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Discussione: Quale orientamento?

  1. #16
    Partecipante Esperto
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    25-06-2005
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    campi bisenzio
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    338

    Riferimento: Quale orientamento?

    sciegliere l'approccio giusto è come scegliere dove andare in vacanza quest'anno, stai tranquilla che se ci pensi troppo finisci nel posto sbagliato.
    un bacio
    giustimassimo

  2. #17
    Partecipante L'avatar di sboody:)
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    25-08-2006
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    Perugia
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    36

    Riferimento: Quale orientamento?

    Forse la discussione è un po' vecchia ma spero di trovare qualcuno che mi aiuti a rispondere a questi quesiti..Perché mi hanno messo in crisi per la scelta della Specializzazione..
    1 è vero che con il diploma in psicoterapia psicoanalitica è più difficile lavorare? Per motivazioni legate a tempi costi della terapia?
    2 qualcuno frequenta una scuola di Firenze che ritiene valida?
    3 qualcuno conosce o frequenta l'Associazione Fiorentina di Psicoanalisi?
    Grazie!

  3. #18
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Quale orientamento?

    Cara Eliseaaa,
    in questi tempi angusti e convulsi chi esprime la sua confusione e i suoi dubbi diventa immediatamente preda dei cacciatori di balene, ogni esitazione può essere fatale. In questo supermercato globale ciascuno ti propone delle ricette infallibili, delle scuole insuperabili, tutti pensano di sapere ciò che va bene per te (e per tutti). Terapia cognitiva, comportamentale, integrata, scissa, ragionata, documentata, scientifica ... ma nessuno si preoccupa di sapere chi sei.
    Hai due anni per decidere? Fanne buon uso ;-)
    Un saluto

  4. #19
    Partecipante
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    20-05-2009
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    58

    Riferimento: Quale orientamento?

    Salve a tutti,
    Anche io fra 2 anni dovrei decidere che approccio seguire, però mi chiedo: prima di decidere ed essere sicuro e convinto della mia scelta, non dovrei conoscere più approcci possibili?Questo per evitare di fare una scelta e pentirsene dopo...
    Qualcuno conosce qualche testo (o qualche sito anche) che prenda in considerazione vari approcci e ne spighi i metodi e le principali tecniche di intervento?

  5. #20
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    11,960

    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da caramelpop Visualizza messaggio
    Salve a tutti,
    Anche io fra 2 anni dovrei decidere che approccio seguire, però mi chiedo: prima di decidere ed essere sicuro e convinto della mia scelta, non dovrei conoscere più approcci possibili?Questo per evitare di fare una scelta e pentirsene dopo...
    Qualcuno conosce qualche testo (o qualche sito anche) che prenda in considerazione vari approcci e ne spighi i metodi e le principali tecniche di intervento?

    Se hai bisogno di un testo "base" generale, potresti leggere ad esempio: "Psicoterapie ", Modelli a confronto, a cura di Lorenzo Cionini, Carocci ed.
    E' utile per avere una panoramica generale dei principali approcci, anche se trattati nelle loro accezioni più classiche. Da lì potresti vedere quale ti piace di più e provare ad approfondirli con testi più specifici relativi al modello in oggetto.

    Anche alcuni libri di "storia della psicologia" possono essere utili per avere un'idea iniziale generale.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  6. #21
    Matricola L'avatar di fioriluke
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    23-05-2005
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    roma
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    24

    Riferimento: Quale orientamento?

