mmhhh.....facciamo cosi:
storia
metodologia
processi cognitivi
autori
che nè dici???
mmhhh.....facciamo cosi:
storia
metodologia
processi cognitivi
autori
che nè dici???
Perfetto!Io con storia zoppico un pò quindi lascio iniziare te!Ma pensi sia molto importante?io di storia mi sono concentrata su: nascita laboratorio sperimentale e della psicolgogia Wundt- strutturalismo/funzionalismo- 1913 articolo watson quindi comportamentismo (pavlov, thorndike, skinner, tolman neo-comportam) e fine anni 50 con Neisser nascita cognitivismo (quindi accenno alle principali concenzione dei cognitivisti e oggetti di studio).
secondo mè basta così....ricorda che Pavlov non è comportamentista è scuola russa da cui prende spunto Watson.
Vero!!!!Brava!bene, vai con la metodologia
1913 nascita comportamentismo: Watson influenzato da condizionamento classico pavloviano inizia gli esperimentio sul condizionamento delle fobie (piccolo Albert e peter), skinner, prendendo la mosse dall'appr per prove ed errori di Thorndike e dalla legg dell'effeto postula il condizionamento operante, meriti: oggetto di studio il comportamento, metodo serimentale, uso della statistica, spiegazione apprendimento e processi elementari. limiti: meccanicismo, poco interesse contesto, nessun interesse processi mentali. applicazioni: terapia comportamentale, dal c.clessico (decondizionamento, desensidilizzazione sistematica, desenzsibilizzaione avversiva), dal condiz operante ricondizionamento positivo, rinforzo, shapin, propting fading token economy. Rinforzo applicazionenell'istruzione programmata con Walden 2 skinner, utilizzo titcher machines-> alla base dell e-learning.
comportamentisti che hanno guardato nella "scatola nera" tollman, esperimento topi labirinto a t, apprendimento mappe cognitive su cui regolare comportamenti in funzione delle aspettative: non più S-R ma S-O-R, O0 organismo da cui non si puo prescindee per capire il comportamento.
Miller: non piu S-R ma sistema TOTE per spiegare il comportamento: Test Operation, Test Exit: il soggetto analizza la situazione in funzione dell'analisi muove il comportameto e lo verifica (test, se la risposta ambientale è soddisfacente esce dall'azione atrimenti ricomincia con una nuova analisi situazione.
1967 Neisser, nascita cognitivismo_> critica aspramnte comportamentismo ma ne mantiene il metodo scientifico anche se la raccolta dati basata su tempi reazione, movimenti oculari, tempi alla risposta ecc..inoltre si avvale di modelli mentali di rappresentazione funzionamento cognitivo con validità euristica.
2 filoni: HIP fodor sequenze mantali paragonate all'eleboratore sequenziale. il modello piu importante è il modello modale della mente Atkinson e Shiffrin (Mem sens, MBT, MLT).
connessionismo: le operazioni mentali non avvengono in sequenza ma distribuite lungo connessioni equiparabili al sistema neuronale.
Meriti: tornate le funzioni psichiche come oggetto di studi, simulazione dei process cognitivi.
Limiti: artificiosità, riduttività uomo=macchina, nessuna attenzione emozioni ed affetti, nonconsiderazione dell'ambiente: critica della prospettiva ecologica da parte dello stesso Neisser.
Direi che è PERFETTO!
Costruttivismo: derivazione filosofica (kelly), non esiste una realtà da percepire ma gli individui costruiscono la propria realtà, sogg come scienziato ingenuo che formula ipotesi circa la realtà ed in funzione alle sue scoperte muove il comportamento, in qsta teoria non si dà grossa importanza al metodo che viene stabilito a posterioridell'ogg di studio, critica le teorie precedenti per avere dato importanza solo alla metodologia modificando in nome della scentificità l'ogg di studio. il metodo predlige la ricerca qualitativa e l'unicità del soggetto e la sua costruzione della realtà da poter indagare attraverso il rapporto tra sperim e inividuo (osservazione, interviste, ecc)
Stravolge l'idea pessimistica e deterministica della psicoanalisi secondo cui i problemi sono da ricercarsi come cause del passato, qui il problema viene risolto nel qui e nell'ora, nel presente perchè sono costruzioni maladattive della realtà, modificando la costruzione della realtà si srdica il problema. Esponenti Kelly con la psicologia dei costrutti personali, Watzlawick con la pragmatica della comunicazione_> questi assunti si concretizzano nella terapia ad indirizzo sistemico.
