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  1. #481
    Partecipante Assiduo
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    15-09-2009
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    178

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Non ho detto che sono "incoscienti", non li conosco, io comunque la mano sul fuoco non ce la metterei, se devo essere sincero.
    Vuoi conoscerli personalmente o ti basta sapere cosa scrivono per capire se sono "incoscienti"? Se sai leggere l'inglese , ti segnalo il loro rapporto:
    http://www.hpc-uk.org/assets/documen...sellorsPLG.pdf
    Comunque perchè affiancare psicoterapisti e counsellor? Se sono, come sostenete, professioni che non c'entrano nulla l'una con l'altra? Questo è comunque un punto su cui è bene chiarirci le idee.
    Partiamo dall'inizio, cosa si contesta, l'affinità allo psicologo o allo psicoterapeuta?
    Ebbene, a me sembra una gran cavolata questa iper-specializzazione e differenziazione, non si capisce più niente, ma non dovevamo aiutare l'utenza a fare un po' di chiarezza? Di questo passo dove arriveremo?
    Ma allora che ci stanno a fare gli indirizzi come “psicologia sperimentale”, “psicologia del lavoro”, “psicologia dell'età evolutiva”,”psicologia clinica”,”neuropsicologia”, etc. quando poi si è abilitati a fare tutto.
    Anche l'ordine degli ingegneri ha diviso l'albo in civile, industriale ed informatico, permettendone l'iscrizione solo con indirizzi di laurea specifici, e questo in Italia.
    Anche tu dici tra l'altro ...
    “Convengo che è vergognoso che, ex lege, esistano soggetti autorizzati a fare qualcosa che potenzialmente non sanno fare"

    Comunque le specializzazioni nascono quando esiste una domanda consapevole, differenziata e in quantità tale da permettere ai professionisti di approfondire un settore. Certo in Italia, vista la carenza di domanda, non siamo arrivati a questo punto.
    Ed è per questo che non si fanno differenze tra le competenze richieste nei vari settori della psicologia.
    E probabilmente ci sarà una ragione oscura sul perchè in UK distinguono tra "counseling psychologist" e "counselor", ma forse tra qualche decennio anche noi potremmo arrivarci
    Sì, certo.. Dovremo confrontarci (ed è quello che sto facendo), altro discorso è adeguarvisi senza colpo ferire.
    Ed infatti è quello che dovrebbero fare gli ordini con le associazioni di counseling: confrontarsi, dialogare.
    Tra l'altro quando una famiglia ;-) va dallo psicologo/psicoterapeuta, questi dovrebbe quanto meno aiutarli a farli dialogare. Perchè non fa lo stesso nelle proprie relazioni con gli altri?

  2. #482
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Tu puoi definire anche definire Freud "Freudetto" o dire "lacanino" anziché "lacaniano" (i maestri si possono irridire, anzi si devono irridire), io se il gioco di parole è carino apprezzo e magari me lo rivendo pure (non "Freudetto" che, ammetterai, non è il massimo), tu te la prendi, questa è la differenza, caro...
    Puoi <<irridire i maestri>>, puoi divertrTi con i giochi di parole, puoi fare ciò che vuoi, ma è l'obiettivo finale della derisione o del gioco di parole che interessa.


    PS Almeno su una cosa siamo d'accordo, mi devo preoccupare?!
    No, stai tranquillo, rimaniamo ancora molto distanti per ciò che hai scritto sopra. E, cioè, che <<dalla prospettiva della formazione psicoanalitica posso criticare la formazione dei counsellor>>, certo se un modello come quello psicoanalitico è considerato unico, puro e inviolabile, allora sì la presenza di altri modelli (come spesso hai affermato) è considerata con intolleranza. E' ciò che si è scritto anche, in alcuni post, in questo 3D: non solo critica, mi è parso, ma, qualche volta negazione.
    Per me, invece, nessun modello può impedirmi la libertà di apprendere da altri.
    Certo i modelli da integrare devono avere qualcosa in comune, la base dell'integrazione. E' questa dovrebbe essere chiara anche per chi vuole criticarli. <<Dovrebbe>>.
    Altrimenti è come se volessi <<criticare>> o negare il modello freudiano senza conoscerlo.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 10-10-2009 alle ore 00.00.36
    psi_net

  3. #483
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Caro Ikaro o Gieko,
    a me sembra che hai posto <<critiche>> più che <<domande>>.
    Ti ho già risposto, sia su questo che in altri 3D.
    Complimenti IT_Modeler, ancora con questa storia che siamo la stessa persona? Non credo di dover nemmeno commentare...

