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  1. #631
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
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    380

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    quello che io avverto in questo forum è l'atteggiamento di "sfida" che c'è.......anche se io sono contraria verso un determinato modello certo non mi pongo in modo così "ostile"verso l'argomento di discussione che è il counselling!
    IO sono d'accordissimo con Zuccherina (ancora una volta -little and dangerous!):
    la piega della sfida teorica è già stata sperimentata e non ha dato molti frutti.
    In particolare io noto spesso il distacco tra teoria e pratica, intesa, soprattutto, come sperimentazione.

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Infatti, ho capito bene quello che volevi dire, e ribadisco che: 1) non sostengo l'identità tra cambiamento strutturale e cambiamento terapeutico, ma ritengo, sulla scorta tra l'altro del paradigma della complessità, che il cambiamento strutturale sia estremamente difficile in soggetti che portano un problema (quindi una domanda) e che quindi è necessario studiare dispositivi in grado di consentirlo.
    Il counseling è proprio un dispositivo (naturalmente ve ne possono essere anche altri) per giungere al <<cambiamento strutturale>> in modo diverso dalla psicoterapia. Chi l'ha sviluppato, come, tra gli altri, Carl Rogers ha notato ed evidenziato tale cambiamento strutturale: <<il problema>> e la relativa <<domanda>> sono accoglibili e risolvibili.
    A proposito di testi mai citati in questa discussione e pertinenti con gli argomenti...c'è un testo di Eric Berne, di cui tanto poco si parla in giro ed è <<Guida al profano della Psicoanalisi>> (Astrolabio). E' un testo da cui si evince il collegamento diretto tra psicoanalisi ed A.T., la tanto vituperata A.T., forse NON è così in opposizione allora con la psicoanalisi o no?
    Conviene in ogni caso leggerlo x farsi un'idea di come nasce il pensiero berniano e come funziona l'AT e come derivi dalla psicoanalisi.

    Non capisco quindi in base a cosa supponi l'infondatezza non solo dell'ottica psicoanalitica, bensì di altri importanti orientamenti psicoterapici.
    Io, ad esempio, NON penso che sia infondato, ma, oltre agli esami di Psicodinamica, mi sono fatto anche un gruppo psicoanalitico. Da questa esperienza ho capito come funzionano i principi, oltre al fatto che siano teoricamente fondati.

    le evidenze che il cambiamento strutturale necessita di condizioni particolari smentiscono l'idea di processi di feedback sistemico dalla periferia al centro, dato che i sistemi tendono a mantenere la struttura acquisita durante il processo di formazione.
    A me NON sembra che le teorie sistemiche dicano questo. Semmai dicono che posso intervenire in un sistema a partire da qualunque parte, perchè le parti si influenzano l'una con l'altra (Watzlawick, Pragmatica della Comunicazione - pensiero simile, in modo forse rivoluzionario, in Steve De Shazer in un'ottica decostruzionista).
    Ultima modifica di IT_Modeler : 21-10-2009 alle ore 22.05.48
    psi_net

  2. #632
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
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    Milano
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    1,975

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Il counseling è proprio un dispositivo (naturalmente ve ne possono essere anche altri) per giungere al <<cambiamento strutturale>> in modo diverso dalla psicoterapia. Chi l'ha sviluppato, come, tra gli altri, Carl Rogers ha notato ed evidenziato tale cambiamento strutturale: <<il problema>> e la relativa <<domanda>> sono accoglibili e risolvibili.
    La domanda nasce spontanea: cosa intendi per "cambiamento strutturale"?

    A proposito di testi mai citati in questa discussione e pertinenti con gli argomenti...c'è un testo di Eric Berne, di cui tanto poco si parla in giro ed è <<Guida al profano della Psicoanalisi>> (Astrolabio). E' un testo da cui si evince il collegamento diretto tra psicoanalisi ed A.T., la tanto vituperata A.T., forse NON è così in opposizione allora con la psicoanalisi o no?
    Conviene in ogni caso leggerlo x farsi un'idea di come nasce il pensiero berniano e come funziona l'AT e come derivi dalla psicoanalisi.
    Mah, non sarà in opposizione, ma comunque rappresenta una deriva, appunto, in un certo senso ogni psicoterapia è una deriva della psicoanalisi, in quanto prima talking cure come tale. A parte questo, non è l'AT in sè, ma il suo uso selvaggio che è pericoloso.

