ciao lillehavfrue anch'io ho avuto 17 e giuro che non so come sia potuto succedere!ho risposto a tutte le domande e allo stesso modo di miei amici che hanno avuto rispettivamente 30 e 26!all'inizio pensavo fosse un errore e infatti ho mandato una mail al prof per sapere se è possibile vedere il compito!ma se ci sono stati altri casi forse è davvero 17!uffaaaaaaa!!!!!sto nervosissimaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!! :'(
17 anch'io. gli ho mandato un'email per visionare il compito venerdì a ricevimento. se andassimo tutti noi?
ciao amyieia!!ma ti ha risposto alla mail?a me no!che nervi!!!!non riesco a capire perchè questo 17!si andiamoci a parlare insieme venerdi...
a me no. infatti boh. vuole prendere appuntamento per parlare e poi non risponde.. ma perchè dici che il tuo 17 non corrisponde alla realtà?
"Lentamente muore chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce."
si infatti mi fa venire un nervoso sta cosa!!!come puoi pretendere di ricevere per appuntamenti se poi non rispondi!!!!!cmq dico che non è possibile che sia 17 perchè ho risposto a tutte e tre le domande e anche in modo corretto visto che mi sono confrontata con amici che avevano preparato l'esame con me e che come risultati hanno avuto uno 30 e l'altra 26!!!
Ti dico ciò che ho risposto io (che ho comunque preso 30) e che magari potrebbe essere di aiuto, visto che questa volta mi sa che i voti non sono stati poi molto alti.
1- alla domanda "campi di applicazione e caratteri del metodo epidemiologico" ho scritto anzitutto cosa è l'epidemiologia in generale e l'importanza della lettura sociale della malattia; l'uso che fa delle tecniche statistiche, riportando anche i diversi indici epidemiologici (incidenza prevalenza morbilità e Daly's). Cosa significa pensare epidemiologico e qual'è il metodo epidemiologico. Ho concluso poi con la specifica sull'epidemiologia in psichiatria e quali sono i suoi specifici campi di applicazione (con la definizione che è sulle slides)
2- alla seconda domanda "caratteristiche e struttura del sistema psichiatrico in Italia" ho parlato per prima cosa del passaggio storico tra centralità manicomiale a centralità territoriale che ha preso vita da un processo di deistituzionalizzazione che ha visto in Italia come massimo esponente Basaglia mentre in altri paesi ha avuto diverse concretizzazioni (es. Mental Health Act in Inghilterra) e cosa significhi il fatto che sia un evento Psicosociale. Ho parlato di come si è perciò giunti, dopo una serie di eventi storici (es. legge Mariotti 431), alla legge 180 e i suoi punti fondamentali e l'importanza del passaggio da un ricovero come atto di pubblica sicurezza ad un ricovero come trattamento sanitario. Ho infine parlato di quale sia la dimensione strutturale del serv. psichiatrico italiano, parlando del DSM e come sia stato istituito dal Progetto Obiettivo 94-96 e cosa esso prevedesse. La definizione del DSM (insieme coordinato di attività e strutture....etc) per poi specificare quali siano le attività e le diverse strutture (csm, spdc, strutture residenziali e semi-residenziali) specificando le loro diverse mansioni. Questa è stata la risposta sicuramente più corposa, anche perché estremamente generica.
3- L'ultima, forse quella che ha creato più difficoltà, riguardava il passaggio dalla cura alla prevenzione. Ho parlato per prima cosa del cambiamento del paradigma psichiatrico che sposta il mandato sociale da un presa in carico totalizzante ad una presa in carico che riguardi anche il reinserimento e la riabilitazione e come si arrivi ad una lettura bio-psico-sociale della malattia mentale. Come la prevenzione perciò sia diversa da quella prevista per la medicina generale spostandosi da una logica lineare ad una circolare (Goldberg e Huxley nello specifico) e l'importanza, sempre secondo i due autori, dei fattori di rischio e quelli di protezione. Ho specificato quali siano tali fattori e ho parlato dell'importanza dell'empowerment (per la definizione del costrutto però sono partito da quella di Rappaport che ricordavo da Comunità e da Metodi con la Langher) e come ciò costituisca la cultura preventiva. Infine un accenno a quali siano i diversi tipi di prevenzione (universali, selettivi e indicati).
Mi sembra di aver riportato schematicamente più o meno tutto ciò che ho scritto.
Come vedi le risposte sono abbastanza trasversali perché le domande erano piuttosto generiche. L'importante è comunque scrivere cose giuste ed attinenti. Forse avrei potuto omettere qualche dettaglio ma l'assistente disse che non dovevamo essere necessariamente sintetici..anzi dette un secondo foglio a diverse persone. Come base di studio io ho preso il libro, anche se ho integrato con alcune definizioni delle slides (tipo il pensare epidemiologico e il metodo epidemiologico o la cultura preventiva, l'empowerment e i tipi di prevenzione).
In bocca al lupo a tutti per il prossimo appello.
Ciao
il prof mi risponde dicendo che l'appuntamento va bene dalle 11 alle 13 al SUO centro diurno. rispondo di no volendo vedere il compito in sede e attendo la sua risposta
ma infatti questa cosa è assurda!cavolo c'è un orario di ricevimento!cmq anch'io gli risponderò così....speriamo che non ci mandi a quel paese...attendiamo..se risp ti faccio sapere..
ciaooo
peraltro io ho scritto le stesse cose del ragazzo che ha preso 30.
eh e siamo due!ma ti risponde??a me no!!!grrrrrrrrrrr
mi ha detto di andare domani lì dove lavora dalle 11 alle 13
c'andrò.
ti ha risposto quindi??a me no!cmq ci vengo anch'io...anche se è troppo lontano da dove abito io!