVO GENERALE: Migliorare la Qualità della Vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer. Quindi anche le cure e la vita degli anziani dementi.

    OBETTIVI SPECIFICI:
    • Aumentare le conoscenze tecnico-scentifiche specifiche dei pazienti con morbo di Alzheiemer, con particolare riferimento ai disturbi cognitivi e comportamentali.
    • Favorire le conoscenze su centri specializzati (ospedali, associazioni, centri di riabilitazione neuropsicologica, centri diurni ecc.) per la cura e l’assistenza dell’Alzheimer tramite lo sviluppo di una rete sociale.
    • Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress che comporta lassistere un malato di Alzheimer aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
    • Sostenere la famiglia nel complesso lavoro di ristrutturazione del “sistema famiglia”

    FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI:
    METODOLOGIA: il progetto, della durata di due anni, si divide in due fasi e prevede la costituzione di gruppi composti dai familiari dei pazienti.

    FASE 1: FORMAZIONE E EDUCAZIONE
    In questa fase un’equipe di medici neurologi e neuropsicologi condurrà interventi di formazione sulla patologia e nello specifico: che cos’è l’Alzheimer, i sintomi tipici, come si caratterizza il percorso della patologia, quali sono le fasi tipiche, le prime perdite funzionali, i tipici deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Verranno date ache informazioni sui possibili programmi di riabilitazione nuropsicologica per favorire il rallentamento dell’evoluzione clinica, con riferimento alle seguenti tecniche : ROT, TED, terapia della reminescenza, attività motoria, musicoterapica, terapia occupazionale, menemotecniche . Inoltre verranno date informazioni sui servizi presenti sul territorio che possono prendere in carico, anche se temporaneamente il malato, riducendo così il carico assistenziale (lavoro di rete). Gli incontri avverranno una volta al mese per 7 mesi per 2 h ciascuno.

    FASE 2: FASE DI SOSTEGNO AI CAREGIVER.
    Tale fase prevede la formazione di
    Gruppi di auto-aiuto: Il gruppo si incontrerà settimanalmente e per 2 ore. Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.

    COUSSELING DI GRUPPO: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.

    COUSELLING PSICOLOGICO INDIVIDUALE: Tale servizio è una possibilità per quelle persone che sentono di avere bisogno anche di un percorso individualizzato. Tale servizio prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
    Qualora sarà necessario è prevista una psicoterapia individuale.

    COSTI: per i costi si rimanda al tariffario dei rispettivi albi professionali.
    Dipendenti Associazione Alzheimer : autofinanziamento 100%.
    Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento Associazione Alzheimer !00%.
    Produzione materiale informativo (poster, volantini): 500 euro

    RISORSE UMANE : 2 neurologi, 2 neuropsicologi per la fase di formazione ed educazione. 2 psicologi per l’avvio dei gruppi di auto-aiuto per l’attività consulenziale. 1 psicoterapeuta ne caso di psicoterapie individuali.

    VERIFICA: si prevedono verifiche sia durante lo svolgimento del programma a cadenze trimestrali verranno somministarti questionari ad hoc sull’analisi della qualità della vita dei caregiver e questionari che vadano ad indagare le componenti psicologiche e biologiche dei caregiver. Questi questionati verranno somministrati anche a fine progetto. A sei mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.


    COSA NE PENSATE?? ASPETTO I VOSTRI PARERI!!! BUONO STUDIO
    ciao...io anche mi sto preparando per la seconda prova...e mi sento solo di dirti che proprio se vogliamo essere precisi secondo me potresti precisare destinatari diretti e indiretti! (i primi sarebbero i caregiver, i secondi i pazienti anziani). Sei d'accordo?? baci

  12. #252
    Partecipante Affezionato
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    ANNIELADYcon parole diverse, le due tracce, chiedono le stesse cose..da anni....

    clixclixio avevo scritto solo il nome del modello e basta!escono sempre !caso clinico, di sviluppo, aziendale esperimentale....e si può scegliere fra questi indipendentemente dall'indirizzo di appartenenza!


