Per la consistenza della domanda risponderò in due tempi.
Cercherò di dare una risposta completa alla prima domanda e anche alla seconda, cercando il più possibile di essere comprensibile e non dilungandomi ulteriormente, in quanto le domande in se sono molto generiche.Per prima cosa per comprendere quale è il suo scopo bisogna parlare della nascita della terapia di gruppo, quindi della sua motivazione e dei diversi tipi di approcci con cui si è evoluta questa tecnica. Per cominciare a fare una distinsione, esistono tre tipi di approcci per una terapia di gruppo, non due come descritto da Johnny, con questo, invito chi fosse interessato a leggere "La psicodimanica dei gruppi, teorie e tecniche" per non incappare in errori di questo genere. I principali orientamenti gruppali che si sono sviluppati, sono comunemente definiti come: analisi in gruppo, analisi di gruppo e analisi mediante il gruppo. L'analisi in gruppo si pone in rapporto di totale continuità teorica con la psiconalisi, ne accetta integralmente principi e tecnica negando, di conseguenza, specificità psicologica al gruppo, considerato con un luogo "altro" dove praticare la psicoanalisi dei singoli individui. Il transfert e controtransfert sono solo di tipo duale, T. P.. Le dinamiche che si attivano tra paziente e paziente non vengono prese in considerazione, immaginate cosa si perde con una simile tecnica. Il secondo approccio, l'analisi di gruppo fondata da Bion, sulla base delle innovazioni introdotte nella teoria psicoanalitica da Melanie Klein, l'analisi di gruppo riconosce una specifica dimensione psichica al gruppo, ma lo concepisce come oggetto dell'analisi.L'attegiamento del terapeuta resta pertanto strettamente psicoanalitico e il gruppo è trattato come se fosse un individuo. E' da sottolineare che sia il primo approccio che il secondo , sono nati per necessità prettamente tecniche, basate sulla disponibilità di tempo per poter seguire le diverse terapie. Il terzo approccio è l'analisi mediante il gruppo. Per quanto riguarda la nascita di questa tecnica, si sono conclusi da poco degli studi della dott.ssa Edi Gatto Pertegato che riportano la fondazione di questo approccio a Trigant Burrow (1875-1950), precursore della gruppoanalisi e co-fondatore dell'American Psychoanalytic Association. Burrow per aver osato proporre tale teoria a S. Freud , fu allontanato dalla comunità mondiale di psicoanalisi e cacciato dall'associazione da lui fondata. Foulkes inconsapevolmente qualche anno dopo iniziò le sue ricerche su tale approccio. Per maggiori informazioni, vi consiglio "Dalla Psicoanalisi Alla Fondazione Della Gruppoanalisi by Trigant Burrow; Edi Gatti Pertegato; Giorgio Orghe Pertegato ". Questo approccio nasce da una precisa opzione teorico clinica e non in seguito a particolari contingenze. Foulkes influenzato dalle reti neurologiche di Goldstein, dalla psicologia della Gestalt e dagli scritti di Burrow, pervenne ad un rapporto molto articolato con la psicoanalisi, caratterizzato dallo sviluppo di formulazioni teoriche fortemente innovative e marcatamente differenziate, al punto che finì per concepire il proprio modello non tanto come applicazione psicoanalitica, quanto una pratica clinica congruente con una concezione matriciale della mente e multipersonale della nevrosi. L'analisi mediante il gruppo quindi finisce per essere distinta dalla psicoanalisi sia sul piano teorico che su quello tecnico pur mantenendo una filiazione storica. Il lavoro di Foulkes ha dato luogo allo sviluppo della più consolidata scuola del settore, che ha coerentemente portato avanti, grazie anche a studiosi italiani, la ricerca sulla fondazione di un modello gruppale della mente e di un approccio gruppoanalitico alla psicologia clinica. Questo orientamento prende il nome di Gruppoanalisi. E' una forma di psicoterapia praticata dal gruppo nei confronti del gruppo, ivi incluso il suo conduttore. Foulkes finì per concepire la mente stessa come una struttura matriciale, il gruppo come matrice mentale dell'individuo, cui diede il nome di matrice personale, mentre usò il termine di matrice dimanica per fare riferimento alla rete di comunicazione inconscia che ha luogo nei gruppi e che da senso condivisibile a tutti i fenomeni e gli eventi in esso osservabili. Il gruppo terapeutico gruppoanalitico è quindi una matrice interattiva di comunicazioni inconsche e gli individui (compreso il conduttore) ne costituiscono i punti nodali. Tutti i fenomeni che si verificano in un gruppo " sono parte di una Gestalt, di una configurazione della quale essi costituiscono le figure (prino piano) mentre il campo (sfondo) è rappresentato dal gruppo" (Foulkes 1959).







Rispondi citando