
Originalmente inviato da
Megiston Matema
Sul tuo chiedere all’analisi “strategie più efficaci per raggiungere certi obiettivi esistenziali di benessere secondo un individuo” ho una considerazioni: se il soggetto è decentrato, ovvero non sa di essere, ovvero non c’è, chi utilizzerà le strategie preconfezionate da una terapia specifica? Mi sembra che possiamo dire che sarà piuttosto utilizzato dalle strategie. Poi, se è solo questo che chiedi posso dirti che sei molto fortunato, la maggior parte delle psicoterapie (per quello che ne so io) hanno messo a punto e perfezionato strategie, strumenti, tecniche per modificare o eliminare il sintomo disfunzionale che fa tanto soffrire e ripristinare un equilibrio turbato. Il benessere (e persino la felicità) che promettono alcune di queste terapie è a volte implicito altre volte esplicito; mentre è più chiaro che ti permetteranno di adattarti meglio (darwinianamente) alla realtà e al consorzio sociale. Domanda ingenua: “Perché tu scrivi un post e apri una discussione sulla psicoanalisi, perché ti dia conto del suo procedimento e dei suoi obiettivi e, invece, non chiedi chiarimenti agli psicoterapeuti di altri indirizzi, visto che sono più vicini alla tua domanda?”. Ultima considerazione, il ritrovarsi del soggetto, ribalta ogni prospettiva ed è un primo, irrinunciabile ed essenziale passo verso ogni forma di benessere autentico, il resto è illusione, frenesia, ipomania, “godimento perverso” (Lacan). Noi non abbiamo bisogno di risposte, ne abbiamo fin troppe (dalle psicoterapie alle religioni, dall’esoterismo alla magia, dall’economia alla politica); né abbiamo bisogno di strumenti per orientarci in queste risposte (ancora una volta esterni al soggetto), abbiamo bisogno di esserci senza farci sommergere troppo da tutte queste cose. Sono abbastanza chiaro?