Ciao a tutti.
Vorrei intervenire nella discussione perchè anche a me sono venute in mente le spiegazioni della gabbia (avevo usato la stessa parola) e della voglia/paura di essere scoperti, ecc..
Vi volevo però sottoporre un altro quesito, per confrontarmi con voi: la reazione della moglie di Marrazzo.
E' una cosa che mi ha fatto pensare.
Mi potrebbero anche piacere le spiegazioni della donna che perdona perchè ama, capisce il marito ecc.. ma mi viene il dubbio che sia anche una dimostrazione della forza di questa donna e di alcune componenti che potrebbero invece aver scatenato nel marito una sorta di sensazione di non essere all'altezza o qualcosa del genere.
Non ho potuto fare a meno di notare che Marrazzo aveva cominciato quel tipo di evasione molti anni prima di entrare in politica e di diventare governatore.
Esattamente 7 anni fa, quando la sua ultima figlia, avuta dalla seconda moglie, aveva un anno.
In quel periodo lui era un giornalista, abbastanza famoso, ma un giornalista, il cui scandalo non avrebbe portato nessuno a ricattarlo.
In quest' ottica, la gabbia potrebbe non avere a che fare con il peso dell'etichetta o del ruolo lavorativo, ma con qualcosa che era già presente nell'ambito familiare.
Voi che ne pensate?
Perdonate le mie elugubrazioni, ma sto cercando di allenarmi ad essere distaccata, di non dare giudizi personali in merito alla questione morale di base.
E questa discussione mi pare stia toccando anche questo tema.
Vorrei imparare ad osservare questi eventi con uno spirito critico che mi consenta di cogliere più elementi possibili. Non è facile, perchè spesso lo zampino di "come avrei reagito io" è una tentazione. Ma credo che sia un allenamento utile.
@ Elisa: secondo me non si tratta di giustificare nè di essere "benevoli". Ma -a mio modesto parere- il filtro della propria morale per uno psicologo non aiuta a capire le motivazioni che spingono le persone a determinati comportamenti. Ovviamente questo NON significa che hanno agito bene o male. Tu avrai sempre le tue idee in proposito ed è giusto così.
Ma se venisse nel tuo studio Marrazzo o una persona con crisi di ansia per sensi di colpa derivanti dal fatto che ha commesso qualcosa che tu non condividi (come aver tradito la moglie con un trans o altro), tu cosa gli risponderesti?
(non è una provocazione, credimi, vorrei proprio conoscere il tuo approccio)
Bye
Credo sia proprio quello il punto di partenza per comprendere una qualunque situazione, dalla più semplice alla più complessa: cogliere quanti più elementi ci è possibile evitando di affrettarci nel giudizio. Condivido il tuo punto di vista, nel senso che le motivazioni possono essere a milioni, chiaramente non credo sia possibile giungere ad una conclusione valida nel caso di Marrazzo, proprio perché non si hanno elementi sufficientemente validi.
Però si, per me sei sulla buona strada.
Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero
Ribadisco che non sono psicologa nè studio per diventarlo.
Ok cercherei di capire.
E sicuramente da psicologo troverei qualcosa per giustificarlo.
Perchè dico questo? perchè io vado da uno psicologo ed a volte l'impressione è quella...da paziente vengo giustificata ...ovviamente su cose completamente diverse ed altri ambiti....
Per carità ognuno ha il proprio lavoro e va bene....
Io non faccio quello....e come detto mi sono messa in "altri panni"....non certo da psicologa che accoglie Marrazzo.
Forse la cosa ti meraviglierà, ma non c'è alcun bisogno di legalizzare alcunché: la legge italiana, come quella di tutti i paesi occidentali, stabilisce ( almeno finora, poi, con questi chiari di luna chissà...) che un rapporto sessuale tra adulti consenzienti, qualunque esso sia, è perfettamente lecito...