    sigur:


    PREMESSA: L’Alzheimer, tutt’oggi, rappresenta la forma più comune di demenza interessando tra il
    50 e il 70% degli anziani affetti da deterioramento mentale ad esordio tardivo. (...) Con il tempo, l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Questo aspetto così invalidante può essere considerato come la caratteristica principale di questa forma di demenza. Perciò, l’assistenza a una persona demente può diventare un compito difficile e impegnativo, poiché non si danno risposte facili alle difficoltà da affrontare, né regole fisse da seguire, che funzionino in ogni situazione. Ogni paziente è diverso e, in aggiunta, sono differenti i contesti familiari, socioculturali ed economici in cui la malattia si cala. (...)Di solito, all’interno della famiglia, uno dei componenti si assume il ruolo di caregiver principale, al quale è deputata l’organizzazione dell’assistenza e al quale spetta la responsabilità delle decisioni più importanti. Spessoil caregiver si trova a dover gestire il demente all’improvviso e senza possedere la preparazione tecnico-scentifica specifica. (..)
    I disturbi comportamentali dell’ammalato si sono dimostrati essere una delle maggiori cause di stress per i caregiver , nei quali suscitano sentimenti contraddittori di collera, colpa ed eccessivo coinvolgimento, peggiorando assai la qualità dell’assistenza.(..) il caregiver sperimenta su se stesso disturbi depressivi, senso di inadeguatezza rispetto al compito di cui è investito, ansia per il presente e soprattutto per il futuro. IN base allosservazione fatte si è pensato di sviluppare un progetto mirato a migliorere la qualità della vita dei caregiver dei paz con Alzheimer. I0 ACC0RCEREI UN P0' QUEST APRTE INIZIALE....

    TARGET: Il progetto si rivolge a tutti i caregiver dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e farà parte dei servizi offerti dalla “Associazione Alzheimer”. (SCRIVI UN NUMER0.....

    MODELO TEORICO DI RIFERIMENTO:
    Al fine di valutare e migliorare la qualità della vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer prenderemo come modello di riferimento il modello biopsicosociale e quindi considerando al salute come benessere complessivo della persona nel suo contesto sociale e ambientale.
    Il modello «bio-psico-sociale» riesce a cogliere la natura dinamica e reciproca delle interazioni dell'individuo nel proprio ambiente, superando la prospettiva causa-effetto, considerando per la prima volta in modo olistico, l'aspetto medico-biologico, quello psicologico e quello socio-ambientale.(LASCEREI S0L0 M0DELL0 BI0SPIC0S0CIALE ...)
    OBIETTIVO GENERALE: Migliorare la Qualità della Vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer. Quindi anche le cure e la vita degli anziani dementi.

    OBETTIVI SPECIFICI:
    • Aumentare le conoscenze tecnico-scentifiche specifiche dei pazienti con morbo di Alzheiemer, con particolare riferimento ai disturbi cognitivi e comportamentali.
    • Favorire le conoscenze su centri specializzati (ospedali, associazioni, centri di riabilitazione neuropsicologica, centri diurni ecc.) per la cura e l’assistenza dell’Alzheimer tramite lo sviluppo di una rete sociale.
    • Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress che comporta lassistere un malato di Alzheimer aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
    • Sostenere la famiglia nel complesso lavoro di ristrutturazione del “sistema famiglia”

    FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI:
    METODOLOGIA: il progetto, della durata di due anni, si divide in due fasi e prevede la costituzione di gruppi composti dai familiari dei pazienti.

    FASE 1: FORMAZIONE E EDUCAZIONE
    In questa fase un’equipe di medici neurologi e neuropsicologi condurrà interventi di formazione sulla patologia e nello specifico: che cos’è l’Alzheimer, i sintomi tipici, come si caratterizza il percorso della patologia, quali sono le fasi tipiche, le prime perdite funzionali, i tipici deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Verranno date ache informazioni sui possibili programmi di riabilitazione nuropsicologica per favorire il rallentamento dell’evoluzione clinica, con riferimento alle seguenti tecniche : ROT, TED, terapia della reminescenza, attività motoria, musicoterapica, terapia occupazionale, menemotecniche . Inoltre verranno date informazioni sui servizi presenti sul territorio che possono prendere in carico, anche se temporaneamente il malato, riducendo così il carico assistenziale (lavoro di rete). Gli incontri avverranno una volta al mese per 7 mesi per 2 h ciascuno.