    Preferisco tornare su questioni di sostanza e mi piacerebbe intavolare una discussione su queste con chi ne ha voglia.
    Affermate giustamente che non sono le tecniche a differenziare l'intervento di counselling da quello di sostegno psicologico, ma le finalità. Ma è su queste finalità che sono profondamente perplesso. Mi pare che si possano riassumere, in base a quanto avete detto o scritto, nell'obbiettivo di sostenere le risorse presenti nel soggetto, magari in una determinata area (lavorativa, affettiva...).
    Il grosso problema che si presenta, l'ho già scritto, è che questa finalità si scontra con diverse problematiche: la continuità della vita psichica, e quindi la pervasività della struttura del soggetto; le resistenze; la collusione; l'inconscio. Anche non considerando un punto di vista psicoanalitico, altri orientamenti (cognitivismo contemporaneo, teoria sistemica) contemplano seppure in chiave differente, la necessità di operare ad un livello che genericamente possiamo definire "strutturale".
    Vorrei delle risposte su come viene affrontato il problema dell'operare sull'area delle risorse quando queste non sono disponibili per struttura. Vorrei capire se la questione viene elusa o trattata, e se sì in che modo. L'applicazione di criteri esterni (presenza/assenza di patologia) oltre a rimandare ad una visione medica che tanto viene stigmatizzata, non tiene conto del fatto che a livello psichico vanno considerate configurazioni strutturali, che possono esprimersi anche - apparentemente - senza manifestazioni sintomatiche eclatanti. "Vorrei migliorare la mia posizione lavorativa" è già un'asserzione sintomatica, che rimanda ad una struttura che dà problema, altrimenti non ci sarebbe domanda di aiuto.
    Concludo solo dicendo che rivolgo quest'osservazione non solo al counselling ma anche al sostegno psicologico e a tutte quelle forme di terapia che intervengono sul solo sintomo.

    Saluti
    gieko

  4. #484
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Puoi <<irridire i maestri>>, puoi divertrTi con i giochi di parole, puoi fare ciò che vuoi, ma è l'obiettivo finale della derisione o del gioco di parole che interessa.
    Ah, perchè tu sapresti quale sarebbe il mio obiettivo finale? Ma per favore... Io mi diverto con giochi di parole, tu continua pure a non rispondere...

    E, cioè, che <<dalla prospettiva della formazione psicoanalitica posso criticare la formazione dei counsellor>>, certo se un modello come quello psicoanalitico è considerato unico, puro e inviolabile, allora sì la presenza di altri modelli (come spesso hai affermato) è considerata con intolleranza.
    Non è l'unico e non è certamente puro e inviolabile, ma certamente è il primo ad aver innaugurato questo campo e soprattutto quello che propone la formazione più rigorosa e non basata sull'apprendimento di tecniche attraverso le simulate, tutto qui.
    Ultima modifica di ikaro78 : 10-10-2009 alle ore 17.36.00

  5. #485
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Vuoi conoscerli personalmente o ti basta sapere cosa scrivono per capire se sono "incoscienti"? Se sai leggere l'inglese , ti segnalo il loro rapporto:
    http://www.hpc-uk.org/assets/documen...sellorsPLG.pdf
    Partiamo dall'inizio, cosa si contesta, l'affinità allo psicologo o allo psicoterapeuta?
    Con l'inglese non me la cavo molto bene, magari potresti farmi un riassunto. A parte questo, non è che si contesta l'affinità si sottolinea che c'è affinità, quando qualcuno sostiene che si tratta di "tutt'altra professione".

    Comunque le specializzazioni nascono quando esiste una domanda consapevole, differenziata e in quantità tale da permettere ai professionisti di approfondire un settore. Certo in Italia, vista la carenza di domanda, non siamo arrivati a questo punto.
    Le specializzazioni nascono quando non c'è consapevolezza invece, è proprio per questo che ci si rifugia nel tecnicismo e nell'iperspecializzazione, è molto più rassicurante (per l'operatore) supporsi "esperto in".