Questo perchè lo Stato ( ma anche i privati cittadini... ) non hanno ALCUN DIRITTO di intromettersi nelle scelte private ( e nelle camere da letto... ) di altri cittadini: questo è il principio basilare di una DEMOCRAZIA come noi la intendiamo. Per altri tipi di abitudini e atteggiamenti, bisogna rivolgersi ad ALTRE civiltà, situate in massima parte sull'altra sponda del Mediterraneo...
L'uomo Marrazzo ( e chiunque altro abbia le sue stesse inclinazioni... ) non ha, pertanto, bisogno di nessuna approvazione e/o comprensione da parte tua o di qualcun altro ( almeno limitatamente alle sue abitudini sessuali e alle sue frequentazioni ).
Altra cosa è il politico Marrazzo: ma non è questo l'argomento di questo thread, ovviamente.
-
PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!
Ops..Elisa, scusami, credevo che tu stessi studiando psicologia.
Come non detto allora
Comunque...hai scritto:
"E sicuramente da psicologo troverei qualcosa per giustificarlo."
Secondo me, il nocciolo non corretto nella tua valutazione, se mi posso permettere, è proprio qui.
Nessuno psicologo si sognerebbe mai di "giustificare" nessuno.
Nè di giudicarlo. E' questa la parte più difficile del lavoro (almeno per me).
Non lo sono le nozioni. Quelle le impari.
Ma uno psicologo non deve fare nessuna delle due cose. Complicato eh??
Specie quando si tratta di aiutare qualcuno ad avere fiducia nelle proprie potenzialità e possibilità.
Bello, bravo, brutto, cattivo...lo devi aiutare, anche se, ragionando con il filtro della tua personale morale, gli vorresti fare uno sgambetto !! Lo devi aiutare. Spesso, aiutare ad aiutarsi.
D'altronde, i medici non curano anche i rapinatori feriti dalle forze dell'ordine durante una rapina?
Questo è il concetto più difficile per me e sto cercando di arrivarci.
Capire come si è originato ed evoluto un fenomeno, non vuol dire giustificarlo.
Di questo ne sono certa anche se sono ancora una studentessa.
Missfreedom, grazie, mi fa veramente piacere che l'approccio che sto cercando di adottare sia quello giusto e che sia tu a dirmelo.
Non è facile, intendiamoci, ma ci sto provando.
E' come togliersi un mantello caldo di lana, di fronte ad una bufera.
In fin dei conti, con le nostre convinzioni, soprattutto quelle di natura morale, ci sentiamo un pò "protetti".
Secondo me uno psicologo, se non si è fatto degli "anticorpi" rischia di ammalarsi o, addirittura, di essere risucchiato dallo stesso vento che un paziente può portare con sè.
Ma sto ancora studiando...per me ci vorrà ancora un pò di tempo per capire
Colgo anche l'input che mi hai dato sulle numerose variabili in gioco e l'impossibilità di fare previsioni. Si tratta di una vicenda umana di cui non si conoscono le motivazioni nè è ben delineato il contesto; non devo aprire la scatola della "piccola psicologa" solo per provare a fare pratica.
Ho recepito il messaggio.
Grazie.
![]()
Ultima modifica di Patrizia67 : 10-11-2009 alle ore 00.46.25
veramente quello di non giudicare e non giustificare nessuno è una "ginnastica mentale" che dovrebbero fare tutti, psicologi e non...
E' l'essenza di una società civile: nessuno ha il diritto di porsi come giudice dei comportamenti altrui, qualora, come in questo caso, non producano effetti nocivi ad alcuno... Nel momento in cui c'è il consenso reciproco tra due adulti, a NESSUNO deve interessare quello che loro fanno nel chiuso delle loro stanze da letto... Io, personalmente, sono un eterosessuale convinto regolarmente accoppiato ( e anche fedele, per di più... ), ma ugualmente ( o, forse, proprio per questo... ) trovo una INTOLLERABILE violazione dei principi cardini della civiltà liberale che qualcuno si senta in diritto di sindacare e giudicare il comportamento altrui.
