Quello che non risulta chiaro però è cosa stai negando, usi le parole anche tu per dire che non c'è modo di conoscere questo Assoluto che per definizione è inconoscibile, ma mica è detto che ci sia una sola cosa inconoscibile, l'Assoluto tu come fai ad identificarlo e distinguerlo dal non Assoluto, positivismo o no questo problema devi portelo.
Poi se per te le parole non possono afferrare queste cose, visto che tutto diventa relativo, tu perché ne parli e pretendi di affermare delle verità su questo Assoluto?
Dici che esiste questo Assoluto, dici che noi non possiamo conoscerlo e poi aggiungi, quando gli interlocutori chiedono qualche chiarimento in più riguardo a questo concetto brillante ed immensissimo, che non sai cos'è l'Assoluto, che non si può sapere cosa sia l'Assoluto per definizione e così via: ma in base a cosa poi tu affermi tutto il resto riguardo a questo Assoluto? Tu come hai fatto a conoscere tutte queste cose se l'Assoluto è indefinibile ed inafferrabile? 
Anche io potrei introdurre qualche termine inventato e mettermi a giocare così, ad esempio per me oltre all'Assoluto c'è anche l'Assolutissimo che è un concetto ancora più inafferrabile dell'Assoluto, però fidati di me esiste anche l'Assolutissimo.
Forse le persone come me avranno anche un atteggiamento positivista, ma a questo punto non la reputo nemmeno più un'offesa, se far domande del genere significa essere positivisti, meglio il positivismo, dall'altra parte comunque non si riesce a capire mai alcunché.
E come fai a sapere che questo impero romano è finito o che questi antichi romani sapevano qualcosa di diverso rispetto a noi?

Anche tutto questo diverrebbe una Verità relativa ad un certo punto di vista, il tuo, quindi perché dici queste cose anche a noi se hanno senso soltanto all'interno del tuo punto di vista culturale e personale, discorri privatamente delle tue "Verità", divertiti col soliloquio. Se si costruisce una teoria prospettica della "Verità" relativa al punto di vista dell'osservatore, come vuoi fare tu, dovrà poi comunque poggiarsi su una teoria assoluta della "verità" in cui viene descritto il processo conoscitivo tra osservatore e oggetto osservato (questo lo dovrai sottintendere da qualche parte) che risulta impersonale, non potrà più essere rappresentato tramite ancora uno dei punti di vista analizzati.
Se credi davvero che ognuno vive "nel suo mondo privato localizzato storicamente e culturalmente", se credi che "le conoscenze non si possono trasmettere tra le diverse epoche storiche" e così via, non potresti affermare in generale nemmeno questo tipo di conoscenze
assolute riguardo all'impero romano, sono anche queste conoscenze prospettiche, se per te l'impero romano è finito, per qualcun altro magari continua, la realtà a cui poi ci si vorrebbe riferire sparirebbe e resterebbero soltanto punti di vista. Se credi che le cose stanno così perché ti stai sforzando di comunicare con noi? A questo punto risulta chiaro che la Verità di ognuno per te vive e muore con lui,
anche la tua Verità riguardo all'Assoluto non fa eccezione, è tua e soltanto tua, vive con te in relazione a quel che conosci e che puoi conoscere direttamente tu, sei un essere umano che vive in un periodo storico anche tu, non sei diverso da Cesare, ognuno di noi ha una storia diversa e perciò è diversa anche la Verità che possiamo conoscere, qui cosa ci fai?
Anche l'Assoluto a cui vuoi riferirti è sogno, perché il fatto che sia vero che esiste questo Assoluto come hai affermato qualche post fa è anche questo relativo a te ed alla tua cultura, alla tua personale formazione, perché noi che abbiamo un altro punto di vista dovremmo prendere seriamente quel che dici tu? Se sono legittime entrambe le Verità, è legittimo anche affermare che l'Assoluto non esiste, non potrai lamentarti di questo fatto visto che se prendi seriamente quel che dici anche questa conoscenza che vuoi mettere in salvo in qualche compartimento stagno dovrà andare a male diventando relativa al tuo punto di vista, insieme a tutto il resto. Non possiamo comunicare, non possiamo parlare di nulla visto che per te non possiamo riferirci direttamente a ciò che esiste ma solo ai nostri pensieri privati, perché continuare questa farsa?
Sicuramente quel che girava per la testa di Cesare è morto con Cesare, ma cosa c'entra con la verità? Quella però con la lettera minuscola...
Vero per me significa che quel che si afferma corrisponde a quel che accade (insomma io mi riferisco al "vero" senza maiuscola, concetto usato di sovente anche dal cosiddetto uomo della strada quando dice scherzando al bar che "non è vero che i pachidermi hanno le ali e volano"), tu invece vuoi riferirti ad un concetto del tutto diverso, però non si capisce bene a cosa vuoi riferirti.
Quando diciamo "è vero che la terra è di forma pressappoco sferica" non ci riferiamo al fatto che questo passi per la testa di qualcuno, possono morire anche tutti, ma il fatto che "la terra è veramente simile ad un pallone" restare immutato per quanto non possa pensarci più nessuno. Vero e falso hanno a che fare con un linguaggio, sono relativi sicuramente ad un linguaggio (e se si può tradurre qualcosa da un linguaggio ad un altro si può trasmettere anche la verità), ma un linguaggio non è qualcosa che è presente nella testa di qualcuno per intero, se si ragiona correttamente non è difficile notare che non è presente in alcuna testa. Ci sono costrutti linguistici che magari nessuno userà mai, ma che comunque fanno parte di un linguaggio.
Saluti