Gestlt (germania) si occupa prevelentemente di percezione, nasce con il saggio di Werthaimer sul movimento stroboscopco, si accorge che cio che viene percepito non corrisponde all'oggetto della percezione, il metodo è fenomenologico che considera i fatti così come vengono forniti dai sensi e solo partendo dalla conoscenza della percezione globale si può creare delle cornici teoriche in cui inserire i dati ottenuti che risultano valide solo se in grado si convalidare i dati ottenuti dalla percezione (dai dati empirici alla teoria che li confermi). sul piano metodologico si traduce teoria della forma (o di campo), secondo cui la percezion avviene entro un campo percettivo dove inteagiscono forze che tengono il campo in equilibrio il cui risultato è diverso dalla somma delle parti , e dove una modifica o nuovo nserimento di un elemento nel campo modifica l'assetto del campo intero, gli elementi del campo sono relazionati tra loro da leggi: principio di vicinanza, somiglianza, continuità, chiusura.
gestalt è: anti-ntrospezionista, anti-elementista, anti-associazionista.
Esponenti:
koheler con l'insight (dopo prove ed errori si arriva alla soluzione attraverso una riorganizzazione, restrutturazione cognitiva.
lewin teoria di campo, applica la teoria di campo della percezione all'indagine del sociale dove il c è funzione dell'individuo e dell'ambiente, il campo è costituito da un insieme di forze dinamiche che lo mantengono in equilibrio, indagandolo si modifica l'assetto..non si puo prescindere dal ruolo dello sperimentatore nell'indagine che modificando il campo diventa un itervento, da qui Ricerca-intervento.
vai tu con la metodologia
Ma io sono più schematica di te e non così precisa!
cmq ci provo
Metodo sperimentale più usato perchè prevede maggior controllo sulla validità. Concetti fondamentali: oggettività (più osservatori devono poter vedere le stesse cose), controllo (a livello di campionamento e di condizioni di controllo, esperimento tra i soggetti (sogg controllo di loro stessi se possibile) e entro i soggetti (gruppi di soggetti esposti a diverse condizioni) e varibili (indipend (manipolate dallo sperimentat e naturali) e dipend, qualitative e quantitative).
Tappe dell'eserimento:
ipotesi
scelta del disegno sperimentale
scelta del compito
campionamento
misurazione (4 scale: nominale, ordinale, intervalli e rapporti)
verifica e analisi dei dati (verifica a livello descrittivo e poi statistico).
Tipi di validità: interna (rapporto causale tra VD e VI), esterna (generalizzabilità dei risultati), statistica, di costrutto (corrispondenza tra teoria ed esperimento) ed ecologica (confronto tra i comportam dei sogg in laboratorio e nella vita comune).
Pregi: altro grado di controllo
ma
alcune situazioni sono difficilmente riproponibili in laborat per questioni etiche o pratiche perciò
Osservazione (partecipante e non partec.) permette di studiare i comportamenti nel loro ambiente naturale cercando di avere un minimo grado di intrusività. il controllo però non è molto alto, Attenzione a effetto Rosenthal e Howthorne
Metodo clinico (cfr Piaget). Il clinico segue passo-passo il ragionamento dei soggetti chiedendo a ogni step il perchè del comportamento e del suo ragionamento (lo sperimentatore deve essere molto preparato e non influenzare i sogg)
Ricerca intervento.......qua Nicoletta devi aiutarmi perchè so pochino!!!
sono stata un pò schematica ma fra 10 minuti vi devo lasciare così ho scritto l'essenziale!
ok...ricorda la correlazione per superare i limiti della causalità.
per la ricerca intervento la scrivo piu tardi, ti quoto e la inserisco, fatt bene, cosi puoi rstudiarla da qui.....ora vado a rileggere Watzlawick.......uffff
ah si..piaget usa il metodo critico....che non è clinico..o meglio usa quello clinico ma ci aggiugne degli elementi...
Giusto!Ok io vado al lavoro ci risentiamo sta sera!Grazie intanto e buono studio!!!
