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Visualizzazione risultati 436 fino 450 di 519
  1. #436
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
    Data registrazione
    10-09-2008
    Residenza
    Lecce
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    188

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da francescasim Visualizza messaggio
    Prof. Rollo la ringrazio,effettivamente l'esperienza di tirocinio dovrebbe illuminarci un pò...ma come ho notato (anche per molti colleghi.)..purtroppo non si impara niente di ciò che servirebbe. Personalmente l'ho fatto in un Asl e quello che ho gestito sono i programmi per ECM.
    Lei comprenderà che all'orale se dovessero chiedermi l'esperienza da tirocinante..ci sarà da ridere(non posso inventare qualcosa che non ho mai fatto!)Se mi permette di dirlo, l'università italiana, in questo,pecca molto.
    Speriamo che la commissione tenga sempre e cmq conto di certe realtà.
    Cordiali saluti,Francesca.
    Purtroppo la sua esperienza non è un caso isolato. Spesso i tutor delle strutture in cui viene eseguito il tirocinio non seguono adeguatamente i tirocinanti, per mancanza di tempo o per incapacità organizzativa. Sono d'accordo, il tirocinio andrebbe strutturato e controllato diversamente per essere realmente efficace.
    Questa situazione è ovviamente nota anche alle commissioni (lei non ci crederà, ma tutti i commissari provengono dal pianeta Terra...). Pertanto non si preoccupi per l'orale. Certamente dovrà mostrare di aver preso anche quel poco che era possibile dal tirocinio, quindi non esporre una sequela di lamentele, bensì dare valore anche alla semplice funzione di osservazione.

    Quanto all'esperienza di gestione degli ECM, non sottovaluti la materia. In realtà ha avuto modo di disporre di tanto materiale di conoscenza, sia dal punto di vista gestionale-organizzativo, sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista di metodologia della formazione. Provi a valutare questi aspetti e a collegarli con i suoi saperi.

    Coraggio, manca poco più di due mesi...

  2. #437
    Matricola
    Data registrazione
    12-04-2007
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    palermo
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    24

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    prof. rollo
    la ringrazio sempre. io ho studiato a Palermo, alcuni libri sono uguali a quelli da lei indicati am avendo altri libri su DSM IV utilizzerò quelli, visto ke alla fine sono sempre quelli. per quanto riguarda i progetti ho preso il suo libro... e poi ho mi sono esercitata a scrivere progetti. grazie e buona giornata

  3. #438
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
    Data registrazione
    10-09-2008
    Residenza
    Lecce
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    188

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Care/i giovani colleghe/i,
    Continuano ad arrivarmi domande sulla progettazione, sulla mia mail o al telefono. Alcune hanno interesse comune e credo possa essere utile chiarire in questa sede qualche elemento (già citati in passato, ma so che scorrere tutto il forum è un'impresa...).
    In particolare ho ricevuto domande circa la stima dei costi di progetto. Alcune persone che hanno letto il mio testo chiedono con preoccupazione: ma come facciamo a definire i costi durante l'esame? In realtà il libro non è stato scritto solo per l'Eds, ma per tutti coloro che lavorano in organizzazioni e hanno bisogno di elaborare progetti, quindi in quel caso l'analisi dei costi deve essere dettagliata e precisa. In sede di Eds non si può conoscere il costo di un servizio, visto che spesso occorre raccogliere diversi preventivi o fare un'analisi dei costi con l'aiuto di esperti; né è corretto "inventare" cifre...
    Pertanto in sede di Eds suggerisco di individuare le voci di costo del progetto, pur senza quantificarle. In parole povere: per che cosa devo trovare i soldi?
    I costi possono essere molteplici: strutture, attrezzature, personale, affitti e noleggi, ecc.

    Spero che il tutto sia più chiaro (o meno confuso, a scelta)
    Buono studio...