    Saluti,
    ikaro

  6. #486
    Johnny
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Ma allora che ci stanno a fare gli indirizzi come “psicologia sperimentale”, “psicologia del lavoro”, “psicologia dell'età evolutiva”,”psicologia clinica”,”neuropsicologia”, etc. quando poi si è abilitati a fare tutto.
    Anche l'ordine degli ingegneri ha diviso l'albo in civile, industriale ed informatico, permettendone l'iscrizione solo con indirizzi di laurea specifici, e questo in Italia.
    Anche tu dici tra l'altro ...
    “Convengo che è vergognoso che, ex lege, esistano soggetti autorizzati a fare qualcosa che potenzialmente non sanno fare"
    le specializzazioni in psicologia sono differenti da quelle dell'ingegneria (che hai citato), per via della natura stessa della psicologia. Mettiamo che una persona ha problemi sul lavoro ad esempio è vittima di mobbing; questi problemi se li porta anche a casa e influisce sulle relazioni con gli altri, di conseguenza tutta la sua vita ne risente. Dopo qualche mese di ansia va in depressione e inizia a bere, diventando violento con la famiglia. Come vedi, non c'è distinzionetra psicologia del lavoro e psicologia clinica. Questo era solo un esempio, per dire che la psicologia è trasversale e vedere le specializzazioni come dei compartimenti stagni non è adeguato all'ambito della psicologia perché la psiche non è parcellizzata, ma è un tutto unico che si manifesta nei contesti di vita
    Ultima modifica di Johnny : 10-10-2009 alle ore 20.33.00

  7. #487
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Complimenti IT_Modeler, ancora con questa storia che siamo la stessa persona? Non credo di dover nemmeno commentare...
    Secondo me sì. No, non c'è bisogno di commenti, si commenta da sè.

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ah, perchè tu sapresti quale sarebbe il mio obiettivo finale? Ma per favore... Io mi diverto con giochi di parole, tu continua pure a non rispondere...
    Mai detto o scritto di saperlo. Avevo scritto <<che interessa>>, sarebbe interessante saperlo. Non mi sembra siano solo <<giochi di parole>>.


    Non è l'unico e non è certamente puro e inviolabile, ma certamente è il primo ad aver innaugurato questo campo e soprattutto quello che propone la formazione più rigorosa e non basata sull'apprendimento di tecniche attraverso le simulate, tutto qui.
    Sulla formazione rigorosa sono d'accordo. Che sia la <<più rigorosa>> rispetto a cosa? Formazione fatta solo con <<tecniche attraverso simulate>>, quindi senza nessun principio, basata solo su un apprendimento induttivo e dove si svolge?
    psi_net

  8. #488
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Secondo me sì. No, non c'è bisogno di commenti, si commenta da sè.
    Sono d'accordo, si commenta proprio da sè.

    Interessanti comunque rilevare che non rispondi neanche per errore alle questioni importanti... E poi parli di giochi berniani: ci sarà forse anche quello del "non voglio rispondere quindi devio su altri argomenti"?
    Mi pare che con altri utenti (ad es. Quattrostracci o daimon, a meno che non siamo tutti la stessa persona che ricopre ruoli diversi...) non ci siano grossi problemi ad entrare in tema. Speriamo che intervengano.

    Saluti
    gieko

  9. #489
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Sono d'accordo, si commenta proprio da sè.
    Interessanti comunque rilevare che non rispondi neanche per errore alle questioni importanti... E poi parli di giochi berniani: ci sarà forse anche quello del "non voglio rispondere quindi devio su altri argomenti"?
    Mi pare che con altri utenti (ad es. Quattrostracci o daimon, a meno che non siamo tutti la stessa persona che ricopre ruoli diversi...) non ci siano grossi problemi ad entrare in tema. Speriamo che intervengano.
    Addirittura arrivare a pensare che una persona scriva con 2 nick diversi, per rispondere peraltro alle sue inutili discussioni, certo che ce ne vuole... di malafede. Ma a che pro, poi? Boh, non ci resta che farci una sana risata...

    Saluti,
    ikaro

  10. #490
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    grazie mille!!

