Se posso contribuire ad aumentare il livello d'ansia, suggerisco a tutti di fare attenzione anche all'italiano, quando scrivete (per esempio "qual è" si scrive senza apostrofo...)
Per quanto riguarda i progetti, nel secondo testo, "Lo psicologo e la progettazione", ce ne sono più che ne "Il progetto in psicologia", ma se lei ne ha già uno, non conviene prendere anche l'altro: sono simili nella parte teorica e la differenza maggiore è proprio nel numero di progetti. Su internet si trova qualcosa, non tanto di progetti "svolti", quanto di progetti elaborati o effettivamente realizzati, che sono poi quelli che servono.
Il blocco della creatività, probabilmente, deriva proprio da questo aspetto. Vedo spesso che tentate di fare un progetto aggrappandovi al modo di pensare da studenti. Invece, care amiche e cari amici, siete professionisti che vogliono iscriversi all'Ordine per esercitare la professione. L'approccio (a parte la prima prova, certamente più teorica) deve essere orientato alla realtà concreta.
Quando pensate alla realizzazione di un progetto, non cercate a tutti i costi la teorica che può sostenerlo, ma immaginatevi le strutture, le persone, le cose che servono. Se, ad esempio, volete svolgere un progetto di sviluppo in ambiente scolastico, immaginate gli entusiasmi di alcuni docenti e le resistenze di altri, figuratevi i problemi di inserire il progetto all'interno dell'orario scolastico, guardate negli occhi i ragazzi veri, non quelli descritti nei testi. Allora potreste scoprire che gran parte di quello che vorreste inventare ce l'avete già dentro, nelle vostre esperienze di vita e da lì potete partire per creare un progetto che abbia obiettivi realizzabili e metodologie effettivamente utilizzabili.
Provare per credere...
