secondo me più glielo farai notare (ad una donna) peggio è.
a me succede così quando sono molto stressata e stanca. inoltre, lavorando in un ambiente estremamente competitivo dove spesso essere umiliati e mobizzati è la norma, mi senso spesso depressa e torno a casa con una sensazione di inutilità. sono così tesa che la notte sogno spesso di lavorare, per un paio di settimane è capitato anche che non riuscissi più a dormire.
il risultato è che la molla non scatta naturalmente ma cerco comunque "di farla scattare" perché mi piace soddisfare il mio uomo e perché so che poi, dopo che la molla scatta, mi diverto pure
al mio ragazzo non parlo mai di quello che provo, anche perché lui un pò lo immagina che il mio cervello non riesce a "staccare" dalle giornate di merda che vivo da un anno a questa parte; insomma, pensiamo che parlarne sia ancora peggio. rispetta i miei tentativi di soddisfarci entrambi, rispetta anche i tempi morti, noi lo facciamo una o due volte la settimana ma sappiamo entrambi che è poco, vorremmo di più ma a volte mi sento proprio a pezzi.
cosa posso dire dalla mia esperienza...
1. la depressione è sempre dietro l'angolo, la mia ha una causa specifica e riconoscibilissima: il mio lavoro e la mia difficoltà a cambiarlo. sono una persona maledettamente sensibile e me lo porto dietro quando stacco e torno a casa. spesso una donna diventa depressa perché non riesce più a reggere il peso delle mille cose da fare, il post-partum purtroppo esacerba questa cosa.
2. ci vuole un venirsi incontro: l'uomo non deve rompere e neanche permettersi di dire alla compagna che necessita di una terapia: in italia significa "stai diventando anormale, curati", rischierete non solo di aumentare la frigidità ma anche la scarsa autostima della vostra donna. dall'altro lato la donna si deve sforzare, come cerco di fare io, alimentare la propria immaginazione (anche da sola), curare il proprio corpo e quindi avere un contatto con esso, leggere anche roba piccante, discutere di sesso, non inibirsi e isolare la propria a-passionalità a ciò che crea la sua resistenza. è un atto di rispetto nei confronti di se stesse e un atto d'amore nei confronti del proprio partner.
Che fare? Scoprire se c'è una depressione in atto. Questo non significa che una persona depressa non sia in grado di vivere, anzi, spesso cerca di fare mille cose per non occupare la testa: si cura dei bambini eccellentemente, si cura della casa amorevolmente, si cura di se stessa in modo ottimo e al lavoro è un furetto, con il partner è fantastica e con gli amici è sempre disponibile. Ovviamente ciò che è rimane intaccato è ciò che la gente non può vedere (e quindi non giudicare): la sfera sessuale, quella privata. In quel caso ci si può permettere di cedere, negli altri casi no perché c'è un mondo intero che la osserva e ci vuole perfetti.
Questa è una mia teoria ma per molte donne l'ho riscontrata, compresa me dove al lavoro devo comunque trasmettere un'aura di impassibilità, pena licenziamento (aka non ce la faccio più).
Insomma, capire se c'è questo, parlarne insieme. Isolare un nodo di disagio permette di riconoscerlo meglio e combatterlo. Insomma se non sai che c'è uno spigolo ci sbatti, se lo sai cerchi per lo meno di evitarlo...

lo so che è semplicistico però è così