ANNIELADYcon parole diverse, le due tracce, chiedono le stesse cose..da anni....

clixclixio avevo scritto solo il nome del modello e basta!

escono sempre !caso clinico, di sviluppo, aziendale esperimentale....e si può scegliere fra questi indipendentemente dall'indirizzo di appartenenza!
sigur:
PREMESSA: L’Alzheimer, tutt’oggi, rappresenta la forma più comune di demenza interessando tra il
50 e il 70% degli anziani affetti da deterioramento mentale ad esordio tardivo. (...) Con il tempo, l’ammalato perde l’autonomia nell’esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Questo aspetto così invalidante può essere considerato come la caratteristica principale di questa forma di demenza. Perciò, l’assistenza a una persona demente può diventare un compito difficile e impegnativo, poiché non si danno risposte facili alle difficoltà da affrontare, né regole fisse da seguire, che funzionino in ogni situazione. Ogni paziente è diverso e, in aggiunta, sono differenti i contesti familiari, socioculturali ed economici in cui la malattia si cala. (...)Di solito, all’interno della famiglia, uno dei componenti si assume il ruolo di caregiver principale, al quale è deputata l’organizzazione dell’assistenza e al quale spetta la responsabilità delle decisioni più importanti. Spessoil caregiver si trova a dover gestire il demente all’improvviso e senza possedere la preparazione tecnico-scentifica specifica. (..)
I disturbi comportamentali dell’ammalato si sono dimostrati essere una delle maggiori cause di stress per i caregiver , nei quali suscitano sentimenti contraddittori di collera, colpa ed eccessivo coinvolgimento, peggiorando assai la qualità dell’assistenza.(..) il caregiver sperimenta su se stesso disturbi depressivi, senso di inadeguatezza rispetto al compito di cui è investito, ansia per il presente e soprattutto per il futuro. IN base allosservazione fatte si è pensato di sviluppare un progetto mirato a migliorere la qualità della vita dei caregiver dei paz con Alzheimer.
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TARGET: Il progetto si rivolge a tutti i caregiver dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer e farà parte dei servizi offerti dalla “Associazione Alzheimer”.
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MODELO TEORICO DI RIFERIMENTO:
Al fine di valutare e migliorare la qualità della vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer prenderemo come modello di riferimento il modello biopsicosociale e quindi considerando al salute come benessere complessivo della persona nel suo contesto sociale e ambientale.
Il modello «bio-psico-sociale» riesce a cogliere la natura dinamica e reciproca delle interazioni dell'individuo nel proprio ambiente, superando la prospettiva causa-effetto, considerando per la prima volta in modo olistico, l'aspetto medico-biologico, quello psicologico e quello socio-ambientale.(
LASCEREI S0L0 M0DELL0 BI0SPIC0S0CIALE ...
)
OBIETTIVO GENERALE: Migliorare la Qualità della Vita dei caregiver di pazienti affetti da Alzheimer. Quindi anche le cure e la vita degli anziani dementi.
OBETTIVI SPECIFICI:
• Aumentare le conoscenze tecnico-scentifiche specifiche dei pazienti con morbo di Alzheiemer, con particolare riferimento ai disturbi cognitivi e comportamentali.
• Favorire le conoscenze su centri specializzati (ospedali, associazioni, centri di riabilitazione neuropsicologica, centri diurni ecc.) per la cura e l’assistenza dell’Alzheimer tramite lo sviluppo di una rete sociale.
• Incrementare la capacità di gestire le emozioni, l’ansia, lo stress che comporta lassistere un malato di Alzheimer aumentare la capacità di coping e l’epowerment.
• Sostenere la famiglia nel complesso lavoro di ristrutturazione del “sistema famiglia”
FASI, RISORSE, TEMPI E COSTI:
METODOLOGIA: il progetto, della durata di due anni, si divide in due fasi e prevede la costituzione di gruppi composti dai familiari dei pazienti.
FASE 1: FORMAZIONE E EDUCAZIONE
In questa fase un’equipe di medici neurologi e neuropsicologi condurrà interventi di formazione sulla patologia e nello specifico: che cos’è l’Alzheimer, i sintomi tipici, come si caratterizza il percorso della patologia, quali sono le fasi tipiche, le prime perdite funzionali, i tipici deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Verranno date ache informazioni sui possibili programmi di riabilitazione nuropsicologica per favorire il rallentamento dell’evoluzione clinica, con riferimento alle seguenti tecniche : ROT, TED, terapia della reminescenza, attività motoria, musicoterapica, terapia occupazionale, menemotecniche . Inoltre verranno date informazioni sui servizi presenti sul territorio che possono prendere in carico, anche se temporaneamente il malato, riducendo così il carico assistenziale (lavoro di rete). Gli incontri avverranno una volta al mese per 7 mesi per 2 h ciascuno.
FASE 2: FASE DI SOSTEGNO AI CAREGIVER.
Tale fase prevede la formazione di
Gruppi di auto-aiuto: Il gruppo si incontrerà settimanalmente e per 2 ore. Il gruppo offrirà sostegno, condivisione e attraverso il confronto attivo si possono incrementare le capacità di coping di problem solving.
COUSSELING DI GRUPPO: al fine di condividere finalità comuni. I membri del gruppo si daranno sostegno a vicenda creando un clima di fiducia, uno spazio di condivisione di ansie, paure, emozioni ecc, incrementando così capacità di riflessioni e di elaborazioni delle emozioni. Il gruppo verrà a costituirsi come gruppo di sostegno di cui si può usufruire anche al di fuori degli incontri. Tale incontro prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
COUSELLING PSICOLOGICO INDIVIDUALE: Tale servizio è una possibilità per quelle persone che sentono di avere bisogno anche di un percorso individualizzato. Tale servizio prevede 8 incontri a cadenza bimensile e della durata di 50 minuti.
Qualora sarà necessario è prevista una psicoterapia individuale.
COSTI: per i costi si rimanda al tariffario dei rispettivi albi professionali.
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Dipendenti Associazione Alzheimer : autofinanziamento 100%.
Materiale didattico (lavagne di carta o luminose, fotocopie, dispense ecc): autofinanziamento Associazione Alzheimer !00%.
Produzione materiale informativo (poster, volantini): 500 euro
RISORSE UMANE : 2 neurologi, 2 neuropsicologi per la fase di formazione ed educazione. 2 psicologi per l’avvio dei gruppi di auto-aiuto per l’attività consulenziale. 1 psicoterapeuta ne caso di psicoterapie individuali.
VERIFICA: si prevedono verifiche sia durante lo svolgimento del programma a cadenze trimestrali verranno somministarti questionari ad hoc sull’analisi della qualità della vita dei caregiver e questionari che vadano ad indagare le componenti psicologiche e biologiche dei caregiver. Questi questionati verranno somministrati anche a fine progetto. A sei mesi dalla fine dell’intervento è prevista una fase di follow up.

PS.UNA PRECISAZI0NE...I0 VI ST0 AIUTAND0 PERCHE' CAPISC0 IL CA0S T0TALE MA..S0N0 UNA STUDENTESSA (ANZI EX

) C0ME V0I..N0N PRENDETE PER LEGGE CI0' CHE VI DIC0!!!!
