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Discussione: Psicologi disoccupati

  1. #166
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologi disoccupati

    No, beh, il ragionamento che io volevo fare è un altro: quando c'è di mezzo requisiti aggiuntivi oltre alle semplici competenze, è bene cercare di informarsi il più possibile e sincerarsi di poter rientrare nei parametri richiesti prima di spendere un monte di tempo sui libri e prepararsi per le prove. Come già detto nelle pagine precedenti, questo avviene in tanti settori, anche nel mio -il trasporto pubblico di linea-: è vero, forse non è gratificante essersi impegnati e aver fatto sacrifici per superare tutte le prove e poi scoprire di non avere i requisiti psicofisici utili per entrare, però su questo c'è poco da fare.
    Per quanto riguarda le materie diverse, richieste per superare concorsi e selezioni e mai studiate, beh, è scontato che la preparazione di un professionista debba essere a tutto tondo e non possa rimanere circoscritta esclusivamente all'ambito di sua competenza. Voi vu'potreste dire: "Ma io ho studiato abbastanza, ho una laurea, ho la specializzazione, perchè devo studiare ancora?". Beh, in qualunque ambito, oltre alle competenze tecniche, è necessario avere anche una buona cultura generale, conoscere le leggi ecc.
    Per quanto riguarda invece il trovare lavoro, oltre ai concorsi, secondo me è bene mandare più curricula possibili, anche se magari lì per lì l'azienda non è alla ricerca di personale. Lo so, non è bello restare nel limbo in attesa dello scorrimento di una graduatoria, o peggio, di una chiamata che potrebbe non arrivare mai, ma spesso l'unica soluzione è armarsi di pazienza e nel frattempo dedicarsi ad altro. Certo, per quanto io possa essere esterno alla vicenda, a mio avviso è sbagliato fare volontariato per farsi notare: primo, perchè in questo modo si svaluterebbe ulteriormente una professione già in crisi di suo; secondo, perchè fino a prova contraria il lavoro è finalizzato a un tornaconto finanziario, mentre il volontariato è finalizzato a fare del bene in maniera disinteressata e senza scopo di lucro.

    Comunque, una cosa è certa: se la vostra necessità è quella di trovare una stabilità economica, acquistare una casa e magari farvi una famiglia, vi merita percorrere strade alternative. Senza offesa per nessuno, ma a mio avviso questo è un percorso per il quale è necessario dedicare anima e corpo agli altri, considerare il sacrificio come il pane quotidiano, fare tante rinunce e spesso doversi arrendere all'idea che i soldi e le energie investite potrebbero non tornare indietro come si vorrebbe.

  2. #167
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Citazione Originalmente inviato da titty.P Visualizza messaggio
    Riguardo al curriculum, io in realtà lo scrivo già "ad personam". La mia curiosità era se voi usavate altri modi per cercare lavoro.
    ciao Titti, il curriculum è un mezzo inefficace, la percentuale di risposta si aggirava, in periodo pre-crisi, sul 2%. Questo vuol dire che il 98% dei lavori si trovano per altre vie, sia lavori generici (operai, addetti all'agricoltura, commesse, ecc) sia soprattutto specializzati. Soffermandoci sul lavoro come psicologi, il curriculum è persino penalizzante, a meno che non sia esplicitamente richiesto, in risposta ad un'inserzione: il curriculum significa "volgio essere assunto", "chiedo un'assunzione", "prendetemi e orgnizzatemi il lavoro", "ditemi voi quello che devo fare e io eseguo", è adatto a posizioni subalterne e impiegatizie, esecutive, non a profili del terziario avanzato, come lo psicologo. Lo psicologo, che è un libero professionista, non viene "assunto" alle dipendenze, ma collabora alla pari, per cui non ha senso inviare cv, a meno che non ci sia esplicitamente un'inserzione. Gli altri modi di stabilire collaborazioni, avviare attività, ecc, dipendono dal tuo ambito: per prima cosa dunque occorre circoscrivere un ambito in modo che puoi essere subito identificata come esperta in qualcosa di specifico e non come "psicologa" in modo generico. Ti occupi di ansia, di depressione, di psicodiagnostica, di sessuologia, ecc? Il primo passo è individuare una cosa specifica, definirsi con precisione. Più specifica sei e meglio è. Questa cosa, inoltre, dovrebbe rispondere ad un'esigenza del mecrato: infatti, per quanto uno si occupi di "criminal profiling" e sia bravissimo in questo, beh cmq in Italia non c'è mercato. Dunque è anche importante il matching tra ciò di cui ti occupi e ciò di cui ha bisogno il mercato.