  4. #439
    Partecipante Assiduo L'avatar di givemehope
    Data registrazione
    15-06-2008
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    145

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Care/i giovani colleghe/i,
    Continuano ad arrivarmi domande sulla progettazione, sulla mia mail o al telefono. Alcune hanno interesse comune e credo possa essere utile chiarire in questa sede qualche elemento (già citati in passato, ma so che scorrere tutto il forum è un'impresa...).
    In particolare ho ricevuto domande circa la stima dei costi di progetto. Alcune persone che hanno letto il mio testo chiedono con preoccupazione: ma come facciamo a definire i costi durante l'esame? In realtà il libro non è stato scritto solo per l'Eds, ma per tutti coloro che lavorano in organizzazioni e hanno bisogno di elaborare progetti, quindi in quel caso l'analisi dei costi deve essere dettagliata e precisa. In sede di Eds non si può conoscere il costo di un servizio, visto che spesso occorre raccogliere diversi preventivi o fare un'analisi dei costi con l'aiuto di esperti; né è corretto "inventare" cifre...
    Pertanto in sede di Eds suggerisco di individuare le voci di costo del progetto, pur senza quantificarle. In parole povere: per che cosa devo trovare i soldi?
    I costi possono essere molteplici: strutture, attrezzature, personale, affitti e noleggi, ecc.

    Spero che il tutto sia più chiaro (o meno confuso, a scelta)
    Buono studio...
    Grazie mille Prof. per la sua disponibilità!
    Mamma mia che ansia, mancano solo 2 mesi... Sa qual'è al momento il fattore che mi mette più in crisi riguardo al progetto? Quando mi metto dinanzi a una traccia, per svolgerla, mi si paralizza la creatività, non riesco proprio a farmi venire in mente idee originali da inserire.
    Inoltre ho un pò di confusione riguardo le metodologie, temo di non conoscerne abbastanza...
    Bah, magari continuando a esercitarmi e a leggere progetti svolti ne verrò a capo!
    Un'altra cosa, ho il suo libro "Il progetto in psicologia", sa dove posso trovare ulteriori esempi di progetti svolti?
    Grazie ancora!
    Cordiali Saluti!

  5. #440
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
    Data registrazione
    10-09-2008
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    Lecce
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    188

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da givemehope Visualizza messaggio
    Grazie mille Prof. per la sua disponibilità!
    Mamma mia che ansia, mancano solo 2 mesi... Sa qual'è al momento il fattore che mi mette più in crisi riguardo al progetto? Quando mi metto dinanzi a una traccia, per svolgerla, mi si paralizza la creatività, non riesco proprio a farmi venire in mente idee originali da inserire.
    Inoltre ho un pò di confusione riguardo le metodologie, temo di non conoscerne abbastanza...
    Bah, magari continuando a esercitarmi e a leggere progetti svolti ne verrò a capo!
    Un'altra cosa, ho il suo libro "Il progetto in psicologia", sa dove posso trovare ulteriori esempi di progetti svolti?
    Grazie ancora!
    Cordiali Saluti!
    Se posso contribuire ad aumentare il livello d'ansia, suggerisco a tutti di fare attenzione anche all'italiano, quando scrivete (per esempio "qual è" si scrive senza apostrofo...)

    Per quanto riguarda i progetti, nel secondo testo, "Lo psicologo e la progettazione", ce ne sono più che ne "Il progetto in psicologia", ma se lei ne ha già uno, non conviene prendere anche l'altro: sono simili nella parte teorica e la differenza maggiore è proprio nel numero di progetti. Su internet si trova qualcosa, non tanto di progetti "svolti", quanto di progetti elaborati o effettivamente realizzati, che sono poi quelli che servono.

    Il blocco della creatività, probabilmente, deriva proprio da questo aspetto. Vedo spesso che tentate di fare un progetto aggrappandovi al modo di pensare da studenti. Invece, care amiche e cari amici, siete professionisti che vogliono iscriversi all'Ordine per esercitare la professione. L'approccio (a parte la prima prova, certamente più teorica) deve essere orientato alla realtà concreta.
    Quando pensate alla realizzazione di un progetto, non cercate a tutti i costi la teorica che può sostenerlo, ma immaginatevi le strutture, le persone, le cose che servono. Se, ad esempio, volete svolgere un progetto di sviluppo in ambiente scolastico, immaginate gli entusiasmi di alcuni docenti e le resistenze di altri, figuratevi i problemi di inserire il progetto all'interno dell'orario scolastico, guardate negli occhi i ragazzi veri, non quelli descritti nei testi. Allora potreste scoprire che gran parte di quello che vorreste inventare ce l'avete già dentro, nelle vostre esperienze di vita e da lì potete partire per creare un progetto che abbia obiettivi realizzabili e metodologie effettivamente utilizzabili.