    Saluti,
    ikaro

  3. #633
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
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    773

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    non so voi ma per me questa è una guerra tra poveri
    sono altri i nemici.......forse non volete vederli o non potete poichè sapete benissimo che potreste uscirne sconfitti..
    io mi preoccuperei più per questi ultimi....

  4. #634
    Partecipante
    Data registrazione
    16-06-2008
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Non sono affatto daccordo. Tradurre il termine counseling con l'italiano consulenza è scorretto sotto il profilo etimologico e culturale. Le abilità e le competenze proprie al counseling, invece, possono essere benissimo applicabili alla consulenza psicologica. Ma questa è un'altra storia, e implica che lo psicologo si formi al counseling.
    Credo che qui i nostri punti di vista richiederebbero un notevole sforzo per diventare conciliabili.
    Non parlavo di traduzioni, ma del fatto che il counseling psicologico è in realtà consulenza psicologica sotto un altro nome.
    Sotto questo aspetto, lo psicologo che voglia formarsi in counseling psicologico non fa altro che formarsi in consulenza psicologica. E gli strumenti per farlo non gli mancano.
    Inoltre, per legge gli è riservato tutto ciò. Dal mio punto di vista, solo gli psicologi possono fare counseling psicologico in quanto sono formati per farlo e per comprenderne tutti gli aspetti, espliciti ed impliciti.

    Perché, secondo te, non dovrebbero avere alcuna responsabilità? Un qualunque reato compiuto all'interno dell'esercizio della propria professione è totalmente svincolato dall'appartenere o meno ad un ordine professionale. L'Ordine, al massimo, può sanzionarti sotto il profilo deontologico, ma sono i Tribunali che ti sanzionano sia per profili civili che penali. E questo vale per tutti: counselor, lattaio, psicologo, architetto. A margine ti faccio notare che l'Ordine degli psicologi non obbliga i propri iscritti a stipulare un'assicurazione per responsabilità professionale. Le associazioni di categoria di counseling, sì. In caso di danno da risarcire, è più tutelato il cliente dello psicologo o del counselor?
    Fammi capire, per un cliente dovrebbe essere quindi più "sicuro" rivolgersi ad un counselor perché è assicurato?

    Quindi, fammi capire. Se un Tribunale condanna un counselor, fa bene e tu hai ragione. Se un Tribunale non lo condanna, tu hai ragione uguale??? Insomma, se ne potrebbe anche fare a meno della giustizia... tanto ci sono i mafiosi in giro...
    E' poco rilevante il fatto che io abbia ragione. La questione è che basare la legittimità del counselor sul fatto che non sia stato ancora condannato è come dire che un certo modello di automobile è sicura solo perché finora non ha mai provocato incidenti.
    Il giorno che c'è un incidente (è statisticamente è certo che accada, con tutte le macchine che ci sono in giro) che si fa? Si ritirano tutte le vetture? Improvvisamente diventano tutte poco sicure?
    Nello stesso modo, come si può fondare la legalità del counselor solo basandoci sul fatto che non ci siano state condanne? Certo, si può sempre farlo ma mi sembra una base normativa veramente precaria per una pratica che spera di farsi professione.

    E per quanto riguarda il discorso delle condanne, beh... la sentenza di giugno scorso a Milano la conosci certamente bene, non capisco bene come si possa esserne contenti e dire che si tratta addirittura di una legittimazione verso il counseling fatto da non psicologi. A mio avviso, è una lettura della realtà parecchio soggettiva, per quanto legittima ci mancherebbe.

    Mi chiedo davvero, ma è davvero così difficile prendersi l'abilitazione da psicologo? E' un lavoro duro, ok, ma è alla portata di molti.
    E volendo fare una battuta, direi che c'hanno pensato in molti visto che siamo oltre 70000 in Italia, se non erro.

    I tentativi di accreditamento a livello Statale del counseling iniziano nel luglio del 1999 quando il CNEL inserisce il counseling ufficialmente tra le professioni non regolamentate.
    Quindi prima del 1999 nessuna associazione, nessuna lobby, scuola o quant'altro aveva fatto qualcosa per proporre la regolamentazione?

