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  1. #196
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    3,140

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    certo che si può lavorare, si possono fare tutte le attività elencate dal tariffario degli psicologi, tranne psicoterapia, che cmq occupa solo 3 voci! Il problema è saperle fare, cioè garantire standard qualitativi elevati, come "impone" il codice deontologico. E anche trovare un mercato ricettivo, disposto a pagare per usufruire dei tuoi servizi: puoi essere bravissima, ma se intorno non c'è un mercato ricettivo, perché la gente ormai non ha soldi neanche per fare la spesa, cmq non investe in colloqui, attività e servizi di psicologia. Parliamo ovviamente di privato, poiché lo psicologo in fondo è un libero professionista, tutte le attività indicate dal tariffario presuppongono un tempo specifico, non un contratto a tempo indeterminato da otto ore al giorno come gli impiegati statali. Tutto sta nel tessere relazioni, crearsi un giro di contatti ed avere grandi doti imprenditoriali, per cui fai un progetto qua, un corso là, un paziente su, un corsetto giù, abbinando varie attività su vari fronti e inventandosene una al giorno, avendo creatività e spirito di iniziativa (non ci si può mai rilassare sugli allori). Ammesso che, appunto, il mercato recepisca e, crudamente, "spenda" per avere questo servizio. Il che in certe zone (molte) è difficile: ancora circolano credenze ingenue sulla figura di psicologo: in alcuni contesti ancora lo considerano il medico dei pazzi, e non ci vanno perché "mica siamo matti".

  2. #197
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da valebell Visualizza messaggio
    Salve,
    sapete dirmi se con la laurea di secondo livello e l'esame di stato sia già possibile lavorare?!??? perchè a quanto ho capito non è possibile lavorare in ambito pubblico, dato che una legge lo vieta richiedendo come requisito l'aver frequentato una scuola di specializzazione, ma nel privato dovrebbe essere possibile...insomma cosa si può fare??!??
    è possibile che finiti i 5 anni, l'anno di tirocinio e fatto l'esame di stato non sia ancora possibile lavorare??
    Una cosa è certa: per entrare a lavorare in un posto pubblico, è necessario innanzitutto superare un concorso. E i concorsi, specialmente in questo periodo di crisi, sono sempre di meno e contano sempre meno posti a disposizione. La scuola di specializzazione, il voto alla laurea e tutto il resto, sono soltanto titoli referenziali che non ti garantiscono nulla e senza i quali nemmen s'otterrebbe l'ammissione alle prove.
    Anche i privati svolgono selezioni, ma cercano di risparmiare il più possibile. Ovviamente non mi riferisco al privato inteso come libero professionista, bensì al privato inteso come azienda privata -cooperative, asili privati et similia-.
    Secondo me, se il mercato del lavoro è saturo e la gente è costretta a spendere sempre di più per poi guadagnare sempre di meno, la colpa è anche di chi è disposto a farsi sfruttare o lavorare aggratis soltanto per fare esperienza e scriverlo nel curriculum.

    Comunque, non ero mai capitato in questa sezione, ma ho letto la discussione, dal primo all'ultimo post, e mi fa piacere constatare che a quanto pare qui sul forum non sono l'unico a pensarla in un certo modo. Ciò è fonte di impopolarità, ma la vita è bella perchè è varia, e soltanto le persone insicure, testarde e con la mentalità chiusa non accettano opinioni diverse dalla propria.
    Ultima modifica di fabrighiglie : 12-09-2009 alle ore 17.30.28

  3. #198
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Una domanda che mi son sempre posto, come sempre senza un perchè, è la seguente: come mai tanta gente a psicologia ha l'abitudine di fare i soliti ragionamenti relativi a sogni, ambizioni, sacrifici, cultura, competenze, bravura ecc, e di guardarti dall'alto in basso se non la pensi allo stesso modo...e poi va a "provare" gli esami con estrema insicurezza ed esulta dopo aver preso 18?
    A questa domanda, le risposte sono sempre le stesse: "Il voto della triennale non conta", "Mi voglio laureare il prima possibile", "Le competenze non si vedono dal voto di laurea" (le stesse persone, poi, si pongono mille interrogativi su quanto sia importante quest'ultimo per un'ipotetico futuro lavorativo) ecc....
    Bene, se l'unico obiettivo è laurearsi il prima possibile, poco importa con quale voto e soprattutto con quali conoscenze, allora non venite a ragionare di cultura e competenze, perchè sarebbe un controsenso.
    Il voto della triennale non conta, ma quel che conta è la specialistica, l'esame di stato e i vari master e specializzazioni post lauream? E se per un motivo o per l'altro il vostro percorso di studi si fermasse alla triennale, come la mettiamo?

    In generale, come già sostenuto a più riprese in questa discussione, io ritengo che a psicologia ci sia tanta gente frivola e banale, poco concreta, poco realistica, completamente priva d'umiltà e di spirito d'iniziativa e che crede di vivere nel mondo delle favole.
    Gente che guarda il lavoro come un'eventualità remota che pioverà dal cielo chissà quando solo per via di una laurea, e che sostiene: "Il lavoro? Se ne riparlerà tra una decina d'anni, nel frattempo studio"...il tutto, ovviamente, con le spalle finanziariamente coperte dalla famiglia.
    Gente che pensa basti avere un titolo di studio e spendere centinaia di migliaia d'euro in master e specializzazioni varie, per ottenere un posto sicuro.
    Ma soprattutto, secondo me c'è tanta gente che pensa di esser portata a capire gli altri, ma in realtà ha una mentalità chiusa e retrograda e non è nemmen in grado di accettare un'opinione diversa dalla propria. Io penso una cosa: come non basta indossare un cappello per essere un vero cow-boy, così non basta studiare centinaia di libri e essere laureati e specializzati per affermarsi in un determinato campo. A mio avviso, oltre alle competenze tecniche, è necessario innanzitutto avere certe caratteristiche personali....in base a quanto ho visto finora, secondo me l'80% della gente che fa psicologia è in realtà totalmente inadatta a intraprendere quella strada.

    E' bello avere dei sogni da realizzare e cercare di impegnarsi per rincorrere i propri obiettivi, ma arrivati a un certo punto, e soprattutto a una certa età, secondo me non si può vivere di soli sogni e bisogna pensare a trovare un lavoro stabile che garantisca indipendenza e sicurezza economica al 100%.
    E la sicurezza economica, in un periodo di crisi come questo, è sempre un importante traguardo.
    Mai dire: "Roma, o morte!", mai pensare: "O questo, o nulla, perchè ho studiato per tutta la vita e non mi posso abbassare a fare altro": bisogna sempre guardarsi intorno a 360° gradi.
    Ultima modifica di fabrighiglie : 15-09-2009 alle ore 15.57.06

  4. #199
    Partecipante L'avatar di :.InFerMo.:
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    18-09-2008
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    52

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Ciao, Infermo. Hai avuto buone possibilità in UK. Cosa ti ha portato a ritornare?
    Cara Giunone, sono tornato per un evento esterno alla faccenda.

