domanda:
gli psicologi che avviano corsi di counselling non insegnano strumenti psic (colloquio) a soggetti estranei alla professione (art 21 del cod deontologico)?
grazie x chi può chiarire questo quesito.
ciao laura
domanda:
gli psicologi che avviano corsi di counselling non insegnano strumenti psic (colloquio) a soggetti estranei alla professione (art 21 del cod deontologico)?
grazie x chi può chiarire questo quesito.
ciao laura
Il colloquio è uno strumento propri della professione di psicologo?
Mah...può essere un pò dubbia come interpretazione poichè colloquio è normalmente e largamente usato anche da altre professioni regolamentate, anche se poi gli argomenti del colloquio vertono su argomenti diversi e i fini sono diversi.
si potrebbe dire però che gli psicologi che insegnano nei corsi di counseling insegnano comunque strumenti psicologici a persone estranee alla professione poichè l'impostazione che danno è comunque una impostazione prettamente psicologica, dove gli strumenti teorici, ancor prima che quelli metodologici, sono comunque estrapolati dalle teorie psicologiche.
Ultima modifica di Johnny : 12-10-2009 alle ore 13.36.59
A leggere bene l'articolo si capisce su quali presupposti si fonda, ossia; la psicologia è forzosamente appiattita sul paradigma medico (psichiatrico), dove la diagnosi è essenzialmente psicopatologica, il counseling non si occupa di patologia -----> quindi è altro.
Ottima dimostrazione, peccato che non regga.
Ribadisco di non confondere il requisito normativo con quello relativo alla adeguatezza di un percorso formativo.
Come ho scritto in alcuni miei post,...la trascrivo testualmente...”Lavoro come counsellor (si rammenta che detta locuzione, nel Regno Unito si scrive con due l) a Londra da più di tre anni, e devo dire che sono rimasta scioccata dalle assurdità scritte in Italia riguardanti il “counselling”. Innanzitutto il counselling non è un sottoprodotto psicologico, ma un tipo di intervento psicologico, a fianco della psicoterapia e psicologia. In Inghilterra, ci sono stati recentemente svariati dibattiti riguardanti la similarità tra counselling e psicoterapia.La recente conclusione constata una sottile demarcazione tra le due: si parla di una durata più lunga dei corsi di formazione per la psicoterapia, sebbene oggi un normale corso di formazione in counselling dura tra 3 e 4 anni; inoltre, si denota una preferenza a favore della psicoterapia per casi di disturbi gravi della personalità, sebbene oggi i counsellors sono impiegati nelle strutture ospedaliere e sono utilizzati come sostegno psicologico parallelo al lavoro svolto dallo psichiatra.
Di conseguenza, la maggior parte dei counsellors in Inghilterra, usa il termine counselling e psicoterapia intercambiabilmente. Questa affermazione può far rizzare i capelli a qualcuno, ma ciò sta nel fatto che c'è una sorta di ignoranza da parte dei miei connazionali su come il counselling si sia sviluppato e affermato qui in Gran Bretagna. Il counselling Britannico è molto diverso da quello italiano: innanzitutto non è solo un intervento a breve termine (il cosidetto short-term counselling) ma, per la maggior parte dei casi, i counsellors lavorano con i clienti per un periodo che varia da un anno a più anni. Personalmente, ho avuto clienti con cui ho lavorato più di tre anni. Inoltre, il counselling, qui viene definito come una forma di intervento terapeutico: il termine terapia non è solo confinato nell'ambito della psicologia, ma è utilizzato comunemente da tutte le figure professionali per definire il nostro intervento.
"Nella letteratura specialistica il counseling viene assimilato alla psicoterapia, anche se poi vengono fatte delle distinzioni rispetto a quest'ultima in relazione al disagio esperito dal cliente e al contesto in cui viene effettuato l'intervento.