    Assolutamente no! Forse non ti è chiaro il funzionamento del modello accreditatorio: le scuole di formazione interessate ad erogare corsi di counseling accreditati, devono costruire percorsi formativi sulla base dei criteri che l'ente che accredita richiede. Non è la scuola che decide il percorso. E' l'associazione di categoria. Peraltro su questo, il modello accreditatorio è chiarissimo: all'associazione di categoria l'onere della valutazione professionale, alla scuola di formazione l'onere della valutazione culturale. Scuole e associazioni viaggiano su due binari paralleli che non devono incontrarsi. Proprio per evitare conflitti di interessi. Allo stesso modo le associazioni di categoria non erogano formazione.
    Bene, quindi si suppone che scuole e associazioni siano ben distinte, non promiscue. Che i docenti e il personale scientifico della scuola non abbiano ruoli nell'associazione e viceversa. Tutto questo accade? Accadrà? E chi lo verifica?

    Il modello accreditatorio prevede che siano le associazioni di categoria a definire gli standard.
    Prima forse è meglio che le associazioni di categoria dimostrino competenza.

    Non è proprio così. Poiché il modello di riferimento teorico è lo stesso (sistemico, cognitivo, etc.) una scuola accreditata dal MIUR dovrebbe dare garanzie maggiori proprio sul modello, in quanto significa che è scientificamente validato.
    Come? Non è proprio così?

    E vabbé, quindi ricapitolando, le scuole di counseling si basano su modelli d'intervento di pertinenza della psicologia, scientificamente validati, e in base a questo propongono il counseling come una professione autonoma, scientificamente fondata?

    Fondata si, ma sulla fatica di altri, sulla scienza di altri, non sulla propria!

    Senza gli psicologi, il counseling non sarebbe mai esistito. Sarebbe esistita la pratica della relazione d'aiuto in centomila forme più o meno codificate, ma non il counseling. Non sarebbe stato sistematizzato.
    E ti dico di più, anche a causa di alcuni psicologi il counseling viene trasmesso a chi non ha le competenze per esercitarlo. E secondo me questo non è un bene.

    No, non lo è. Salvo per il fatto che l'Italia è nella comunità europea e dunque dovrà, insieme agli altri paesi membri, trovare delle piattaforme comuni per la formazione. Allo stato attuale, i criteri validati a livello europeo, danno quanto meno la garanzia di non essere autoreferenziali.
    Beh, allora armiamoci di pazienza, sono anni che ne sentiamo parlare. Li valuteremo quando ci saranno, ma per ora sono anni che si formano counselor promettendogli che "prima o poi"...

    Verissimo, il CNEL è un organo consultivo del Governo che, rispetto alla questione "nuove professioni" funge semplicemente da osservatorio che fotografa ciò che accade in Italia.
    D'altro canto, qui sta anche la correttezza delle scuole e delle associazioni più "serie", far bene presente che al momento attuale (e non si sa ancora per quanto) non c'è nessun riconoscimento valido.

    Ripeto: questo legame non deve esserci. Laddove ci fosse è bene stare alla larga da quelle associazioni e da quelle scuole, perché non hanno evidentemente chiaro il concetto di "autoreferenzialità".
    Ma non essendoci nessuna regolamentazione, o meglio, essendoci solo autoregolamentazione, il cliente che entri in contatto con le scuole e/o con le associazioni non è minimamente tutelato, giusto? Può avere solo più o meno fortuna. Se un operatore di una scuola fa anche parte della parte direttiva di un'associazione (non un membro, intendo) questo andrebbe contro quanto stavi sostenendo. Ma in questo caso, quell'operatore sarebbe a posto dal punto di vista legale, non rischierebbe niente. Al limite l'associazione potrebbe rifiutare di averlo tra i suoi, se questo va contro le regole che si è data, ma non sarebbe legalmente obbligata a farlo, esatto?

    Molte scuole di counseling aprono solo a laureati (non in psicologia e basta, ovviamente). Molte scuole di counseling, pur non aprendo solo a laureati, di fatto si ritrovano ben pochi non laureati all'interno (diciamocelo pure, oggi prendersi una laurea non è poi questa grande difficoltà...).
    Sono certo che volevi sottolineare il fatto che al giorno d'oggi laurearsi è una cosa fattibile, e non che la laurea valga poco, esatto?

    E' lo stesso motivo per cui mi chiedo: ma perché uno che vuole, nella pratica, "concorrere" con la professione di psicologo non fa prima e s'iscrive a psicologia? Via su, visto che "prendersi una laurea non è poi questa grande difficoltà"...

