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  1. #76
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Insieme a La Coscienza di Zeno potresti leggere anche Inibizione, sintomo e angoscia in cui secondo me viene espresso chiaramente il perchè, nella nevrosi ossessiva, si ricorda tutto ma non si intende niente.

    Un saluto,
    ikaro
    Caro Ikaro,
    Freud scrive nel libro da te citato: “un elemento che contraddice parecchie delle nostre ipotesi potrebbe essere ravvisato nel fatto che la rappresentazione ossessiva sgradita è comunque cosciente, pur avendo certamente subìto in passato il processo di rimozione. Nella maggioranza dei casi, l’enunciato preciso del moto pulsionale aggressivo è assolutamente sconosciuto all’Io. Occorre un notevole lavoro analitico per renderlo cosciente. Ciò che si fa strada fino alla coscienza è di regola solo un sostituto che, o è deformato, o è di una indeterminatezza vaga e irreale, o è reso irriconoscibile da un travestimento assurdo. Se la rimozione non ha fissato stabilmente il contenuto del moto pulsionale aggressivo, ha però certo messo da parte il carattere affettivo che lo accompagnava. Così l’aggressività non sembra all’Io una spinta impetuosa, bensì, come dicono gli ammalati, un mero “contenuto di pensiero” che dovrebbe lasciar freddi. La cosa più sorprendente è che ciò non accade affatto. L’affetto risparmiato nella percezione della rappresentazione ossessiva compare infatti in un altro luogo”.
    Ora mi domando: 1) è normale che io debba andarmi a cercare e a trascrivere le tue obiezioni per capire cosa intendi dirmi e per far capire anche agli altri di che stai parlando? 2) ho fatto la citazione giusta o t riferivi a qualcos’altro? 3) a te sembra lo stesso discorso quello di Freud e quello di Svevo?
    Un saluto

  2. #77
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Ora mi domando: 1) è normale che io debba andarmi a cercare e a trascrivere le tue obiezioni per capire cosa intendi dirmi e per far capire anche agli altri di che stai parlando? 2) ho fatto la citazione giusta o t riferivi a qualcos’altro? 3) a te sembra lo stesso discorso quello di Freud e quello di Svevo?
    Non so se è normale o no e comunque non sei obbligato ad andarle a cercare, però oltre a scrivere papiri devi anche aspettarti che qualcuno ti risponda e che non sia d'accordo con te, o no? Comunque mi riferivo precisamente al passo in cui Freud descrive l'isolamento come specifica modalità di rimozione, che a me sembra molto pertinente con l'affermazione di Zeno, peraltro di riscontro piuttosto frequente nella clinica e nella vita quotidiana:

    “Più tardi, abbiamo studiato la nevrosi ossessiva, e abbiamo trovato che in questa affezione gli eventi patogeni non vengono dimenticati. Essi rimangono coscienti, ma vengono – in un modo di cui ancora non ci facciamo un’idea precisa – “isolati”, di modo che viene raggiunto pressappoco lo stesso risultato che si ottiene con l’amnesia isterica. Ma la differenza è abbastanza grande da giustificare la nostra idea che il processo mediante il quale la nevrosi ossessiva mette da parte un’esigenza pulsionale non possa essere lo stesso che troviamo nell’isteria”

    Si tratta di una modalità che Freud contrappone, appunto, a quella dell'amnesia isterica:

    “La riassunzione del concetto di difesa e la limitazione di quello di rimozione tengono conto di un dato di fatto noto da tempo, ma che ha acquistato significato attraverso alcune nuove scoperte. Le nostre prime esperienze sulla rimozione e sulla formazione sintomatica furono fatte a proposito dell’isteria; vedemmo che il contenuto percettivo di esperienze eccitanti, il contenuto rappresentativo di formazioni di pensiero patogene, viene dimenticato ed escluso dalla riproduzione nella memoria; e abbiamo riconosciuto perciò nell’allontanamento dalla coscienza una caratteristica principale della rimozione isterica”.