Allora sarà forse perchè io sono un medico che trovo tutto questo pacifico e scontato...
Però, vedi, NON E' questo il caso in cui tu devi sforzarti di andare contro i tuoi principi...
Questo lo psicologo lo deve fare se si trova davanti casi particolarmente odiosi in cui il comportamento del soggetto che deve "aiutare" è stato non solo moralmente, ma anche MATERIALMENTE illecito... parlo dei pedofili, dei violentatori, degli assassini, magari dei killer seriali... Sono questi i soggetti moralmente repellenti che, COMUNQUE, se chiamato a farlo, uno psicologo deve in ogni caso trattare e curare ( da qui il paragone con noi medici che dobbiamo curare anche i "rapinatori feriti dalle forze dell'ordine" ).
Ma in questo caso si tratta di tutt'altro, di un comportamento sessuale non è il tuo, che tu ( ma anche io... ) MAI seguiresti.. Ma che NON E' un comportamento illecito, NON E' un crimine odioso... ma semplicemente un modo diverso di vivere la sessualità, punto.....
Uno psicologo ( ma anche, ripeto, un cittadino normale degno di questo nome... ) non dovrebbe neanche porsi il problema, non dovrebbe neanche sforzarsi per capire ed aiutare ( qualora il soggetto ne abbia bisogno e lo richieda, ovviamente... ) una persona che abbia questo tipo di attività sessuale.
Un adulto che abbia rapporti sessuali con un altro adulto consenziente NON HA alcun bisogno di essere giustificato, questo è il punto.
Sei una brava ragazza e, ne sono sicuro, diventerai anche un'ottima psicologa: ne hai la volontà e, credo, anche i mezzi...
Mille auguri...![]()
-
PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!
Grazie Doctor, anche per la voglia di spiegare che mi avevi preso per una ragazzina. No problem, se non fosse per gli acciacchi che mi ricordano tempi migliori, una ragazzina lo sarei ancora e forse lo sono.
Mi è piaciuta molto la tua definizione di "ginnastica mentale" e sul fatto che servirebbe a tutti, politici, avvocati, operai, manager, pensionati, badanti, ecc..ma non la vedo molto fattibile, per lo meno non su scala.
Qui vedo, specie per i giovani, ma anche no, un muro molto alto da scalare, per chi cresce o si sviluppa a botte mediatiche di programmi o pubblicità steriopate sulla famiglia con mamme-veline-casalinghe-felici, donne di plastica sempre pronte e uomini bionici sempre pronti.
A volte penso che deve essere dura essere adolescenti oggi. Ti bombardano di merendine di grassi idrogenati, ma poi devi essere un "tubo" altrimenti i jeans dell'ipermercato non ti entrano o ti fanno "difetto", pur essendo tu normale ma i jeans fatti per la barbie.
Un adulto (mica tutti) può a volte avere un vissuto che porta a contestare il modello piuttosto che volersi uniformare, ma sono contenta di avere 42 anni e non 16, in questo momento, anche per questo.
Internet? si forse, in alcuni casi, grande rivoluzione e modalità espressiva (grazie al cielo).
Ma sempre più spesso la statistica mostra che i blogger sono sempre più risteretti a poche persone. La gente ha ben poco da dire di diverso rispetto alla massa e chi lo fa è "particolare".
Vai su facebook e guarda l'enorme massa di gente che rigira materiale inutile, fatto di immagini con frasi fatte (da altri), ritoccate (da altri) anche male su photoshop e che si limitano a rigirare senza impressioni personali che differiscano da "haha" o "che carino", o similari. Difficile trovare qualcuno che, come in qualsiasi altro meraviglioso FORUM (grazie al cielo ci sono ancora), dice la sua, nel bene o nel male, la sua e "si misura".