    FASE 2: FASE DI SOSTEGNO AI CAREGIVER.
    Tale fase prevede la formazione di
    Gruppi di auto-aiuto: Il gruppo si incontrerà settimanalmente e per 2 ore. Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.

    COUSSELING DI GRUPPO: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.

    COUSELLING PSICOLOGICO INDIVIDUALE: Tale servizio è una possibilità per quelle persone che sentono di avere bisogno anche di un percorso individualizzato. Tale servizio prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
    Qualora sarà necessario è prevista una psicoterapia individuale.

    COSTI: per i costi si rimanda al tariffario dei rispettivi albi professionali.QUEST0 N0N L0 V0GLI0N0.....SCRIVI UN C0ST0 0RARI0 MEDI0, E TIENITI BASS0.... TIP0 30 EUR0 X MEDICI E PSIC0L0GI, 20 PER EDUCAT0RI.....
    Dipendenti Associazione Alzheimer : autofinanziamento 100%.
    Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento Associazione Alzheimer !00%.
    Produzione materiale informativo (poster, volantini): 500 euro

    RISORSE UMANE : 2 neurologi, 2 neuropsicologi per la fase di formazione ed educazione. 2 psicologi per l’avvio dei gruppi di auto-aiuto per l’attività consulenziale. 1 psicoterapeuta ne caso di psicoterapie individuali.

    VERIFICA: si prevedono verifiche sia durante lo svolgimento del programma a cadenze trimestrali verranno somministarti questionari ad hoc sull’analisi della qualità della vita dei caregiver e questionari che vadano ad indagare le componenti psicologiche e biologiche dei caregiver. Questi questionati verranno somministrati anche a fine progetto. A sei mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.


    PS.UNA PRECISAZI0NE...I0 VI ST0 AIUTAND0 PERCHE' CAPISC0 IL CA0S T0TALE MA..S0N0 UNA STUDENTESSA (ANZI EX) C0ME V0I..N0N PRENDETE PER LEGGE CI0' CHE VI DIC0!!!!
    grazie memolememole!!! sei sempre gentile!!! quindi ,sostanzialmente, devo snellire un pò il tutto ed essere maggiormente precisa riguardo il buget! ok!! nel caso provo a farne altri e li posto! magari è utile anche per le altre!

  13. #253
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Citazione Originalmente inviato da Bambi82 Visualizza messaggio
    ciao...io anche mi sto preparando per la seconda prova...e mi sento solo di dirti che proprio se vogliamo essere precisi secondo me potresti precisare destinatari diretti e indiretti! (i primi sarebbero i caregiver, i secondi i pazienti anziani). Sei d'accordo?? baci
    Trovo che hai ragionegrazie!

  14. #254
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Allora ho provato a fare un progetto sulla DPS ne l caso di un evento sismico. Ho alcuni dubbi sempre inerenti al budget e uno sulla metogologia. Nella traccia viene specificato di prendere in esame i punti così come sono proposti ora dato che la metodologia io la espongo prima sarà sbagliato???

    Attendo i vostri consigli e ancora buono studio )


    PREMESSA: Nelle situazioni di catastrofi naturali come un evento sismico la patologia più ricorrente è il disturbo post-taumatico da stress (DPS). I sintomi presenti in questo tipo di disturbo si riscontrano a livello cognitivo e neurovgetativo, di tipo intrusivo, on rivisitazione ripetuta del trauma. Inoltre sono presenti sintomi di evitamento, persistente aumento di tensione emotiva di base. I sintomi sopra elencati devono avere una durata da un mese e più mesi.