    Il che per dimostrare che, già in Freud, la rimozione non è "una scure che si abbatte sul ricordo" tout court, bensì un processo che si avvale di modalità specifiche e che lo stesso Freud descrive in maniera molto più precisa -benchè non sia soddisfatto di questa precisione- di quanto affermi tu ponendo l'equivalenza tra "soggetto, sua partecipazione, sua implicazione e suo ruolo personale". Tutto qui...

    Un saluto,
    ikaro

    PS Guarda che gli altri capiscono, se vogliono, anche senza il tuo prezioso supporto didattico! ;-)
    Ultima modifica di ikaro78 : 30-11-2009 alle ore 23.18.06

  3. #78
    Banned
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    Caro Char_lie,
    quando parlo di passato in questo contesto intendo il passato soggettivo, ritenendo quello oggettivo inattingibile così com'è o quando abbiamo l'impressione di averlo ricostruito in maniera obiettiva, [B]abbiamo soltanto fatto un'operazione di accordo convenzionale su ciò che è stato questo passato. Nel senso che c'è un accordo fra più persone riguardo alla ricostruzione di un passato che ci riguarda, ma è ovvio che l'accordo e la convenzione si possono basare soltanto su un livello linguistico, perché a livello di vissuto e di sensazione ciascuno dei presenti ha vissuto un'esperienza singolare e personalissima.
    Ma tu Megiston sei d'accordo o no riguardo al fatto che c'è stato un passato che non coincide con una qualche convenzione? Nel senso insomma che la convenzione può essere anche creduta vera, ma non è la convenzione di certo a creare il passato. Basterebbe altrimenti metterci tutti d'accordo ora per cancellare un delitto avvenuto qualche anno fa, si può cancellare la memoria dell'evento ma non il fatto che sia avvenuto.

    Insomma non puoi non operare una distinzione, anche se quello oggettivo è inattingibile. Se ad esempio un individuo muore perché gli è caduto un oggetto sulla testa, anche se non lo venisse a sapere nessuno, questa cosa modificherebbe comunque l'assetto dell'individuo da vivo a morto. Che è morto perché gli è caduto qualcosa in testa non è una convenzione anche se nessuno riuscisse a scoprirlo. Inoltre potrebbe non aver vissuto proprio nulla nessuno, compreso chi è morto (non avendo avuto nemmeno il tempo di accorgersi che qualcosa gli è cascata in testa) eppure l'evento accaduto ha causato un effetto: non solo ciò che esperiamo consapevolmente provoca effetti su quel che facciamo e siamo ora, questa cosa deve essere ben chiara.

    Le teorie psicologiche che cercano di trovare legami tra gli avvenimenti passati ed i presenti, quando indicano le esperienze passate di un individuo, in genere si riferiscono al passato oggettivo, e cioé a qualche interazione dell'organismo con l'ambiente che si suppone sia avvenuta realmente tempo addietro, e non a quello soggettivo che consiste nel racconto cosciente di un individuo il quale ricostruisce adesso, ora, la sua storia e tutto quel che gli è capitato molto tempo fa: un trauma (una botta sulla testa ad esempio, che questa volta non uccide ) potrebbe non esistere affatto nel passato soggettivo di una certa persona eppure provocare effetti sul suo comportamento.

    Inoltre la ricostruzione soggettiva del passato avviene ora e dipende da come siamo fatti, ma come siamo fatti ora dipende da come eravamo fatti prima, per questo poi si ritiene che gli eventi storici passati sono importanti ed influenzano i presenti (tra gli eventi presenti è compresa la ricostruzione dei fatti, visto che questa dipende da meccanismi mnemonici, logici e di altro tipo, che ora funzionano in un certo modo proprio grazie ad un certo decorso storico), anche se non li conosciamo.

    Infine in generale quando qualcuno afferma che "E' la storia e gli avvenimenti passati che determinano in buona parte i presenti", non si riferisce agli avvenimenti accaduti che può conoscere una certa comunità umana.