Esiste un gregge, esistono i pastori.
Il problema sono loro, i pastori.
Stimolare l'apertura o chiusura verso il nuovo/diverso/non conosciuto, che sia musulmano, trans o straniero, è in mano ai pastori.
Fermo restando che gnuno ha diritto ad avere la propria idea.
Ma l'esempio di apertura mentale deve venire dai pastori, e in questo momento siamo in pasto ai lupi.
Per questo penso che il lavoro degli psicologi sia particolare e che l'apertura mentale per capire i bisogni/problemi altrui sia fondamentale.
Ho l'impressione che in Italia la professione di psicologo non sia affatto chiara ai pazienti prossimi o potenziali. Ma neanche al resto della gente.
Spesso, quando dico che studio psicologia, mi sento rispondere: "ah...ma anch'io sarei portata sai?? Io so giudicare bene le persone", confermando così lo stereotipo di Elisa, innocente quando identifica la professione in questione come "coloro che giudicano".
Ti chiedo/Vi chiedo: da dove nasce questo assunto? Esistono eventi storici/culurali identificabili? Perchè in USA considerano lo psicologo (in molti stati) come un aiuto anche per i problemi relativi al superamento di condizioni non patologiche?
Si può parlare di una scarsa penetrazione del cognitivismo in Italia?
Perdona le mie ingenuità, sono al primo anno
Per il resto, quoto tutto quello che hai scritto (e non è una cosa che mi succede spesso).
Bye.
Secondo me gli uomini vanno a trans perchè trovano il rapporto con quelli più soddisfacente , sia dal punto di vista sessuale che sentimentale.
Un trans infatti possiede un cervello sia maschile che femminile e sanno trarre da entrambi le parti migliori , sono belli come le donne ma non ti rompono i coglioni come loro , hanno una mente maschile quindi sanno intuire al volo come soddisfarti ma non sono egoisti e violenti come gli uomini.
Un uomo che va a trans apprezza più gli attributi maschili che quelli femminili , perchè i primi si prestano a molti più giochi sessuali e forme di soddisfacimento , essendo come appunto la fisiologia ci insegna , estroflessi.
Sanno fare meglio i pompini (e non si schifano di farli) non rifiutano rapporti anali , non fingono l'orgasmo (e come potrebbero altrimenti?) per cui c'è un rapporto più paritario e leale.
Il rapporto fra uomo e trans mi ricorda un pò quei giochi , primi esperimenti sessuali , che si facevano da bambini , a scuola per esempio , tutti incentrati su chi urinava più lontano o ce l'aveva più lungo , è un gioco.
Fra 2 soggetti che si conoscono e non temono nulla.
Invece fra uomo e donna c'è più mistero , ed anche più rischio.
Insomma donne , se non volete perdere i vostri fidanzati a trans rassicurateli , imparate a fare i pompini , sesso anale , e non rompete troppo.
Altrimenti si avvererà la profezia di Salvatore Marino , secondo cui un giorno , non tanto lontano , i maschi andranno tutti a trans e le donne faranno sesso solo con le loro amiche.
un post scherzoso ma anche serio.
![]()
............
Ultima modifica di benedetta14 : 16-11-2009 alle ore 23.40.41
A noi non insegnano ad essere benevoli con chiunque, ma solo a cercare di comprendere i meccanismi che stanno dietro al comportamento, e non solo...ma ti assicuro che il nostro compito non è essere benevoli, la professione dello psicologo viene spesso banalizzata, ma è tutt'altro che semplice e scontata
Qualcuno ha dei riferimenti bibliografici al tema?
Devo dire che sono d'accordo con tutti coloro che hanno difeso i diritti degli omosessuali e dei transessuali da offese fatte usando un linguaggio volgare.Tra adulti consenzienti,tutto è lecito,la prostituzione è un problema,perchè il sesso venduto e comprato lede la dignità della persona.