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  1. #181
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Cara Rosadimaggio,
    se ho capito bene la domanda che mi poni, io affronto fin da subito il problema degli obiettivi da raggiungere (e per subito intendo nel momento in cui accolgo la domanda di analisi); il modo specifico in cui lo faccio è quello di creare insieme questi obiettivi, accogliendo la domanda del paziente (magari ricentrandola, perché se uno mi dice che vuole essere felice ...) ed esponendo con tutta la chiarezza di cui sono capace come io posso aiutarlo a raggiungere questi obiettivi secondo la mia formazione, la mia esperienza e la mia peculiare sensibilità. Cerco di prendere in prestito dal paziente esempi concreti tratti da ciò che mi racconta per fargli capire a cosa mi riferisco; spesso il paziente si trincera dietro motivazioni inoppugnabili con le quali mi spiega perché è “costretto” a fare ciò che fa, io non tocco le sue “motivazioni” gli chiedo soltanto dov’è e perché pensa di non poter essere lui a decidere la direzione che vuole prendere? Esempi te ne potrei fare molti, dalla paziente divisa fra la difficoltà di staccarsi dalla sua famiglia di origine (perché se si allontana teme che i suoi genitori non la amino più) e un marito che non sopporta quella che ritiene un’eccessiva dipendenza della moglie e una massiccia intrusione dei suoceri nella loro famiglia. Oppure un paziente che non sa chi è né cosa vuole fare della sua vita, è pieno di dubbi (soprattutto sulla terapia, che svaluta massicciamente ma che continua a frequentare a volte giungendo anche con più di un’ora d’anticipo su quella fissata), è che salta fuori regolarmente con grandiosi progetti entusiastici (mi metto a lavorare in proprio, faccio questo perché è più consono al mio sentire, no faccio quell’altro, oppure: “Che ne dice se vado a vivere da solo?”, progetto corroborato anche da una collega del servizio pubblico a cui lui si era rivolto e che avrà pensato che i problemi di quella persona fossero la convivenza con i suoi genitori e che a partire dall’acquisto di una casa avrebbe iniziato senza dubbio un processo di indipendenza). A questa persona ho semplicemente chiesto se pensa davvero che andando a vivere lontano dai suoi smetterà di avvertire che esiste solo se gli altri lo riconoscono. Spero di aver risposto al tuo interrogativo.
    Un saluto

  2. #182
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Caro Char_lie,
    Il ruolo dell’analista non è né quello di chi fornisce risposte confezionate prêt-à-porter, né quello che da l’interpretazione pertinente a partire dal quale la luce illuminerà da li in poi i tuoi giorni senza dover pagare il conto all’Enel, né quello di balia asciutta che ti conduce per mano nel Paese dei Balocchi. E’ un facilitatore, uno che ha già percorso il tragitto che ti propone e che immagina bene che il nuovo percorso sarà molto diverso dal suo, sarà tutto da costruire, perché alla soggettivizzazione ognuno ci arriva per una via propria, quella che si costruisce pian piano. Quando un paziente arriva da me non arriva per una scelta, arriva per disperazione, spesso le ha provate davvero tutte (persino la magia o la cartomanzia, ha interrogato persino i fondi di caffè per sapere cosa fare, come uscirne), o arriva per l’emergenza del sintomo, o perché qualcuno (di cui si fida molto) l’ha inviato; se avessi davvero il presentimento che fosse li per sua scelta, gli direi che non ha bisogno di iniziare un’analisi. C’è da dire che un germe remoto di scelta c’è anche nel suo venire da me per quelle motivazioni, in fondo è lui che viene, solo che di questa scelta non ne è consapevole, non la sente sua e se glielo dici rifiuta l’attribuzione categoricamente (ci si prende una grande responsabilità con una scelta).
    Sul tuo chiedere all’analisi “strategie più efficaci per raggiungere certi obiettivi esistenziali di benessere secondo un individuo” ho una considerazioni: se il soggetto è decentrato, ovvero non sa di essere, ovvero non c’è, chi utilizzerà le strategie preconfezionate da una terapia specifica? Mi sembra che possiamo dire che sarà piuttosto utilizzato dalle strategie. Poi, se è solo questo che chiedi posso dirti che sei molto fortunato, la maggior parte delle psicoterapie (per quello che ne so io) hanno messo a punto e perfezionato strategie, strumenti, tecniche per modificare o eliminare il sintomo disfunzionale che fa tanto soffrire e ripristinare un equilibrio turbato. Il benessere (e persino la felicità) che promettono alcune di queste terapie è a volte implicito altre volte esplicito; mentre è più chiaro che ti permetteranno di adattarti meglio (darwinianamente) alla realtà e al consorzio sociale. Domanda ingenua: “Perché tu scrivi un post e apri una discussione sulla psicoanalisi, perché ti dia conto del suo procedimento e dei suoi obiettivi e, invece, non chiedi chiarimenti agli psicoterapeuti di altri indirizzi, visto che sono più vicini alla tua domanda?”. Ultima considerazione, il ritrovarsi del soggetto, ribalta ogni prospettiva ed è un primo, irrinunciabile ed essenziale passo verso ogni forma di benessere autentico, il resto è illusione, frenesia, ipomania, “godimento perverso” (Lacan). Noi non abbiamo bisogno di risposte, ne abbiamo fin troppe (dalle psicoterapie alle religioni, dall’esoterismo alla magia, dall’economia alla politica); né abbiamo bisogno di strumenti per orientarci in queste risposte (ancora una volta esterni al soggetto), abbiamo bisogno di esserci senza farci sommergere troppo da tutte queste cose. Sono abbastanza chiaro? I soldi e il rischio sono necessari e inevitabili in ogni avventura; se l’avventura è tua perché l’analista dovrebbe assumersi lui il rischio garantendoti su un risultato che non dipende esclusivamente da lui e magari risarcirti se per caso invece di fare analisi andate a farfalle?
    Un saluto.