    Se non operi questa distinzione è ovvio che poi non ci si capisce più.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-12-2009 alle ore 01.11.19

  4. #79
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Le teorie psicologiche che cercano di trovare legami tra gli avvenimenti passati ed i presenti, quando indicano le esperienze passate di un individuo, in genere si riferiscono al passato oggettivo, e cioé a qualche interazione dell'organismo con l'ambiente che si suppone sia avvenuta realmente tempo addietro, e non a quello soggettivo che consiste nel racconto cosciente di un individuo il quale ricostruisce adesso, ora, la sua storia e tutto quel che gli è capitato molto tempo fa: un trauma (una botta sulla testa ad esempio, che questa volta non uccide ) potrebbe non esistere affatto nel passato soggettivo di una certa persona eppure provocare effetti sul suo comportamento.
    D'accordo Char_lie, ma quella del passato oggettivo non è la prospettiva della psicoanalisi, possiamo anche mantenere la distinzione se vuoi, ma non è alla ricostruzione oggettiva del passato che si riferisce la psicoanalisi. Il trauma del resto ne è una prova, un qualsiasi evento può fare da trauma, anche se oggettivamente questo evento potrebbe sembrare non traumatico, o non particolarmente traumatico.

    Salute,
    ikaro

  5. #80
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Cara Francesca,
    nemmeno Jung dice niente di nuovo
    Può darsi. Ma Jung lo dice in senso 'analitico'...cosa tremendamente distante dagli autori citati. E, in ogni caso, Jung (poveretto) dice molte cose ''nuove'' già negli anni dieci e venti; cose che, per esempio, i relazionali e gli intersoggettivisti farebbero bene a leggere onde evitare di considerare ''nuovo'' qualcosa di già presente in maniera forte nella prima generazione di analisti. Per esempio, io non capisco bene come si sia fatto a dare tanto credito e ''spazi di novità'' al concetto di ''relazione'' nella ''psicoanalisi'' strettamente contemporanea: come se Freud non avesse ampiamente discusso di ''relazione''! E, d'altro canto, se errore può esser considerato quello di concepire un pò ''freddamente'' (ma solo per esigenze teoriche secondo me..) la relazione analitica, già Jung negli anni venti inizia una riflessione sul transfert che è molto importante e ancora attuale. Certo, mi dirai, la ''relazione'' in senso contemporaneo è qualcosa di diverso: anche a me sembra così; nel senso che tutto il lavoro della psicoanalisi post-freudiana sembra volto non alla totale eliminazione dell'inconscio pulsionale ma, più che altro, alla ripulitura sistematica di tutto ciò nella relazione è ''desiderio''. Ora, è noto che Freud parlò di ''desiderio'' ed è anche noto che nel 1912 esce un libro fondamentale sul ''desiderio'' che è 'Libido, simboli e trasformazioni'...cose dimenticate a questo punto, mi vien da pensare. Io non sono affatto legato a scuole e rigidamente disposto ad ancorarmi ai concetti: però, forse è solo una mia personalissima sensazione, mi sembra che con troppa facilità dimentichiamo il passato e finanche il fatto, rilevante direi, che la psicoanalisi è Freud, punto e a capo. Sarà per questo che nelle scuole junghiane si studiano sistematicamente le opere freudiane! Ma in quelle freudiane lo si studia ancora il vecchio Freud?!
    A parte gli scherzi, ti ringrazio per avermi fatto venire in mente questo intervento. In realtà, io sono molto legato ai primi maestri e, talvolta, mi annoia semplicemente il fatto di dover leggere di cose che, nella loro intima essenza, erano già note da tempo. Ma sono anche fermamente convinto dalla parzialità di questa critica per cui, ripeto, essa si rivela più come una posizione personalissima che come un vero o oggettivo 'sondaggio'.

    Saluti,
    Luigi

  6. #81
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Ho difficoltà a comprendere la contrapposizione del titolo del thread. Perché l'interpretazione del transfert è alternativa a quella della relazione?