Senti Watz lo studi solo per la comunicazione o anche per l'approccio sistemico?
solo per comunicazione.....la sistemica non te la chiede nesuno
LEWIN
Kurt Lewin (1890-1947) fu uno degli autori di spicco della psicologia, è grazie alle sue intuizioni teoriche e metodologiche che è nata la psicologia sociale (quella branca della disciplina che si interessa delle persone calate nelle relazioni con gli altri, dei rapporti interpersonali ed inetrgruppali; per capire più in generale le persone nella società).
Le teorizzazioni di Lewin sono impregnate del pensiero Gestaltista, abbracciando l’idea antielementista ed antissociazionista secondo cui i processi mentali sono globali e strutturati, non composti da singoli elementi: la percezione avviene in maniera globale all’interno di un campo percettivo, uno spazio totale dove agiscono delle forze che tendono in equilibrio il campo, tale spazio non è dato dalla somma delle parti ma si configura come un organizzazione propria degli elementi che lo compongono e delle regole di interazione tra le varie parti; se all’interno del campo aggiungo un ulteriore elemento questo non si sommerà a quelli precedenti ma l’intero campo, tendendo all’equilibrio, si riorganizzerà generando una configurazione nuova e diversa da quella precedente.
Emigrato in America durante la seconda guerra mondiale inizia ad interessarsi dei problemi concreti della vita sociale, in un ottica gestaltista inizia a studiare il comportamento e le relazioni delle persone e dei gruppi all’interno della società cercando di applicare il rigore scientifico allo studio della realtà sociale.
Secondo Lewin l’uomo ed il suo agire possono esser compresi solo all’interno del contesto globale in cui opera nel quale interagiscono fattori soggettivi e fattori ambientali che danno vita ad un determinato comportamento nel qui e nell’ora, partendo da questi assunti ha sviluppato la “teoria di campo”: il comportamento dell’uomo può essere compreso solo all’interno di un campo, di uno spazio in cui il comportamento stesso si verifica il comportamento risulta quindi f (P;A): per campo si intende (in termini Gestaltisti) uno spazio in cui agiscono un insieme di forze in un determinato momento e che in relazione a come si configurano determinano il comportamento dell’uomo; il campo è un insieme di fatti interdipendenti tra cui lo spazio di vita (dato dalla persona e dalla rappresentazione psicologica del suo ambiente), i fatti sociali ed ambientali (oggettivo), la zona di frontiera (confine tra il soggettivo e l’oggettivo: i fatti che influiscono sul soggetto); le forze che agiscono all’interno del campo tengono in equilibrio la persona con il suo ambiente, nel momento in cui questo equilibrio si rompe scatta il bisogno/motivazione che genera nuove configurazioni del campo stesso al fine di ottenere un nuovo assetto equilibrato. Per comprendere il comportamento umano bisogna quindi capire lo spazio di vita del soggetto e le forze che vi influiscono ostacolando o promuovendo il cambiamento!
Il concetto di campo venne utilizzato da Lewin per spiegare il gruppo, secondo l’autore il gruppo (diverso da un aggregato e da una categoria) è come un campo, non formato dalla somma delle sue parti ma che prende “vita propria” dalle configurazioni di relazioni ed interazioni tra le parti che lo compongono: ogni elemento del gruppo influenza e viene influenzato dagli altri elementi in un rapporto interdipendente, il gruppo quindi è una totalità dinamica che si modifica continuamente per i cambiamenti dei soggetti e delle loro relazioni; queste assunzioni pionieristiche hanno da un alto legittimato lo studio del gruppo come unità propria, oggetto della psicologia sociale; dall’altro è grazie agli studi di Lewin sui gruppi ed al’importanza del feedback che nasce il T-group (inizialmente prevedeva una discussione di gruppo ed un feedback sulle relazioni e dinamiche createsi, ora viene utilizzato prevalentemente come gruppo di terapia auto centrato).