    A parte questo, a parità di lavoro e di paga (e oserei dire di dignità lavorativa), fra la città inglese dove sono stato e la città italiana dove vivo ti dico che non c'è il minimo paragone possibile da parte mia, ci sono molti pareri discordanti al riguardo ma per quanto mi riguarda potendo scegliere, non emigrerei. Sono stato nel sud dell'Inghilterra, e diciamo che oltre a Londra ho visitato anche altre città.. dei posti bellissimi, ma da parte mia, solo a livello turistico.

    Detto questo non escudo, anzi ritengo molto probabile, la possibilità di tornare in uk.. Questo perché sebbene il nostro paese possieda infinite potenzialità... queste non vengono sfruttate. Chi ci governa si commenta da solo (e ovvio che chi si informata dai tg di regime non conosce chi ci governa.. Minzolini censura le notizie in modo SPUDORATO, fa rimpiangere perfino Riotta.. e ce ne vuole..) e il degrado e il divario sociale è oscurato e in aumento.

    Voglio darvi una notizia.. una fra le tante non date.. non riguarda la P2 o l'inchiesta di Bari.. niente di tutto ciò.. riguarda noi, riguarda il nostro futuro, il nostro diritto ad un lavoro onesto, senza raccomandazioni o conoscenze, senza favori o ricatti, eccola la notizia:

    Laureato, perde il posto da muratore e si uccide - l'Unità.it

    Il dottore lascia due figli, uno di tre e uno di sette anni.. non ce l'ha fatta.. tornare a casa e dirlo alla moglie.. la disperazione ha vinto.

    Vedete.. non credo che questo sia possibile in un paese "normale" "civile"..

    Non pretendo che una volta laureati ci si debba dare subito un posto da direttori o simili.. ma quello che manca in Italia è la possibilità di pianificare un futuro dopo anni di sacrifici, sia economici che di "vita vissuta"..

    In uk praticamente impossibile che dopo anni di studio non ti venga riconosciuto nulla,è una scaletta, si inizia dal basso e poi man mano si sale, in Italia sento spesso ragazzi/e che fanno la scuola di psicoterapia mantenuti dai genitori e da lavori saltuari senza la minima certezza di un successivo lavoro nel campo..

    Non ci sono politiche a sostegno della nostra categoria, in uk è stato approvato un progetto che prevede l'affiancamento dello psicologo al medico di base.. (mi sembra qualcosa del genere, cmq è spiegato qua sul forum), il risultato è una CARENZA di psicologi e psicoterapeuti, in Italia non ci sono soldi perché l'onestà in politica è rimasta solo a Di Pietro, chi ci governa è un noto evasore fiscale.. è di ieri la notizia che praticamente nessuno in Italia dichiara più di 200000€ all'anno al fisco.. Tale cifra viene dichiarata solo da dipendenti per grandi compagnie impossibilitati ad evadere.. ma fra i liberi professionisti praticamente nessuno.. in Italia non ci sono ricchi....

    Chi paga le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, le classi deboli appunto...

    Siamo con l'acqua alla gola..

    Siamo il paese che paga più tasse in Europa ma con gli stipendi più bassi, in compenso abbiamo anche le bollette più alte.. per non parlare degli affitti e dei mutui.. Ma come si fa a vivere con mille euro al mese e seicento euro di affitto? Chi sta bene in questo paese è il Vaticano.. profumatamente finanziato dal nostro stato "Laico" fondato sul "lavoro" (ps... qua ci sarebbe da fare una modifica alla costituzione aggiungendo.. mal pagato, precario, umiliante, quando c'è.. se poi non conosci nessuno.. beh.. non c'è).

    Insomma, mi toccherà emigrare.. non è cambiato niente dal dopoguerra, come mio nonno.. per fortuna io ho ryanair.. ma per il resto non cambia niente.. vai via da casa tua, lasci gli amici, la famiglia, quegli spazi della città che sentivi tuoi, il cibo, il clima,i cagnoni, l'aria. Sembrerà incredibile.. ma quando sono tornato ho sentito come fosse diversa l'aria della mia città rispetto a quella lasciata.

    Mi chiedo spesso un'Italia governata da persone oneste e competenti cosa sarebbe potuta diventare.. il gioiello d'Europa.. ma nel nostro paese, il paese del sole, un paese altamente sismico, quando ormai nessuno pensa al nucleare, altamente improduttivo, costoso e pericoloso, con il prezzo dell'uranio schizzato alle stelle e i costi di estrazione del plutonio elevatissimi per non citare quelli di smaltimento delle scorie e l'acqua impiegata per il raffreddamento (risorsa importantissima e sempre più difficile da reperire), beh nel nostro paese si pensa alle centrali nucleari.. ben inteso sicurissime, tanto sicure che nessuna compagnia assicurativa ne assicurerebbe mai una,ma quelli selle assicurazioni sono pazzi..

    Un paese con delle scuole fatiscenti, con dei ministri che tagliano sull'istruzione.. parlando di "maestro prevalente.." con il futuro che va sempre peggio. (nessun taglio alle scuole paritarie cattoliche, state tranquilli..)

    Potrei continuare ad elencare le oscenità di casa nostra per pagine e pagine.. ma ve lo risparmio.

    Auguri fratelli d'Italia e buona fortuna, ne avrete bisogno.

  5. #200
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Io mi trovo in totale accordo con i Post precedenti, soprattutto l'analisi di fabrighiglie mi sembra molto azzeccata e pertinente. Infermo è molto puntuale e realista solo che non ho ancora capito come si sta organizzando per far fronte a questa situazione. Io, personalmente, sarò laureato tra poco più di un mese e sinceramente ho il dubbio se preparare l'esame di stato o meno, vedremo...Sinceramente farmi altri indefiniti anni da squattrinato per farmi prendere per il culo dai vari professoroni, dottoroni, psicoanalisti completamente sciroccati non mi va affatto!

  6. #201

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da fabrighiglie Visualizza messaggio
    Una domanda che mi son sempre posto, come sempre senza un perchè, è la seguente: come mai tanta gente a psicologia ha l'abitudine di fare i soliti ragionamenti relativi a sogni, ambizioni, sacrifici, cultura, competenze, bravura ecc, e di guardarti dall'alto in basso se non la pensi allo stesso modo...e poi va a "provare" gli esami con estrema insicurezza ed esulta dopo aver preso 18?
    A questa domanda, le risposte sono sempre le stesse: "Il voto della triennale non conta", "Mi voglio laureare il prima possibile", "Le competenze non si vedono dal voto di laurea" (le stesse persone, poi, si pongono mille interrogativi su quanto sia importante quest'ultimo per un'ipotetico futuro lavorativo) ecc....
    Bene, se l'unico obiettivo è laurearsi il prima possibile, poco importa con quale voto e soprattutto con quali conoscenze, allora non venite a ragionare di cultura e competenze, perchè sarebbe un controsenso.
    Il voto della triennale non conta, ma quel che conta è la specialistica, l'esame di stato e i vari master e specializzazioni post lauream? E se per un motivo o per l'altro il vostro percorso di studi si fermasse alla triennale, come la mettiamo?