  3. #183
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Cara Psicotrieste,
    io ci sto, ma avremo bisogno di un team di sperimentatori, uno che si occupi del cane (dargli da mangiare,portarlo fuori a far pipì, lavarlo, pulire la cuccia periodicamente, farlo giocare, ecc.), uno che si occupi del brandy (metto il brandy, levo il brandy), uno che si occupi delle castagne (controllarle una per una, il peso, le dimensioni con un calibro, la temperatura di cottura, ecc.), uno che accenda il caminetto ... e qualcuno che porti le paste, ovviamente.
    Hai visto mai che scopriamo una nuova forma di psicoanalisi canina, che abbia risultati di provata efficacia, e che con il modico investimento iniziale dell’acquisto (o del noleggio) di un cane e quello successivo del suo mantenimento, di qualche bottiglia di brandy (in questo caso la terapia dovrà essere necessariamente breve se no il paziente ci diventa alcolista) e delle caldarroste, anche gli scettici (come Char-lie) potranno accedere alla psicoanalisi. E chi se ne frega del soggetto, chi se ne ricorda più in una società in cui facciamo di tutto per dimenticarcelo e solo la sofferenza è li a ricordarcelo?
    La frase che citi è mia, il concetto invece no, c’è un filo conduttore che parte dalle origini della cultura occidentale e che è confluito in alcuni indirizzi psicoanalitici (Lacan, Mitchell e tutta la psicoanalisi relazionale) e non (Jung, ad esempio) che parla del soggetto in termini molto simili a quelli utilizzati qui da me. Se ti interessasse approfondirlo posso passarti qualche riferimento bibliografico in privato. Sul movimento sono d’accordo con te, per andare al centro dell’azione il soggetto si deve muovere e questo è l’unico movimento di cui mi occupo e che è in realtà un doppio movimento, secondo quanto argomentato da Hegel nelle sue bellissime pagine della Fenomenologia quando parla della dialettica servo-padrone e da Kierkegaard in Timore e tremore quando narra la vicenda di Abramo.
    Un saluto.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 24-09-2009 alle ore 11.29.16

