Ah meno male non sono l'unica...Mai sentito.....Ma che è ?!?
"Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita". (Freud, L'Io e i meccanismi di difesa)
Tutti quelli che ho fatto io. In più ho fatto qualcosina sull'educazione stradale e sulla prevenzione del suicidio; in meno non ho neanche toccato (anzi, grazie per averlo scritto!) l'ospedalizzazione infantile, l'alfabetizzazione in asilo (??) e la legalità (ri-grazie)![]()
ciao ragà, io non ho niente sul burnout. qualcuno può aiutarmi in qualche modo? grazie in anticipo
con un progetto sul burnout quale modello teorico uso?
che tipo di finalità? lo rivolgo specificatamente ad una categoria professionale?
che tipo di metodologia? insomma datemi qualche dritta per favore!!!!!
Allora, il pochissimo che ho trovato (per quello chiedevo) è molto generico. Intanto bisogna vedere se è preventivo oppure se c'è un turnover tale in un'azienda (non specifica mai che tipo) da analizzare cause interne.
Comunque sia, più o meno tutti vertono ad una ricerca/azione sull'azienda (come tratta i dipendenti) e sui dipendenti (che tipo di stress sentono), mirando inoltre ad un incremento della "voglia di lavorare". So che può risultare assurdo (uno è tendente a pensare "ma guarda che bastarda st'azienda, non solo fa stare male i dipendenti ma pure lo psicologo se la prende con loro!") ma se nell'asse benessere <--> malessere (burn out) l'estremo positivo è proprio l'amore per il lavoro, in caso di burn out c'è l'apatia, il disinteresse etc quindi è lì che bisogna intervenire.
Tutto questo è detto proprio all'acqua di rose, in attesa che qualcuno più competente dica la suaAd esempio, come si previene/interviene sul burn out delle insegnanti?
hihihihihi...cicereo te la sei sparata eh?!
io penso che anche se si vuole migliorare le capacità di coping, occorre migliorare anche il vissuto emotivo e l'addattamento, quindi partirei dall'educazione socio-emotiva, la quale promuove oltre al sapere anche la dimensione affettiva, emotiva e socio-relazionale degli allievi; ciò con l'utilizzo di tecniche di lavoro di gruppo tipo circle time, metodo dei casi, role-playing; l'apprendimento cooperativo per creare un gruppo abbastanza coeso e un addestramento assertivo con tecniche di role playing e modeling; questo per quanto riguarda l'adattamento, poi beh per le strategie di coping, occorrerebbe lavorare sull'autostima e l'autoefficacia di ogni singolo alunno; il tutto andrebbe monitorizzato ovviamente con strumenti testologici all'inizio e alla fine del percorso.....credo che ciò andrebbe visto meglio nell'ottica di una ricerca azione!
che dici me la sono sparata grossa anch'io???!!!!
sta arrivando il fatidico momentoooooooooooooo
ciao a tutti!
credo che il discorso che hai fatto sia troppo pesante per un progetto da esame di stato, troppi obiettivi e troppi training, considera che per ognuno di quello che hai detto ci vogliono minimo otto incontri...quindi poichè il progetto per l'esame deve essere quanto piu leggero possibile, valutando la forma e non tanto il contenuto..speriamo.. io proporrei con adolescenti..informaizoni sulle tappe di sviluppo e le difficoltà, e questo lo valuti con un questionario
lavoro sulla famiglia per potenziare la capacità di ascolto attivo e riconoscere i segni del disagio, promuovere il volontariato, che allontana dal rischio,
lavorare sullo stile asserttivo, che oltre a promuovere relazioni positive, permette di: favorire l'affermazione di sè e gestire assertivamente le propri erelazioni, ed un lavoro sulel emozioni per promuover el'autostima...tutti questi obiettivi..gli ultimi due sono sostituibili.. il tutto con leizoni teoriche ed esercitaizoni pratiche, role playing role taking modelling, e lavoro sulle idee irrazionali.
li valuto con il SIB, E IL TMA AUTOSTIMA E BENESSER EEMOZIONALE..
meglio leggero e completo che pesante ed incomprensibile.
Ultima modifica di cicereo22 : 26-09-2009 alle ore 15.23.10
Per quanto concerne il progetto sul burnout spero che non esca....
....Insomma non mi piace come argomento...
"Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita". (Freud, L'Io e i meccanismi di difesa)
suvvia...burnout o altro è fattibile...
obiettivi bambolina:
informare sulle legislaizoni in tema di sicurezza e benessere sul lavoro
informare sulle forme di disagio stress correlato e le figure piu colpite
migliorare gli stili di coping
ridurre l'isolamento e l'inadeguatezza
promuovere strategie efficaci di gestione del tempo libero..
tutto il resto vien da sè
Grazie x le dritte
Magari tra un pò me lo vado a ripassare......
"Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita". (Freud, L'Io e i meccanismi di difesa)
Spero solo di passare questo esame.....
Più che pagare altre 300 euro, non riuscirei a sopportare l'idea di dover studiare di nuovo per il tema.....
"Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita". (Freud, L'Io e i meccanismi di difesa)
Ciao... ho articolato la mia tesi sul burnout nella parte della prevenzione ( la mia era in ambito sanitario) analizzando il rapporto tra lo stress lavorativo ed il clima aziendale ...vi può essere utile cercare qualcosa sullo strumento specifico che è l'MBI (Maslach)
La prevenzione si può attuare in ambito personale, istituzionale, lavorativo pensando ad esempio come l'eccessivo investimento in campo lavorativo penalizza le relazioni familiari ed affettive del soggetto...la formazione è fondamentale per imparare a vivere con maggiore consapevolezza la relazione con gli utenti....si dovrebbe ridistribuire il lavoro in modo da evitare sovraccarichi stressogeni...individuare elementi di cedimenti psicofisici....ecc,....spero di avervi potuto aiutare in qualcosa....