Condivido. Cioè, non sono affatto daccordo sul fatto che sia possibile fare una diagnosi da foto pubblicate in chissà quale momento della propria vita, ma ci sono fin troppe persone che marciano su false diagnosi fatte da medici compiacenti. E chi finisce col pagare sono le persone oneste. Credo e mi auguro che quello che è realmente accaduto sia che, sulla base delle foto pubblicate in FB siano poi state svolte altre indagini, che hanno portato alla decisione dell'assicurazione. In un mondo perfetto. Appunto.