  4. #184
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    Sul tuo chiedere all’analisi “strategie più efficaci per raggiungere certi obiettivi esistenziali di benessere secondo un individuo” ho una considerazioni: se il soggetto è decentrato, ovvero non sa di essere, ovvero non c’è, chi utilizzerà le strategie preconfezionate da una terapia specifica? Mi sembra che possiamo dire che sarà piuttosto utilizzato dalle strategie. Poi, se è solo questo che chiedi posso dirti che sei molto fortunato, la maggior parte delle psicoterapie (per quello che ne so io) hanno messo a punto e perfezionato strategie, strumenti, tecniche per modificare o eliminare il sintomo disfunzionale che fa tanto soffrire e ripristinare un equilibrio turbato. Il benessere (e persino la felicità) che promettono alcune di queste terapie è a volte implicito altre volte esplicito; mentre è più chiaro che ti permetteranno di adattarti meglio (darwinianamente) alla realtà e al consorzio sociale. Domanda ingenua: “Perché tu scrivi un post e apri una discussione sulla psicoanalisi, perché ti dia conto del suo procedimento e dei suoi obiettivi e, invece, non chiedi chiarimenti agli psicoterapeuti di altri indirizzi, visto che sono più vicini alla tua domanda?”. Ultima considerazione, il ritrovarsi del soggetto, ribalta ogni prospettiva ed è un primo, irrinunciabile ed essenziale passo verso ogni forma di benessere autentico, il resto è illusione, frenesia, ipomania, “godimento perverso” (Lacan). Noi non abbiamo bisogno di risposte, ne abbiamo fin troppe (dalle psicoterapie alle religioni, dall’esoterismo alla magia, dall’economia alla politica); né abbiamo bisogno di strumenti per orientarci in queste risposte (ancora una volta esterni al soggetto), abbiamo bisogno di esserci senza farci sommergere troppo da tutte queste cose. Sono abbastanza chiaro?
    Il soggetto è decentrato non può significare che non c'è altrimenti come fa a decentrarsi? Ma comunque non è che avessi capito cosa significava questo decentramento, decentramento da cosa?

    Comunque rispondo prima alla domanda evidenziata in rosso: ho aperto anche un'altra discussione in questa stessa sezione sulle psicoterapie in generale.

    Forse voi non avete bisogno di risposte perciò coerentemente nel caso qualcuno scopra una qualche cura efficace (senza effetti collaterali evidenti) per certe malattie attualmente incurabili, e qualche tuo caro fosse malato, visto che pensi che nessuno ha bisogno di alcunché e soltanto di essere presente a sé stesso (cosa significherà mai? ), gli consiglierai di andare in analisi invece di utilizzare le cure disponibili?

    Io vedi quando parlo di risposte mi riferisco a soluzioni vere e proprie, e proprio queste invece mancano in tutti i campi da te citati, ci sono dappertutto discussioni di vario genere, riferimenti a concetti pressappoco incomprensibili, ma quasi mai è rintracciabile davvero qualcosa che funzioni e risolva i problemi di varia natura posti, se non in certi campi limitati della medicina e di certe scienze.

    Per me non ha tanto senso definire uno strumento esterno o interno al soggetto, uno "strumento" lo usa una persona per far qualcosa. La psicoanalisi stessa è uno strumento: è interna o esterna al soggetto? Ma soprattutto che significa dire che uno strumento è interno al soggetto?
    Beh per me non è affatto chiaro il tuo discorso, quel "abbiamo bisogno di esserci" che significa? Ora dove siamo? Altrove? Sulla luna? Dobbiamo chiedere a qualcuno di andare a recuperare il nostro soggetto che si è disperso?

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 24-09-2009 alle ore 12.24.39

  5. #185
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    per me non è affatto chiaro il tuo discorso, quel "abbiamo bisogno di esserci" che significa? Ora dove siamo? Altrove?

    Char_Lie, in questa tua domanda, c'é anche parte della risposta che cerchi; a volte si può essere senza "Esserci", perché appunto si é Altrove, ma non é un Altrove qualunque ma spesso la base di partenza di e per fare questo passaggio di "ritorno" ed "arrivare" all'Esserci. Credo che volesse dire qualcosa del genere anche se logicamente penso che Megiston Matema te lo spiegherà in base alla sua prospettiva, avendo posto la questione ed essendo poi la tua domande rivolta a lui.
    In ogni caso, anche se a volte le parole utilizzate possono essere apparentemente anche molto diverse, questo é o può essere un passaggio essenziale per la maggior parte, se non tutte, le psicoterapie.
    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  6. #186
    Partecipante L'avatar di pierluigi1970
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Un consiglio amico , qui non troverai le risposte alle tue domande, ma solo congetture. la relazione non si costruisce in rete, attraverso un monitor, potrebbe essere un inizio ma poi la cosa deve diventare reale. Quindi la mia risposta rimane quella di sopra, cerca di darti tu una nuova possibilità, perchè in fondo se uno paicoanalista dicesse di aver sbagliato tu non avresti indietro quello che hai perso. La variabile sei tu, in questo caso, in quanto sei tu che decidi di fare qualcosa per te e non la persona che hai di fronte, sia essa uno psicologo o sia esso un meccanico, tanto per spostarci abbastanza dalla professione di psicologo. Ergo, rifletti a cio che vuoi fare per te.
    Ciao

  7. #187
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    che la loro pratica non serve per migliorare l'esistenza di un individuo.
    E questo chi lo dice?