  3. #168
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologi disoccupati

    ste203xx: permettimi di dissentire. Esclusi i concorsi pubblici, o le selezioni per le quali è necessario candidarsi in maniera particolare, secondo me la presentazione del curriculum non è affatto penalizzante. Al contrario, è fondamentale. Nessuno verrà mai a casa tua a offrirti un lavoro dopo aver saputo del tuo centodieci e lode alla laurea e delle tue svariate specializzazioni, per il semplice fatto che questa caratteristica è comune a decine di migliaia di giovani.
    Secondo me il tuo ragionamento è fattibile nel campo della libera professione, ma un giovane neolaureato senza arte nè parte non può puntare subito a questo traguardo, a meno, ovviamente, di non fare volontariato o di non avere notevoli risorse economiche....primo perchè per fare esperienza è necessaria un po' di gavetta; secondo perchè l'inizio di una professione autonoma è difficile per tutti, soprattutto in termini finanziari.
    Inoltre, bisogna avere un po' d'umiltà -senza per questo farsi sfruttare o prendere per il culo- ed essere disposti a cominciare dal basso: dopotutto, anche i generali iniziano sempre come soldati semplici. Pensare che presentarsi per un'assunzione -che spesso, tra l'altro, è un grosso traguardo- sia penalizzante, in quanto è una cosa che s'addice solo a impiegati, commesse, agricoltori e compiti esecutivi e non a un professionista del terziario avanzato, con tutto rispetto, ma mi pare un ragionamento un pochinino esagerato....
    Io poi non disprezzerei il lavoro "dipendente", specie in periodo di crisi: dopotutto garantisce sempre la certezza di uno stipendio a fine mese.
    Ultima modifica di fabrighiglie : 20-10-2009 alle ore 14.16.33

  4. #169
    Matricola
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    scusa iscrivendoti a scienze della formazione quanti esami devi fare quali ti convalidano grazie

  5. #170
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Citazione Originalmente inviato da fabrighiglie Visualizza messaggio
    ste203xx: permettimi di dissentire. Esclusi i concorsi pubblici, o le selezioni per le quali è necessario candidarsi in maniera particolare, secondo me la presentazione del curriculum non è affatto penalizzante. Al contrario, è fondamentale. Nessuno verrà mai a casa tua a offrirti un lavoro dopo aver saputo del tuo centodieci e lode alla laurea e delle tue svariate specializzazioni, per il semplice fatto che questa caratteristica è comune a decine di migliaia di giovani.
    allora mi sono spiegata male io, poiché non intendevo questo. Mi riferivo proprio al presentarsi come psicologo: portare il curriculum significa porsi in una posizione da dipendente, di richiesta di assunzione, cosa che non avviene tra professionisti. L'avvocato viene assunto dal medico? Il medico viene assunto dallo psichiatra? Sono tutti professionisti che collaborano, ciascuno ha la sua partita iva, possono condividere dei casi (psichiatra e psicologo), ma non che uno assume l'altro dopo che gli ha portato il curriculum. Facciamo un esempio, magari è più chiaro: se c'è una separazione in corso e si deve fare una valutazione delle competenze genitoriali per decidere l'affidamento del figlio, l'avvocato che segue la causa magari contatta lo psicologo per fare una valutazione, e collaborano a questa cosa. Mica lo "assume". C'è un rapporto di fiducia e di conoscenza e di collabora. Tantomeno guarda il suo curriculum, non si fa tra professionisti. Si collabora. Il commercialista non viene assunto, l'architetto non viene assunto, al 90% sono tutti autonomi.
    Vedere anche questo articolo, di Sirri, molti "vecchi" del forum lo conoscono poiché ci ha dato una bella scrollata quando bazzicava da queste parti.
    Offerte lavoro psicologi