    In generale, come già sostenuto a più riprese in questa discussione, io ritengo che a psicologia ci sia tanta gente frivola e banale, poco concreta, poco realistica, completamente priva d'umiltà e di spirito d'iniziativa e che crede di vivere nel mondo delle favole.
    Gente che guarda il lavoro come un'eventualità remota che pioverà dal cielo chissà quando solo per via di una laurea, e che sostiene: "Il lavoro? Se ne riparlerà tra una decina d'anni, nel frattempo studio"...il tutto, ovviamente, con le spalle finanziariamente coperte dalla famiglia.
    Gente che pensa basti avere un titolo di studio e spendere centinaia di migliaia d'euro in master e specializzazioni varie, per ottenere un posto sicuro.
    Ma soprattutto, secondo me c'è tanta gente che pensa di esser portata a capire gli altri, ma in realtà ha una mentalità chiusa e retrograda e non è nemmen in grado di accettare un'opinione diversa dalla propria. Io penso una cosa: come non basta indossare un cappello per essere un vero cow-boy, così non basta studiare centinaia di libri e essere laureati e specializzati per affermarsi in un determinato campo. A mio avviso, oltre alle competenze tecniche, è necessario innanzitutto avere certe caratteristiche personali....in base a quanto ho visto finora, secondo me l'80% della gente che fa psicologia è in realtà totalmente inadatta a intraprendere quella strada.

    E' bello avere dei sogni da realizzare e cercare di impegnarsi per rincorrere i propri obiettivi, ma arrivati a un certo punto, e soprattutto a una certa età, secondo me non si può vivere di soli sogni e bisogna pensare a trovare un lavoro stabile che garantisca indipendenza e sicurezza economica al 100%.
    E la sicurezza economica, in un periodo di crisi come questo, è sempre un importante traguardo.
    Mai dire: "Roma, o morte!", mai pensare: "O questo, o nulla, perchè ho studiato per tutta la vita e non mi posso abbassare a fare altro": bisogna sempre guardarsi intorno a 360° gradi.
    a parole siamo tutti bravi! dare giudizi cosi categorici nn è nello stile di uno psicologo! io nn sono ancora psicologo nn sò se potrò diventarlo per ragioni economiche, purtroppo c'è molta gente cm te che ammucchia tutto in un'unico fascio, l'80% degli iscritti di psicologia è inadatto alla professione? chi esulta dopo aver preso 18 è uno che si presenta agli esami insicuro? a te mai nessuno ha detto se sei adatto o meno alla professione? non hai mai preso 18 ad un'esame?

  7. #202
    Matricola L'avatar di yofi
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    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Le parole dei Infermo in fondo risuonano bene nella triste realtà...io sono una che ci ha sempre creduto, mossa solo dalla passione, e ho scelto un percorso molto difficile mentre avrei potuto avere una vita ordinaria e rassicurante....ma non l'ho voluta!
    Nonostante tutto sono felice del mio percorso perchè mi ha reso quella che sono e non cambierei la mia vita con quella di tristi impiegatucci che pensano solo ai 1000 euro a fine mese e alle rate di non so cosa....
    ho sempre voluto altro, e se la psicologia non mi ha dato i dollari sicuramente mi ha dato la libertà!!!!

  8. #203
    Partecipante L'avatar di :.InFerMo.:
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    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da :.InFerMo.: Visualizza messaggio
    Cara Giunone, sono tornato per un evento esterno alla faccenda.

    A parte questo, a parità di lavoro e di paga (e oserei dire di dignità lavorativa), fra la città inglese dove sono stato e la città italiana dove vivo ti dico che non c'è il minimo paragone possibile da parte mia, ci sono molti pareri discordanti al riguardo ma per quanto mi riguarda potendo scegliere, non emigrerei. Sono stato nel sud dell'Inghilterra, e diciamo che oltre a Londra ho visitato anche altre città.. dei posti bellissimi, ma da parte mia, solo a livello turistico.

    Detto questo non escudo, anzi ritengo molto probabile, la possibilità di tornare in uk.. Questo perché sebbene il nostro paese possieda infinite potenzialità... queste non vengono sfruttate. Chi ci governa si commenta da solo (e ovvio che chi si informata dai tg di regime non conosce chi ci governa.. Minzolini censura le notizie in modo SPUDORATO, fa rimpiangere perfino Riotta.. e ce ne vuole..) e il degrado e il divario sociale è oscurato e in aumento.

    Voglio darvi una notizia.. una fra le tante non date.. non riguarda la P2 o l'inchiesta di Bari.. niente di tutto ciò.. riguarda noi, riguarda il nostro futuro, il nostro diritto ad un lavoro onesto, senza raccomandazioni o conoscenze, senza favori o ricatti, eccola la notizia:

    Laureato, perde il posto da muratore e si uccide - l'Unità.it

    Il dottore lascia due figli, uno di tre e uno di sette anni.. non ce l'ha fatta.. tornare a casa e dirlo alla moglie.. la disperazione ha vinto.

    Vedete.. non credo che questo sia possibile in un paese "normale" "civile"..

    Non pretendo che una volta laureati ci si debba dare subito un posto da direttori o simili.. ma quello che manca in Italia è la possibilità di pianificare un futuro dopo anni di sacrifici, sia economici che di "vita vissuta"..

    In uk praticamente impossibile che dopo anni di studio non ti venga riconosciuto nulla,è una scaletta, si inizia dal basso e poi man mano si sale, in Italia sento spesso ragazzi/e che fanno la scuola di psicoterapia mantenuti dai genitori e da lavori saltuari senza la minima certezza di un successivo lavoro nel campo..

    Non ci sono politiche a sostegno della nostra categoria, in uk è stato approvato un progetto che prevede l'affiancamento dello psicologo al medico di base.. (mi sembra qualcosa del genere, cmq è spiegato qua sul forum), il risultato è una CARENZA di psicologi e psicoterapeuti, in Italia non ci sono soldi perché l'onestà in politica è rimasta solo a Di Pietro, chi ci governa è un noto evasore fiscale.. è di ieri la notizia che praticamente nessuno in Italia dichiara più di 200000€ all'anno al fisco.. Tale cifra viene dichiarata solo da dipendenti per grandi compagnie impossibilitati ad evadere.. ma fra i liberi professionisti praticamente nessuno.. in Italia non ci sono ricchi....

    Chi paga le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, le classi deboli appunto...

    Siamo con l'acqua alla gola..

    Siamo il paese che paga più tasse in Europa ma con gli stipendi più bassi, in compenso abbiamo anche le bollette più alte.. per non parlare degli affitti e dei mutui.. Ma come si fa a vivere con mille euro al mese e seicento euro di affitto? Chi sta bene in questo paese è il Vaticano.. profumatamente finanziato dal nostro stato "Laico" fondato sul "lavoro" (ps... qua ci sarebbe da fare una modifica alla costituzione aggiungendo.. mal pagato, precario, umiliante, quando c'è.. se poi non conosci nessuno.. beh.. non c'è).