    Ciao a tutti! Vi capisco tantissimo perchè fino all'anno scorso non sapevo che pesci prendere..ci sono un'infinità di scuole di specializzazione.
    Se posso darvi dei consigli, innanzitutto potete leggere:
    - "Come scegliere la scuola di specializzazione in psicoterapia" di Minnone
    - L'ordine degli Psicologi del Lazio ha pubblicato un libro dove sono raccolte le descrizioni di tutte le scuole di specializzazione del Lazio..è stato prezioso per me.
    Io vi dico i criteri che ho utilizzato:
    - qualità e varietà di tirocinio
    - convenienza economica
    - docenti aggiornati e disponibili

    Bè alla fine io ero orientata per il cognitivo Comportamentale perchè è evidence-Based ed è sicuramente il più utilizzato nella maggior parte dei campi.
    Tra tutte le scuole di questo orientamento ho scelto lIstituto A.T. Beck di Roma.
    Devo dire che sono molto soddisfatta della mia scelta, è una scuola seria, strutturata e inoltre la direttrice è una persona in gamba, che viaggia su standard internazionali.
    Bè che dire sono un pò di parte, però è la verità.
    Ciao A tutti!

  7. #22
    Partecipante
    Data registrazione
    20-05-2009
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    58

    Riferimento: Quale orientamento?

    grazie 1000

  8. #23
    Matricola
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    14-11-2011
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    Sicilia
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    22

    Riferimento: Quale orientamento?

    Per me, da quando mi sono iscritto mi sono convinto che oggi per lavorare lavorare lavorare funzionano e vengono cercati sempre di più l'orientamento cognitivo-comportamentale (meglio se ne capisci pure di neuropsicologia), e l'orientamento sistemico, ma ce ne sono tanti, io dico tipo milan approach, non troppo dinamico. Anche perchè sempre + spesso sono le persone che cercano aiuto che selezionano a monte i professionisti... cercando su internet per esempio chi soffre di attacchi di panico cerca subito uno specialista cognitivo-comportamentale, piuttosto che altro.
    E poi con il cognitivo-comportamentale si lavora benissimo anche in contesti che non immaginavi, non di psicoterapia, tipo scuole, ospedali, progetti a scuola di ABC dell'emozione, cura dell'insonnia e delle cefalee, gruppi per smettere di fumare, per non parlare il campo sterminato delle dipendenze!
    Insomma in bocca al lupo a tutti per le proprie scelte

  9. #24
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da NeuroNico Visualizza messaggio
    Per me, da quando mi sono iscritto mi sono convinto che oggi per lavorare lavorare lavorare funzionano e vengono cercati sempre di più l'orientamento cognitivo-comportamentale (meglio se ne capisci pure di neuropsicologia), e l'orientamento sistemico, ma ce ne sono tanti, io dico tipo milan approach, non troppo dinamico. Anche perchè sempre + spesso sono le persone che cercano aiuto che selezionano a monte i professionisti... cercando su internet per esempio chi soffre di attacchi di panico cerca subito uno specialista cognitivo-comportamentale, piuttosto che altro.
    E poi con il cognitivo-comportamentale si lavora benissimo anche in contesti che non immaginavi, non di psicoterapia, tipo scuole, ospedali, progetti a scuola di ABC dell'emozione, cura dell'insonnia e delle cefalee, gruppi per smettere di fumare, per non parlare il campo sterminato delle dipendenze!
    Insomma in bocca al lupo a tutti per le proprie scelte
    mah, non saprei vero che il cognitivo - comportamentale è più pratico e più centrato sul problema rispetto ad altri approcci, ma non penso che i pazienti si orientino solo in base a questo una mia collega si occupa di ipnosi e ha molte persone che soffrono d'ansia (per curare la quale l'ipnosi è uno dei trattamenti più efficaci), io ho un orientamento sistemico e molti/quasi tutti i miei pazienti hanno problemi relazionali ... penso che non ci sia un approccio che permette di lavorare di più o che formi in modo più completo a lavorare nei diversi contesti... io e la mia collega di cui sopra abbiamo notato che, nella gran mole di persone che chiamano/vengono ad un primo colloquio conoscitivo, quelli che poi restano e diventano pazienti fissi sono - per lo più anche se non in modo assoluto, ovviamente - persone la cui problematica "ben si sposa" con l'approccio praticato dal terapeuta