Ed infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata."
e poi,
"Il componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" (HPC, l'Ente regolamentatore delle professioni sanitarie in UK) ... stanno considerando come livello minimo di formazione per ottenere il titolo protetto di "counsellor" un corso di formazione professionale post-diploma (anche biennale)"
Per essere precisi stanno valutando un level 5 del Framework for Higher Education Qualifications inglese per i counsellors (corso di formazione o laurea biennale) e un level 7 per gli psicoterapeuti (laurea triennale + massimo 4 anni di formazione in psicoterapia - tipo UKCP o EAP per intenderci ;-) )
Non mi sembra ci siano contraddizioni tra questa email e le mie affermazioni.
In più dico questo: in UK due anni sono sufficienti per formare un professionista che fa anche psicoterapia, in Italia con un corso triennale non si può fare psicoterapia, per vincoli legislativi.
Mentre per esercitare come psicologo si richiede minimo un master degree (5-7 anni di studio universitario)
Quindi non mi sembra che in Italia ci sia tanta leggerezza nella formazione del counselor (accreditato).
Naturalmente anche il counselor deve essere consapevole degli ambiti in cui può intervenire, non cullandosi del fatto che la professione in altri paesi abbia un ambito d'intervento maggiore.
Il problema può diventare il rimanere all'interno della specificità professionale.
La questione che pone ad es. gieko, sulla rilevanza della "struttura" sul problema, è valida per tutti i tipi di intervento sulla vita psichica del soggetto.
"Vorrei migliorare la mia vita lavorativa" o ancor peggio "non riesco a trovare un lavoro", sono asserzioni sintomatiche che rimandano necessariamente ad una struttura che dà problemi ?
Il secondo esempio ad es. è tipico nel vostro lavoro. Quando il vostro intervento non è solo economico, ma di sostegno, come fate a sapere di non sconfinare nel sostegno psicologico, o come fate a sapere se il soggetto presenti problemi strutturali che richiedono l'invio ad uno specialista, se la diagnosi la può fare solo uno psicologo abilitato?
Ancora un po' di orrori ed errori
Counseling, Psicologia e Psicoterapia.
premetto che l'articolo mi sembra scritto in modo da favorire il counseling: dà informazioni vaghe e generiche quando parla di psicologia, dà informazioni più dettagliate quando parla di counseling.
Inoltre non sono d'accordo sul paragrafo "le radici culturali". Il per esempio sono laureato in psicologia ma all'università ho studiato molto l'approccio fenomenologico e c'è tutta una branca della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia che si basa sull'approccio fenomenologico e rogersiano (si pensi soltanto a Jaspers, a Minwowski, a Binswanger, a Cargnello in Italia, a Eugenio Bogna...vai a dire a Borgna che l'uomo è un coacervo di istinti biologici e che la diagnosi è solo descrittiva e ti butta fuori dalla porta). Perciò l'approccio umanistico-esistenziale non è assolutamente esclusiva del counseling. E' questo che sfugge sempre alle argomentazioni che è possibile trovare quà e là
Ultima modifica di Johnny : 12-10-2009 alle ore 14.40.25
Ma dove vivi, sulla luna? Scusa eh, ma siccome sono svariati lustri che esercito... sentire queste cose mi sconforta:
Ora, se questo non è sufficiente per dire che la psicologia sia appiattita al modello medico... di cosa hai bisogno? Che domani per fare lo psicologo ti obblighino ad avere la laurea in medicina?!?!?!?!?!?
- l'Ordine degli psicologi passa sotto la vigilanza del Ministero della Salute;
- la maggior parte dei componenti la commissione di accreditamento ministeriale per le scuole di psicoterapia sono medici iscritti all'ordine dei medici;
- psicoterapia condivisa obtorto collo con la medicina;
- specializzazione in psicologia clinica aperta anche ai medici;
- impostazione diagnostica prevalente (prevalente, non unica) che si insegna nelle facoltà di psicologia molto simile (uguale?) a quella delle facoltà di medicina;
- uso di una terminologia (seduta, paziente, etc.) mutuata totalmente dalla medicina
- l'ex presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi (Pierangelo Sardi, in quota AUPI) che chiese alla Commissione Europea di far diventare la Psicoterapia la 44^ specializzazione della medicina
La verità è che la peculiarità della scienza psicologica in Italia (per ragioni culturali da una parte e di lobby dall'altra) non è minimamente salvaguardata.