  11. #491
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    A tutto ciò che hai scritto è stato già risposto...
    anche nell'altro 3D sul Counseling e la differenza con la psicoterapia, solo che spesso ciò che si scrive viene subito etichettato o svalutato o spiegato che in questo paese non può valere.
    1) se spieghi in cosa consiste il Counseling <<ben fatto>>: da dove viene, viene da Rogers <<lo conosciamo tutti>>, ma...qui non si tratta di <<conoscere>>. Si tratta di saper applicare un modello non-teorico, o , almeno non solamente teorico, un modello diventato pratica in moltissimi paesi (se ci si confronta con colleghi in Europa - ma anche qui è obiettabile che NON bisogna confrontarsi con nessuno e nessun'altro, xchè qui siamo in Italia!);
    2) Qualcuno, poi, cerca di mandare "tutto in caciara" (cioè in confusione), come? In parte rispondendo negativamente su tutti i fronti (per poi fare marcia indietro qualche volta...).
    Alternando sfida sulla competenza (<<non basta citare>>...) ammettendo, però, di NON saperne nulla e svalutazione giocata sui doppi significati (<<s'ignora>> Satir, complimenti!). Facendo finta d'ignorare il significato letterale delle parole e pure un nome di chiara fama. Solo il modello psicoanalitico ha chiara fama?

    Questo modo Monica, davvero è un'ottima strategia per rendere sterile una discussione. E l'ho osservata parecchie volte anche in altri 3D.
    Mi sembra sempre più che il tono di questa discussione stia diventando " personale" e che più che a fare chiarezza sull'argomento si cerchi in ogni modo di squalificare " l'avversario" portando argomentazioni di ogni genere.

  12. #492
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    [/SIZE]
    Ancora un altro tentativo di confondere i due aspetti (vedi sopra) ...



    Il problema della disoccupazione degli psicologi non dipende dalla presenza dei counselor, ma piuttosto dalla mancata attuazione di norme relative all'istituzione delle figure dello psicologo nelle varie istituzioni o ad es. dal numero di psicologi previsti negli organici del SSN.
    Una soluzione potrebbe essere il disegno di legge Cancrini, ma lo scontro con i counselor, anche se fosse vinto, non risolverebbe certo il problema.


    [/SIZE]
    Perchè ora la poni sul lato degli strumenti? Anche tu hai detto che gli assistenti sociali utilizzano strumenti teorici/pratici propri delle varie scuole psicoterapeutiche, ma non per questo commettono abuso.Non è lo strumento, ma il fine dell'intervento che ha importanza, come sostieni anche tu.
    Per curiosità di conoscenza, perchè credo che per avviare una discussione proficua si debba conoscere quello di cui si sta parlando, avevo specificato che la mia domanda non aveva intento polemico ma puramente conoscitivo.
    Perchè in effetti è difficile capire se il counseling è diverso dalla psicologia senza conoscere bene gli strumenti e i metodi di lavoro

    Quanto agli assistenti sociali ci mancherebbe pure che commettessero abuso... visto che abbiamo un nostro codice deontologico e un nostro ordine riconosciuto dallo stato....quando noi stiamo all'interno della nostra specificità professionale, sancita dalla legge e dal codice non ci può essere abuso, ma c'è cmq una legge che ci riconosce, cosa leggermente diversa che il counseling...

  13. #493
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Dall' articolo Counseling = consulenza psicologica? - AssoCounseling - Associazione Professionale di Categoria

    "La persona che si ha in mente nell'intervento di counseling è essenzialmente positiva e attiva in quanto sempre coinvolta in un processo di auto-attuazione e di auto-realizzazione. Da una parte c'è l'individuo che diventa l'Io narrante (il cliente) che narra, appunto, il suo problema. Dall'altra parte l'Io che ascolta (il counselor) che di conseguenza non ricopre solo la funzione di catalizzatore delle emozioni del cliente, ma è egli stesso coinvolto nel processo tra due individui all'interno del quale vi è il riconoscimento reciproco dell'Altro"
    "Sostegno. E' vero, anche il counselor fa sostegno. Ma che tipo di sostegno fa? Sostiene il proprio cliente nelle scelte, sostiene il proprio cliente durante il percorso, sostiene il cliente sotto il profilo umano."