    Provare per credere...

  6. #441
    Partecipante Assiduo L'avatar di givemehope
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    15-06-2008
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Se posso contribuire ad aumentare il livello d'ansia, suggerisco a tutti di fare attenzione anche all'italiano, quando scrivete (per esempio "qual è" si scrive senza apostrofo...)

    Per quanto riguarda i progetti, nel secondo testo, "Lo psicologo e la progettazione", ce ne sono più che ne "Il progetto in psicologia", ma se lei ne ha già uno, non conviene prendere anche l'altro: sono simili nella parte teorica e la differenza maggiore è proprio nel numero di progetti. Su internet si trova qualcosa, non tanto di progetti "svolti", quanto di progetti elaborati o effettivamente realizzati, che sono poi quelli che servono.

    Il blocco della creatività, probabilmente, deriva proprio da questo aspetto. Vedo spesso che tentate di fare un progetto aggrappandovi al modo di pensare da studenti. Invece, care amiche e cari amici, siete professionisti che vogliono iscriversi all'Ordine per esercitare la professione. L'approccio (a parte la prima prova, certamente più teorica) deve essere orientato alla realtà concreta.
    Quando pensate alla realizzazione di un progetto, non cercate a tutti i costi la teorica che può sostenerlo, ma immaginatevi le strutture, le persone, le cose che servono. Se, ad esempio, volete svolgere un progetto di sviluppo in ambiente scolastico, immaginate gli entusiasmi di alcuni docenti e le resistenze di altri, figuratevi i problemi di inserire il progetto all'interno dell'orario scolastico, guardate negli occhi i ragazzi veri, non quelli descritti nei testi. Allora potreste scoprire che gran parte di quello che vorreste inventare ce l'avete già dentro, nelle vostre esperienze di vita e da lì potete partire per creare un progetto che abbia obiettivi realizzabili e metodologie effettivamente utilizzabili.

    Provare per credere...
    Grazie Prof, i suoi consigli sono sempre illuminanti!
    E' vero, dobbiamo smetterla di pensare "da studenti" e approcciare l'esame, soprattutto II e III prova, con un atteggiamento da professionisti. Solo che a volte non è semplice e aggrapparsi a delle teorie fa sentire più sicuri...
    Ancora grazie mille!

  7. #442
    Partecipante Affezionato L'avatar di elyforever
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    27-03-2007
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    98

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    ciao!!qualcuno mi puo' inviare qualche progetto???per la prova finale della triennale sarà previsto di parlare di questo progetto di prevenzione..sono di un'altra città ma il metodo è lo stesso..e io sono con l'acqua alla gola..grazie!!

  8. #443
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Riporto la corrispondenza email di qualche giorno fa con una candidata all'eds: magari può servire condividere queste informazioni.

    Estratto dalla richiesta:
    "La difficoltà che incontro nell'elaborazione di un progetto (premettendo che
    alla facoltà di psicologia di Firenze non si sono mai affrontati da un punto
    di vista pratico) è dettata da una mia presunta superficialità nel trattare
    l'argomento soprattutto per quanto riguarda le voci della metodologia e
    delle attività da proporre.
    Ad esempio in un progetto che evidenzia "la promozione della salute nei
    cittadini appartenenti a culture diverse" mi verrebbe da concentrarmi sul
    disagio psicologico vissuto dal cittadino straniero che si trova a
    confrontarsi con una diversa società, con diversi usi e costumi e da qui la
    proposta di un centro di ascolto all'interno di un'azienda come può essere
    la asl, sia a livello individuale che di gruppo, e un corso di formazione
    per personale assistenzialistico al fine di favorire una sensibilizzazione
    al problema.
    La pregherei nell'eventualità di correggere il mio ragionamento, come ho
    sottolineato in precedenza è la prima volta che mi trovo ad affrontare
    l'elaborazione di un progetto.
    Un'altra cosa che non mi è chiara è come avviene il reclutamento dei
    soggetti."