    non penso quindi che un approccio sia meglio di un altro, penso che i pazienti scelgano in base ad altre caratteristiche, tra cui anche "quanto si sentono capiti" da noi psicologi ... e inevitabilmente la scuola di psicoterapia ti aiuta a formarti per leggere il problema in un preciso modo, e i rimandi che in base a questo dai all'altra persona "risuonano meglio" in certi pazienti
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  10. #25
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Come scegliere? Pensate a quale approccio vi affascina e incuriosisce di piu'. Ci sono terapie vincenti? Da terapeuta cognitivo comportamentale la mia risposta e' 'non sempre'! A mio parere il fattore determinante e' la relazione terapeutica mentre le tecniche sono un utile corollario...a volte ottimo per far danni soprattutto se si tenta di incapsulare il paziente in base all'approccio del terapeuta.

    Detto questo il mio primo amore e' stato l'approccio psicodinamico. Lavoro da quasi 5 anni come psic. cognitivo comportamentale ma quest'anno ho finalmente ricominciato il training in psicot. psicodin. come seconda specializzazione

    Poi che dire di una scelta basata sul mercato del lavoro italiano....penso che ormai sia piu' che saturo di terapeuti di tutte le forme e colori!! Secondo me varrebbe quindi la pena di scegliere in base ad altre variabili.

    Un'altra considerazione: ma e' davvero sempre utile e necessario fare una scuola di specializzazione?
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 14-01-2012 alle ore 11.53.41

  11. #26
    Partecipante L'avatar di pikkolinki
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Ciao Axamer
    sono d'accordo con te per quanto riguarda la relazione terapeutica...volevo chiederti a quali variabili ti riferisci? perchè pensi che non dovrebbe essere necessario una scuola di specializzazione? io come molti, sono alla ricerca di una scuola di specializzazione (questo perchè alcuni psicoterapeuti con cui ho parlato mi hanno tutti consigliato di farla)...mi piacerebbe partecipare a delle presentazioni delle scuole, ma ho trovato solo una scuola che farà una lezione aperta ed è ad indirizzo psicodinamico (sto cercando su Roma). Quando leggo le basi teoriche delle scuole mi sento una stupida e ignorante...mi sembra di non capirci nulla e di non essere all'altezza!!mi chiedo se mi ritroverò a studiare come all'università ...purtroppo non ho avuto la fortuna di fare un'esperienza di tirocinio che mi permettesse di capire a quale approccio io fossi più incline!!!
    una mia amica a Milano frequenta la scuola "il ruolo terapeutico" dove non sembrerebbe esserci un preciso inquadramento teorico (non sei un rogersiano o altro)...è molto basato appunto sulla relazione terapeutica! Mi piacerebbe trovare qualcosa di questo genere su Roma...
    la mia ricerca continua....
    grazie in anticipo... semmai mi vorrai rispondere

    pik
    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    Come scegliere? Pensate a quale approccio vi affascina e incuriosisce di piu'. Ci sono terapie vince,nti? Da terapeuta cognitivo comportamentale la mia risposta e' 'non sempre'! A mio parere il fattore determinante e' la relazione terapeutica mentre le tecniche sono un utile corollario...a volte ottimo per far danni soprattutto se si tenta di incapsulare il paziente in base all'approccio del terapeuta.

    Detto questo il mio primo amore e' stato l'approccio psicodinamico. Lavoro da quasi 5 anni come psic. cognitivo comportamentale ma quest'anno ho finalmente ricominciato il training in psicot. psicodin. come seconda specializzazione

    Poi che dire di una scelta basata sul mercato del lavoro italiano....penso che ormai sia piu' che saturo di terapeuti di tutte le forme e colori!! Secondo me varrebbe quindi la pena di scegliere in base ad altre variabili.

    Un'altra considerazione: ma e' davvero sempre utile e necessario fare una scuola di specializzazione?

  12. #27
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Quale orientamento?

