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  1. #256
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ecco, su questo punto io credo che sia impossibile, per struttura, cavalcare il fantasma della committenza

    Saluti,
    ikaro

    PS Questa discussione ricorda un po' il caso Berlusconi-Boffo, secondo la linea politica di Feltri: siccome "il più pulito c'ha la rogna" allora non possiamo dire alcunché, né criticare nessuno. Ma io non credo sia una buona via. In altre parole, il fatto che ci siano molti professionisti iscritti all'Albo incompetenti non sposta minimamente il problema oggetto della discussione: se vogliamo allargare la discussione alle falle del sistema di formazione in psicologia possiamo pure farlo, ma questo non è un motivo per avvallare la counsellor-mania e i suoi derivati.

    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  2. #257
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Mah, secondo me si può concordare a metà, nel senso che è vero quel che dice Johnny sull'analisi della domanda (cosa, a quanto pare, ignota ad altri professionisti), ma non colludere con la domanda della committenza non significa far esplodere il sommerso, certamente certe dinamiche esistono, ma perchè innescarle? Insomma, maneggiare con cura...



    Saluti,
    ikaro
    Ha rilevato per primo un punto essenziale, appunto; concordo su te sul "maneggiare con cura", ci mancherebbe, ma non é detto che non siano esplose solo perché erano pronte a farlo, in ogni caso, ikaro; ma 'ndovivi? (così si dice mi sembra, vero?)
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #258
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Vorrei che non scrivessi che la mia è la la politica del <<più pulito c'ha la rogna>>, quando non lo è.
    Si tratta di rispettare il pensiero dell'Altro, non la sensibilità.
    E le testimonianze che riporta del suo lavoro.
    Oppure se hai assitito a fatti contrari o opposti a quelli che ho riportato puoi citarli, ma fino a oggi non lo hai fatto, hai solo <<argomentato>> o contraddetto.
    Ma sì, rispettiamo il pensiero dell'Altro (addirittura con l'A maiuscola?!) e le sue testimonianze e andiamo in pace...

    Saluti,
    ikaro

    PS Aiutaci a trovare una soluzione, anzi La Soluzione (il maiuscolo fa sempre un certo effetto...): come uscire dall'impasse di questa discussione?

  4. #259
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Concordi. Anche nel mio lavoro non tardano mai a farsi sentire le lamentele rispetto a colleghi che c'erano prima o che lavorano in altri servizi. Io non raccolgo mai questi " punti di vista" che in fondo sono solo una punteggiature data dal cliente o dall'utente ma non sempre corrispondono a quello che è realemtne accaduto.

    Non dimentichiamo poi che le esperienze citate da modeler si riferiscono in modo specifico al mondo aziendale che, pur essendo uno degli ambiti di lavoro degli psicologi, non riveste che una minima parte delle effettive competenze dello psicologo che vanno prevalentemente nell'ambito clinico, nella salute ( è una professione saniataria) e nel sociale ( cooperative comunità ecc. )
    In questi ambiti di lavoro, a mio parere ( ma forse sono di parte poichè anche io facente parte del sistema sociosanitario) i compiti dello psicologo e del sostegno psicologico sono molto più "delicati" poichè ci si occupa di persone profondamente sofferenti, di portatori di patologie psichiche o di problemi e disagi non indifferenti a livello socioambientale.

    Poichè nella mia scala di valori (ma ripeto è una cosa puramente personale) un essere umano e la sua sofferenza personale vale infinitamente di più di un processo produttivo efficiente in azienda (senza togliere però il valore di quest'ultimo per il benessere degli individui non fraintendete) mi preoccupano molti di più i counselor che prescrivono cure per l'anoressia o le crisi di panico o i danno consigli per affrontare i disagi familiari rispetto agli esempi spesso citati in questo 3d relativi al counseling aziendale.

    Cioè io penso che se una patologia sociale o psichica non è opportunamente trattata da professionisti può sfociare in problemi profondi:

    Ad esempio (semplificando al massimo) una famiglia con problemi lavorativi e di reddito può diventare una famiglia con problemi di violenze e maltrattamenti se la problematica sociale non viene risolta, oppure una persona con problemi di ansia, panico o depressione può anche peggiorare fino al suicidio

    Per cui quello che mi preoccupa è il diffondersi dei counselor "guaritori" e risolutori di problemi e disagi vari.

    E vorrei capire i motivi della grande diffusione di questi " soggetti"
    Si vede da come scrivi che sei una vera professionista, secondo me hai centrato il punto.
    Purtroppo ci sono molti ciarlatani che non conoscono la serietà per via di tutte le scorciatoie prese e creano scompensazioni a molte persone. Di fatto molti di questi ciarlatani pensano davvero di essere dei salvatori e che si può diventare un professionista della salute mentale con un corsetto di massimo 500 ore.