    E questa è stata la mia risposta:
    "Cara xxxxxxxxxx,
    la situazione di scarsa attenzione alla progettazione non è solo una sua
    esperienza, ahimé, ma è condivisa in tutte le facoltà. Di fatto manca una
    cultura del progetto, si passa dalla cultura umanistica della clinica
    italiana al rigore scientifico della sperimentazione, saltando a pie' pari
    la pragmatica della progettazione. Al di là di queste considerazioni amare,
    rispondo all'esempio da lei proposto.

    Non veda le mie considerazioni come critiche nei suoi confronti,
    naturalmente, ma piuttosto come un punto di vista professionale legato
    all'esperienza e alla concretezza.
    Innanzitutto quando definisce il tema "la promozione della salute nei
    cittadini appartenenti a culture diverse" non chiarisce gli obiettivi del
    progetto. Perché dovremmo promuovere la salute nei cittadini stranieri? Che
    vantaggio se ne trae? Le comunità cinesi hanno efficientissime cliniche
    clandestine dove curano i connazionali, così come l'Italia pullula di
    sciamani provenienti da diverse zone dell'Africa... quindi la loro
    assistenza sanitaria ce l'hanno!
    Pongo questo paradosso perché nel momento in cui si decide un'azione che
    investe la dimensione clinica e quella sociale dobbiamo aver chiaro dove
    vogliamo andare e la situazione concreta che ci troviamo ad affrontare.
    Il tema da lei posto è certamente importante, peraltro ostacolato dalla
    recente legislazione che prevede la denuncia di clandestinità da parte dei
    medici...
    A mio parere bisogna inquadrare la questione. Innanzitutto la popolazione
    interessata dovrebbe essere quella dei cittadini stranieri da poco arrivati
    in Italia, quelli che risiedono da anni sono ovviamente integrati e
    conoscono i meccanismi del sistema sanitario. Gli obiettivi dunque sono
    diversi: salvaguardare la salute delle famiglie di immigrati, evitare il
    contagio di eventuali patologie importate dal loro paese d'origine,
    contribuire all'integrazione sociale.
    In quello che lei scrive c'è un approccio umanistico ideale, se mi consente
    piuttosto astratto e irrealizzabile. Provi a immaginare un immigrato, magari
    clandestino, che ha lasciato il proprio paese per difficoltà enormi di
    carattere economico e/o politico. Forse è arrivato in Italia su un gommone o
    in un container. Probabilmente ha lasciato la sua famiglia nel paese
    d'origine o ha trascinato i propri cari in un'avventura incerta. Le pare che
    la sua preoccupazione possa essere il confronto con una società diversa e il
    bisogno di un centro d'ascolto su queste problematiche? Sono persone che
    hanno affrontato sacrifici per noi inimmaginabili, che hanno problemi di
    sopravvivenza, nella scala delle motivazioni di Maslow si trovano alla base
    della piramide.
    Le esigenze che hanno immediatamente sono trovare soldi, casa, lavoro. E
    salute. A loro non interessa in questa fase integrarsi, ma sopravvivere con
    gli strumenti minimi, primi fra tutti la lingua.
    In questa accezione correttamente lei cita la difficoltà di reclutamento.
    Infatti se organizzasse un centro d'ascolto sulle difficoltà di
    integrazione, lo troverebbe vuoto.
    Occorre invece strutturare servizi che diano agli immigrati gli elementi di
    cui hanno bisogno.
    Personalmente vedrei due azioni combinate:
    1) l'istituzione di uno sportello immigrazione presso gli uffici comunali,
    settore sociale, in cui le persone possano avere informazioni su dove e a
    chi rivolgersi per diverse necessità;
    2) la strutturazione di un corso di cultura italiana per stranieri, in cui
    si insegni la lingua italiana, ma anche usi, costumi, leggi, opportunità
    compresi i controlli e l'assistenza sanitaria.

