Ciao!
Grazie per aver letto l'articolo e per le tue osservazioni.
Hai ragione quando dici che spesso il gruppo è "in carico"; queste situazioni comportano un vissuto emotivo molto forte.
Però, proprio perchè il bullo trova la sua forza nel gruppo, è importante che sia il gruppo, dove possibile, a disconfermare il suo ruolo di leader negativo, non dando più il suo appoggio o spezzando il silenzio per paura di possibili ritorsioni.
Tu sottolinei la figura dell'insegnante; effettivamente è molto importante.
Spesso però l'insegnante stesso è "in carico", non avendo gli strumenti necessari per affrontare queste situazioni. A volte ci si affida alla sensibilità personale, ma questo non può bastare.
Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale nell'osservazione e nella rilevazione del problema, e molto spesso arrivano a loro le prime richieste di aiuto; anzi, parte del lavoro che si fa con i ragazzi consiste proprio nel cercare di individuare degli adulti di riferimento che possano aiutarli o indirizzarli da chi può aiutarli. Il ruolo stesso però, aiuta poco in questo senso.
Anche per questo non credo che sia opportuno che gli insegnanti affrontino da soli queste situazioni.
E' importante che si costituiscano delle sinergie che permettano di intervenire al meglio.
Sia gli interventi di prevenzione che quelli di intervento diretto sulla crisi da parte di esperti sono molto importanti, e lo sono senz'altro anche nelle situazioni di cronaca analoghe e quelle di cui si faceva riferimento nell'articolo.
Sono l'occasione per riflettere anche insieme agli insegnanti, dando loro alcuni strumenti utili per affrontare il problema, e costituendo un punto di riferimento per "passare il testimone" ad operatori esperti quando si renda necessario.
A presto!
Bernardetta Morgante
Psicologa
Ordine Psicologi Abruzzo n.1396







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