    Secondo me il tuo ragionamento è fattibile nel campo della libera professione, ma un giovane neolaureato senza arte nè parte non può puntare subito a questo traguardo, a meno, ovviament CUT 'addice solo a impiegati, commesse, agricoltori e compiti esecutivi e non a un professionista del terziario avanzato, con tutto rispetto, ma mi pare un ragionamento un pochinino esagerato....
    Io poi non disprezzerei il lavoro "dipendente", specie in periodo di crisi: dopotutto garantisce sempre la certezza di uno stipendio a fine mese.
    sono d'accordo quando dici che da neolaureati è difficile "buttarsi" subito, però aspetta, dipende. Nel senso, è bene che già durante la laurea si bazzichi il mondo del lavoro, perché arrivare alla laurea vergini, senza aver respirato l'aria di un contesto lavorativo, è l'inizio peggiore. Se uno non ha mai fatto una serata in pizzeria, una stagione da barista, ecc, poiè difficile capire che significa relazionarsi coi clienti, lavorare sotto stress con scadenze imminenti (non come agli esami, che se non te la senti di andare a un appello, c'è quello appresso), e compagnia cantante.

    Però, in base alla mia esperienza sia da dipendente sfruttata a sangue (5 anni, mannaggia a me, avessi aperto prima la p.iva!) sia da autonoma + collaborazioni (4 anni) mi sento di dire che:

    - non è vero che iniziare il lavoro autonomo richiede tanti investimenti. Ti parlo da persona che non gode di mantenimenti familiari ed ha un familiare non autosufficiente a carico, non avrei mai potuto rischiare soldi. Bastano 100 euro al mese di subaffitto di uno studio (un giorno a settimana). E' molto più costoso cercare un lavoro da dipendente: prepara, stampa e invia curriculum personalizzati, presentati di persona alle varie aziende, gira, informati, prendi i giornali, prendi i libri e studia per un concorso, ecc. A questo punto meglio appiccicare un semplice voltantino di annuncio ripetizioni! E' un esempio: iniziare la libera professione significa proporre un servizio specifico, per un target specifico, in una zona specifica che avverte il bisogno di quel servizio poiché ancora non c'è nessuno che lo ha soddisfatto. Certo, se uno vuole vendere frigoriferi al polo nord...

    - non è vero che il lavoro dipendente ti fa stare più sicuro. Quando ero solo dipendente, oltre ad essere supersfruttata a sangue, lo stipendio già ridottissimo, arrivava sempre in ritardo. E aggiungi le spese per il trasporto, per l'abbigliamento preteso dall'azienda, magari ogni tanto anche per mangiare nella mezz'ora di pausa pranzo (finché uno non si toglie il vizio ). Il mio primo lavoro, non retribuito e non psi, fu a Napoli: mi facevo 170 km all'andata e 170 al ritorno. "E' la gavetta"! Fossi stata a casa avrei risparmiato il costo del treno (pagato con le ripetizioni). Il 2° a Roma: retribuzione di 1,20 euro l'ora. Fossi stata a casa a fare ripetizioni e baby sitter...Ok, sarò io che in 5 anni ho beccato solo aziende sfruttatrici.
    E poi...le ditte possono sempre fallire, a parte alcuni casi (stato o servizi pubblici tipo metropolitane, ecc).

    - un neolaureato deve in qualche modo fare esperienza. Ok, come farla? Facendo il volontario, tanto ci sono mamma e papà? Non credo. Negli anni ho trovato una risposta: facendosi esperienza da solo. Esempio, penso che anche l'ultimo neolaureato del mondo, sappia fare una serata sulla comunicazione. Prende 10 amici e li fa venire a casa e fa dei giochi "stupidi" sulla comunicazione. Così fa esperienza di conduzione di un gruppo. La rifà 10 volte. Al che poi può proporla anche a pagamento. Magari saranno gli amici a spargere la voce tra altri amici. Niente di difficile o di costoso, ma è esperienza, per quanto protetta. Mica bisogna iniziare dalla clinica dei pazienti psichiatrici! Scusa se richiamo in causa Sirri, che è un benedetto uomo (ma quanto gli sono grata??????), lui raccontò che subito dopo la laurea organizzò un gruppo di crescita personale, fu il prototipo del neolaureato che fa gruppi di crescita personale e li fece anche fuori regione! Credo 2 incontri sull'autostima o sulla comunicazione nella coppia o su altre "stupidaggini" li sappia fare chiunque! E si inizia così.
    Ultima modifica di ste203xx : 21-10-2009 alle ore 09.57.03

