La mia confusione cresce...
La mia confusione cresce...
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Perché, secondo te, non si pone?
Dal mio punto di vista si pone, eccome. Se un paziente salta una seduta io mi chiedo come mai, osservo le mie reazioni, i miei dubbi, le mie personali fantasie sul perché/percome (magari gli sto antipatico, magari non sono stato capace di capirlo, magari non sono un terapeuta "bravo", magari sta male, magari gli è accaduto un incidente...).
Perché non puoi lavorare con una persona e non volerle bene. Da terapeuta, ovvio. Ma quando un paziente non si presenta, è una bella occasione per capire qualcosa di sé, anche se è un'occasione difficile a volte da cogliere...
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Nell'istituto privato dove io faccio terapia ci si regola così. Se avverto che salto la seduta con almeno 24 ore di anticipo non pago la seduta. Altrimenti si paga.
C'è un regolamento scritto che ti danno all'inizio della terapia dove ci sono scritte le regole.
Ma infatti e' quel "quindi per il terapeuta il problema non si pone" che mi ha lasciata interdetta....
Come a dire "In ogni caso lui i soldi li prende quindi non ci perde nulla", quando in realta' il significato di una seduta saltata puo' esere ben altro e il terapeuta c'entra eccome!!! Boh...
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
willy che bella cosa che hai detto.Da paziente mi hai reso partecipe di una parte di voi terapeuti che a noi pazienti tutto questo ci è sconosciuto,visto che i nostri terapeuti non si raccontano mai a noi (almeno la mia è cosi,lo ha fatto rarissime volte e in termini molto vaghi).
E' bello sapere che c'è interesse e che per voi non siamo solo cartelle cliniche.
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
No, no, scusate, allora io sono di un altro mondo, proprio..
Non vorrei fare della mia erba un fascio, ma più volte ho recepito a chiare parole che se io andavo in seduta, bene, se non ci andavo era lo stesso per il terapeuta.
Poichè io non "esistevo", al di fuori della stanza.
Mi sembrava più che chiaro il messaggio, sbaglio?
Per cui mi sono adeguata a questa mentalità, che in un certo senso, mi distacca un bel po'..
Pertanto l'idea di un terapeuta che si interroga su di sè extra, mi suona nuova..
Comunque sono contenta di leggere queste belle parole dai terapeuti.![]()
Diciamo allora..non siamo proprio numeri di cartelle cliniche, ma siamo, fra i tanti, tutti unici e speciali..![]()
Per cortesia non fate appunto di tutta l'erba un fascio.
Se avete questa bassa idea della nostra categoria mi domando perche' frequentiate lo studio di un terapeuta.
Io non potrei mai avere a che fare (per MIA scelta oltretutto perche' nessuno obbiga nessun altro ad andare in terapia!) con una persona che non stimo.
Mi stupisce che giudichiate un'intera categoria sulla base di un' esperienza poco positiva che potete avere avuto con UN SINGOLO rappresentante della stessa.
Le teste di cavolo ci sono in ogni categoria pofessionale non ve ne eravate accorte?
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Ehm, io non giudicavo l'intera categoria, anzi, il mio terapeuta lo stimo molto.
Anzi, lo ritengo realista, per me è il massimo del positivo, una qualità.
E' chiaro che tutto ciò ha un prezzo da pagare, in termini non strettamente economici.
Ultima modifica di complicata : 21-10-2009 alle ore 20.06.23
A te fa strano pensare che esista un terapeuta che si interroga sul fatto che un paziente abbia saltato una seduta.
A me fa strano invece pensare che esistano terapeuti per cui i propri pazienti non esistono al di fuori dello studio. Lo trovo proprio impossibile psicologicamente parlando...
Comunque non conosco il tuo terapeuta, quindi se da paziente la tua percezione e' stata questa la rispetto.
Non riesco a capire pero' cosa intendi quando dici che "tutto cio' ha un prezzo da pagare, in termini non strettamente economici"...forse ti riferisci al fatto che portare avanti una terapia facendo un duro lavoro su se stessi e' difficile?
Cosi' come non ho capito cosa intendevi piu' su quando in un post hai scritto che se uno erogasse rispetto non andrebbe da uno psicoterapeuta. Ti avevamo chiesto delucidazioni sul senso della frase ma non hai risposto...
Scusa la raffica di domande ma e' solo per capire...
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
La frase non era mia, era la citazione di qualcosa che avevo letto pochi post più su.
L'autore l'ha riconosciuta, comunque, appunto, l'ho citata perchè mi sembrava un'affermazione di una certa rilevanza...