Cara Antonella

mi chiamo Maurizio sono uno psicologo clinico e, nel mio lavoro, mi è capitato di seguire una persona con disturbo borderline per tre anni anche se a differenza di tua figlia era di sesso maschile.
Il lavoro svolto non è stato tuttavia semplicemente individuale, viceversa seguendo un modello particolare di trattamento comportamentale ( TDC Trattamento dialettico comportamentale di M. Linehan) avevamo sviluppato una rete fra psicologi, ( io ed una collega che seguiva un gruppo settimanale a cui partecipava il Pz), psichiatra di riferimento ( era anche in cura farmacologica), familiari e comunità residenziale presso la quale risiedeva all'inizio poichè aveva anche avuto disturbo da uso di sostanze.
L'esperienza è stata molto positiva anche se difficile dato che questo tipo di disturbo è fortemente invalidante e spesso recidivo. Tuttavia si può riuscire a rendere la persona molto più autonoma nel gestirsi gli aspetti disfunzionali con un training e la costante supervisione in sedute individuali che progressivamente dovrebbero diradarsi sino a portare l'individuo ad un livello di autonomia sufficiente.
Se desideri maggiori dettagli puoi leggere " Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline" Il modello dialettico di M. Linehan cortina editore.
Per qualsiasi chiarimento resto a disposizione

PS: qualora nella tua zona trovassi un'equipe formata a questo trattamento potrebbe essere utile parlarne con tua figlia e vedere se si riesce a fargli intraprendere un percorso specificatamente mirato a questo tipo di disagio.

Dott. Maurizio Parolin