  7. #82
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Può darsi. Ma Jung lo dice in senso 'analitico'...cosa tremendamente distante dagli autori citati. E, in ogni caso, Jung (poveretto) dice molte cose ''nuove'' già negli anni dieci e venti; cose che, per esempio, i relazionali e gli intersoggettivisti farebbero bene a leggere onde evitare di considerare ''nuovo'' qualcosa di già presente in maniera forte nella prima generazione di analisti. Per esempio, io non capisco bene come si sia fatto a dare tanto credito e ''spazi di novità'' al concetto di ''relazione'' nella ''psicoanalisi'' strettamente contemporanea: come se Freud non avesse ampiamente discusso di ''relazione''! E, d'altro canto, se errore può esser considerato quello di concepire un pò ''freddamente'' (ma solo per esigenze teoriche secondo me..) la relazione analitica, già Jung negli anni venti inizia una riflessione sul transfert che è molto importante e ancora attuale. Certo, mi dirai, la ''relazione'' in senso contemporaneo è qualcosa di diverso: anche a me sembra così; nel senso che tutto il lavoro della psicoanalisi post-freudiana sembra volto non alla totale eliminazione dell'inconscio pulsionale ma, più che altro, alla ripulitura sistematica di tutto ciò nella relazione è ''desiderio''. Ora, è noto che Freud parlò di ''desiderio'' ed è anche noto che nel 1912 esce un libro fondamentale sul ''desiderio'' che è 'Libido, simboli e trasformazioni'...cose dimenticate a questo punto, mi vien da pensare. Io non sono affatto legato a scuole e rigidamente disposto ad ancorarmi ai concetti: però, forse è solo una mia personalissima sensazione, mi sembra che con troppa facilità dimentichiamo il passato e finanche il fatto, rilevante direi, che la psicoanalisi è Freud, punto e a capo. Sarà per questo che nelle scuole junghiane si studiano sistematicamente le opere freudiane! Ma in quelle freudiane lo si studia ancora il vecchio Freud?!
    A parte gli scherzi, ti ringrazio per avermi fatto venire in mente questo intervento. In realtà, io sono molto legato ai primi maestri e, talvolta, mi annoia semplicemente il fatto di dover leggere di cose che, nella loro intima essenza, erano già note da tempo. Ma sono anche fermamente convinto dalla parzialità di questa critica per cui, ripeto, essa si rivela più come una posizione personalissima che come un vero o oggettivo 'sondaggio'.

    Saluti,
    Luigi
    Caro Luigi,
    non capisco bene le motivazioni della tua critica, fra un ritorno al passato (a Freud ... a Jung, che fra l’altro erano pure in contrasto che hanno dovuto dividersi per divergenze teoriche e caratteriali insanabili), fra “credi davvero di dire qualcosa di nuovo? Tutto è già stato detto”, ma forse non è proprio così. Fra “Io conosco Freud mentre tu non conosci Jung e forse nemmeno Freud...” (sono contento per te e mi scuso umilmente per la mia ignoranza in materia, mi farò un dovere di scarificarmi le carni in espiazione). Fra “la psicoanalisi è Freud, punto e a capo” e a noi non resta che rimanere fedeli al “verbo”, controllare la mala pianta dell’eresia e di tanto in tanto approntare qualche autodafé perché se ne punisce uno per educarne cento. Fra l’altro la tua affermazione (che è molto simile ad una detta da Freud) somiglia ad un detto di Luigi XIV, il “Re sole”, “L’état, c’est moi!”, ed è citata in tutti i totalitarismi.
    Io ho una concezione diversa della psicoanalisi da quella che traspare dalle tue parole, per me Freud rappresenta un buon punto di partenza, ma credo che ripagherei molto male il mio maestro se non concepissi la sua creatura come una cosa viva che si modifica e si rinnova continuamente (come del resto lui stesso ha fatto nel corso della sua vita, non esitando a modificare radicalmente molti aspetti di ciò che aveva scritto in precedenza).
    Se la psicoanalisi è ancora viva e gode ancora di un certo credito nel dibattito culturale moderno non lo si deve certo ai “conservatori”, ma a coloro che con curiosità, spirito di osservazione e di ricerca, hanno indagato persino li dove esistevano dei veti e dei tabù teorici. Lo stesso Jung mi pare abbia esteso e modificato in maniera radicale il concetto di libido freudiana.
    Tutto questo lo dobbiamo ai molti teorici post freudiani che si sono barcamenati all’interno di una struttura che per certi aspetti assomigliava di più a quella di una religione o di una setta, dove il controllo della ortodossia e della fedeltà era elevato, e il flusso inevitabile di nuove idee che è presente in qualsiasi esperienza che si rinnova.
    Un saluto.