    POPOLAZIONE TARGET: 30 soggetti afferenti alle aziende sanitarie di un territorio colpito da sisma con presenza dei sintomi classici della DPS.

    CONTESTO.: Azienda sanitaria del luogo.

    MODELLO TEORICO DI RIFERIMENTO: Tenendo presente la concezione di salute intesa come una condizione di benessere data dalla contemporanea considerazione della sfera fisica, psicologica e socio –culturale ci rifaremo al modello biopsicosociale, quindi ci rifaremo ad un approccio globale e intergrato.

    OBIETTIVO GENERALE: migliorare i sintomi della DPS nel soggetti colpiti da un evento sismico.

    OBIETTIVI SPECIIFCI:
    - Informare su sintomi specifici della DPS
    - Ridurre i sintomi di ansia
    - Ridurre i sintomi da evitamento, di iperattivazione (ridurre l’uso di tranquillanti) e dei pensieri intrusivi
    - Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress e aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
    - Apprendimento di autodiagnosi del pensiero intrusivo.
    - Favorire la formazione gruppi di lavoro sociale di reti

    FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI.

    FASE 1: FORMARE E INFORMARE:
    Si prevede un incontro settimanale di 2 ore per 8 incontri totali ( 2 mesi)
    In occasione di questi incontri verranno offerti corsi di formazione e informazione così strutturati:
    1) 2 psicologi e 1 neuropsichiatria si alterneranno per offrire informazioni sui tipici sintomi della DPS per un totale di 3 incontri settimanali di 2 ore ciascuno.
    2) Gli psicologi e il neuropsichiatria terranno incontri per informare il pericolo di un utilizzo improprio di tranquillanti e l’importanza di seguire anche un percorso di psicoterapia. Si prevedono 2 incontri di 2 ore (1 mese)
    3) Gli psicologi terranno corsi nei quali si mirerà a far apprendere le tecniche per un’autodiagnosi del pensiero intrusivo e le maggiori tecniche per contrastarlo con particolare riferimento alla tecnica delle R:E:B:T di Ellis. Si prevedono 3 incontri a settimana di 2 ore ciascuno.


    FASE 2: IL SOSTEGNO PSICOLOGICO
    Tale fase prevede sia la formazione di un gruppo di auto-aiuto che un percorso individuale. Per un totale di 5 mesi.
    1) Focus group: formazione di gruppi dove per interrogarsi sui tipi atteggiamenti messi in atto dopo un evento sismico. Il fine è stendere un elenco dei principali problemi per affrontarlo in un secondo momento nella formazione di gruppi di auto-aiuto. Si prevede 1 incontro di 2 ore.

    2) Gruppo di auto-aiuto: dopo la fase informativa e dopo aver discusso dei principali problemi inerenti all’evento sismico Il gruppo si incontrerà settimanalmente per 2 ore per un totale di 8 settimane (2 mesi). Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.

    3) “Il gruppo di training autogeno”: nell’ultima fase dell’intervento si prevedono incontri mirati alla riduzione dell’ansia e indurre uno stato di rilassamento psicofisico. Verrà inoltre preparato materiale audiovisivo di T.A. in modo che le persone possano ripetere gli esercizi a casa. Si prevedono 4 incontri ( 1 mese)

    4) Coselling di gruppo: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.

    RISORSE: 2 psicologi e un neuropsichatra.

    TEMPI: 7 mesi

    COSTI. Si prevede un tariffario di 30 euro l’ora per gli psicologi e il neuopsichiatra .
    Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento a carico dell’azienda sanitaria 100%
    Materiale audiovisivo: 400 euro

    VERIFICA: Si prevede una verifica si durante che alla fine del progetto. All’inizio e alla fiendel progetto si prevede la somministrazione del questionario PCL_D. durante e alla fine la somministrazione di questionari ad hoc per indagare le componenti psicologiche inerenti ai sintomi della DPS con particolare riferimento all’ansia . A tre mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.

  15. #255
    paoletta81
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Domandina!
    la metodologia del Role Playing a quale modello teorico fà riferimento?

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