  6. #171
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Citazione Originalmente inviato da irina_000 Visualizza messaggio
    io mi sono laureata tre anni fà,laurea v.o,poi il tirocinio e a gennaio finalmente mi sono iscritta all'albo e di lavoro niente,tranne qualche pon nelle scuole dove sono riuscita ad entrare come esperta esterna,poi il vuoto...è veramente assurdo che non ci considera nessuno,con le altre lauree bene o male si trova ma noi siamo diventati quasi la categoria da evitare a vista..mahhhh!!a settembre mi sono iscritta a scienze della formazione primaria,ho superato il test e ho pensato che potrebbe essere un'altra possibilità,anche se so bene che la situazione nella scuola è drammatica,però ho pensato che mi prendo a fare la specializzazione in psicoterapia se tanto dopo sono al punto di partenza?almeno con questa laurea prima o poi lo fai un incarico annuale nella scuola, anche se è molto umiliante per me...purtoppo ragazze è dura!
    scusa quanti esami ti convalidano e quanti ne devi fare per laurearti grazie

  7. #172
    fabrighiglie
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Beh, io lavoro per un'azienda municipalizzata -Società per azioni in cui gli azionisti sono i comuni che usufruiscono del servizio-, sicchè posso avere la certezza che quest'ultima non fallisca. Certo, se si parla di piccole aziende con pochi dipendenti, il ragionamento regge...però, obiettivamente, è più probabile trovarsi senza lavoro in quanto lavoratori autonomi -perchè un'attività, qualunque attività, al di là del risparmio, ha sempre alcune inevitabili spese-, piuttosto che finire in cassa integrazione per il fallimento dell'azienda. Dopotutto, ora s'è in periodo di crisi e la gente ha sempre meno soldi da spendere.

    Quoto invece quanto detto a proposito del mondo del lavoro: senza dubbio una persona che ha sempre e soltanto studiato e s'è fatta mantenere incontrerà più difficoltà rispetto a chi già conosce il mondo del lavoro...a questo proposito, secondo me, avere un precoce approccio con il mondo del lavoro può essere decisivo, non solo per imparare a rapportarsi col prossimo, ma anche per entrare nella mentalità "lavorativa" -orari, scadenze tassative e quant'altro-, e soprattutto per capire meglio quale sarà il proprio futuro. Io, per esempio, in questo modo mi resi conto di voler fare un lavoro di responsabilità e a contatto col pubblico...

  8. #173
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Citazione Originalmente inviato da fabrighiglie Visualizza messaggio
    Quoto invece quanto detto a proposito del mondo del lavoro: senza dubbio una persona che ha sempre e soltanto studiato e s'è fatta mantenere incontrerà più difficoltà rispetto a chi già conosce il mondo del lavoro...a questo proposito, secondo me, avere un precoce approccio con il mondo del lavoro può essere decisivo, non solo per imparare a rapportarsi col prossimo, ma anche per entrare nella mentalità "lavorativa" -orari, scadenze tassative e quant'altro-, e soprattutto per capire meglio quale sarà il proprio futuro. Io, per esempio, in questo modo mi resi conto di voler fare un lavoro di responsabilità e a contatto col pubblico...
    pienamente d'accordo!

  9. #174
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Con questo, ovviamente, io non dico di non studiare...però conosco tanta gente che, dopo aver dedicato tutta la vita allo studio senza mai aver lavorato, s'è accorta d'essere completamente inadatta per ricoprire il posto per il quale aveva studiato e per cui si riteneva portata. Come già detto, a un certo punto le competenze non sono più requisiti di merito, ma soltanto semplici referenze comuni a tante persone, senza le quali non ci sarebbe verso d'andare avanti. Entrano in gioco altri fattori: attitudine, motivazione, spirito d'iniziativa ecc....ma questo penso vu lo sappiate.
    L'importante è non guardare il lavoro -qualunque esso sia- come un'ipotesi remota che pioverà dal cielo il più tardi possibile solo per via delle competenze. Purtroppo il mito della persona che dedica tanti anni alla propria formazione personale e poi va subito a ricoprire un posto da manager una volta conseguito un titolo, esiste solo nei film...

  10. #175

    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Ragazzi non so veramente cosa dirvi... io che sono una psicologa tra un po' dovrò farmi curare la mia depressione da una collega psicologa... siamo allo sfascio... mi sono laureata nel 2004 ... sono disoccupata da oramai 5 anni e mezzo... volontariato, tirocinio, specializzazione... che schifo!!!

  11. #176
    irina_000
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    amigdala io sono dell'indirizzo lavoro e mi hanno convalidato solo storia della filosofia e psicologia dello sviluppo,credo che gli esami in tutto siano un 25-26..

