Secondo me, invece, è sbagliato rassegnarsi al precariato, ai contratti a progetto e a sfruttamenti vari, convinti che questa sia l'unica soluzione che passa il convento e non ci sia nulla da fare. Non dovete farvi sfruttare, nè cercare di giustificare chi vi sfrutta, ma farvi sentire per ottenere condizioni migliori. Forse siete poco tutelati, ma tutti scendono in piazza per protestare contro le ingiustizie, e penso dovreste farlo anche voi.
E' vero, c'è la crisi, i concorsi sono in via d'estinzione e le aziende assumono sempre di meno -specie quando sanno di poter trovare centinaia di persone disposte a lavorare aggratisse-, ma leggere dell'aumento del numero di ore richieste per il tirocinio post-lauream, o di annunci di lavoro per psicologi volontari, o peggio, scoprire che la gente fa la fila per guadagnare 400 € al mese per il servizio civile, mi pare una presa di culo.
Per sperare in un posto fisso, non bisogna fare volontariato, nè leccare culi, nè sperare di avere qualche santo in paradiso, bensì bussare a tutte le porte, fare concorsi e selezioni e provare un po' dappertutto...prima o poi l'obiettivo arriva. L'importante non è crederci, ma percorrere tante strade fino a quando non si trova quella giusta. Nessuno dice che è facile, ma nulla piove dal cielo e un posto fisso al giorno d'oggi, in qualunque ambito esso sia, non è mai da buttar via.
Io non voglio indurre allo sconforto nessuno, però è vero che la gente va via di casa sempre più tardi, mette le mani avanti e, con la scusa che "c'è la crisi e il lavoro non si trova" o "ormai non basta nemmen più la laurea: bisogna specializzarsi per avere qualche opportunità", sfrutta esageratamente la possibilità di farsi mantenere dalla famiglia. Gran parte della gente che conosco e studia psicologia vorrebbe costruire una famiglia, avere figlioli e rendersi completamente indipendente...un conto è sognare, e un conto è guardare in faccia la realtà e rendersi conto che per levarsi certe soddisfazioni, ma soprattutto per fare una vita decente, non si può andare a lavorare a 35 anni, a meno di non essere nati ricchi, anche perchè bisognerebbe andare in pensione a 75.
Comunque, forse andrò controcorrente, ma vorrei dire una cosa: quanti di voi si trovano nella situazione disperata di aver studiato, aver fatto tanti sacrifici e speso un monte di soldi per poi trovarsi nel baratro della disoccupazione? A giudicare dal numero dei messaggi, direi tanti...eppure, tutti gli anni centinaia di nuove matricole s'affolla alle segreterie delle facoltà di psicologia per avere la possibilità di trovarsi, un giorno, nella stessa identica situazione, e tanti altri campano di lavori saltuari, o si fanno mantenere da famiglia o fidanzati, per potersi pagare la scuola di specializzazione. La società non ha bisogno di tanti psicologi, e men che mai di tante persone disperate costrette a fare volontariato, eppure c'è chi continua a far finta di nulla, come se tutti questi problemi non esistessero e bastasse acquisire competenze per sistemarsi nella vita, e naturalmente chi sfrutta la situazione per speculare sulle ambizioni e le illusioni della gente...