  5. #260
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    3) Sentirmi raccontare dal committente che uno psicologo (non so se del Lavoro o Clinico) prima di me ha messo l'una contra l'altra parti dell'aula, che hanno tirato fuori la loro rabbia;
    4) Sentire colleghi con Laurea triennale, che raccontano candidamente come gestiscono <<Sportelli di ascolto>> con 0-esperienza...
    3) Quindi tu hai preso il posto di uno psicologo? (...uno psicologo prima di me ha messo...)

    4) Non è che se uno ha la laurea in scienze e tecniche psicologiche è uno psicologo.

    P.S. Caro counselor, non mi hai ancora detto a che anno sei iscritto. Io per educazione ti ho risposto, vedi tu a questo punto cosa fare.

  6. #261
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio

    3) Quindi tu hai preso il posto di uno psicologo? (...uno psicologo prima di me ha messo...)

    4) Non è che se uno ha la laurea in scienze e tecniche psicologiche è uno psicologo.

    P.S. Caro counselor, non mi hai ancora detto a che anno sei iscritto. Io per educazione ti ho risposto, vedi tu a questo punto cosa fare.
    Caro Evolution,
    <<non mi hai detto>>...<<non mi hai detto>>.
    Ti ho già risposto diverse volte in altri post. Ti devo dire a che anno sto, dove sn iscritto, con quale tesi...vuoi anche questi dati?? Per farne cosa?
    Certo che ho preso il posto di uno Psicologo! Un'azienda può chiamare chi vuole: laureati in Sociologia, laureati in Economia e commercio, laureati in Psicologia non iscritti all'Albo (ci sono anche quelli) oppure iscritti all'Albo, psicoterapeuti (specialisti in ipnoterapia o meno)...può chiamare chi crede più opportuno...l'azienda NON è un candidato-paziente per cui occorre uno psicoterapeuta (anche se alcuni psicoterapeuti la definiscono proprio così!).
    Vedo che sei un <<vero professionista>> del "discount", scrivendo <<un corsetto di 500 ore>>...Mah!
    Ma, secondo Te, non è l'Albo che dovrebbe pensare anche ai casi che ho citato, invece di pensare e ricevere segnalazioni solo sui counselor-truffatori?
    Non sarebbero azioni a tutela degli Psicologi-veri professionisti?
    In passato alcuni colleghi avevano scritto proprio così.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 15-09-2009 alle ore 22.12.14
    psi_net

  7. #262
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ma sì, rispettiamo il pensiero dell'Altro (addirittura con l'A maiuscola?!) e le sue testimonianze e andiamo in pace...

    Saluti,
    ikaro

    PS Aiutaci a trovare una soluzione, anzi La Soluzione (il maiuscolo fa sempre un certo effetto...): come uscire dall'impasse di questa discussione?
    La Soluzione potrebbe ottenersi con il perseguimento "illogico" qui, del Metodo del Consenso, che ci porterebbe a "colludere" con il far convergere questa discussione sulla centralità del mondo aziendale - cui nessuno toglie in sé la sua importanza - e relative problematiche e "strettoie" e vie ad imbuto, anzichè riportarla sul tema iniziale e reale del thread, cioé "Counseling: Esercio abusivo della professione - di psicologo -
    Gaia

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  8. #263
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Per una volta tanto sono d'accordo con ciò che scrive Ikaro:
    L'analisi della domanda e l'eventuale collusione del professionista sono una cosa, diversa cosa è che il professionista "precedente" (le virgolette le metto perchè sarebbe da aggiungere: incompetente) dopo aver fatto o NON (secondo me) aver fatto l'analisi della domanda, ha deciso di tirar fuori la rabbia tra sottogruppi, dinamica in azienda altamente pericolosa semplicemente perchè il committente non Ti può chiamare per dividere, ma per unire e mi fermo al principio più semplice.
    Casomai la difficoltà, sempre dopo l'analisi della domanda (ci mancherebbe che la domanda venga ignorata o manipolata da parte dello specialista) tirar fuori le energie positive, vitali, per "riprendere i fili" di un gruppo del genere...MA, c'è un MA, di cui nessuno ha parlato, sicuramente intervenire dopo un fatto e un "professionista" di tale statura (miniatura) rende tutto più difficile a chi viene dopo.
    Commenti sugli altri casi? Nessuno?