    Insomma, mi toccherà emigrare.. non è cambiato niente dal dopoguerra, come mio nonno.. per fortuna io ho ryanair.. ma per il resto non cambia niente.. vai via da casa tua, lasci gli amici, la famiglia, quegli spazi della città che sentivi tuoi, il cibo, il clima,i cagnoni, l'aria. Sembrerà incredibile.. ma quando sono tornato ho sentito come fosse diversa l'aria della mia città rispetto a quella lasciata.

    Mi chiedo spesso un'Italia governata da persone oneste e competenti cosa sarebbe potuta diventare.. il gioiello d'Europa.. ma nel nostro paese, il paese del sole, un paese altamente sismico, quando ormai nessuno pensa al nucleare, altamente improduttivo, costoso e pericoloso, con il prezzo dell'uranio schizzato alle stelle e i costi di estrazione del plutonio elevatissimi per non citare quelli di smaltimento delle scorie e l'acqua impiegata per il raffreddamento (risorsa importantissima e sempre più difficile da reperire), beh nel nostro paese si pensa alle centrali nucleari.. ben inteso sicurissime, tanto sicure che nessuna compagnia assicurativa ne assicurerebbe mai una,ma quelli selle assicurazioni sono pazzi..

    Un paese con delle scuole fatiscenti, con dei ministri che tagliano sull'istruzione.. parlando di "maestro prevalente.." con il futuro che va sempre peggio. (nessun taglio alle scuole paritarie cattoliche, state tranquilli..)

    Potrei continuare ad elencare le oscenità di casa nostra per pagine e pagine.. ma ve lo risparmio.

    Auguri fratelli d'Italia e buona fortuna, ne avrete bisogno.
    Solo una piccola aggiunta.. rende benissimo l'idea di come funzioni il sistema Italia, e se volete fare carriera, ascoltate bene.. prendete appunti..

    Dopo le lezioni alle veline per le elezioni europee (alle quali noi sfortunatamente non abbiamo potuto partecipare) il ministro Brunetta ci da una grandissima lezione di vita.

    YouTube - BRUNETTA FANNULLONE!!!! INCHIESTA SHOK!!!

    Senza parole.. tu mi fai fare la casa a me... e io ti faccio diventare consigliere del mio ministero.. senza un briciolo di pudore..

    In qualsiasi paese europeo sarebbe stato costretto alle dimissioni... in Italia non viene data nemmeno la notizia..

    Intanto si lascia a mare Report (tolta la copertura legale al programma dalla rai) e si ostacola Annozero (senza contratto fino a ieri per tutti tranne che per Travaglio che comparirà come "ospite"). Questo schifo prima o poi finirà.. deve finire, anche se senza informazione la vedo molto dura.. in parlamento con la legge "porcata" di Calderoli (che elimina le preferenze) ci sono amici e compagni di malaffare di 4, 5 persone.. cosa volete che rappresenti? La maggioranza durerà tutta la legislatura.. questi corrotti non si schioderanno mai dalla poltrona.

    Il voto è stato una pagliacciata. Con quali conoscenze ha votato il popolo italiano e soprattutto chi? Chi sono quei signori messi in parlamento e pagati con i salari più alti del mondo da noi?
    Il "Telegiornale" è il + importante organo di informazione, tramite il "Telegiornale" il popolo di una nazione, la massa, si crea un'idea su chi votare e perché, appunto si informa. Ma quello di Minzolini, di Fede, di Mimun, di Giordano non può essere chiamato Telegiornale! (anche se Studio Aperto è facile considerarlo un letamaio con copertura nazionale.. cmq se ci fate caso, anche gli altri tg si stanno adeguando, vi ricordate il tg5 di Mentana? Cacciato per aver ospitato Di Pietro.. beh se quello censurava abbastanza almeno non sembrava una rubrica di gossip come il tg5 di oggi..).

    L'informazione italiana si sottomette al potere, e invece di essere garante dell'informazione, disinforma il popolo.
    In Italia vince quel mafioso proprio perché il popolo non lo conosce, non conosce la sua storia, non conosce Mills, Dell'Utri o il processo SME, la democrazia quindi diventa una pagliacciata, svanisce!

    Il potere viene dato al popolo... ma ad un popolo di ignoranti, un popolo che non conosce perché nessuno dice loro niente.
    In sostanza una vera informazione e quindi un vero TELEGIORNALE fanno la democrazia, il voto viene dopo, altrimenti è tutta una pagliacciata.

    Vogliamo parlare della Carfagna? Del family day? Del ciclo di Eluana? Della put__nella papi papi? Eccola la ragazza che quel pervertito apprezza, guardate: YouTube - Striscia la Letizia al festival di Venezia

    Non sa nemmeno parlare ITALIANO!!!!

    Vogliamo parlare della moglie Veronica Lario? Lo definisce un malato da curare.. LA MOGLIE!!!!

    Vogliamo parlare del lodo Alfano? Vogliamo parlare dell'inchiesta di Bari? Della "escort" (termime sublime per evitare il nome PUTTANA) Patrizia Daddario che registra il maniaco? Dove sono i preti? La Chiesa? Cosa dicono? E' questo l'esempio per i giovani italiani? L'esempio di famiglia? Il problema per loro è la RU486? Un farmaco che evita la pratica brutale del raschiamento permettendo l'interruzione di gravidanza in un periodo molto precedente a quello previsto per il raschiamento.. cosa vogliono che la donna peccatrice soffri? Il raschiamento va bene e il farmaco usato da tutta l'Europa no??? Ma siamo matti?

    Vogliamo parlare del prof Marani trattato come un pedofilo per aver proposto un test agli alunni sulla scelta fra l'ora di religione cattolica, l'ora di educazione civica e l'ora di storia delle religioni? Guardate:

    YouTube - Professor Alberto Marani sospeso per eccesso di laicità - TG3 del 03 Giugno 2009

    Vogliamo parlare dell'ora di RELIGIONE CATTOLICA nella scuola PUBBLICA????? Della sentenza del tar contro l'attribuzione di crediti per questo insegnamento e la partecipazione di SUORE E PRETI alla valutazione degli studenti e del ricorso della Gelmini contro questa sentenza?

    Meglio di no.. i moderatori mi bloccherebbero a vita e questa non è la sede appropriata.

    Questa è solo una goccia del grande mare di MERDA che noi come cittadini e come educatori dovremmo sapere.. è un dovere civico. Qualcuno di voi dirà che questo non c'entra con la nostra professione.. ma si sbaglia, questo centra con tutto, sono loro i PORCI che non danno futuro ai tanti cervelli che scappano a malincuore all'estero, sono loro la causa del nostro malessere, sono loro che ci costringono a vivere a 30 anni con i genitori.