    Oltretutto è un tipo di pratica in cui se le cose vanno bene il merito lo si attribuisce a quest'ultima, nel caso vadano male è sempre perché la persona non si è impegnata abbastanza: come si può mai verificare se serve davvero a qualcosa?
    E' una pratica che scommette sulla responsabilità etica del soggetto, il "merito" non può che essere del soggetto; se va male ci possono essere responsabilità dello psicoanalista e del paziente, la verifica a priori non è possibile in psicoanalisi, forse per te è un punto debole, ma non potrebbe essere altrimenti.

    Saluti,
    ikaro

  8. #188
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Ma la compagnia dell'analista cosa aggiunge? Se non ha niente di meglio da offrire, la sua presenza a cosa serve? A me più che domande servono risposte, di domande già me ne faccio tante da solo .
    Ma perché secondo te prima di rivolgersi a te non è sempre l'altra persona a scegliere?
    Char_lie le tue obiezioni non fanno una grinza, il punto è che non tengono in conto dell'inconscio: la differenza tra le scelte prima e dopo una psicoanalisi dipende da un diverso rapporto con esso, il lavoro e la presenza dello psicoanalista serve a rendere possibile questo lavoro. Le domande ce la facciamo tutti da soli, ce la cantiamo e ce la suoniamo che è una bellezza!), ma questo è un cortocircuito, pensa alle ossessioni e (forse) capirai quello che intendo.

    Saluti,
    ikaro

  9. #189
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    “Che ne dice se vado a vivere da solo?”. A questa persona ho semplicemente chiesto se pensa davvero che andando a vivere lontano dai suoi smetterà di avvertire che esiste solo se gli altri lo riconoscono. Spero di aver risposto al tuo interrogativo.
    Questa interpretazione sembra di fatto un ulteriore riconoscimento, non ti pare? Davvero semplicemente avrei chiesto a lui cosa ne dice, perchè non ne dice, almeno in questo frammento.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 24-09-2009 alle ore 23.23.37

  10. #190
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Caro Ikaro,
    era una domanda e non una interpretazione (non sono molto interpretativo), comunque capisco il tuo punto di vista, solo che mi chiedo, ma il "Buonasera, prego si accomodi" non è anch'esso un riconoscimento ... certo che lo è, purché noi ne siamo consapevoli e cerchiamo di trasmettere questa consapevolezza anche al nostro paziente ... quanto ha bisogno del nostro riconoscimento per esistere? ma per questo dobbiamo interrogarci su quanto noi abbiamo bisogno del suo riconoscimento per sentirci analisti ;-)
    Un saluto.

  11. #191
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Caro Ikaro,
    era una domanda e non una interpretazione (non sono molto interpretativo),
    Ma una domanda può fare da interpretazione. (Anzi, una buona domanda è proprio quella che sarà stata, a posteriori, un'interpretazione riuscita, nel senso che avrà avuto un effetto).

    comunque capisco il tuo punto di vista, solo che mi chiedo, ma il "Buonasera, prego si accomodi" non è anch'esso un riconoscimento ... certo che lo è, purché noi ne siamo consapevoli e cerchiamo di trasmettere questa consapevolezza anche al nostro paziente ...
    Ma sono due cose molto diverse secondo me, perchè le metti insieme? "Prego, si accomodi" è un rituale di apertura -che peraltro di solito precede l'inizio della seduta analitica- la domanda era un intervento (e non un altro) sul dire del paziente, peraltro non un dire qualsiasi, come se ne fanno spesso in seduta, ma una domanda al terapeuta. Non sono d'accordo sulla consapevolezza, dove c'è troppa consapevolezza da trasmettere non c'è molto di analitico secondo me.

    quanto ha bisogno del nostro riconoscimento per esistere? ma per questo dobbiamo interrogarci su quanto noi abbiamo bisogno del suo riconoscimento per sentirci analisti ;-)
    Esattamente.
    Ultima modifica di ikaro78 : 25-09-2009 alle ore 01.35.18

