Se si utilizza un argomento che persuade qualcun altro ma non noi stessi, cercando di raccontarci qualcosa ed auto convincerci che questo “nuovo” è
sicuramente meglio quando poi non ne siamo persuasi realmente, non è certo perché abbiamo fatto uso della razionalità.
Per me il processo procede al contrario, è la comprensione razionale che modifica certi stati emotivi. Se si ha paura del "nuovo" perché ad esempio è completamente ignoto, è una paura tutto sommato da superare aggiungendo altre informazioni e comprendendo quindi in cosa dovrebbe consistere questo "nuovo" (in fin dei conti potrebbe darsi che sia pericoloso davvero)... Se non le si può aggiungere queste informazioni si continuerà ad aver paura, ed io penso che è anche giusto aver paura, non c'è nulla di irrazionale in tutto questo.
Mettere piede in un luogo buio dove non si vede nulla e di cui non si sa assolutamente niente non so fino a che punto sia ragionevole, visto che su questo luogo si hanno pochissime informazioni.
Se anche dove siamo non stiamo
ottimamente bene non è mica detto che spostandoci da qualsiasi altra parte troveremo sicuramente qualcosa di meglio: potrebbe succedere anche qualcosa di simile a quello che viene raccontato in quella nota barzelletta... "Ci trovavamo sull'orlo del baratro... Abbiamo fatto un passo avanti"

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Se si ha paura perché potrebbero esserci grossi pericoli, non è affatto una paura così irrazionale, ed è per questo che prima di affidarci al "nuovo" bisogna valutare bene la situazione in cui dovremmo andare ad inserirci:
cambiare, continuo a ripeterlo, non è un bene in sè.
Per riallacciarci al tema precedente, il tema del "nuovo" contrapposto al "vecchio" è stato usato con successo nel corso della storia da diversi esponenti politici (Berlusconi stesso l’ha usato), ma questo è il solito argomento retorico:
"nuovo" significa qualcosa di diverso sotto certi aspetti rispetto a "vecchio", ma non significa che debba essere necessariamente migliore riguardo alle nostre aspettative.
Proprio i periodi di crisi finiscono col favorire il fiorire dei peggiori governi possibili ed immaginabili perché c'è sempre una buona fetta della popolazione che ama sostenere che "la crisi ci suggerisce che bisogna cambiare". Queste persone però non si chiedono mai davvero se il "sistema nuovo" che dovrebbe andare a sostituire il "vecchio" sia davvero migliore. L'altro sistema magari non era perfetto e lasciava irrisolti grossi problemi, ma magari causava meno disastri del nuovo.
Bisogna pensare un bel po', ed è su questo versante che siamo tutti un po' deficitari.
Io perciò voglio sapere cosa bisognerebbe cambiare, cosa si spera di ottenere ed effettuare le mie valutazioni riguardo ai pro ed i contro per poi decidere se per me rappresenta realmente qualcosa di meglio o di peggio.
Se è meglio davvero per me, dopo questo esame non avvertirò alcun senso di perdita, non ci sarà nessuna resistenza, visto che avrò fatto tutto sommato "un buon affare".