    In uk non credevano che in Italia esistesse una cosa come l'esame di stato... a cosa serve la laurea allora? Questo titolo è riconosciuto o no dallo stato? Ma come se non bastasse dovevate vedere le loro facce quando gli ho parlato del tirocinio di UN anno non pagato che ci attende prima di questo inutile esame.. non ci credeva nessuno.. tutti a chiedermi come fa uno a mantenersi se a 28 anni deve lavorare gratis.. ed io "a casa co mamma e papà".. ma per loro è arabo.. loro hanno le possibilità e a 30 anni sono già professionisti affermati.. a 35 ancora più affermati.. a 40 all'apice della carriera.. il dottore in matematica e fisica del post sopra, aveva 39 anni, faceva il muratore prima di essere licenziato, aveva lavorato per anni come guardia giurata.. a 40 anni muratore....all'apice della carriera... in stile italiano.

    Non parlerò più di politica, di queste faccende, chi vuole sa dove e come informarsi, non vorrei inquinare il post con questi discorsi... tuttavia ripeto il nostro dovere di sapere, come educatori e come psicologi.

    Come dicevo.. questa è solo una goccia.

  9. #204
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Non mi fraintendete: io non voglio infamare nessuno. Dico solo che c'è differenza tra prendere 18 a un esame dopo aver studiato, e prenderlo invece dopo aver superato l'esame a tentativi...e io mi riferivo per l'appunto a quest'ultima categoria, piuttosto frequente nella mia facoltà, la quale oltretutto ha il brutto vizio di giudicare dall'alto in basso e ragionare di cultura, competenze ecc...
    Per quanto riguarda me, no, non ho mai preso 18 a un esame e non mi son mai sognato di andare a "provare" o di sperare nel fattore fortuna...non sono psicologo e nemmen m'interessa farlo -primo perchè non mi ritengo portato, secondo perchè per me è importante innanzitutto la sicurezza economica, terzo perchè ritengo la psicologia un qualche cosa di utile ma non d'indispensabile, quarto perchè non ho tempo nè voglia di campare di lavori saltuari e studiare per tutta una vita per poi convivere col precariato a tempo indeterminato-, ma sinceramente ho sempre preferito preparare gli esami ammodino e costruire una buona preparazione....seppure non me ne faccia di nulla, dal momento che non ho mai avuto velleità lavorative in ambito psicologico, ho un altro lavoro per il quale mi ritengo soddisfatto e ritengo lo studio, dal punto di vista personale, un modo per arricchirsi umanamente e culturalmente.
    Però insisto col dire che secondo me l'80% delle persone iscritte a psicologia non è adatta per quest'ambito: gente frivola, banale, poco concreta, poco realista, completamente priva d'umiltà e iniziativa e con la mentalità chiusa.
    Una persona che si ritiene portata a capire gli altri dev'essere innanzitutto in grado di accettare le opinioni diverse dalla propria e ragionare in maniera costruttiva invece di metterla tutte le volte sul piano personale o sentirsi offrsa dallo "stronzo" di turno che dice la nuda e cruda verità.
    E questo non è un punto di vista personale, bensì un dato di fatto: per averne conferma, basta guardare quanta gente fa realmente strada in ambito psicologico -e per far strada non intendo lavorare aggratisse, nè fare volontariato, nè campare di contratti a progetto o lavori saltuari mal retribuiti, bensì di posto fisso completamente inerente le proprie aspettative-.
    Non basta indossare un cappello per essere un vero cowboy, e non basta studiare centinaia di libri per essere in grado di capire la gente.

  10. #205
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    206

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Mi affaccio timidamente a questo thread di "sfigati",come amorevolmente ci definisce il collega Infermo,dall'alto delle mie spalle coperte da figlia di papà (che immagino sia una definizione che comprende tutti coloro che non sono figli di operai),con la presunzione di esprimermi senza averlo potuto leggere per intero (11 pagine!ma faccio prima a cercarmi un lavoro!).
    Non nutrendo alcun interesse nel fare della dietrologia sulle motivazioni che spingono il Buon Infermo a rendere consapevoli gli inconsapevoli, non posso fare a meno di notare che il suo intento di per sè non fa una piega.
    Francamente, lo trovo condivisibile, al di là dei modi, degli appellativi poco simpatici, della provocatorietà, degli exursus politici vagamente prolissi.

    non vi sembra che questo trampolino di protesta potrebbe, se smussato qua e là, essere ben diverso dai fin troppo noti "Muri del pianto" di questo sito?

    Qui, almeno per me, non si tratta di stabilire se si debba o meno rinuciare ai propri sogni, ma di stabilire se vi sia o meno una reale, libera, circolazione di informazioni.
    A mio avviso, non c'è.

    Siamo così sicuri che le matricole sappiano a cosa vanno incontro?

    trovo emblematica la richiesta di una ragazza a metà thread: "pensate che nel privato si possa lavorare, visto che nel pubblico non posso farlo, non avendo fatto ancora l'esame di stato?" (più o meno ha scritto qualcosa del genere).

    E poi, mille scontate considerazioni, trite e ritrite,che voi tutti vi farete, immagino:

    Come mai gli iscritti in psicologia continuano ad aumentare?
    come mai vengono aperte nuove facoltà?
    come mai continua ad essere prolifica la proposta di corsi, master, specializzazioni?
    come mai leggo ovunque su questo forum che "se non sei figlio di papà e non fai la specializzazione in psicoterapia, non trovi lavoro"? (ehm..spesso non si lavora nemmeno come psicoterapeuti)
    come mai leggo sui giornali che "l'occupazione per gli psicologi è aumentata" quando non mi sembra che sia così?
    come mai gli operai e gli insegnanti salgono sui tetti e noi non facciamo niente?
    come mai ci veniamo a lamentare qui e poi non abbiamo il coraggio di ammetere con i nostri stessi colleghi che non abbiamo un lavoro (parlo di esperienze personali)?
    come mai per tutti gli psicoterapeuti la propria scuola di specializzazione è stata perfetta?
    perchè il nostro caso non viene portato all'attenzione dei media?

    La risposta è una sola ed è quella che, immagino, vi sarete dati anche voi:

    Perchè gli interessi in gioco sono così alti che non ci può essere concordanza informativa tra università, media e persone comuni.

    lo so, sono considerazioni già fatte, non me ne vogliate.
    Secondo me, però, è necessario continuare a farle, ma a voce un po' più alta.

    Ad onor del vero, si manca di verità e si nuota nel mare del paradossale:
    nonostante un surplus d'informazione (almeno su questo sito), un'informazione vera non c'è.