    Ah tra l'altro saranno anche poche, ma ci sono anche scuole che formano al counseling psicologico solo gli psicologi.
    Una arcinota ha il banner proprio su queste pagine.

    Altre scuole aprono solo a chi ha un certo tipo di professionalità alle spalle (assistenti sociali, medici, infermieri, educatori, psicologi, etc.), dunque non rispetto al titolo di studio, ma alla situazione professionale. Altre scuole ancora, invece, aprono indistintamente a tutti.
    E secondo te è un bene che aprano indistintamente a tutti?
    Secondo me è una carneficina.

    Io francamente credo molto nel mercato che seleziona.
    Io preferisco delle regole del gioco chiare e valide per tutti, piuttosto che affidarmi alla selezione del mercato.

    Non che non conti il mercato, ma non è una garanzia di eticità.

    Infatti, permettimi questa cattiveria, il fatto che molti psicologi non riescano a lavorare, la dice lunga sulle loro capacità di costruirsi un profilo professionale.
    Oh, non preoccuparti, concediti pure una cattiveria quando vuoi.

    Io penso che gli psicologi incontrino molte difficoltà a costruirsi un profilo professionale e ci riescano, il che la dice lunga su quanto siano capaci di farlo nonostante tutto. E questo non solo negli ambiti sanitari, anche se per te la psicologia è "diventata" una professione sanitaria.

    E lo stesso, naturalmente, vale per i counselor, per gli imbianchini, gli avvocati, etc.
    Immagino che questo la dica lunga anche sulle loro capacità.

    Stai sparando nel mucchio, così facendo. Non è vero per tutte le scuole.
    Vero, sto sparando nel mucchio, e in mancanza di regole condivise e valide per tutti si può sparare nel mucchio senza problemi, perché al momento non c'è nessuno standard di riferimento per decidere se la formazione è stata adeguata.
    A meno che non guardiamo scuola per scuola, ma allora ritorniamo nel terreno dell'autoreferenzialità...

    Mah... nel ranking internazionale l'unica università italiana presente è l'Alma Mater di Bologna che è... al 200mo posto! La Sapienza, essendo al 205mo, è fuori classifica... Via, su, questa "qualità" degli esami universitari la vedi solo te...
    Caro mio, per tua e mia fortuna non è così. La qualità c'è. L'esperienza universitaria italiana potrà non essere la migliore sulla terra, ma quello che sei diventato alla fine di un percorso del genere non è paragonabile a quello che diventi con uno o due weekend al mese per tre anni (quando va proprio bene...), è molto diverso, in meglio. E' un percorso che ti porta gioco forza a crescere e a cambiare, a immaginarti come psicologo e a lottare per esserlo, è bello perché ti fa innamorare di quello che diventi, anche se non è facile poi metterlo in pratica (certo più difficile che fare il counselor).
    Ma fa parte del gioco, se lo giochi secondo le regole.
    Ultima modifica di Wedro-otk : 22-10-2009 alle ore 02.41.10

  5. #635
    Partecipante
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    non so voi ma per me questa è una guerra tra poveri
    sono altri i nemici.......forse non volete vederli o non potete poichè sapete benissimo che potreste uscirne sconfitti..
    io mi preoccuperei più per questi ultimi....
    Visto che sembri avere una visione più chiara della cosa, perché non ci dici a tutti chi sono i "nemici"?

  6. #636
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    In Italia però, il Counseling non era già nato verso la fine degli anni '20 del '900 (intorno al 1929) nell'ambito dei servizi sociali (e medici volontari..) molti anni prima che negli USA? Perché poi si é "interrotto" - se mai lo ha fatto - fino alla re-introduzione dello stesso come una completa novità, con i concetti di Rogers di Relazione d'Aiuto, per figure che già operano nel settore come medici, As, psicologi, insegnanti (per i quali si introdusse anche il Metodo Gordon..); oppure in Italia, da allora, ha continuato a esistere? Ed ha riavuto ad es., diffusione con la Riforma introdotta dalla Legge 180 e l'ideale delle varie "organizzazioni" che si prospettavano gestite ed organizzate in base ai principi della Psicologia di Comunità di allora?
    Ciao, non so dove tu abbia reperito questa informazione, ma il counseling non nasce affatto in Italia negli anni '20. Quello che alcuni autori fanno è fare un parallelo con la nascita dell'assistenza sociale, intesa però come primo tentativo strutturato sul terrirorio di seguire soggetti in caso di bisogno.

