E la terapeuticità costa cara!
E la terapeuticità costa cara!
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Comunque, così per dire, ho letto che ci sono terapeuti che fanno pagare la seduta saltata, e altri che scelgono altrimenti, per cui il discorso della terapeuticità va a farsi benedire.
Che vuol dire, che quelli che non la fanno pagare, non sono seri, sono anti-terapeutici?
E se il terapeuta salta la seduta,e succede, allora in teoria dovrebbe darti i soldi di due, non fartene una o due gratis, perchè la terapeuticità non può essere solo quando fa comodo.
No?
Ripeto, andatevi a rileggere il thread in merito per favore. Onde evitare di trarre conclusioni affrettate e erronee...
Non e' un obbligo far pagare la seduta saltata (io personalmente NON la farei pagare) ma nemmeno e' una pratica cosi' astrusa, soprattutto in campo psicoanalitico...anche io ero rimasta stupita quando lo avevo scoperto ma quando poi mi sono state date spiegazioni mi sono accorta che un senso c'era.
Se poi vi piace pensare che venga fatto per incassare sempre e comunque liberisseme eh?
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Cara Complicata,
il pagamento della seduta saltata dal paziente è una delle regole che uno psicoanalista pone all'inizio della terapia, insieme ad altre regole che hanno trovato un senso nel dispiegarsi dell'iter storico psicoanalitico. Il paziente accetta queste regole all'inizio (pur senza comprenderle a fondo, le capirà col tempo), questo significa che se ne può parlare (anzi è molto utile lavorare su cosa suscita dover pagare una seduta non effettuata); non credo si possano rimettere in discussione. Se è obbligatorio pagare una seduta una volta accettato il setting, non è obbligatorio fare la psicoanalisi; esistono tanti altri colleghi di altri indirizzi, che non ritengono utile o auspicabile farsi pagare le sedute saltate dal paziente. Se poi non si tratta solo di un problema di pagamento di sedute, ma di insofferenza alle regole, visto che comunque ogni forma di terapia ne prevede il rispetto di poche semplici norme, al punto che non se ne può neanche parlare in seduta, si può pensare di rinunciare alla psicoterapia. Se, invece, il tuo è solo uno sfogo virtuale, fa che questo sfogo ti possa essere in qualche modo proficuo.
Un saluto.
Salve Megiston, chiarisco che i miei interventi non erano uno sfogo personale.
Poichè in questo forum si trattano questioni interessanti anche per un paziente, e siccome a volte certi comportamenti fanno dubitare della lealtà del rapporto, che dev'essere come si legge spesso, basato sulla piena fiducia, mi sono inserita nella discussione.
E' interessante che il pagamento della seduta saltata riguardi solo ed esclusivamente la psicoanalisi, ad esempio, e non qualunque altra forma di lavoro terapeutico.
Questi sono argomenti che non sono oggetto di conversazione nelle sedute, ne converrai.
Dubito che l'analista conversi con il paziente su questioni di deontologia.
Grazie per avermi risposto.
Puo' essere eccome oggetto di "conversazione" durante le sedute!
E Megiston l'ha anche scritto. Ed e' stato detto e ridetto anche altrove....
Poi il codice deontologico mi risulta sia visibile anche on line da CHIUNQUE.
Quindi se desidero avere dal mio analista/terapeuta chiarficazioni su qualche punto non vedo perche' no.
Ultima modifica di chiaravarri : 22-11-2009 alle ore 19.12.34
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
no, è diverso, dài.
In seduta te le canti e te le suoni, ora mi vien da sorridere, scusa,era una battuta.
E quando mai ti arriva una risposta?
Va bene, ad ogni modo ho capito, ho capito, mi sono riletta anche il thread.![]()
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
Tutto è più semplice il terapeuta che pone regole di questo tipo va preventivamente evitato e si mette in chiaro da subito che quando non avra più pazienti cambierà metodo,anzi visto che ha semlicemente ipotizzato una cosa simile è auspicabile che cambi mestiere.Non dev'essere il medico ad avere il guadagno garantito con la scusa che sennò non ti curo,cosa che sa di ricatto.Poi mi prendono per scema se faccio domande a proposito dell'etica professionale dello psicologo.
Questa posizione - che comunque, fa parte di una impostazione e non di "ricatti" (per quanto non condivisa da "tutti" ) data alla cura, solo che talvolta è adottata con troppa rigidità - non é assunta da tutti gli psicologi, né da tutti gli psicoterapeuti; principalmente sono alcuni psicoanalisti ed in particolare, alcuni tra di essi. La maggior parte, oggi, non ha più questa visione così rigida e, soprattutto, assolutistica* (sarebbe ben difficile far pagare - in senso etico - ad una persona che realmente é rimasta purtroppo, coinvolta in un incidente automobilistico causato da altri, o che ha un'appendicite acuta motivo per cui ha dovuto saltare un incontro. Di esempi ce ne potrebbero essere altri ma spero che renda il senso)* ma molto più flessibile.
Ultima modifica di RosadiMaggio : 29-11-2009 alle ore 07.59.46
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Si Rosa basta che qualcuno impari che non ha il coltello dalla parte del manico e che qualcun'altro non subisca passivamente.
E' molto interessante il discorso di Darlinda.
E' un discorso, però di bilancia, visto dalla parte del paziente.
Si può porre così: se come paziente, in teoria, ti interessa proseguire l'analisi con quella persona perchè tutto sommato ti va bene, passi sopra a qualcosa di discutibile.
Non è che lo subisci passivamente, o non lo capisci, praticamente poni la priorità su qualcos'altro.
Certo che il paziente, più che passivo, è schiavo dei suoi bisogni, è dipendente, insomma.
Si è in una condizione di dipendenza, non di soggezione, che è differente.
Uno è in soggezione quando teme a dire le cose come stanno, ecc.
E' dipendente invece quando sa, ma resta lì, allo stesso punto, non si smuove.
Secondo me.
Ultima modifica di complicata : 28-11-2009 alle ore 14.28.09
E cara Complicata chi si aprofitta di una situazione di bisogno altrui per me è discutibile in tutti i sensi e i vantaggi,cioè la cessazione dello stato di bisogno deve arrivara prima o poi.