    Io non critico nè chi lascia la nostra professione (o non-professione, a seconda dei casi);
    nè chi continua a perseguirla, nonostante mille sacrifici, e soldi spesi(sudati da chi, poco importa)
    (tra l'altro, io, almeno per ora, appartengo a questa seconda categoria).
    Tanto meno critico chi sceglie psicologia.
    Insomma, c'è poco da criticare.
    Ma ho la sensazione che non ci sia piena consapevolezza.
    Veramente chi si iscrive sa che potrebbe trovarsi a 30, 35, 40 anni senza un lavoro?
    veramente si può percepire cosa significhi ritrovarsi a più di 30 anni senza una casa propria e senza una vera autonomia?
    massimo rispetto per ogni tipo di scelta, sia chiaro: ma con quanta sicurezza si può affermare di non essersi ritrovati inpantanati nel "Roma aut nihil" di cui parlava qualcuno sopra?
    ora, non pretendo di conoscere le verità di tutti e quello che è vero per me può non esserlo per qualcun altro e così via.

    La mia verità è che è naturale che chi ha una passione, la segua.
    Quello che è andato male a me, del resto, può non andar male ad un altro e viceversa.
    Tuttavia so anche che non sempre c'è la passione a guidarci;
    e so che la nostra condizione lavorativa è disastrosa, per tutti: psicologi, psicoterapeuti.
    Che conosco colleghi, una minoranza in verità, che lavora: che ha pazienti, che lavora nelle scuole.
    Che la maggior parte di noi, invece, fa altro, o non fa.
    che ci si arrabbatta tra progetti e progettini, un paziente qui, un seminario lì.
    Che ci si rende conto di non saper fare altro, e di non avere, in molti casi, nemmeno i titoli per farlo.

    E allora:

    Siamo così sicuri che urlare la verità sia la stessa cosa che constatare, inter nos?
    che forse Infermo volesse salire sui tetti?
    E se non lo vuole lui, perchè non lo facciamo noi?
    La rivoluzione parte dal basso e forse gli strumenti sono due: la competenza e l'uscire allo scoperto.L'una senza l'altra muore.
    che ne pensate?

    p.s. facciamo male a non interessarci di politica.é un diritto, un dovere e uno strumento per comprendere il disastro in cui ci troviamo.

  11. #206
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
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    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Ottima analisi Serena 75.
    Hai dimenticato solo che la rovina degli psicologi sono gli psicologi stessi:
    tutti che impazziscono per fare i volontari facendosi le scarpe uno con l'altro, sperando di avere prima o poi un contratto e non rendendosi conto che fino a che si lavora gratis nessuno sentirà l'esigenza di assumere.
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  12. #207

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da Serena75 Visualizza messaggio
    Mi affaccio timidamente a questo thread di "sfigati",come amorevolmente ci definisce il collega Infermo,dall'alto delle mie spalle coperte da figlia di papà (che immagino sia una definizione che comprende tutti coloro che non sono figli di operai),con la presunzione di esprimermi senza averlo potuto leggere per intero (11 pagine!ma faccio prima a cercarmi un lavoro!).
    Non nutrendo alcun interesse nel fare della dietrologia sulle motivazioni che spingono il Buon Infermo a rendere consapevoli gli inconsapevoli, non posso fare a meno di notare che il suo intento di per sè non fa una piega.
    Francamente, lo trovo condivisibile, al di là dei modi, degli appellativi poco simpatici, della provocatorietà, degli exursus politici vagamente prolissi.

    non vi sembra che questo trampolino di protesta potrebbe, se smussato qua e là, essere ben diverso dai fin troppo noti "Muri del pianto" di questo sito?

    Qui, almeno per me, non si tratta di stabilire se si debba o meno rinuciare ai propri sogni, ma di stabilire se vi sia o meno una reale, libera, circolazione di informazioni.
    A mio avviso, non c'è.

    Siamo così sicuri che le matricole sappiano a cosa vanno incontro?

    trovo emblematica la richiesta di una ragazza a metà thread: "pensate che nel privato si possa lavorare, visto che nel pubblico non posso farlo, non avendo fatto ancora l'esame di stato?" (più o meno ha scritto qualcosa del genere).

    E poi, mille scontate considerazioni, trite e ritrite,che voi tutti vi farete, immagino:

    Come mai gli iscritti in psicologia continuano ad aumentare?
    come mai vengono aperte nuove facoltà?
    come mai continua ad essere prolifica la proposta di corsi, master, specializzazioni?
    come mai leggo ovunque su questo forum che "se non sei figlio di papà e non fai la specializzazione in psicoterapia, non trovi lavoro"? (ehm..spesso non si lavora nemmeno come psicoterapeuti)
    come mai leggo sui giornali che "l'occupazione per gli psicologi è aumentata" quando non mi sembra che sia così?
    come mai gli operai e gli insegnanti salgono sui tetti e noi non facciamo niente?
    come mai ci veniamo a lamentare qui e poi non abbiamo il coraggio di ammetere con i nostri stessi colleghi che non abbiamo un lavoro (parlo di esperienze personali)?
    come mai per tutti gli psicoterapeuti la propria scuola di specializzazione è stata perfetta?
    perchè il nostro caso non viene portato all'attenzione dei media?

    La risposta è una sola ed è quella che, immagino, vi sarete dati anche voi:

    Perchè gli interessi in gioco sono così alti che non ci può essere concordanza informativa tra università, media e persone comuni.

    lo so, sono considerazioni già fatte, non me ne vogliate.
    Secondo me, però, è necessario continuare a farle, ma a voce un po' più alta.

    Ad onor del vero, si manca di verità e si nuota nel mare del paradossale:
    nonostante un surplus d'informazione (almeno su questo sito), un'informazione vera non c'è.

    Io non critico nè chi lascia la nostra professione (o non-professione, a seconda dei casi);
    nè chi continua a perseguirla, nonostante mille sacrifici, e soldi spesi(sudati da chi, poco importa)
    (tra l'altro, io, almeno per ora, appartengo a questa seconda categoria).
    Tanto meno critico chi sceglie psicologia.
    Insomma, c'è poco da criticare.
    Ma ho la sensazione che non ci sia piena consapevolezza.
    Veramente chi si iscrive sa che potrebbe trovarsi a 30, 35, 40 anni senza un lavoro?
    veramente si può percepire cosa significhi ritrovarsi a più di 30 anni senza una casa propria e senza una vera autonomia?
    massimo rispetto per ogni tipo di scelta, sia chiaro: ma con quanta sicurezza si può affermare di non essersi ritrovati inpantanati nel "Roma aut nihil" di cui parlava qualcuno sopra?
    ora, non pretendo di conoscere le verità di tutti e quello che è vero per me può non esserlo per qualcun altro e così via.

    La mia verità è che è naturale che chi ha una passione, la segua.
    Quello che è andato male a me, del resto, può non andar male ad un altro e viceversa.
    Tuttavia so anche che non sempre c'è la passione a guidarci;
    e so che la nostra condizione lavorativa è disastrosa, per tutti: psicologi, psicoterapeuti.
    Che conosco colleghi, una minoranza in verità, che lavora: che ha pazienti, che lavora nelle scuole.
    Che la maggior parte di noi, invece, fa altro, o non fa.
    che ci si arrabbatta tra progetti e progettini, un paziente qui, un seminario lì.
    Che ci si rende conto di non saper fare altro, e di non avere, in molti casi, nemmeno i titoli per farlo.