    Legata alla Legge 180, invece, si possono riscontrare i primi interventi di socioterapia e psicoterapia di gruppo.

  7. #637
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Credo che qui i nostri punti di vista richiederebbero un notevole sforzo per diventare conciliabili.
    Non parlavo di traduzioni, ma del fatto che il counseling psicologico è in realtà consulenza psicologica sotto un altro nome.
    Sotto questo aspetto, lo psicologo che voglia formarsi in counseling psicologico non fa altro che formarsi in consulenza psicologica. E gli strumenti per farlo non gli mancano.
    Inoltre, per legge gli è riservato tutto ciò. Dal mio punto di vista, solo gli psicologi possono fare counseling psicologico in quanto sono formati per farlo e per comprenderne tutti gli aspetti, espliciti ed impliciti.
    E' impossibile conciliarli fino a quando continui ad effettuare una traduzione funzionale a sostenere la tua tesi. In Italiano il termine "consulenza" significa parere tecnico dato da un esperto (come puoi tranquillamente verificare su un qualunque dizionario). In inglese il verbo che designa tale funzione è to consult (da cui consulting, la consulenza). Non counseling!!!!!!!

    Ergo, così come un counselor formato al counseling non è capace di compiere quegli atti tipici della professione di psicologo (diagnosi in ambito psicologico, somministrazione e scoring di test, etc.), allo stesso modo un laureato in psicologia che diventa psicologo non è minimamente in grado di fare counseling. Non perché sia stupido, ma perché nessuno glil'ha insegnato!!!!!

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Fammi capire, per un cliente dovrebbe essere quindi più "sicuro" rivolgersi ad un counselor perché è assicurato?
    Da un punto di vista civilistico è un dato oggettivo. C'è la stessa differenza che intercorrerebbe tra fare un incidente con un automobilista assicurato e uno no. Quello non assicurato, una volta condannato, se c'ha i soldi ti ripaga, altrimenti ti attacchi al tram. Mentre quelo assicurato, anche se è povero in canna, è coperto dall'assicurazione.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    E' poco rilevante il fatto che io abbia ragione. La questione è che basare la legittimità del counselor sul fatto che non sia stato ancora condannato è come dire che un certo modello di automobile è sicura solo perché finora non ha mai provocato incidenti.
    Il giorno che c'è un incidente (è statisticamente è certo che accada, con tutte le macchine che ci sono in giro) che si fa? Si ritirano tutte le vetture? Improvvisamente diventano tutte poco sicure?
    Nello stesso modo, come si può fondare la legalità del counselor solo basandoci sul fatto che non ci siano state condanne? Certo, si può sempre farlo ma mi sembra una base normativa veramente precaria per una pratica che spera di farsi professione.
    Scusami, eh, ma su cosa la dovrei basare la legittimità di una figura professionale? Sul tuo o sul mio parere? Non scherziamo. Viviamo in uno Stato di diritto, ergo se due non si trovano daccordo (lo psicologo e il counselor), in assenza di uno statuto giuridico (una legge che sostenga a chiare lettera l'una o l'altra posizione), è il Tribunale che dirime. O no?

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    E per quanto riguarda il discorso delle condanne, beh... la sentenza di giugno scorso a Milano la conosci certamente bene, non capisco bene come si possa esserne contenti e dire che si tratta addirittura di una legittimazione verso il counseling fatto da non psicologi. A mio avviso, è una lettura della realtà parecchio soggettiva, per quanto legittima ci mancherebbe.
    Ti invito a rileggere la sentenza che è molto chiara. La Giudice Annamaria Gatto, nel dare una definizione di counseling, riporta integralmente la definizione di counseling data da un'associazione di categoria di counselor. E dice chiaramente che il quasi psicologo è da condannare perché di fatto faceva lo psicoterapeuta, facendosi chiamare counselor. Attenzione: la sentenza non dice che esercitare il counseling è tout court con il fare abuso della professione di psicologo, ma che in questo caso c'è stato abuso proprio perché... non esercitava il counseling (la cui definizione, ripeto, è stata presa da un'associazione di counseling, non dall'ordine degli psicologi).

