concordo con tutto, tranne con il fatto che sia sempre un male aprire questi corsi anche ad altri professionisti: cioè, a me personalmente farebbe piacere e sarebbe utile frequentare un corso con altre figure tipo assistenti sociali, educatori, insegnanti, ecc, confontarmi con loro, perché riprodurrebbe la situazione in cui noi psicologi lavoriamo, cioè cmq interagendo con altre figure. Ne uscirebbe un confronto molto proficuo sui diversi punti di vista sugli stessi temi. Inoltre se alcuni insegnanti e medici migliorassero dal punto di vista della comunicazione, ciò faciliterebbe molto il lavoro degli psicologi, visto che spesso queste categorie alzano un muro contro gli spicologi ed è impossibile comunicare con loro. Quindi se il corso di counseling vuole migliorare le competenze comuni a vari profili, come comunicazione, ascolto, interazioni chiare ed efficaci, senza invasioni di ruolo, ok. Certo, se sipropone di forgiare counselor, di far diventare "tutti psicologi", come il re Carlo V fece diventare "tutti cavalieri" per far contento il popolo (todos caballeros!), allora ovvio che no. POi la differenza sta anche nel metodo, in genere sono molto pratici, quindi anche se gli argomenti a volte suonano familiari, la trattazione è ben diversa. Io avrò fatto 3000 esami sui meccanismi di difesa, ma li ho imparati soltanto ad un convegno in consultorio, rivolto a tutte le diverse figure che vi lavoravano, dove uno psicologo non li spiegava solo teoricamente, ma mostrava e commentava molti esempi, parole tratte da colloqui in cui trasparivano alcuni "stili" di difesa. Se questo può aiutare il medico ad ascoltare melgio il paziente, ok, come uno psicologo, se conosce i fondamenti della fisiologia è melgio perché magari può capire le implicazioni di alcuni disturbi psicosomatici. Certo se possedere queste conoscenze dei settori altrui implica che automaticamente il medico o chicchessia diventa pisologo o lo psicologo medico, ovviamente è inaccettabile.
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