    E allora:

    Siamo così sicuri che urlare la verità sia la stessa cosa che constatare, inter nos?
    che forse Infermo volesse salire sui tetti?
    E se non lo vuole lui, perchè non lo facciamo noi?
    La rivoluzione parte dal basso e forse gli strumenti sono due: la competenza e l'uscire allo scoperto.L'una senza l'altra muore.
    che ne pensate?

    p.s. facciamo male a non interessarci di politica.é un diritto, un dovere e uno strumento per comprendere il disastro in cui ci troviamo.
    eh si cara serena! gli insegnanti salgono sui tetti ecc ecc..la rivoluzione parte dal basso.. si è vero..ma cn quali strumenti? la psicologia è stata uccisa dai nuovi ordinamenti universitari 3+2 facendala diventare una scienza quasi occulta il nostro mestiere viene quasi paragonato a quello di un mago....quando LAUREATO cn la triennale cerca lavoro nn lo trova può morire di fame prima di fare le rivoluzione pensiamo alle cose più basilari il ripristino del ciclo unico per esempio...

  13. #208
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Si parla tanto di diritto allo studio, di facoltà a numero chiuso, di ingiustizia di quest'ultimo eccetera, eppure tutti gli anni centinaia di nuove matricole s'iscrive a psicologia, e nessuno pensa concretamente alle condizioni attuali del mercato del lavoro. Quante di queste persone sanno realmente di andare incontro a una lunga serie di sacrifici obbligati, col rischio di ritrovarsi per tanto tempo con nulla in mano?
    Secondo me, soltanto un 20%.
    Quanti, invece, credono basti studiare e possedere titoli per trovare il posto di lavoro desiderato, in quanto "la bravura e la validità saranno sempre premiate", e quanti guardano il futuro lavorativo con prospettive remote e nel frattempo non si guardano intorno?
    Secondo me, un buon 80%.
    Purtroppo certe cose, da remote e ipotetiche, si trasformano in problematiche attuali solo se le persone coinvolte si trovano con le spalle al muro e il portafogli vuoto...diversamente, se una persona sa di avere sempre le spalle coperte, è normale ragioni in un certo modo -anche se a mio avviso è scandaloso-...però, in questo caso, chi crede davvero di essere portato a "capire gli altri", secondo me dovrebbe cercare di capire innanzitutto che non è giusto farsi mantenere a vita, magari da una famiglia che per farlo ha rinunciato a ogni cosa. Capire gli altri significa anche questo...ecco uno dei motivi per i quali io ritengo che tanta gente iscritta a psicologia ha la mentalità chiusa e potrà anche spendere centinaia di migliaia d'euro in libri, master e specializzazioni, ma non sarà mai portata per un certo tipo di lavoro.

    Per il resto, comunque, io rimango dell'avviso che è bene rendersi indipendenti il prima possibile...e convivere nella casa del fidanzato, oppure nella stanza dell'appartamento di studenti pagato dalla famiglia, o avere un lavoro part-time per pagarsi il master, non significa affatto essere indipendenti.

    Tempo addietro, l'ordine degli psicologi della Toscana scrisse una lettera alla presidenza della facoltà di psicologia per far presente il numero troppo alto di laureati nel settore, e chiedere di "far laureare meno gente"...detto in questa maniera, la cosa può apparire un attacco al diritto allo studio, ma che senso ha continuare a immettere centinaia di laureati in psicologia -e non solo a Firenze, ma in tutt'Italia- in un mercato del lavoro che non esiste, o che se esiste, di certo non ha bisogno di tanta gente? Parliamoci chiaro: se provate a chiedere a 10 persone iscritte a psicologia quali sono i suoi obiettivi una volta laureati, 9 ti rispondono: "Voglio fare lo psicoterapeuta". Di quanti psicoterapeuti la società ha realmente bisogno? Di sicuro non di qualche decina di migliaia.
    Il motivo, secondo me, è uno solo: il dio denaro. Quanti soldi girano intorno al mercato dei libri di testo scritti dai prof, dei master e delle scuole di specializzazione, e quanti soldi vengano risparmiati dalle cooperative e dagli altri datori di lavoro per pagare il personale? Un monte, visto che la gente continua a spendere ed è disposta a tutto, anche a lavorare aggratisse, pur di fare esperienza e avere qualche cosa che "faccia curriculum".

  14. #209
    Partecipante L'avatar di :.InFerMo.:
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    52

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    Citazione Originalmente inviato da Serena75 Visualizza messaggio
    Mi affaccio timidamente a questo thread di "sfigati",come amorevolmente ci definisce il collega Infermo,dall'alto delle mie spalle coperte da figlia di papà (che immagino sia una definizione che comprende tutti coloro che non sono figli di operai),con la presunzione di esprimermi senza averlo potuto leggere per intero (11 pagine!ma faccio prima a cercarmi un lavoro!).
    Non nutrendo alcun interesse nel fare della dietrologia sulle motivazioni che spingono il Buon Infermo a rendere consapevoli gli inconsapevoli, non posso fare a meno di notare che il suo intento di per sè non fa una piega.
    Francamente, lo trovo condivisibile, al di là dei modi, degli appellativi poco simpatici, della provocatorietà, degli exursus politici vagamente prolissi.

    non vi sembra che questo trampolino di protesta potrebbe, se smussato qua e là, essere ben diverso dai fin troppo noti "Muri del pianto" di questo sito?

    Qui, almeno per me, non si tratta di stabilire se si debba o meno rinuciare ai propri sogni, ma di stabilire se vi sia o meno una reale, libera, circolazione di informazioni.
    A mio avviso, non c'è.

    Siamo così sicuri che le matricole sappiano a cosa vanno incontro?

    trovo emblematica la richiesta di una ragazza a metà thread: "pensate che nel privato si possa lavorare, visto che nel pubblico non posso farlo, non avendo fatto ancora l'esame di stato?" (più o meno ha scritto qualcosa del genere).

    E poi, mille scontate considerazioni, trite e ritrite,che voi tutti vi farete, immagino:

    Come mai gli iscritti in psicologia continuano ad aumentare?
    come mai vengono aperte nuove facoltà?
    come mai continua ad essere prolifica la proposta di corsi, master, specializzazioni?
    come mai leggo ovunque su questo forum che "se non sei figlio di papà e non fai la specializzazione in psicoterapia, non trovi lavoro"? (ehm..spesso non si lavora nemmeno come psicoterapeuti)
    come mai leggo sui giornali che "l'occupazione per gli psicologi è aumentata" quando non mi sembra che sia così?
    come mai gli operai e gli insegnanti salgono sui tetti e noi non facciamo niente?
    come mai ci veniamo a lamentare qui e poi non abbiamo il coraggio di ammetere con i nostri stessi colleghi che non abbiamo un lavoro (parlo di esperienze personali)?
    come mai per tutti gli psicoterapeuti la propria scuola di specializzazione è stata perfetta?
    perchè il nostro caso non viene portato all'attenzione dei media?

