Chiedo in anticipo scusa per l'ot.
Io ritengo che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.![]()







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, e ho pure buttato via le carte da briscola, lo so sono inqualificabile; non dirò mai più ad un paziente che mi fa incavolare, per carità, non sta bene, ne va della deontologia professionale, non si può, non si fa, che figura ci facciamo? Mi chiedevo solo: “Ma come farà un paziente a dirci che è incavolato con noi se noi non ne siamo capaci di dirlo a lui trincerandoci dietro l’etica professionale?”. Ma mi rimetto alle vostre opinioni, e alla vostra grande esperienza. Avendo già da tempo rinunciato a Vespa (nel senso di Bruno) ho pure venduto la mia vecchia vespa
, non si sa mai, se gli eccellentissimi oracoli delfici dicono “Niente vespa!”, vorrà dire niente vespa, e non stiamo qui a sottilizzare. Ho buttato via tutti i dischi di baldanbembo, e ho acquistato tutti quelli di Gaber, ora sono alquanto depresso e ogni volta che ascolto un brano mi viene una voglia irresistibile di sposare Ombretta Colli, ma almeno mi sento un analista migliore. Ho fatto un falò unico dei libri di Mitchell e della psicoanalisi relazionale, robaccia dogmatica e semplicistica, adesso ho tutti gli scritti della Klein, di Bion, di Fairbairn, ecc. pizzini compresi e pure gli scottex dove si pulivano il naso. Li ho già esposti in alcune teche come reliquie. Per il resto: voi mi dite quello che devo fare, e io lo faccio! 