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Quindi prima del 1999 nessuna associazione, nessuna lobby, scuola o quant'altro aveva fatto qualcosa per proporre la regolamentazione?
    A me prima di tale data risultano solo tentativi strutturati a livello europeo (EAC e BAC). Le associazioni italiane già esistenti operavano nettamente sul versante culturale, non su quello politico-professionale.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Bene, quindi si suppone che scuole e associazioni siano ben distinte, non promiscue. Che i docenti e il personale scientifico della scuola non abbiano ruoli nell'associazione e viceversa. Tutto questo accade? Accadrà? E chi lo verifica?
    Esatto, e la non promiscuità deve essere il metro di paragone con cui giudichi la correttezza di tali associazioni. Questo alle volte accade, alle volte no.

    Di sicuro nel mondo della psicologia non accade mai!!! Basta fare
    tre esempi:

    a) il professor Mario Rossi, ordinario di psicologia generale, è anche membro della commissione esami di Stato, e magari anche consigliere di un ordine regionale. Dunque, il povero studente Carlo Bianchi si trova nella seguente condizione: il voto all'esame di psicologia generale glielo mette sul libretto Mario Rossi, lo scritto di generale all'EdS glielo valuta Mario Rossi e... la sua domanda di iscrizione all'Ordine gliela valuta sempre Mario Rossi!!! Speriamo che Mario Rossi non sia anche docente di una scuola di psicoterapia, perché altrimento il povero Carlo Bianchi se lo ritrova anche lì!!!!!

    b) il professor Mario Rossi, ordinario di psicologia dinamica, è anche membro di una scuola di specializzazione in psicoterapia; mai visto in facoltà quei docenti che calibrano i loro seminari per portare gli studenti universitari nella propria scuola di specializzazione?

    c) il professor Mario Rossi, ordinario al'università (e magari anche massone!) è anche membro della commissione ministeriale per l'accreditamento delle scuole di psicoterapia. E magari collabora anche con una di queste scuole. Stai a vedere che quella scuola non avrà difficoltà ad essere approvata?

    Speriamo solo che Mario Rossi non esista, perché altrimenti mi becco una sequela di querele che non finisce più

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    E vabbé, quindi ricapitolando, le scuole di counseling si basano su modelli d'intervento di pertinenza della psicologia, scientificamente validati, e in base a questo propongono il counseling come una professione autonoma, scientificamente fondata? Fondata si, ma sulla fatica di altri, sulla scienza di altri, non sulla propria!
    Esatto! Sia la psicoterapia che il counseling mutuano le proprie tecniche di interventod ai grandi modelli della psicologia. Francamente non vedo il problema: da una parte la scienza, dall'altra le molteplici applicazione che una scienza può avere in diversi settori. Mica sari uno di quelli che pensano che psicologia = professione di psicologo, vero? La psicologia è una scienza, la professione di psicologo è una (la più importante) delle tante applicazioni che la psicologia può avere.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Ma non essendoci nessuna regolamentazione, o meglio, essendoci solo autoregolamentazione, il cliente che entri in contatto con le scuole e/o con le associazioni non è minimamente tutelato, giusto? Può avere solo più o meno fortuna.
    Esatto, la stessa fortuna che prima del 1989 doveva avere l'aspirante psicoterapeuta che si avvicinava ad una scuola di formazione.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Sono certo che volevi sottolineare il fatto che al giorno d'oggi laurearsi è una cosa fattibile, e non che la laurea valga poco, esatto?
    No, volevo sottolineare che, per svariate ragioni, in molti casi le lauree italiane non sono una cosa seria (bada bene, in molti casi, non in tutti i casi). Specialmente poi con l'istituzione della triennale, sono tutti dottori... Purtroppo al giorno d'oggi è difficile essere Signori (con la S maiuscola), ma diventare dottori ci vule davvero poco!

    Non fraintendere, però: io ho una laurea in psicologia, due specializzazioni in psicoterapia, una specializzazione in counseling e qualche annetto di lavoro alle spalle. Come vedi non sono avverso a studiare... Purtroppo la formazione italiana accademica è uno scandalo. A partire dal valore legale del titolo di studio, per finire alla qualità dei docenti, con tutto quello che sta nel mezzo.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Ah tra l'altro saranno anche poche, ma ci sono anche scuole che formano al counseling psicologico solo gli psicologi.
    Una arcinota ha il banner proprio su queste pagine.
    Peccato che non insegnino counseling... ho visto il programma, è banalmente un corso di avviamento alla professione di psicologo. Ma anche loro sono della parrocchia di quelli che credono che il counseling sia consulenza, e dunque...