Ma, ripeto, continuiamo a lamentarci del counseling... Intendiamoci, è giusto controllare una crepa sul muro, ma non mentre ti sta franando la montagna addosso!
Mi pare, insomma, che i problemi siano altrove...
Eh certo, il benaltrismo è proprio quello che ci vuole adesso.
Certo che gli psicologi sono veramente abili a farsi fare dei conti in tasca (peraltro parziali e di dubbia validità) da chi psicologo non è, però in compenso è addirittura detentore della "verità"su come sia la situazione della scienza psicologica in Italia.
Ah dimenticavo, non vivo sulla luna e no, non sapevo che sono anni che eserciti, ma cosa? Te lo chiedo perché o mi è sfuggito in mesi di conversazioni oppure proprio non lo so.
Oppure è talmente evidente che lo si vede persino dalla luna?
Ultima modifica di Wedro-otk : 12-10-2009 alle ore 16.18.01
Che ci sia questo schiacciamento sul modello medico sono il primo a denunciarlo, ma implicitamente stai dicendo che il counselling è quell'intervento psicologico che va al di là del modello medico. Insomma, non mi pare una cosa da poco, no?Ora, se questo non è sufficiente per dire che la psicologia sia appiattita al modello medico... di cosa hai bisogno? Che domani per fare lo psicologo ti obblighino ad avere la laurea in medicina?!?!?!?!?!?
La verità è che la peculiarità della scienza psicologica in Italia (per ragioni culturali da una parte e di lobby dall'altra) non è minimamente salvaguardata.
Ma, ripeto, continuiamo a lamentarci del counseling... Intendiamoci, è giusto controllare una crepa sul muro, ma non mentre ti sta franando la montagna addosso!
Mi pare, insomma, che i problemi siano altrove...
L'approccio umanistico-esistenziale non è affatto esclusiva del counseling. Si studia all'Università ed esistono scuole di Psicoterapia ( a Milano ad esempio) ad indirizzo Rogersiano. Quindi Rogers & co. rientrano totalmente nell'ambito delle discipline psicologiche. un conto però è uno psicoterapeuta rogersiano, un altro un counselor dello stesso indirizzo. Peccato che a scuola di counseling ( quella che seguo io per lo meno) vengono proposti i testi di Rogers, May & co. e non si fa alcuna distinzione. Naturale è quindi una certa confusione/ fraintendimento da parte degli studenti (non psicologi) che automaticamente si attribuiscono come tecnica di lavoro propria la Terapia centrata sul cliente. Oltretutto pur partendo da Rogers e May non tutte le scuole di counseling seguono totalmente l'indirizzo umanistico, quella che frequento io ad esempio segue l'indirizzo intersoggettivo costruttivista ( in particolare di Gill) essendo un istituto di psicologia psicoanalitica che naturalmente propone scuole per diventare terapeuti psicodinamici (tutti gli insegnanti della scuola di counseling sono psicoterapeuti, sia psicologi che medici). La Sico ci dice che la differenza tra counselor e psicoterapeuta sta nel fatto che il primo non opera per una ristrutturazione profonda della personalità, ambito questo riservato al terapeuta, ma si fa carico di disagi meno profondi, e non può intervenire sulla struttura profonda della personalità. Questo nient'altro è che fare sostegno psicologico ( altrimenti non si capirebbe come mai il programma della scuola preveda come materie psicologia dinamica, psicodiagnosi, psicologia sociale, dello sviluppo, etc.) Ora, la distinzione tra psicoterapeuta e counselor può sembrare chiara e precisa. Ma a questo punto lo psicologo dove si colloca? Non può fare lo psicoterapeuta, ma può fare counseling psicologico, come previsto anche dall'ordine. Perchè allora sono necessarie figure professionali diverse, i counselor, abilitate a svolgere l'attività di counseling, generando una inevitabile confusione? Io sto facendo la magistrale in psicologia e intanto frequento una scuola di