  12. #192
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Ciao ikaro: dunque i disturbi egosintonici secondo te non sono trattabili?
    Porre la questione in termini di "disturbo" ci porti su una strada scivolosa. In ogni caso, ogni "disturbo" è egosintonico fino a quando è sopportabile per il soggetto. Fino a quel momento, quindi non sono di fatto trattabili: nel senso che non c'è richiesta di trattamento, anche se magari c'è molta sofferenza, molto lamento. Quando l' egosintonia comincia a vacillare -almeno al punto da portare a consultare un supposto esperto- si apre almeno una possibilità di trattamento.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 25-09-2009 alle ore 01.45.33

  13. #193
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Porre la questione in termini di "disturbo" ci porti su una strada scivolosa. In ogni caso, ogni "disturbo" è egosintonico fino a quando è sopportabile per il soggetto. Fino a quel momento, quindi non sono di fatto trattabili: nel senso che non c'è richiesta di trattamento, anche se magari c'è molta sofferenza, molto lamento. Quando l' egosintonia comincia a vacillare -almeno al punto da portare a consultare un supposto esperto- si apre almeno una possibilità di trattamento.

    Saluti,
    ikaro

    Dicendo che ogni disturbo é "egosintonico" finché é sopportabile, ti riferisci anche a quella che potrebbe apparire finché tale, ad es. un'"innocua e specifica fobia" dietro cui può esserci tutt'altro quando essa divenuta intollerabile o un tormento, si rivela o disvela nel tempo attraverso una richiesta prima e tramite un trattamento, come facciata di un sottostante altro "disturbo" relativo alla struttura del soggetto, che per qualche motivo "non tiene" più bene, facendo stare troppo male il soggetto stesso?
    Gaia

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  14. #194
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Dicendo che ogni disturbo é "egosintonico" finché é sopportabile, ti riferisci anche a quella che potrebbe apparire finché tale, ad es. un'"innocua e specifica fobia" dietro cui può esserci tutt'altro quando essa divenuta intollerabile o un tormento, si rivela o disvela nel tempo attraverso una richiesta prima e tramite un trattamento, come facciata di un sottostante altro "disturbo" relativo alla struttura del soggetto, che per qualche motivo "non tiene" più bene, facendo stare troppo male il soggetto stesso?
    Sì, in un certo senso, "egosintonica" nel senso che ha a che fare con l'ego, con una identificazione immaginaria, finché questa tiene -benino nonostante tutto- si va avanti.

  15. #195
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    Riferimento: A cosa serve la psicoanalisi?

    Citazione Originalmente inviato da pierluigi1970
    Un consiglio amico , qui non troverai le risposte alle tue domande, ma solo congetture. la relazione non si costruisce in rete, attraverso un monitor, potrebbe essere un inizio ma poi la cosa deve diventare reale. Quindi la mia risposta rimane quella di sopra, cerca di darti tu una nuova possibilità, perchè in fondo se uno paicoanalista dicesse di aver sbagliato tu non avresti indietro quello che hai perso. La variabile sei tu, in questo caso, in quanto sei tu che decidi di fare qualcosa per te e non la persona che hai di fronte, sia essa uno psicologo o sia esso un meccanico, tanto per spostarci abbastanza dalla professione di psicologo. Ergo, rifletti a cio che vuoi fare per te.
    Ciao
    Capirai, se pensi che sia reale una relazione in cui vedi una persona per qualche ora alla settimana in orari stabiliti, devi pagarla per vederla e non puoi sentirla in altri momenti, stiamo freschi! Magari risulta più reale anche una relazione tenuta in rete con qualcun altro.
    Comunque non ho certo chiesto risposte a voi, sto supponendo che nemmeno voi possediate risposte, ossia soluzioni, queste in genere sono complicate da trovare e richiedono conoscenze vere e proprie. Se non avete nulla di più, cosa potete dare?
    Qualcosa per me la faccio già ed anche se non basta non è detto che uno psicoanalista riuscirà a migliorare le cose, semplicemente ora credo che questo tipo di pratiche non riusciranno a darmi niente, non rappresentano alcuna possibilità in più per me.
    Possono essere un modo per passare il tempo, distrarsi, parlare dei propri problemi con qualcuno, ed un certo benessere da queste perciò lo si ricava, ma non risultano risolutive.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 25-09-2009 alle ore 09.29.17

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