    La risposta è una sola ed è quella che, immagino, vi sarete dati anche voi:

    Perchè gli interessi in gioco sono così alti che non ci può essere concordanza informativa tra università, media e persone comuni.

    lo so, sono considerazioni già fatte, non me ne vogliate.
    Secondo me, però, è necessario continuare a farle, ma a voce un po' più alta.

    Ad onor del vero, si manca di verità e si nuota nel mare del paradossale:
    nonostante un surplus d'informazione (almeno su questo sito), un'informazione vera non c'è.

    Io non critico nè chi lascia la nostra professione (o non-professione, a seconda dei casi);
    nè chi continua a perseguirla, nonostante mille sacrifici, e soldi spesi(sudati da chi, poco importa)
    (tra l'altro, io, almeno per ora, appartengo a questa seconda categoria).
    Tanto meno critico chi sceglie psicologia.
    Insomma, c'è poco da criticare.
    Ma ho la sensazione che non ci sia piena consapevolezza.
    Veramente chi si iscrive sa che potrebbe trovarsi a 30, 35, 40 anni senza un lavoro?
    veramente si può percepire cosa significhi ritrovarsi a più di 30 anni senza una casa propria e senza una vera autonomia?
    massimo rispetto per ogni tipo di scelta, sia chiaro: ma con quanta sicurezza si può affermare di non essersi ritrovati inpantanati nel "Roma aut nihil" di cui parlava qualcuno sopra?
    ora, non pretendo di conoscere le verità di tutti e quello che è vero per me può non esserlo per qualcun altro e così via.

    La mia verità è che è naturale che chi ha una passione, la segua.
    Quello che è andato male a me, del resto, può non andar male ad un altro e viceversa.
    Tuttavia so anche che non sempre c'è la passione a guidarci;
    e so che la nostra condizione lavorativa è disastrosa, per tutti: psicologi, psicoterapeuti.
    Che conosco colleghi, una minoranza in verità, che lavora: che ha pazienti, che lavora nelle scuole.
    Che la maggior parte di noi, invece, fa altro, o non fa.
    che ci si arrabbatta tra progetti e progettini, un paziente qui, un seminario lì.
    Che ci si rende conto di non saper fare altro, e di non avere, in molti casi, nemmeno i titoli per farlo.

    E allora:

    Siamo così sicuri che urlare la verità sia la stessa cosa che constatare, inter nos?
    che forse Infermo volesse salire sui tetti?
    E se non lo vuole lui, perchè non lo facciamo noi?
    La rivoluzione parte dal basso e forse gli strumenti sono due: la competenza e l'uscire allo scoperto.L'una senza l'altra muore.
    che ne pensate?

    p.s. facciamo male a non interessarci di politica.é un diritto, un dovere e uno strumento per comprendere il disastro in cui ci troviamo.

    Devo dire che Serena mi è proprio piaciuta, complimenti, pur non condividendo tutto quello che dico ne condivide l'essenza.

    """Veramente chi si iscrive sa che potrebbe trovarsi a 30, 35, 40 anni senza un lavoro?
    veramente si può percepire cosa significhi ritrovarsi a più di 30 anni senza una casa propria e senza una vera autonomia?""""

    Eh già... poco tempo fa mi sono trovato all'uni.. ci sono due sportelli in segreteria, uno è per la specialistica.. uno per la triennale. Nel secondo come al solito c'era la fila.. molti iscritti, TROPPI.

    Ma si vedeva.. lo vedevi dalle facce che il 98% di loro non aveva la minima idea della pietosa situazione lavorativa che affligge il nostro campo.

    Mah.. forse mi sbaglio, ai miei tempi non avevo internet, forse loro conoscono ops o siti simili con i tanti "muri del pianto", forse vogliono consapevolmente (come diceva qualcuno) "immolare la propria vita per qualcosa che non arriverà mai", forse sanno che moltissimi "dottori" in psicologia sono felici di aver trovato almeno un posto nel servizio civile "volontario" a 430€ e che altrettanti non prendono nemmeno quelli ma lavorano completamente gratis (nemmeno la benzina per arrivarci al "lavoro" detto anche "sfruttamento degli idioti che dopo anni di università, migliaia di euro spesi, e lauree a volontà, a 30 anni vanno gratis a fare lavori che non rispecchiano nemmeno quello per cui sono preparati").

    Questo non lo so.. ma di sicuro so che qualcuno qua ci sta fregando sotto al naso.. so che le statistiche di almalaurea forse le fanno su un altro pianeta, so che le università stanno sempre più diventando delle aziende, la loro funzione educativa è in secondo piano, prima di tutto vengono i soldi e il bilancio, e sapete quale materia prima si deve bruciare per mandare avanti il carrozzone?

    Indovinate un po?

    Soldi e anni di giovani ragazzi ingenui..

    Basta leggere i vademecum, che alla fine sono anche utili, fate come me, per far addormentare il fratellino leggetegli una bella favola, vedrete come dorme sereno, nelle favole c'è sempre il lieto fine, in quella c'è il lavoro, un lieto fine che noi non vedremo mai, sempre più increduli continueremo a specializzarci: master, psicoterapia, dottorati, per poi veder lavorare con la dott. Milena M. esperta in cristalloterapia, gemmoterapia e terapia energetica per armonizzare il chakra.

    Ovviamete la dott. fa anche C O U N S E L L I N G ! ! ! ! ! ! INDICUM

    Quasi quasi ci vado.. secondo vuoi il mio chakra ne avrebbe bisogno?


    Io dico di si.. un po di armonia...

    ahh...

    grazie dott..

    gentilmente gradirei due cristalli sulle p, vediamo se smettono di girare...

    ahh.... ecco.

    hanno smesso... che grande dottoressa, grazie.
    Ultima modifica di :.InFerMo.: : 25-10-2009 alle ore 01.54.26
    Fabio

  15. #210
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abbiamo tutta la vita davanti! Come nel film..

    La disinformazione va di pari passo con gli interessi che circolano in un certo settore...in questo caso, gli interessi non li fa soltanto chi scrive libri o gestisce scuole di specializzazione, ma anche e soprattutto i datori di lavoro. C'è tanta gente che, pur di fare esperienza e lavorare nell'ambito per il quale ha studiato, è disposta a farsi sfruttare o anche a lavorare solo per la "gloria", e naturalmente c'è chi ringrazia..se il lavoro scarseggia sempre di più e se l'eventualità di aver studiato per tutta una vita per poi campare di precariato sono sempre dietro l'angolo, la colpa è proprio di chi ragiona in quel modo.
    Che tanta gente pensi: "M'iscrivo all'università perchè voglio fare questo lavoro", e non prenda minimamente in considerazione le reali prospettive di un certo futuro, è un dato di fatto, ma avviene in tanti ambiti e non solo per chi s'iscrive a psicologia.
    Comunque, a tal proposito, vorrei segnalare questa discussione:
    http://www.opsonline.it/forum/psicol...ati-83694.html

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