    Dal Codice Deontologico degli assistenti sociali

    Art 11
    "L’assistente sociale deve impegnare la propria competenza professionale per
    promuovere la autodeterminazione degli utenti e dei clienti, la loro potenzialità ed
    autonomia, in quanto soggetti attivi del progetto di aiuto, favorendo l'instaurarsi del rapporto fiduciario
    , in un costante processo di valutazione."

    ART 6
    "La professione è al servizio delle persone, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità
    e delle diverse aggregazioni sociali per contribuire al loro sviluppo; ne valorizza
    l’autonomia, la soggettività, la capacità di assunzione di responsabilità
    ; li sostiene
    nel processo di cambiamento, nell’uso delle risorse proprie e della società
    nel
    prevenire ed affrontare situazioni di bisogno o di disagio e nel promuovere ogni
    iniziativa atta a ridurre i rischi di emarginazione."

    Non so ma noto una certa similitudine tra la descrizione del counselor data dall'articolo e alcuni aspetti del mio lavoro contemplati nel codice deontologico.

  14. #494
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Johnny, la questione è molto complicata, perché investe veramente molti campi che portano ad altrettante riflessioni.

    Il counseling, quello vero, è altro dall'intervento psicologico e più ancora dall'intervento psicoterapeutico. Per non parlare poi degli altri interventi (medico, pedagogico, etc.).

    Secondo me dobbiamo imparare che la pluralità è un valore, e non uno spettro di cui aver paura.

    Tanto più se questo è agitato ad arte da varie forze (università, ordine, associazioni di categoria degli psicologi) per nascondere le gravi mancanze della psicologia professionale in Italia.

    Parlando proprio papale papale: i disastri attuali della psicologia (troppi laureati, troppi iscritti all'ordine, troppi psicoterapeuti, troppo poco lavoro, psicologi sottopagati, etc.) non sono certo riconducibili né al counseling né alle altre professioni limitrofe alla psicologia (coaching, mediazione familiare, pedagogia, etc.), bensì a chi ha diretto e governato la categoria in questi anni.

    Ergo la prima vera rivoluzione deve avvenire dall'interno, non cercando all'esterno il counselor di turno che assurge per gli psicologi al ruolo di unica vera colpa della loro eclissi.
    E' banale e palese che la crisi della psicologia non sia da ricondurre direttamente a queste incerte figure professionali.
    Ma ciò non toglie che ci siano dei motivi per cui si entra in dialettica con esse, in particolare il fatto che nella pratica si pongono come alternative agli psicologi, figure che operano in regime di semi-illegalità e scarsamente formate.

    Quello che da da pensare sono associazioni di categoria che non prevedono manco la laurea per accedere al percorso di accreditamento.
    Ad ogni modo, si tratta di un percorso inutile, buono solo per vendere alle persone l'illusione di essere psico-qualcosa con un'etichetta diversa. Ma poi la pratica professionale è un'altra cosa.
    Innanzitutto, se declini il counseling in un contesto specifico allora ci dovrai pur lavorare in quel contesto. Uno sportello di consulenza aziendale difficilmente lo apri se in un'azienda non ci lavori.
    A meno che non si faccia il counselor aspecifico, targhetta sull'uscio di casa e via... ma in questo caso sapete già come la penso.

  15. #495
    Partecipante
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio

    Quindi poniamola per ora sul piano della preparazione.
    Allora, secondo te, in base alla tua personalissima opinione, penserai che i componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" (HPC, l'Ente regolamentatore delle professioni sanitarie in UK), siano degli incoscienti, visto che attualmente stanno considerando come livello minimo di formazione per ottenere il titolo protetto di "counsellor" un corso di formazione professionale post-diploma (anche biennale).
    Chissà perchè, forse in UK non hanno molto a cuore la salute mentale dei cittadini, anche se i fatti contraddicono questa tesi (vedi The Government’s Improving Access to Psychological Therapies, di cui si è parlato in un altro 3D).
    O sarà questione di essere pragmatici ... ?