Sul piano metodologico, l’idea che non si possa comprendere il comportamento umano se non in relazione al campo in cui è inserito, si traduce nella ricerca intervento (action research): metodologia di indagine del comportamento che è al contempo ricerca e modifica del comportamento, lo studioso non può indagare il comportamento se non nel campo in cui si manifesto e che lo spiega, scendendo nel campo lo studioso, con la sua presenza, modifica l’assetto del campo e quindi l’oggetto di studi, in questi termini il fare ricerca coincide con l’intervento e le finalità conoscitive vengono a coniugarsi con quelle applicative. Caratteri peculiari della ricerca intervento sono:
• Il coinvolgimento dei soggetti fin dalle prime fasi della ricerca (metodo sperimentale i soggetti= campione) è progettata e condotta in modo collettivo, con la partecipazione attiva delle persone appartenenti alla comunità (favorendo l’empowerment di comunità). Non è lo psicologo o il ricercatore che prima "ricerca" e poi comunicai risultati ed eventualmente la "cura"ma insieme viene fatta la diagnosi, simultaneamente cominciano ad avere luogo delle modificazioni, sempre collettivamente vengono studiate le strategie di intervento a lungo termine. In modo simultaneo quindi, il gruppo che applica questa metodologia, analizza, conosce, prende coscienza e modifica una situazione.
• L’oggetto della ricerca coincide con il soggetto (metodo sperimentale l’oggetto = variabile): il soggetto inteso nella sua globalità e nel suo spazio di vita, non si può scomporre ed oggettivare il comportamento, il soggetto viene considerato come una Gestalt (antielementista)
• Lo studioso è una risorsa a disposizione della comunità(metodo sperimentale la soggettività è fonte di errore) che collabora con i soggetti al fine di raccogliere i dati ed individuare insieme eventuali cambiamenti e modifiche, compito dello studioso è inoltre offrire alle persone della comunità i mezzi e gli strumenti per auto-migliorarsi, mirando ad un processo di crescita continuo.
• Il disegno della ricerca: è interattivo, partecipativo, flessibile, prevede verifiche e possibilità di cambiamenti in tutte le fasi (differenza metodo sperimentale che è deduttivo e rigido)
• Fasi della ricerca circolari:
• Diagnosi (definizione del problema e formulazione dell’ipotesi) Fase conoscitiva (raccolta dei dati prima dell’intervento)
• Fase dell’intervento (strategie di attuazione dell’intervento)
• Fase Valutativa
• Aggiustamenti e modificazione -> Formulazione di una nuova ipotesi.
Ovviamente pur avendo forti meriti e numerosi campi di applicazioni (dinamiche giovanili, progetti su emigrati, tossico-dipendenti, minoranze disagiate ecc; anche nel settore della psicologia organizzativa come : percezione infortuni, disagi lavorativi, inserimento lavoratori ecc ed infine nella psicologia dello sviluppo), tale metodo ha anche delle difficoltà quali: la necessità di modificazione in itinere del disegno sperimentale se emergono nuovi fattori rilevanti, né il campione né la perdita di soggetti sono casuali (il campione è un gruppo predeterminato es: una classe), la perdita dei soggetti è un indicatore di valutazione in itinere (drop out), inoltre (come in tutta la ricerca qualitativa) le capacità dello studioso influiscono non solo sulla raccolta dei dati ma anche nell’intervento stesso, deve farsi promotore ed elicitare un cambiamento ed offrire gli strumenti per auto-migliorarsi.
Lewin è uno dei monumenti della Psicologia perché ha offerto al mondo un pensiero completo.
L’eredità lewiniana è ancor oggi enorme, in termini semantici ci ha lasciato un intero vocabolario di nuovi termini come action-research, dinamiche di gruppo, spazio vitale, campo di forze, ecc in termini teorici ci ha lasciato 3 concetti. La soggettività del campo, che sottolinea la matrice psicologica dei gruppi e delle loro dinamiche. La natura fisiologica del confitto di forze, non solo intrapsichiche (come già Freud aveva stabilito), ma anche interpersonali e sociali. E, infine, la preferenza per i fenomeni dinamici piuttosto che per le strutture statiche, come chiave per la comprensione dei comportamenti. Lewin preferiva chiedersi “come si muove” per capire una cosa, piuttosto che “come è”. Il che è ancora oggi una novità nel lavoro sociale. In termini operativi Kurt Lewin ci ha lasciato due monumenti per la pratica sociale del cambiamento: l’Action-Research e il T-group”. Due strumenti basati sul principio del superamento della frattura fra Soggetto e Oggetto, con pochi rivali nel panorama delle scienze umane e sociali.