counseling( non so per quanto ancora). Da "dentro" posso quindi assicurarvi che i confini professionali tra counselor e psicologo vengono presentati in maniera confusa e allo stesso modo vengono percepiti e fatti propri da chi frequenta la scuola. Molti degli studenti (non psicologi) aspirano alla fine a fare quello che fa uno psicologo nel proprio studio, evitando 5 (minimo) anni di dura formazione e infiniti esami, e alla fine chiedendo 50 Euro per un consulto. Persino al colloquio di ammissione alla scuola mi fu detto chiaramente che tanto alla fine" i clienti si rivolgono alle persone con cui si trovano bene, a prescindere che siano counselor o psicologi". Il che equivale a dire che la scuola stessa cerca di guadagnarsi iscritti vendendo la professione del counselor come una professione alternativa - e concorrenziale- a quella dello psicologo. Oltretutto chi frqeunta queste scuole, magari lavorando in banca o in altri settori che non riguardando la relazione d'aiuto, non sempre vive l'esperienza formativa del counseling come utile per potenziare le proprie abilità relazionali nel proprio settore, ma proprio per poter alla fine svolgere una professione "altra", quella di counselor in sè e per sè. A me tutto questo lascia quanto meno perplesso. Come sempre preciso che quando parlo di scuola mi riferisco a quella che frequento io, ma quando parlo di counselor che praticano la professione, mi riferisco a diverse persone che provengono anche da altre scuole.
siamo sulla stessa lunghezza d'ondaOra, la distinzione tra psicoterapeuta e counselor può sembrare chiara e precisa. Ma a questo punto lo psicologo dove si colloca? Non può fare lo psicoterapeuta, ma può fare counseling psicologico, come previsto anche dall'ordine. Perchè allora sono necessarie figure professionali diverse, i counselor, abilitate a svolgere l'attività di counseling, generando una inevitabile confusione? Io sto facendo la magistrale in psicologia e intanto frequento una scuola di counseling( non so per quanto ancora). Da "dentro" posso quindi assicurarvi che i confini professionali tra counselor e psicologo vengono presentati in maniera confusa e allo stesso modo vengono percepiti e fatti propri da chi frequenta la scuola. Molti degli studenti (non psicologi) aspirano alla fine a fare quello che fa uno psicologo nel proprio studio, evitando 5 (minimo) anni di dura formazione e infiniti esami, e alla fine chiedendo 50 Euro per un consulto. Persino al colloquio di ammissione alla scuola mi fu detto chiaramente che tanto alla fine" i clienti si rivolgono alle persone con cui si trovano bene, a prescindere che siano counselor o psicologi". Il che equivale a dire che la scuola stessa cerca di guadagnarsi iscritti vendendo la professione del counselor come una professione alternativa - e concorrenziale- a quella dello psicologo. Oltretutto chi frqeunta queste scuole, magari lavorando in banca o in altri settori che non riguardando la relazione d'aiuto, non sempre vive l'esperienza formativa del counseling come utile per potenziare le proprie abilità relazionali nel proprio settore, ma proprio per poter alla fine svolgere una professione "altra", quella di counselor in sè e per sè.
E chiedo: se è vero (come ha detto Quattrostracci) che la psicologia si sta "piegando" al modello medico (essendo diventata una professione sanitaria), chiedo: non è soltanto la Psicologia Clinica che è diventata professione sanitaria? Non esistono migliaia di psicologi (del lavoro, scolastici, sociali, ecc....) che non hanno NIENTE a che fare con la sanità, e che quindi mantengono la natura originaria e "non medica" della psicologia e che quindi non giustificano la presenza di figure altre dallo psicologo per fare il counseling?
Ultima modifica di Johnny : 12-10-2009 alle ore 18.41.11