    Per quanto concerne il reclutamento, in questo caso, sarà sufficiente
    distribuire nel territorio materiale illustrativo multilingue: il
    passaparola all'interno delle comunità di stranieri farà il resto.

    Questo approccio sistemico multilivello consente di intervenire e
    raggiungere gli obiettivi in modo integrato, in un'ottica più ampia,
    partendo dalle esigenze della popolazione di utenti individuata."

  9. #444
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    10-09-2008
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    188

    Qualche chiarimento

    Ogni tanto arrivano richieste di informazioni via mail: riporto le più frequenti, così potete condividerle.

    1) D.: All'esame di stato le prove sono a scelta o ne viene estratta una?
    R.: PRIMA PROVA: la commissione prepara tre temi, ne viene estratto uno e tutti eseguono lo stesso tema. SECONDA E TERZA PROVA: la commissione prepara tre SERIE di tracce, una per ciascun indirizzo (clinico, evolutivo, sociale, sperimentale). Viene estratta una delle serie e il candidato può svolgerne una traccia a scelta tra le quattro proposte, a seconda del proprio indirizzo; volendo, si può scegliere di svolgere una traccia anche differente dal proprio indirizzo di studi.

    2) D.: Nel testo "Lo psicologo e la progettazione" ci sono tanti esempi troppo dettagliati per poter essere svolti durante l'esame di stato, come mai?
    R.: Il libro è stato scritto non solo per l'eds, ma per tutti i colleghi che lavorano nei servizi. Inoltre in questo modo i candidati per l'eds trovano stimoli, idee e metodologie da citare durante lo svolgimento della prova progettuale. Non lasciatevi spaventare: nella prova d'esame avrete un foglio protocollo a disposizione e dentro dovete farci stare tutto, l'importante è seguire correttamente lo schema del progetto, mostrando che avete l'idea di come un progetto debba essere strutturato, ovviamente con contenuti appropriati.

    3) D.: Non è troppo stressante per i candidati svolgere tre prove in due giorni con così poco tempo?
    R.: Sì, ma un buon psicologo deve essere in grado di gestire lo stress, no? A parte gli scherzi, è certamente faticoso sostenere tre prove in due giorni e l'orale a distanza di una decina di giorni, però pensate che sollievo liberarsi del pensiero in così poco tempo! Ci sono pro e contro: da un lato la fatica della preparazione, dall'altro la rapidità e la conseguente possibilità di iscriversi al più presto all'albo e alle scuole di specializzazione. Altre sedi di eds fanno scelte differenti, Padova ha fatto questo tipo di scelta, che personalmente condivido pienamente.

    4) D.: Come è possibile per la commissione correggere tutti gli elaborati in pochi giorni? Non c'è il rischio di una valutazione sbagliata?
    R.: In realtà basta organizzarsi. Quando, lo scorso anno, ho fatto parte della commissione (ma è prassi consolidata) abbiamo suddiviso gli elaborati fra tutti i commissari e ciascuno ne correggeva un certo numero. Quelli ritenuti positivi, venivano valutati; quelli ritenuti negativi o dubbi, venivano tenuti da parte e riesaminati collegialmente, in modo da evitare penalizzazioni. Ricordate che i membri della commissione sono vostri colleghi più anziani, non alieni. C'è una certa propensione all'indulgenza: se si fosse più rigorosi, la percentuale di promossi sarebbero inferiori e non di poco.

    5) D.: Che domande vengono fatte all'orale?
    R.: L'orale è la prova, a mio parere, meno impegnativa. Chi supera le prove scritte non deve temere l'orale, a meno che non tiri fuori qualche assurdità durante il colloquio! Nell'orale, che peraltro dura dai 5 ai 10 minuti al massimo, viene chiesto qualcosa sull'esperienza di tirocinio e sui progetti futuri, qualche approfondimento legato alle prove scritte, qualcosa sul codice deontologico. A volte, durante la chiacchierata, possono venir fuori discorsi generici sulla tesi di laurea o sull'approccio teorico di riferimento, ma non in modo approfondito.

    Per il momento è tutto. Manca poco meno di un mese, ormai: coraggio, lo stress sta per terminare...
    In bocca al lupo!

