Ciao Valentina,
indubbiamente la tua storia attira l'attenzione del lettore che nel leggerla pensa: "Quanto è stata brava Valentina a spiegare i suoi problemi alimentari in virtù di avvenimenti della sua vità che l'hanno messa alla prova; quanto è stata brava Valentina a capirlo e dire basta all'anoressia!"
Sicuramente Valentina hai un' ottima capacità critica che ti ha permesso di dare una spiegazione ai tuoi disturbi alimentari associandoli a relazioni familiari, soprattutto con tua madre, negative. Ma purtroppo, alle volte, questo non basta per uscirne fuori, in quanto capire le cause dei problemi non risolve i problemi.
La psicoterapia aiuta a prendere coscienza dei propri punti di forza e dei propri limiti, aiuta a vedere le cose da un altro punto di vista e a trovare nuove soluzioni ai problemi che la vita ci propone.
Io comincerei ne tuo caso a chiedermi come mai dal rifiuto del cibo sono passata al mangiare compulsivo?
Entrambi i tipi di disturbi potrebbero essere delle risposte ad una madre "cattiva"...
Queste ed altre domande dovrebbero trovare spiegazione in un percorso psicoterapeutico a conclusione del quale Valentina agirà e vedrà le cose in modo diverso, e sarà capace di fronteggiare in modo sicuro e maturo il rapporto con gli altri.
Spero di essere stata di aiuto e rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un saluto cordiale.
Dr.ssa Carmela Verrastro
Psicologa e Psicoterpauta
Ordine degli Psicologi del Lazio n.11916
[email protected]







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