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Io penso che gli psicologi incontrino molte difficoltà a costruirsi un profilo professionale e ci riescano, il che la dice lunga su quanto siano capaci di farlo nonostante tutto.
    Non posso che apprezzare questo ottimismo e questa visione positiva. Peccato tu sia uno dei pochi... nel senso che la maggior parte, invece si lamente del fatto che non è così.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    E questo non solo negli ambiti sanitari, anche se per te la psicologia è "diventata" una professione sanitaria.
    Del fatto che non avvenga solo in ambito clinico sono ben contento, visto che di psicoterapeuti disoccupati è piena l'Italia e che invece molti settori (sport, azienda, scuola, etc.) sono molto indietro.

    Del fatto che la psicologia sia diventata una professione sanitaria, non lo dico io ma una Legge.

    Citazione Originalmente inviato da Wedro-otk Visualizza messaggio
    Caro mio, per tua e mia fortuna non è così. La qualità c'è.
    Io, come vedi, ho riportato il giudizio di un autorevole organo internazionale super-partes, non il mio parere. Se ti avessi riportato il mio parere...
    Ultima modifica di quattrostracci : 22-10-2009 alle ore 08.59.02

  8. #638
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Zuccherina Visualizza messaggio
    non so voi ma per me questa è una guerra tra poveri
    sono altri i nemici.......forse non volete vederli o non potete poichè sapete benissimo che potreste uscirne sconfitti..
    io mi preoccuperei più per questi ultimi....
    O.T.
    non vedo perché una discussione debba essere interpretata come una "guerra" con dei "nemici". Si discute, ci si confronta, a volte su questioni teoriche a volte pratiche. Io stesso ho imparato delle cose che non sapevo, in questo thread.

    A proposito e i tuoi nemici quali sono? (scommetto: gli psicologi )

  9. #639
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
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    1,975

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Speriamo solo che Mario Rossi non esista, perché altrimenti mi becco una sequela di querele che non finisce più
    Didattica

    Fossi in te incomincerei a sentire un avvocato...

  10. #640
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Se ne possono dire di cose, di sofismi; si può cercare di convincere e di convincersi, ma di fatto la realtà è sotto gli occhi di tutti!
    Da una parte c'è una formazione di un fine settimana al mese (quando va bene) per un massimo di 500 ore (farebbero ridere anche in ambito di massaggio, professione nella quale io opero) dove si possono iscrivere cuochi, ragionieri, meccanici, idraulici (senza nulla toglirea questi professionisti quando non vogliano diventare idraulici-counselor, cuochi-counselor, e così via...).
    Dall'altra parte c'è una formazione riconosciuta, composta non da poche ore ma da 5 anni di università, 1 anno di tirocinio post laurea, un esame di stato, corsi post laurea psicodiagnostici (ad es. il test di Rorschach), specializzazioni in psicoterapia o psicologia clinica di altri 4 anni, e perchè no, corsi di counseling (quando ci sono però delle basi scientifiche che l'università ti da attraverso lunghi anni di impegno).
    Tutto il resto sono chiacchere, si possono intortare i potenziali clienti ma non una persona come me che ha fatto qualche anno di analisi personale. A proposito, da parte mia credo che lo psicologo, a parte la sua rigorosa preparazione scientifica per diventare un bravo psicologo debba fare un serio lavoro su di sè attraverso una lunga analisi: come posso prendermi cura dell'anima di un altro se non conosco la mia?

  11. #641
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Didattica

    Fossi in te incomincerei a sentire un avvocato...
    Mi è andata di lusso... con quel Mario Rossi siamo amici di vecchia data..., ma giuro che non è stato voluto...

  12. #642
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    L'assolutezza è dettata da quel "sempre" che è il motivo per cui il soggetto richiede un intervento. Se non fosse così assoluto per lui, non avrebbe problemi in merito: non parlerebbe del fatto che è contento quando torna a casa, nè del fatto che è dispiaciuto quando la motivazione è più bassa. In altre parole, se tutto fosse così pacifico come sostieni, questa persona non si sarebbe posta nemmeno il quesito e sarebbe andata tranquillamente avanti nella sua vita, fortunatamente per lui...
    Ho capito cosa vuoi dire. Quel "sempre" è in effetti un segnale di allarme.
    Il "sempre" può comunque essere verificato immediatamente con una semplice domanda che glielo enfatizzi, dalla cui risposta potresti capire se ciò sia assoluto per lui.
    Ma, presupponendo che non lo sia, questa persona presenta rigidità strutturale, sia che faccia o non faccia una richiesta di aiuto?