  10. #445
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    si, forse padova ha fatto sta scelta per coloro che rimangono bocciati in più sessioni presso altre sedi!io per questioni lavorative non ho il tempo materiale per prepararmi 3 prove quind preferisco università che preparano le prove a distanza di 1 mese l'una dall'altra. però, 1 volta non l'ho passato, ora provo la seconda e se ancora non va lo proverò a padova perchè allora saprò il programma a memoria e il tempo che dedicherò alla preparazione sarà minore e meno stressante!
    spero comunque personalmente non dovesse essere così...

  11. #446
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da klaudia82 Visualizza messaggio
    si, forse padova ha fatto sta scelta per coloro che rimangono bocciati in più sessioni presso altre sedi!io per questioni lavorative non ho il tempo materiale per prepararmi 3 prove quind preferisco università che preparano le prove a distanza di 1 mese l'una dall'altra. però, 1 volta non l'ho passato, ora provo la seconda e se ancora non va lo proverò a padova perchè allora saprò il programma a memoria e il tempo che dedicherò alla preparazione sarà minore e meno stressante!
    spero comunque personalmente non dovesse essere così...
    Padova non ha fatto la scelta per chi non supera l'esame in altre sedi! E' una scelta organizzativa che prescinde dall'eds degli psicologi.
    So che tutti voi che frequentate questo forum siete alle prese conla preparazione, quindi concentrati su di essa, ma se alzate per un momento lo sguardo, vedrete che il meccanismo è analogo anche per gli altri professionisti. L'Ufficio Esami di Stato, esterno a Psicologia, gestisce l'eds di tutte le professioni e tutte (eccetto Medicina che ha un ordinamento a sé) hanno lo stesso calendario per le prove scritte. La scelta è per uno stress intenso e più breve nel tempo rispetto ad una sofferenza forse meno pesante ma più luuuuunga...

  12. #447
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Buongiorno Prof. Rollo, intanto grazie per il suo libro che finalmente ci fornisce una visione concreta che spesso manca, ho letto i Suoi messaggi e devo dire che se ci fossero più professoi disponibili come Lei...forse sarebbe minore il nostro livello di ansia!!

  13. #448
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    una domanda: nella premessa, in cui bisogna descrivere l'argomento di cui si tratta (ad esempio, "il bullismo") bisogna esporre teorie di riferimento ben precise o bastano informazioni approffimative per "descrivere" il progetto?

  14. #449
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    una domanda: nella premessa, in cui bisogna descrivere l'argomento di cui si tratta (ad esempio, "il bullismo") bisogna esporre teorie di riferimento ben precise o bastano informazioni approffimative per "descrivere" il progetto?
    Buongiorno, Johnny.
    Distinguiamo innanzitutto un progetto "vero" da quello "virtuale" che si fa durante l'eds. Credo sia ovvio che in un progetto elaborato per un servizio e da realizzare effettivamente le premesse siano approfondite e documentate.
    In sede di eds, invece, si tratta di un'esercitazione, per cui la premessa è necessaria ma si tratta più che altro di inquadrare l'argomento, eventualmente (ma non obbligatoriamente, dipende dall'argomento) citando una teoria di riferimento. Tenete conto che avete un'ora e mezza di tempo e un foglio protocollo, per cui dovete riuscire ad essere contemporaneamente sintetici ed esaustivi. Sul bullismo (sempre in sede di eds) farei una semplice introduzione inquadrando il tema nel contesto sociale.
    Come sempre, in bocca al lupo!

  15. #450
    Matricola
    Data registrazione
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    26

    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Gentilissimo Prof.Rollo,
    mi chiamo Cristina e anch'io dovrò sostenere l'esame di stato nella sessione di novembre...le chiedo gentilmente un consiglio. Ad esempio nell'elaborazione di un progetto per i Disturbi dell'apprendimento in scuola primarie di primo e secondo grado, in sede d'esame come dovrei procedere?
    Se per caso volessi partire dalla teoria di riferimento, dovrei indicare gli autori ad es. Skinner, Pavlov ecc. oppure partendo dal più generale approccio cognitivo o comportamentale ecc.?
    La ringrazio anticipatamente

    Cristina

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