    Considera poi che sempre lo stesso Ente (HPC) richiede che per ottenere il titolo protetto di "health psychologist" è necessario un master degree (laurea specialistica), per quello di "clinical psychologist" o di "counselling psychologist" un dottorato specifico per ogni titolo.
    Mi sembra che là abbiano un pò le idee più chiare sulle differenze tra le varie professioni e sulla preparazione che viene richiesta per esercitarla, piuttosto che da noi dove con un unico percorso di studi ...

    La vedo sempre più dura parlare della regolamentazione del counseling partendo da contesti socioculturali diversi dal nostro e ben distinti.

    Ma giusto per rendere le cose ancora più complesse... date un'occhiata a questo intervento qui

    "Vorrei riportare, senza commenti, una comunicazione da parte di una counsellor italiana, che opera in Inghilterra, che ho trovato nel Forum della Sico, a riprova come detta locuzione, trasferita, senza un appropriata traduzione nella nostra lingua, come invece è stato fatto da altri paesi europei, sia veramente fuorviante e confondente.
    La lettera riporta la data del 24/3/2005, utente Tiziana e-mail: [email protected] Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , (ho provato ad inviarLe una mail, ma non credo che l'indirizzo di posta elettronica sia più attivo, perchè non mi ha risposto) la trascrivo testualmente...”Lavoro come counsellor (si rammenta che detta locuzione, nel Regno Unito si scrive con due l) a Londra da più di tre anni, e devo dire che sono rimasta scioccata dalle assurdità scritte in Italia riguardanti il “counselling”. Innanzitutto il counselling non è un sottoprodotto psicologico, ma un tipo di intervento psicologico, a fianco della psicoterapia e psicologia. In Inghilterra, ci sono stati recentemente svariati dibattiti riguardanti la similarità tra counselling e psicoterapia.
    La recente conclusione constata una sottile demarcazione tra le due: si parla di una durata più lunga dei corsi di formazione per la psicoterapia, sebbene oggi un normale corso di formazione in counselling dura tra 3 e 4 anni; inoltre, si denota una preferenza a favore della psicoterapia per casi di disturbi gravi della personalità, sebbene oggi i counsellors sono impiegati nelle strutture ospedaliere e sono utilizzati come sostegno psicologico parallelo al lavoro svolto dallo psichiatra.

    Di conseguenza, la maggior parte dei counsellors in Inghilterra, usa il termine counselling e psicoterapia intercambiabilmente. Questa affermazione può far rizzare i capelli a qualcuno, ma ciò sta nel fatto che c'è una sorta di ignoranza da parte dei miei connazionali su come il counselling si sia sviluppato e affermato qui in Gran Bretagna. Il counselling Britannico è molto diverso da quello italiano: innanzitutto non è solo un intervento a breve termine (il cosidetto short-term counselling) ma, per la maggior parte dei casi, i counsellors lavorano con i clienti per un periodo che varia da un anno a più anni. Personalmente, ho avuto clienti con cui ho lavorato più di tre anni. Inoltre, il counselling, qui viene definito come una forma di intervento terapeutico: il termine terapia non è solo confinato nell'ambito della psicologia, ma è utilizzato comunemente da tutte le figure professionali per definire il nostro intervento.

    Un intervento terapeutico che non si avvale solo delle teorie sistemiche e relazionali, ma utilizza un vasto repertorio delle teorie psicologiche esistenti. Il mio personale indirizzo di base è umanistico: mi rifaccio alle teorie di Carl Rogers e a secondo dei problemi portati dal cliente, utilizzo anche tecniche della Gestalt e TA. Sono presenti anche counsellors che si rifanno alle teorie psicodinamiche (Winnicot, Fairban, etc.) e counsellors che usano CBT, e tanti altri ancora. Provenendo da una laurea in psicologia, posso affermare che i corsi di formazione in counselling, sono soddisfacenti e affrontano in profondità tutte le teorie psicologiche esistenti.”
    La lettera conclude, dicendo, che la figura professionale del counsellor (appellativo in inglese con due l, a differenza di quello angloamericano che, in genere si usa in Italia con una sola l) è bene affermata in Inghilterra e non incontra tanta resistenza da parte di altri professionisti, come in Italia, dove probabilmente è ancora un fenomeno giovane...
    Speriamo che sia solo questo.!... "

    Sarà...
    Ultima modifica di Wedro-otk : 12-10-2009 alle ore 12.48.08

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