  8. #83
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Non mi faccio di certo interprete di quanto ha scritto luigi, tuttavia non mi sembra che abbia espresso chissà quali posizioni ortodosse, e mi sembra pure che si stia un po' estremizzando, come se il concetto di "relazione" fosse esclusiva scoperta di qualcuno ed in tempi molto recenti, mentre compare qua e là nella storia della psicoanalisi, attraverso diversi autori ed un complesso processo di sviluppo teorico.

    Saluti
    gieko

  9. #84
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non mi faccio di certo interprete di quanto ha scritto luigi, tuttavia non mi sembra che abbia espresso chissà quali posizioni ortodosse, e mi sembra pure che si stia un po' estremizzando, come se il concetto di "relazione" fosse esclusiva scoperta di qualcuno ed in tempi molto recenti, mentre compare qua e là nella storia della psicoanalisi, attraverso diversi autori ed un complesso processo di sviluppo teorico.

    Saluti
    Scusami Gieko, ma tu come interpreti ad esempio: “...la psicoanalisi è Freud, punto e a capo” e “...io non capisco bene come si sia fatto a dare tanto credito e ''spazi di novità'' al concetto di ''relazione'' nella ''psicoanalisi'' strettamente contemporanea: come se Freud non avesse ampiamente discusso di ''relazione'”. Per il resto, credo (e lo sostengo da un po’) che quella della “relazione” non è la scoperta di nessuno, non ho remore a darti per buona la tua affermazione che in ambito “dinamico” (non solo psicoanalitico, dunque) il concetto di relazione si sia affacciato più volte e in maniera anche notevole. Però, immagino vorrai darmi atto che ciò che adesso passa per “teorie relazionali” non sia la semplice riedizione delle ipotesi precedenti (anche se deve molto a queste), se non altro perché il paradigma costruttivista ha ritradotto tutti i concetti relazionali in qualcosa di profondamente diverso, dando loro una diversa collocazione. Non mi è molto chiaro, infine, perché accade spesso che i miei interventi vadano approfonditi come se fossero novità assolute, oppure trovino delle remore fondate più sul merito che su contro-argomentazioni.
    Un saluto.