  12. #177
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    mi trovo d'accordissimo con chi dice di cercare un precoce rapporto con il lavoro....ma..MAI (A MIO AVVISO) lasciare los tudio...e PERDERE LA SPERANZA!...anche se..a momenti è davvero molto, ma mol,to dura!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  13. #178
    fabrighiglie
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Beh, è giusto perseverare, ma se la speranza non si traduce in nulla di concreto e non offre di che campare, secondo me è meglio dedicarsi ad altro.....e ricordate una cosa: anche se avete speso tempo, denaro e sacrifici per cercare di diventare psicologhe, e poi la psicologia non vi dà da mangiare, non dovete sentirvi sconfitte, nè pensare che avete perso un monte di tempo per nulla. Tutto serve, e spesso nelle occasioni più impensate: l'importante è saperlo sfruttare!
    Certo, se il vostro ragionamento fosse invece: "Ho studiato per diventare psicologa, DEVO fare la psicologa a tutti i costi anche se non trovo lavoro da nessuna parte, il resto non conta nulla e nemmen lo considero", allora non si tratterebbe di passione, ma soltanto di ostinazione.
    Ultima modifica di fabrighiglie : 21-10-2009 alle ore 22.18.22

  14. #179
    Partecipante Super Esperto L'avatar di fry
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    @ ste203xx

    Alcune cose che dici mi trovano d'accordo ma il fatto di fare prove così a gioco per poi proporre dei gruppi.... boh, forse è un mio limite ma non credo che basti fare 4 giochi con gli amici... forse è che mi sono un po' disorientata... chissà...

  15. #180
    Partecipante Affezionato L'avatar di yoshimitsu
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    Riferimento: Psicologi disoccupati

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    ciao Titti, il curriculum è un mezzo inefficace, la percentuale di risposta si aggirava, in periodo pre-crisi, sul 2%. Questo vuol dire che il 98% dei lavori si trovano per altre vie, sia lavori generici (operai, addetti all'agricoltura, commesse, ecc) sia soprattutto specializzati. Soffermandoci sul lavoro come psicologi, il curriculum è persino penalizzante, a meno che non sia esplicitamente richiesto, in risposta ad un'inserzione: il curriculum significa "volgio essere assunto", "chiedo un'assunzione", "prendetemi e orgnizzatemi il lavoro", "ditemi voi quello che devo fare e io eseguo", è adatto a posizioni subalterne e impiegatizie, esecutive, non a profili del terziario avanzato, come lo psicologo. Lo psicologo, che è un libero professionista, non viene "assunto" alle dipendenze, ma collabora alla pari, per cui non ha senso inviare cv, a meno che non ci sia esplicitamente un'inserzione. Gli altri modi di stabilire collaborazioni, avviare attività, ecc, dipendono dal tuo ambito: per prima cosa dunque occorre circoscrivere un ambito in modo che puoi essere subito identificata come esperta in qualcosa di specifico e non come "psicologa" in modo generico. Ti occupi di ansia, di depressione, di psicodiagnostica, di sessuologia, ecc? Il primo passo è individuare una cosa specifica, definirsi con precisione. Più specifica sei e meglio è. Questa cosa, inoltre, dovrebbe rispondere ad un'esigenza del merato: infatti, per quanto uno si occupi di "criminal profiling" e sia bravissimo in questo, beh cmq in Italia non c'è mercato. Dunque è anche importante il matching tra ciò di cui ti occupi e ciò di cui ha bisogno il mercato.
    Non sono d'accordo con te quando dici che "lo psicologo collabora alla pari per cui non ha senso inviare i cv.." Nell'ambito del lavoro e delle organizzazioni nel settore HR (risorse umane) lo psicologo viene assunto nella posizione di gestione delle risorse umane (selezione, valutazione della prestazione, della posizione, e del potenziale e formazione) ed è un dipendente a tutti gli effetti dell' azienda/ organizzazione in cui viene assunto. In tal caso il CV è uno strumento fondamentale e irrinunciabile per farsi conoscere dalle aziende, meglio se accompagnato da una lettera di presentazione sintetica ed esaustiva sul candidato.Non dimetichiamo che lo psicologo non opera solo e unicamente nell'ambito clinico o nel settore pedagogico/evolutivo.

    Saluti.
    Ultima modifica di yoshimitsu : 26-10-2009 alle ore 15.56.15

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