    Mi dispiace Monica,
    questa volta non posso essere d'accordo Te, almeno nel modo in cui hai espresso il Tuo pensiero (la parte citata): <<il processo produttivo efficiente>> è fatto da <<esseri umani>> e mi chiamano (anzi, ci chiamano, di solito) solitamente le aziende perchè le questioni, o meglio le reazioni degli esseri umani ai problemi, sono le stesse all'interno e all'esterno dell'azienda. L'unica differenza è che i segnali del disagio l'azienda li riscontra quando il <<processo>> non funziona più bene come prima, allora bisogna incominciare a pensare ai problemi tra le persone e delle persone (tutti <<esseri umani>>) che, spesso, l'azienda al di là dei numeri (di bilancio, ecc.) non sa risolvere...ma quando parli in aula con le persone dai lavoratori, ai quadri, ai funzionari al direttore generale, sotto qualsiasi giacca e cravatta...c'è un <<essere umano>> che incomincia a parlare di difficoltà, di disagio, di rapporti con gli altri che, a volte, si riflettono anche sulla propria famiglia soprattutto se fai counseling individuale e anche se non lo fai.
    Quindi partiamo dagli stessi principi umanistici e non metterei, se non ho capito male, i problemi su una scala di importanza, perchè tutti si riflettono e pesano su tutti gli altri. Ancora una volta ripeto che se conoscessi un counselor che affrontasse l'anoressia, lo denuncerei per primo, ma i problemi che incontri lavorando in azienda non sono meno complessi o meno profondi di quelli che puoi incontrare fuori.
    Non ho mai detto che quelli presenti in azienda non siano problemi seri per coloro che li vivono.


    Converrai con me però che ci sono meno rischi per un counselor aziendale piuttosto che per un counselor che si occupa ( sconfinando nelle competenze di altre professioni ) di problematiche PSICOLOGICHE, CLINiCHE O SOCIALI

    Con i tuoi interventi hai monopolizzato tutti i 3D che parlavano di counseling, sempre portando esempi relativi al tuo ambito ( giustamente)

    Adesso mi piacerebbe spostare l'attenzione anche su altri ambiti dove il counseling si propaga ( purtroppo) e i counselor potrebbero fare danni ben più gravi che in un contesto aziendale.

    Abbiamo capito che tu li denunceresti, e questo ti fa onore.

    Ma come agire a livello di professionisti iscritti ad un albo e di associazioni di categoria per combattere simili esempi?

    Mi piacerebbe avere anche le risposte di altri

  9. #264
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    La Soluzione potrebbe ottenersi con il perseguimento "illogico" qui, del Metodo del Consenso, che ci porterebbe a "colludere" con il far convergere questa discussione sulla centralità del mondo aziendale - cui nessuno toglie in sé la sua importanza - e relative problematiche e "strettoie" e vie ad imbuto, anzichè riportarla sul tema iniziale e reale del thread, cioé "Counseling: Esercio abusivo della professione - di psicologo -

  10. #265
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Così', tanto per uscire da questa guerra, provo a postare un link ad un articolo (in francese) relativo ad una modalità di intervento in azienda che ha poco a che vedere con il counselling, ma altrettanto poco ha a che fare con la psicoterapia. Pure, l'ha inventata uno psicoterapeuta (e non da poco...)

    Un'inchiesta di psicodinamica del lavoro alla TV

    Giusto per sentire cosa ne pensate...

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  11. #266
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    ...
    Purtroppo ci sono molti ciarlatani che non conoscono la serietà per via di tutte le scorciatoie prese e creano scompensazioni a molte persone. Di fatto molti di questi ciarlatani pensano davvero di essere dei salvatori e che si può diventare un professionista della salute mentale con un corsetto di massimo 500 ore.
    Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
    Pensa che attualmente in Inghilterra un comitato del governo sta procedendo alla regolamentazione dei titoli di counselor e di psicoterapeuta e orientativamente il training previsto per i primi è un corso di formazione post-diploma di 1 o due anni, mentre per i secondi dovrebbe essere un titolo a livello di master degree (5-7 anni post-diploma).
    Quindi quelli che a parità di ore si formano in Inghilterra sono professionisti regolari, chi invece si forma in Italia è un ciarlatano?

    Una cosa è dire che la formazione del counselor in Italia non è all' "altezza" della formazione dello psicologo o ancor più dello psicoterapeuta, un'altra è definire ciarlatani queste persone, che in ogni caso, vengono formate dagli stessi professionisti che insegnano nelle scuole di psicoterapia.
    E poi sono considerate due professioni differenti.

  12. #267
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Così', tanto per uscire da questa guerra, provo a postare un link ad un articolo (in francese) relativo ad una modalità di intervento in azienda che ha poco a che vedere con il counselling, ma altrettanto poco ha a che fare con la psicoterapia. Pure, l'ha inventata uno psicoterapeuta (e non da poco...)

    Un'inchiesta di psicodinamica del lavoro alla TV

    Giusto per sentire cosa ne pensate...
    Lo leggerò appena ho un po' di tempo, poi ne parleremo, anche se forse andrebbe aperto un post ad hoc.

    Saluti,
    ikaro

    PS Ho letto i nomi degli autori, la quasi omonimia di una delle autrici con il nostro sembra un segno del destino!!