  10. #85
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Caro Luigi,
    non capisco bene le motivazioni della tua critica, fra un ritorno al passato (a Freud ... a Jung, che fra l’altro erano pure in contrasto che hanno dovuto dividersi per divergenze teoriche e caratteriali insanabili), fra “credi davvero di dire qualcosa di nuovo? Tutto è già stato detto”, ma forse non è proprio così. Fra “Io conosco Freud mentre tu non conosci Jung e forse nemmeno Freud...” (sono contento per te e mi scuso umilmente per la mia ignoranza in materia, mi farò un dovere di scarificarmi le carni in espiazione). Fra “la psicoanalisi è Freud, punto e a capo” e a noi non resta che rimanere fedeli al “verbo”, controllare la mala pianta dell’eresia e di tanto in tanto approntare qualche autodafé perché se ne punisce uno per educarne cento. Fra l’altro la tua affermazione (che è molto simile ad una detta da Freud) somiglia ad un detto di Luigi XIV, il “Re sole”, “L’état, c’est moi!”, ed è citata in tutti i totalitarismi.
    Ma no, no! Alcune cose erano a mò di battuta (ci avevo messo anche la faccina!) dai! La mia critica o forse nemmeno tanto 'critica' quanto 'timore' si riferisce alla possibilità, forse anche accaduta, che i teorici successivi si possano scordare o magari leggere senza spirito ermeneutico i contenuti del testo freudiano. Se questo accade, accade pure che concetti 'nuovi' siano spacciati come radicalmente diversi da quelli originari quando magari così tanto diversi non sono se solo si contestualizzasse sempre il lavoro dei primi autori. Primi autori che, con buona pace di tutti, hanno ''inventato'' la psicoanalisi e sarebbe ingiusto considerarli semplicemente come 'superati'. Sul rapporto Freud-Jung le cose sono complesse: anche li c'era in ballo un bel transfert! Sono persuaso sempre più che Freud avesse torto non su posizioni teoriche (benissimamente integrate, con le dovute differenze, nel discorso junghiano) ma ''semplicemente'' per una questione di carattere: il rifiuto categorico delle posizioni junghiane, per un uomo della sua statura interiore, è perlomeno sintomatico di qualcosa d'altro rispetto ad un mero e ossessivo ancoraggio teorico. Lo stesso vale per Jung e per la sua spesso osannata ''esigenza'' di autonomia ''teorica'' (rispetto al ''padre''...). C'è un bel saggio di I.Majore (introduzione ad una edizione di ''libido...'' di Jung che analizza il momento della rottura tra i 2 in maniera interessante e al di là dei luoghi comuni). Ma questa è una storia antica anche se fondamentale nel divenire della psicoanalisi.
    Insomma, nulla di più distante da me l'ideologia! Senza autori nuovi non avremmo potuto sviluppare alcune zone ombrose che sia Freud che Jung si sono necessariamente lasciati alla spalle. Io per esempio trovo la teoria delle relazioni oggettuali perfettamente integrabile nel discorso freudiano e junghiano (ultimamente alcuni autori si sono dedicati al confronto tra il concetto di ''proiezione'' in Jung e quello di ''identificazione proiettiva'' della Klein...meccanismi che considero fondamentali anche in relazione alla teoria dei complessi). La carne al fuoco c'è.
    Del resto, mi dispiace se hai considerato i miei abbozzi di critica un attacco personale! Mi scuso nell'eventualità...ma, ripeto, il tono era scherzoso e provocatorio.

    Saluti,
    Luigi

  11. #86
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Per il resto, credo (e lo sostengo da un po’) che quella della “relazione” non è la scoperta di nessuno, non ho remore a darti per buona la tua affermazione che in ambito “dinamico” (non solo psicoanalitico, dunque) il concetto di relazione si sia affacciato più volte e in maniera anche notevole. Però, immagino vorrai darmi atto che ciò che adesso passa per “teorie relazionali” non sia la semplice riedizione delle ipotesi precedenti (anche se deve molto a queste), se non altro perché il paradigma costruttivista ha ritradotto tutti i concetti relazionali in qualcosa di profondamente diverso, dando loro una diversa collocazione. Non mi è molto chiaro, infine, perché accade spesso che i miei interventi vadano approfonditi come se fossero novità assolute, oppure trovino delle remore fondate più sul merito che su contro-argomentazioni.
    E' ovvio che l'epistemologia di fondo implica un continuo processo di rinascita teorica e concettuale. Non pensiamo però che il costruttivismo - per quanto si possa sposare - sia l'unica base teorica possibile, nè che tutti gli autori citati e non come "relazionali" si rifacciano esplicitamente ad esso.
    Mi pare che venga presentata, insomma, una visione un po' troppo dicotomica della psicoanalisi che, per quello che sono le mie opinioni, è semplicistica. Forse per questo ci sono risposte o di sorpresa o di contestazione ai tuoi post.

    Saluti
    gieko

  12. #87
    Megiston Matema
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Cari Luigi e Gieko,
    avete perfettamente ragione l’uno e l’altro, è probabile che io non abbia compreso il tono scherzoso, provocatorio e la celia, è possibile che mi sia parso persino un attacco personale (ah, se avessi notato prima le faccine ). D’altronde, è vero che se si scrive molto, come io ho fatto in questi forum, le probabilità di esprimere banalità è molto elevata; anzi, le due cose sono spesso in proporzione diretta. Credo che da adesso in avanti starò in religioso ascolto di visioni della psicoanalisi meno dicotomiche e semplicistiche della mia.
    Au revoir mes amis .