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Infatti, ho capito bene quello che volevi dire, e ribadisco che: 1) non sostengo l'identità tra cambiamento strutturale e cambiamento terapeutico, ma ritengo, sulla scorta tra l'altro del paradigma della complessità, che il cambiamento strutturale sia estremamente difficile in soggetti che portano un problema (quindi una domanda) e che quindi è necessario studiare dispositivi in grado di consentirlo (che non sono di certo solo quelli della psicoterapia, ma che non abbondano di certo); 2) non restringo di certo il concetto di "cognizione" ponendo come oggetto di osservazione proprio il funzionamento del sistema vivente.
    Non capisco quindi in base a cosa supponi l'infondatezza non solo dell'ottica psicoanalitica, bensì di altri importanti orientamenti psicoterapici.
    Non sostengo l'infondatezza degli orientamenti psicoterapeutici che si basano sulla teoria della complessità. Se lo hai capito probabilmente mi sono espresso male.

    Tu sostieni che il semplice fatto di portare una domanda sia sinonimo di rigidità nella struttura.
    Quindi qualsiasi domanda di formazione è indice di rigidità strutturale?
    La formazione e quindi l'apprendimento, sia cognitivo che esperienziale, di nuove modalità di funzionamento del vivente, si basa sul concetto di cambiamento strutturale.
    Da cui ne deriva che sia possibile fare interventi di cambiamento strutturale in soggetti che portano una domanda di miglioramento (o formazione), e che questa domanda non sia necessariamente sintomatica di rigidità strutturale.

  13. #643
    Johnny
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    . A proposito, da parte mia credo che lo psicologo, a parte la sua rigorosa preparazione scientifica per diventare un bravo psicologo debba fare un serio lavoro su di sè attraverso una lunga analisi: come posso prendermi cura dell'anima di un altro se non conosco la mia?
    purtroppo il "lavoro su di sè" non è previsto nell'università per fare lo psicologo. Forse perché lo psicologo, effettivamente, non "cura" (attività riservata allo psicoterapeuta, per cui invece è richiesto un monte ore di analisi personale soprattutto se è di stampo psicodinamico).

  14. #644
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    purtroppo il "lavoro su di sè" non è previsto nell'università per fare lo psicologo. Forse perché lo psicologo, effettivamente, non "cura" (attività riservata allo psicoterapeuta, per cui invece è richiesto un monte ore di analisi personale soprattutto se è di stampo psicodinamico).
    Qui mi si impone l'obbligo di una parentesi. Personalmente ritengo che qualunque professione d'aiuto debba muoversi dal presupposto che il lavoro su se stessi è fondamentale onde evitare problemi con chi si aiuta.

    Assolverei da quest'obbligo solo chi si laurea con indirizzo sperimentale.

    E quando parlo di professioni di aiuto mi riferisco all'educatore, al counselor, allo psicologo, al pedagogista, all'assistente sociale, all'insegnante di sostegno, etc.

    Trovo semplicemente scandaloso che un ragazzo di 23 anni laureato in psicologia ad indirizzo clinico possa, con un paziente, trattare tematiche afferenti la sfera emotiva, della relazione, etc.

    Ho volutamente sottolineato "23 anni", perché personalmente ritengo che l'esperienza di vita sia una componente non trascurabile in ambito clinico.

    Ma, ahimé, come ho più volte scritto, un laureato in psicologia (di qualunque indirizzo) può potenzialmente fare tutto: test, diagnosi, lavoro in azienda, nella scuola, nel sociale, etc.

  15. #645
    Partecipante Figo
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    invece di attaccare quei poveri counsellor io lamenterei piuttosto la differenza di formazione tra chi fa psichiatria e chi psicologia.....entrambi potranno fare gli psicoterapeuti...
    Non vedo moralmente corretto tutto ciò....e neanche voi dovreste....ma non vi conviene lottare contro di loro poichè sapete benissimo che l'ordine dei medici è molto potente....e allora che fate?ci sono i counsellor da attaccare che sono più deboli!
    Per quanto riguarda la mia professione sarò presuntuosa ma non mi sembra di avere "nemici" in giro visto che nessun professionista (altro)fa il mio stesso lavoro!

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