    L'approccio migliore è quello dove , indipendetemente dall'approccio :-) , il terapeuta integra nella sua pratica tecniche consolidate (dico tecniche non orientamenti) che danno risultati concreti. Es. se sei piscoanalista non devi ostinarti a vedere il problema solo nell'ambito del tuo sistema teorico se, per qualche condizione, non stai ottenendo risultati. Dovresti avere la preparazione per affrontare la cosa con interventi di tipo comportamentale (cognitivo-strategico, ecc)se sei strategico o comportamentista devi avere la possibilità e la preparazione di affrontare un disagio esistenziale con tecniche rogersiane. Come in medicina ogni patologia deve avere la cura specifica , in psicopatologia ogni problema merita l'intervento specifico.
    . Si scelga la specializzazione che si vuole ma è bene allargarsi a ciò che sta al di fuori del suo edificio teorico.
    Simone

  13. #28

    Riferimento: Quale orientamento?

    Ciao a tutti...Io sono davvero in crisi...ma CRISI CRISI!Sono psicologa abilitata all'esercizio della professione.Al momento non sto lavorando e per me risulta essere un problema la scelta della scuola di psicoterapia...Mi dico:"E se alla fine sono al punto di partenza?"Si',saro' pur formata,ma dal punto di vista lavorativo.E poi di scuole ce ne sono a bizzeffe, come scegliere?Sarei orientata su qualcosa su Brescia...Che mi consigliate?

  14. #29
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da Dany Giuly Capo Visualizza messaggio
    Ciao a tutti...Io sono davvero in crisi...ma CRISI CRISI!Sono psicologa abilitata all'esercizio della professione.Al momento non sto lavorando e per me risulta essere un problema la scelta della scuola di psicoterapia...Mi dico:"E se alla fine sono al punto di partenza?"Si',saro' pur formata,ma dal punto di vista lavorativo.E poi di scuole ce ne sono a bizzeffe, come scegliere?Sarei orientata su qualcosa su Brescia...Che mi consigliate?
    ciao
    io non so darti informazioni in merito a scuole in zona Brescia, ma sicuramente, da specializzanda al terzo anno e da psicologa che lavora, posso dirti che certamente non è la scuola di specializzazione a darti il lavoro....oggi sicuramente gli unici sbocchi sono nell'ambito della libera professione, proponendosi come psicologo o all'interno di progetti o all'interno di uno studio privato... e per fare tutto questo ci vogliono competenze che possono essere acquisite in 1000 modi, o attraverso la scuola o master, corsi e banalmente dei buoni testi

    la scuola è un investimento importante, in termini di tempi, denaro ma soprattutto in termini di formazione e crescita personale...non deve essere una scelta che viene fatta nella speranza di trovare un lavoro che nell'ambito della psicologia viene trovato solo con tanta formazione ma anche tanta intraprendenza e voglia di mettersi in gioco "inventandosi" un po' anche il lavoro e non aspettando di trovare un miracolistico "annuncio di lavoro" che in questo momento - per come è la situazione almeno in Italia - temo non arriverà mai...
    a presto
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
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    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

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  15. #30
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da Dany Giuly Capo Visualizza messaggio
    Ciao a tutti...Io sono davvero in crisi...ma CRISI CRISI!Sono psicologa abilitata all'esercizio della professione.Al momento non sto lavorando e per me risulta essere un problema la scelta della scuola di psicoterapia...Mi dico:"E se alla fine sono al punto di partenza?"Si',saro' pur formata,ma dal punto di vista lavorativo.E poi di scuole ce ne sono a bizzeffe, come scegliere?Sarei orientata su qualcosa su Brescia...Che mi consigliate?
    come gia' scritto in precedenza (non ricordo da chi) diffida da chi ti offre "soluzioni vincenti". Visto il mercato attuale molte scuole vedono il potenziale specializzando come una preda.

    una domanda che ti porrei e'...quali teorie ti affascinano?

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