  13. #88
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Cari Luigi e Gieko,
    avete perfettamente ragione l’uno e l’altro, è probabile che io non abbia compreso il tono scherzoso, provocatorio e la celia, è possibile che mi sia parso persino un attacco personale (ah, se avessi notato prima le faccine ). D’altronde, è vero che se si scrive molto, come io ho fatto in questi forum, le probabilità di esprimere banalità è molto elevata; anzi, le due cose sono spesso in proporzione diretta. Credo che da adesso in avanti starò in religioso ascolto di visioni della psicoanalisi meno dicotomiche e semplicistiche della mia.
    Au revoir mes amis .
    Per quanto mi riguarda, non ho mai detto nulla del genere. Anzi, potrebbe darsi il caso, che la 'mia' visione della psicoanalisi sia molto più semplicistica di altre. Ne mi pare di aver mai sostenuto che scrivi banalità! O sbaglio?

    Saluti,
    Luigi

  14. #89
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    . Io per esempio trovo la teoria delle relazioni oggettuali perfettamente integrabile nel discorso freudiano e junghiano (ultimamente alcuni autori si sono dedicati al confronto tra il concetto di ''proiezione'' in Jung e quello di ''identificazione proiettiva'' della Klein...meccanismi che considero fondamentali anche in relazione alla teoria dei complessi). La carne al fuoco c'è.Saluti,


    Luigi

    Rispetto alla teoria delle relazioni oggettuali, fu proprio un esponente del Middle Group a proporre per la prima volta, (e sarà poi ripreso da molti senza venir citato, secondo le critiche), la teoria della "relazione" tra due persone "reali" capacità di entrare in relazione che che il bambino ha già dalla nascita e che concorre - la relazione con la madre reale - alla strutturazione della personalità sia negli aspetti sani che problematici.
    E' stato colui che ha dato moltissima importanza alla "Persona".

    Rispetto al concetto di "complessi", considera che esso é molto in rapporto anche e soprattutto, con il concetto di "preconcezione" di W. R. Bion e, relativamente ad esso, c'é un rapporto tra "corpo sottile" in Jung (Psicologia e Alchimia, 1944,...... M- Fordham, Alvarez) e "barriera di contatto" tra elementi "alfa" ed elementi "beta" in Bion (che con questa teoria aveva già - non perdendolo però mai di vista - proposto di spostare l'attenzione su una idea un'alternativa -e considerata da molti "fruttuosa" -a quella di rimosso rispetto al rapporto "corrente" non solo tra madre e bambino ma anche nel "qui ed ora "tra inconscio e coscienza, contenitore e contenuto...... ).
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 01-12-2009 alle ore 20.53.07
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  15. #90
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

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    Rispetto alla teoria delle relazioni oggettuali, fu proprio un esponente del Middle Group a proporre per la prima volta, (e sarà poi ripreso da molti senza venir citato, secondo le critiche), la teoria della "relazione" tra due persone "reali" capacità di entrare in relazione che che il bambino ha già dalla nascita e che concorre - la relazione con la madre reale - alla strutturazione della personalità sia negli aspetti sani che problematici.
    E' stato colui che ha dato moltissima importanza alla "Persona".
    Beh, non farci stare sulle spine, svelaci il misterioso nome...

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Rispetto al concetto di "complessi", considera che esso é molto in rapporto anche e soprattutto, con il concetto di "preconcezione" di W. R. Bion e, relativamente ad esso, c'é un rapporto tra "corpo sottile" in Jung (Psicologia e Alchimia, 1944,...... M- Fordham, Alvarez) e "barriera di contatto" tra elementi "alfa" ed elementi "beta" in Bion (che con questa teoria aveva già - non perdendolo però mai di vista - proposto di spostare l'attenzione su una idea un'alternativa -e considerata da molti "fruttuosa" -a quella di rimosso rispetto al rapporto "corrente" non solo tra madre e bambino ma anche nel "qui ed ora "tra inconscio e coscienza, contenitore e contenuto...... ).
    Sì, sembra che questi due autori abbiano più di un punto in comune, forse anche proprio nella tensione rispetto i canoni psicoanalitici dell'epoca.

    Saluti
    gieko

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