  13. #268
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
    Pensa che attualmente in Inghilterra un comitato del governo sta procedendo alla regolamentazione dei titoli di counselor e di psicoterapeuta e orientativamente il training previsto per i primi è un corso di formazione post-diploma di 1 o due anni, mentre per i secondi dovrebbe essere un titolo a livello di master degree (5-7 anni post-diploma).
    Quindi quelli che a parità di ore si formano in Inghilterra sono professionisti regolari, chi invece si forma in Italia è un ciarlatano?

    Una cosa è dire che la formazione del counselor in Italia non è all' "altezza" della formazione dello psicologo o ancor più dello psicoterapeuta, un'altra è definire ciarlatani queste persone, che in ogni caso, vengono formate dagli stessi professionisti che insegnano nelle scuole di psicoterapia.
    E poi sono considerate due professioni differenti.

    SONO CONSIDERATE DUE PROFESSIONI DIFFERENTI ???? E da chi? Dalle scuole di counseling? Dai counselor?

    PErchè io questa differenza non l'ho capita.


    Qualcuno mi spieghi, per favore, la differenza tra un intervento del counselor e ilsostegno psicologico che è appannaggio per legge dello psicologo

    (non confondiamolo con lo psicoterapeuta per favore e non confondiamo il sostegno con la psicoterapia)

    Oppure la differenza tra l'intervento di un counselor e l'intervento di un assitente sociale
    " per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno
    e di disagio"

    e qui riporto addirittura copiata la dicitura della legge che conosco bene essendo questo il mio campo specifico di lavoro

    Allora in che cosa il lavoro del counselor differisce da queste due professioni già regolamentate per legge per esercitare le quali abbiamo dovuto

    1) affrontare un esame di abilitazione non semplicissimo
    2) iscriversi in un albo
    3) pagare ogni anno per rimanere iscritti
    Ultima modifica di monicadal : 17-09-2009 alle ore 12.00.49

  14. #269
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
    dipende da cosa il counselor dice di fare (ci sono siti, riportati anche in questo thread, in cui affermano di "curare la depressione, l'ansia, l'anoressia, fare interpretazione dei sogni", senza contare ovviamente gli strafalcio nie gli errori mentre scrivono queste cose, ingannando i lettori con paroloni che riempiono la bocca, ma che non hanno alcuna legittimazione legale, e vari giri di parole)



    E poi sono considerate due professioni differenti.
    non è vero, il counseling non è una professione regoalmentata. Inoltre come dice Monica non va fatta confusione tra psicologo e psicoterapeuta (e altri professionisti quali asistente sociale, ecc...) spesso usati come sinonimi, e le loro mansioni, spesso descritte implicitamente e esplicitamente in modo intercambiabile.
    Basta fare un giro in qualche sito di counselor su internet per vedere queste cose.

    Inoltre qui siamo in Italia e non in Inghilterra (purtroppo, aggiungo ,per certi aspetti )
    Ultima modifica di Johnny : 17-09-2009 alle ore 11.23.23

  15. #270
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    SONO CONSIDERATE DUE PROFESSIONI DIFFERENTI ???? E da chi? Dalle scuole di counseling? Dai counselor?
    Nella letteratura specialistica il counseling viene assimilato alla psicoterapia, anche se poi vengono fatte delle distinzioni rispetto a quest'ultima in relazione al disagio esperito dal cliente e al contesto in cui viene effettuato l'intervento.
    Ed infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata.

    Da nessuna parte invece il counseling viene assimilato all'intervento dello psicologo.


    Qualcuno mi spieghi, per favore, la differenza tra un intervento del counselor e ilsostegno psicologico che è appannaggio per legge dello psicologo
    (non confondiamolo con lo psicoterapeuta per favore e non confondiamo il sostegno con la psicoterapia)
    Nella legge 56/89 è citato il fatto che lo psicologo effettua attività di sostegno in ambito psicologico, ma da nessuna parte, che io sappia, viene specificato in che cosa consista tale attività.
    Ed è strano, perchè nel 1989 il termine "counselling" era già conosciuto (Carl Rogers lo introdusse già negli anni 40) e non capisco perchè non sia stato inserito questo termine (specialistico) invece di un generico "sostegno": non ne è neanche la traduzione in italiano.

    Mi chiedo quali siano gli strumenti o tecniche che lo psicologo utilizza nell'intervento di sostegno. Sono strumenti mutuati dai modelli psicoterapeutici o dalla ricerca psicologica?


    Oppure la differenza tra l'intervento di un counselor e l'intervento di un assitente sociale
    " per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio"
    Anche qui c'è quindi il "sostegno"; in questo caso di che natura ?
    E che tipo di strumenti di intervento vengono utilizzati per attuarlo?
    Interventi tratti dalla ricerca psicologica, sociale, o dai modelli psicoterapeutici, o che altro ?



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    "Ars totum requirit hominem"

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